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    stanziale
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    Thumbs up in Europa il piu' pericoloso..e' Bossi!

    ANTEPRIMA Incontro con lo storico Pierre Milza che anticipa la tesi del suo nuovo saggio sul moltiplicarsi dei movimenti di estrema destra in Europa

    POPULISMO I fiori del male nascono in Francia

    di ULDERICO MUNZI


    PARIGI - «I veri mostri neri si agitano in Francia» dice lo storico Pierre Milza. E dalla Francia possono dilagare, con la molteplicità delle maschere nazionali, in tutta l’Europa. Un po’ come nella «teoria del caos», il battito delle ali di uno spaventoso farfallone della stazza di Le Pen può far tremare la terra da Mosca a Vienna e Madrid. «Se Chirac non avesse ottenuto nella scorsa primavera una imponente maggioranza al secondo turno delle elezioni presidenziali...», lascia sapientemente cadere nella nostra conversazione il De Felice francese che ha qualche freccia in più nel suo arco rispetto al Maestro italiano, se non altro una sorta di passione cartesianamente controllata per quella «macchina del tempo» che è la Storia. «Ma Chirac sicuramente avrebbe vinto», riprende il professore dell’ultraprestigiosa «Sciences-po» parigina. Ma la sua voce non riflette una convinzione granitica. L’ultima opera di Pierre Milza, che sarà nelle librerie francesi i primi giorni di settembre e che è già stato acquistata in Italia dall’editore Carocci, ha un titolo apparentemente accademico, L’Europe en chemise noire , l’estrema destra dal 1945 a oggi, editore Fayard. Appare invece come un lungo viaggio tra gli «inferi» peggiori, dall’ombre con le croci uncinate agli scheletri del qualunquismo italiano, poi ad Almirante e ai suoi puledri (c’era anche Fini) che scattavano nel saluto fascista, al «poujadismo» francese, alle nuove destre dalle cellule impazzite e inquinate di terrorismo come l’attentatore di Chirac del 14 luglio, al nazional-populismo, agli skinhead, ai movimenti xenofobi della Scandinavia, all’austriaco Jörg Haider, allo svizzero Christoph Blocher, all’italiano Bossi, al movimento dell’unità nazionale russa di Alexandre Barkachov.
    Un sinistro e urlante baraccone. Ma è il fenomeno populista, ultimo guizzo trasformistico del fascismo e del nazismo, che preoccupa, anzi angoscia Pierre Milza: ------------------------------«Più di Haider temo Bossi, meno male che Berlusconi lo sta emarginando». ------àààààààà
    «È stato l’anticomunismo - dice il professore - che ha rappresentato l’alimento principale alla rinascita dell’estrema destra e le ha permesso di erigersi come fortezza in difesa del mondo libero. Molti ingenui si sono lasciati intrappolare. Oggi le cose sono cambiate. Se l’immigrazione, i problemi della sicurezza restano fondamentali nelle motivazioni del voto populista, a tutto ciò bisogna aggiungere la critica virulenta all’establishment politico, la foia di rinnovamento, l’affermazione dell’identità, la difesa dei valori tradizionali, il rifiuto della mondializzazione, il rigetto dell’Europa unita».
    Lo storico, che è di origine italiana e che tra noi ha avuto molto successo con una coraggiosa biografia di Mussolini, sempre pubblicata da Carocci, insegna anche a Ginevra e durante i corsi del 2001 sull’estremismo nero gli studenti gli hanno chiesto di «cristallizzare» le sue lezioni in un testo: «Così non potremo dimenticare il pericolo che incombe su di noi» hanno detto. Per questa ragione è nato il libro che mostra in copertina la temibile pelata di uno skinhead.
