è dunque evidente che, dopo i fiscalisti ed amministrativisti azzeccagarbugli, i presunti "principi del foro" gli "stallieri_forse_quasi_anzi_certamente_cche_si " mafiosi e omicidi ..........
il Cavalier Silvio Berlusconi ha scelto (stavolta, appare incontestabile, deliberatamente ed in piena connivenza) di accrescere la collezione di elementi indebitamente sottratti alle patrie galere al proprio seguito e servizio.....
PROSIT!![]()
![]()
![]()
Dopo le voci nate dallo scandalo della cocaina
il viceministro reagisce: "Ho la fiducia di Berlusconi"
Micciché: "Resto al mio posto
al governo e nel partito"
PALERMO - "Nessuno ha chiesto a Berlusconi di ritirare il mio incarico di governo dopo i fatti di questa estate, e se qualcuno l'avesse fatto il presidente gli avrebbe sbattuto il telefono in faccia".
Gianfranco Micciché sembra non avere dubbi dopo le indiscrezioni e le voci che si sono accavallate da quando i carabinieri hanno accusato un suo "collaboratore" di aver portato cocaina fin nelle stanze del ministero dell'Economia.
Il sottosegretario ha deciso di contrattaccare, parlando all'assemblea degli eletti di Fi in Sicilia, in casa sua.
Miccichè arriva nella tarda mattinata, accolto da abbracci e strette di mano, ma dai giornalisti partono subito le domande sul suo futuro al governo e nel partito, e Micciché risponde con forza: "Nessuno ha chiesto a Berlusconi di ritirare il mio incarico di governo dopo i fatti di questa estate, e se qualcuno l'avesse fatto il presidente gli avrebbe sbattuto il telefono in faccia".
Quanto al suo ruolo di coordinatore regionale degli azzurro, il viceministro aggiunge: "A maggior ragione nessun dubbio ci può essere sull'autorevolezza del mio ruolo in Sicilia. Quella del direttorio che dovrebbe affiancarmi è soltanto una favola senza fondamento".
E in soccorso del leader siciliano del partito arriva Renato Schifani capogruppo al Senato degli azzurri, anch'egli siciliano. "La posizione di Gianfranco Miccichè - ha detto Schifani - al vertice del partito in Sicilia resta salda, né è prevista alcuna sorta di direttorio che dovrebbe affiancarlo".
Schifani spiega che "se mai è in corso un'analisi a livello nazionale sull'esigenza che chi ha incarichi di governo non possa al contempo coordinare il partito nelle realtà regionali". Si tratta di "una riflessione ancora in corso e ci vorrà qualche tempo perché si arrivi a una determinazione precisa".
fonte: Repubblica (5 settembre 2002)




Rispondi Citando