    Qual è il messaggio dello storico? «Molti miei colleghi e specie i politologi francesi e italiani considerano l’ascesa del populismo come un fenomeno nuovo. Ai loro occhi Le Pen, Haider, Bossi e Fortuyn sono "neonati". Si sbagliano. Questo fenomeno riproduce nella lunga durata, da secoli, le opzioni, le idee e le ossessioni dell’estrema destra». Si può dire che fascismo e nazismo non sono morti e sepolti? «Attenzione, non sbagliamo pagine storiche, Le Pen, Bossi e Haider non sono fascisti, ma nella loro testa c’è un modello estremistico, un modello nazionalista e populista, hanno, diciamo, i cromosomi mussoliniani nel cervello. Fini se ne è liberato. Ma nell’Europa dell’Est, ad esempio, ricordo i pericoli rappresentati da formazioni come il Partito russo, il Partito nazional repubblicano russo, il Movimento di liberazione nazionale, l’Unione nazionale russa, il Partito nazional-popolare... Quasi una realtà genetica, se vogliamo. Tutto risale alla rivoluzione francese. A partire dal momento del trionfo della Repubblica e con il fiorire delle idee democratiche era fatale che si manifestasse il contrario. Molta gente non ha mai accettato la libertà».
    Ma c’è veramente nell’aria la minaccia di un terremoto nero? «Tutto può accadere, anche se penso che la democrazia, le istituzioni e, direi, l ’air du temps siano stabili. Non vedo l’estrema destra populista impossessarsi del potere in Europa e rimbalzare da un Paese all’altro. Ma c’è sicuramente il rischio del contagio che fa tralignare il pensiero della gente e c’è il rischio di una paralisi delle istituzioni. Metta un Le Pen all’Eliseo o un Bossi a Palazzo Chigi... Ci vorrebbe una crisi di potere molto grave, certo. Se avvenisse un crollo spaventoso alla Borsa. Non nascondo che si vedono brutti segnali, Haider in Austria, il Partito populista in Svizzera e, ripeto, quel Bossi...».
    Dunque, non si può parlare di nuovo fascismo, ma come dice lei nel suo libro di una ridda di populismi nazionalistici. «Non si tratta di nuovo fascismo, questo è sicuro. Non bisogna spaventarsi con un ritorno del Duce e di Hitler. Come dico nel libro, i movimenti di emuli si moltiplicano e l’orco resta il nazional-populismo».
    C’è uno spirito comune? «C’è in comune l’oscurantismo, il contrario delle Lumières . Quei personaggi non puntano a una dittatura, ma vogliono fermare la storia. Odiano il liberalismo politico. Hanno una potenza di voto in Europa che si aggira fra il 10 e il 20 per cento, milioni e milioni di elettori». C’è un Paese dove il fiore del male cresce in modo terrorizzante? «La Francia, eccola la cattiva maestra. Dopo il 1945 è la prima nazione che accoglie due putsch e che sviluppa un grande movimento nazional-populista di destra che si chiama poujadisme con cinquanta deputati nel 1956. E per tornare ai putsch, grazie a loro entra in scena il gollismo. Entrambi sono appoggiati dall’estrema destra. Nel 1958 Charles de Gaulle arriva al potere e poi il secondo putsch del 1961, quello "algerino", attuato dai generali Salan, Challe, Jouhaud e Zeller fortunatamente fallisce. È in Francia che nasce il "negazionismo" di Faurisson il quale proclama: le camere a gas sono una favola. È sempre in Francia che spunta la nuova destra negli anni Settanta e il suo seme si sparge in tutta l’Europa. In Francia nasce il Fronte nazionale di Le Pen negli anni Ottanta con subito il dodici per cento dei voti. Il terribile morbo nasce nella terra dei Lumi».


    Il libro: Pierre Milza, «L’Europe en chemise noire. Les extrêmes droites européennes de 1945 à aujourd’hui», editore Fayard, pagine 479, euro 22

  2. #2
    email non funzionante
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    Questo è ciò a cui si fa riferimento quando si parla di "intellighenzia ufficiale". Sono tentativi accademici di spingere i popoli verso i sentieri che le elitè (forse non così compatte come spesso si asserisce, ma certamente influenti) desiderano, ossia quelli del nichilismo, dell'individualismo, di un falso liberalismo difeso solo nel dominio di un "politicamente corretto " sempre più stretto e asfisssiante. Si tratta di tattiche precise, che usano la storia come spauracchio e come teatro di fantasmi , non certo come risorsa per disegnare possibili e probabili scenari futuri ben più concreti e macabri. Di fronte all'offensiva dell' Islam, di fronte alla "renaissance" di un nuovo mostro rosso,di fronte alla crisi demografica europea, di fronte ai problemi che pone la globalizzazione dei mercati, di fronte alla spinta totalitaria della scienza, di fronte a fenomeni sempre più diffusi come droga, suicidi, anomia sociale, di fronte alle tragedie di un'immigrazione non controllata, di fronte alla disarmante pochezza di strumenti con cui affrontano il dialogo interculturale nonostante i belli slogan politically correct che ci vendono..... Gli intellettuali si preoccupano di chi, programma alla mano, chiede più sicurezza per i cittadini che RAPPRESENTA, maggiore vicinanza e quindi trasparenza del potere politico rispetto alla gente e al mondo associativo attraverso la devolution, maggior senso delle tradizioni che cementificano le diverse comunità consentendo una naturale prevenzione sociale,e anche maggiore libertà d'espressione. Altro che nemici del liberalismo! Per quelli sarebbe meglio bussassero alle porte dei salotti cui sono usuali, perchè è li che regna classismo, complottismo, snobismo, ipocrisia, decadenza, perchè è li che si emarginano i dissidenti scomodi,e si instaurano "paradigmi" dogmatici e intangibili facendosi beffa della RICERCA e dell'onestà intellettuale !!!!!!

  3. #3
    Mjollnir
    Ospite

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    Stavo per postarlo io, carbonass... ma hai il download automatico ?

  4. #4
    ilariamaria
    Ospite

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    beh a me fa piacere che gente come questo milza consideri bossi pericoloso...
    di solito questo genere di personaggi considera bravi ragazzi i persichetti e i giuliani... hanno un po' il sistema di valori alterato,...

    perciò w bossi pericoloso

  5. #5
    Mjollnir
    Ospite

    Predefinito

    Patetico il livello delle argomentazioni :

    C’è in comune l’oscurantismo, il contrario delle Lumières . Quei personaggi non puntano a una dittatura, ma vogliono fermare la storia. Odiano il liberalismo politico.

    Dunque apprendiamo che Illuminismo = Bene, Civiltà ecc... e
    il suo contrario = Male, barbarie, tenebre, ecc...

    Tuttavia ammette che i populisti non puntano ad una dittatura. Quale è allora il pericolo ? La barbarie ? Eccola : odiano il liberalismo politico (evidentemente già assunto a forma politica perfetta ed irreversibile).

    Altra perla :

    Questo fenomeno riproduce nella lunga durata, da secoli, le opzioni, le idee e le ossessioni dell’estrema destra
    Dunque l'estrema destra esiste da secoli ? Quanti ? Ma se la memoria non mi inganna, tali categorie politiche risalgono al parlamento rivoluzionario francese. Di che estrema destra parla allora nei secoli ? E il populismo - fenomeno tipicamente contemporaneo - che relazione avrebbe con questa estrema destra eterna ? Qui si vede nient'altro che il riciclo della sparata di Umberto Eco sul fascismo eterno, essenza metafisica rintracciabile anche nel neolitico ...

    Comica la disinvoltura con cui vengono associati i vari fenomeni:


    È in Francia che nasce il "negazionismo" di Faurisson il quale proclama: le camere a gas sono una favola. È sempre in Francia che spunta la nuova destra negli anni Settanta e il suo seme si sparge in tutta l’Europa. In Francia nasce il Fronte nazionale di Le Pen negli anni Ottanta con subito il dodici per cento dei voti. Il terribile morbo nasce nella terra dei Lumi».

    Insomma, pare che Zio Adolfo sia lì lì per fare di nuovo capolino...eppure, la nuova resistenza si fa alla Lega, colpevole di :

    critica virulenta all’establishment politico, la foia di rinnovamento, l’affermazione dell’identità, la difesa dei valori tradizionali, il rifiuto della mondializzazione, il rigetto dell’Europa unita.

    Che vi devo dire, amici leghisti..pur non appartenendo alla Lega, se le vostre colpe sono queste...continuate così Del resto, qualche piede di troppo lo avete pestato, visto che :

    Più di Haider temo Bossi, meno male che Berlusconi lo sta emarginando.

    Invece apprendiamo che, sì esiste un

    modello estremistico, un modello nazionalista e populista,

    tuttavia

    Fini se ne è liberato.

    Che dire, per tornare nel club dei buoni dovreste consigliare a Bossi di andare a frignare 1 pò al Muro del Pianto...i giornalisti e gli "storici" tornerebbero sicuramente ad essere + gentili con l'Umberto, e magari sarebbe nominato anche Giusto fra le Nazioni...

  6. #6
    Totila
    Ospite

    Predefinito

    Originally posted by Mjollnir
    Patetico il livello delle argomentazioni :

    C’è in comune l’oscurantismo, il contrario delle Lumières . Quei personaggi non puntano a una dittatura, ma vogliono fermare la storia. Odiano il liberalismo politico.

    Dunque apprendiamo che Illuminismo = Bene, Civiltà ecc... e
    il suo contrario = Male, barbarie, tenebre, ecc...

    Tuttavia ammette che i populisti non puntano ad una dittatura. Quale è allora il pericolo ? La barbarie ? Eccola : odiano il liberalismo politico (evidentemente già assunto a forma politica perfetta ed irreversibile).

    Altra perla :

    Questo fenomeno riproduce nella lunga durata, da secoli, le opzioni, le idee e le ossessioni dell’estrema destra
    Dunque l'estrema destra esiste da secoli ? Quanti ? Ma se la memoria non mi inganna, tali categorie politiche risalgono al parlamento rivoluzionario francese. Di che estrema destra parla allora nei secoli ? E il populismo - fenomeno tipicamente contemporaneo - che relazione avrebbe con questa estrema destra eterna ? Qui si vede nient'altro che il riciclo della sparata di Umberto Eco sul fascismo eterno, essenza metafisica rintracciabile anche nel neolitico ...

    Comica la disinvoltura con cui vengono associati i vari fenomeni:


    È in Francia che nasce il "negazionismo" di Faurisson il quale proclama: le camere a gas sono una favola. È sempre in Francia che spunta la nuova destra negli anni Settanta e il suo seme si sparge in tutta l’Europa. In Francia nasce il Fronte nazionale di Le Pen negli anni Ottanta con subito il dodici per cento dei voti. Il terribile morbo nasce nella terra dei Lumi».

    Insomma, pare che Zio Adolfo sia lì lì per fare di nuovo capolino...eppure, la nuova resistenza si fa alla Lega, colpevole di :

    critica virulenta all’establishment politico, la foia di rinnovamento, l’affermazione dell’identità, la difesa dei valori tradizionali, il rifiuto della mondializzazione, il rigetto dell’Europa unita.

    Che vi devo dire, amici leghisti..pur non appartenendo alla Lega, se le vostre colpe sono queste...continuate così Del resto, qualche piede di troppo lo avete pestato, visto che :

    Più di Haider temo Bossi, meno male che Berlusconi lo sta emarginando.

    Invece apprendiamo che, sì esiste un

    modello estremistico, un modello nazionalista e populista,

    tuttavia

    Fini se ne è liberato.

    Che dire, per tornare nel club dei buoni dovreste consigliare a Bossi di andare a frignare 1 pò al Muro del Pianto...i giornalisti e gli "storici" tornerebbero sicuramente ad essere + gentili con l'Umberto, e magari sarebbe nominato anche Giusto fra le Nazioni...
    E questo Milza sarebbe il De Felice francese?...Lasciamo perdere.
    Al massimo sarà il Tranfaglia o il Villari francese. Se questo è il livello della ricerca storiografica d'oltralpe stiamo freschi.
    Cmq, mi fa piacere che Bossi sia stato giudicato "pericoloso"...Segno che la sua presenza disturba...

  7. #7
    Mjollnir
    Ospite

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    [QUOTE]Originally posted by pigna2
    [B]Credo che si possa definire pericolosa una persona che , avendo credibilità , dice cose eversive - Non è il caso di Bossi. Non se lo caga nessuno. Grazie anche a Berlusconi che sono due anni che lo dice in tutte le capitali europee


    Che significa

  8. #8
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    l'italiano
    non ci arriva
    che e' tutto concordato.............

  9. #9
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    Predefinito Re: in Europa il piu' pericoloso..e' Bossi!

    [QUOTE]Originally posted by carbonass
    [B]ANTEPRIMA Incontro con lo storico Pierre Milza che anticipa la tesi del suo nuovo saggio sul moltiplicarsi dei movimenti di estrema destra in Europa

    POPULISMO I fiori del male nascono in Francia

    *Ma perchè il POPULISMO deve essere negativo? Se è negativo, come si chiama il suo contrario positivo, ANTIPOPULISMO (=contro il popolo)?

    Ma è il fenomeno populista, ultimo guizzo trasformistico del fascismo e del nazismo, che preoccupa, anzi angoscia Pierre Milza


    * il "populismo" non ha nulla a che fare con il nazionalismo proprio del fascismo e del nazismo. Forse Mussolini si sarebbe sognato di scrivere "ITAGLIA"?

    Più di Haider temo Bossi, meno male che Berlusconi lo sta emarginando». ------àààààààà

    * in questo ha ragione: Haider non si lascia comprare. Berluska...fa l' unica cosa utile ai suoi interessi.
    « la critica virulenta all’establishment politico, la foia di rinnovamento, l’affermazione dell’identità, la difesa dei valori tradizionali, il rifiuto della mondializzazione, il rigetto dell’Europa unita».

    *forse roba da poco?

    Ai loro occhi Le Pen, Haider, Bossi e Fortuyn sono "neonati". Si sbagliano. Questo fenomeno riproduce nella lunga durata, da secoli, le opzioni, le idee e le ossessioni dell’estrema destra». Si può dire che fascismo e nazismo non sono morti e sepolti? «Attenzione, non sbagliamo pagine storiche, Le Pen, Bossi e Haider non sono fascisti, ma nella loro testa c’è un modello estremistico, un modello nazionalista e populista, hanno, diciamo, i cromosomi mussoliniani nel cervello.

    *Ecco, adesso arriviamo al punto: Le Pen è nazionalista ("Front NATIONAL"), ma Bossi (Lega "NORD") e Haider ("Partito Liberale Austriaco") sicuramente no. Non dimentichiamoci che tutto il cosiddetto "populismo", ben descritto più sopra nei suoi temi essenziali, è nato all' insegna dell' Europa dei Popoli, contrapposta a quella degli stati nazionali, quindi contrapposta al fascismo.



    Non vedo l’estrema destra populista impossessarsi del potere in Europa e rimbalzare da un Paese all’altro.

    *Persevera nello stesso errore. Bossi è diventato di destra solo dopo essere stato dal notaio col Berluska, Haider ha introdotto gli assegni famigliari, si oppone all' ingresso dell' Austria nella NATO, lotta per impedire l' acquisto di 18 caccia e preferisce destinare quei soldi all' aumento delle pensioni. Inoltre ha scritto un libro "Futuro liberato, al di là di destra e sinistra". Chi vede addirittura "estrema" destra non è un filosofo, è un ignorante.


    Quei personaggi non puntano a una dittatura, ma vogliono fermare la storia.

    * Se nella storia di un Popolo viene il momento di fermare la storia stessa, in quanto portatrice di cose negative, è giusto fermare la storia. Sarebbe stato giusto fermare mussolini, Hitler, Lenin e tanti altri gentiluomini del genere. E' oggi un obbligo morale fermare la globalizzazione delle multinazionali corrotte, tipo Emron, fermare il turbocapitalismo di Schüssel, Berluska e Maroni, fermare la terza guerra mondiale che stanno cominciando Bush e Sharon.

    Serenissimi saluti mitteleuropei

  10. #10
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    [QUOTE]Originally posted by Mjollnir
    [B]
    Originally posted by pigna2
    Credo che si possa definire pericolosa una persona che , avendo credibilità , dice cose eversive - Non è il caso di Bossi. Non se lo caga nessuno. Grazie anche a Berlusconi che sono due anni che lo dice in tutte le capitali europee


    Che significa

 

 
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