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  1. #1
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Scuola Radice (Milano): 93 stranieri su 96 alunni

    Poi chissà quali saranno i cognomi dei cosiddetti alunni "italiani"...
    "S'infrange il sogno integrazione": esatto, un sogno, una follia, un'insensatezza fin dall'inizio che solo gli illusi o gli immigrazionisti in malafede potevano propagandare, alla fine la natura prevale, tutti antirazzisti a parole davanti alle interviste della tv poi a conti fatti nessuno a ragione vuol mandare i propri figli in baraccopoli formato scuola con livelli di insegnamento (e non solo) tarati inesorabilmente sugli immigrati (anche clandestini, nella scuola italiota) e i loro paesi di provenienza, cioè sotto zero più o meno. Il tutto, essendo nel fantastico pubblico itagliano, pagato da noi contribuenti.


    I due casi di Roma e Milano: oltre il 95% di immigrati

    Le classi dove gli italiani sono stranieri

    Se aumenta troppo il numero degli alunni stranieri i genitori italiani chiedono il trasferimento dei loro figli

    Le classi dove gli italiani sono stranieri - Corriere della Sera

    MILANO - A Milano le classi differenziate riser*vate ai soli stranieri esistono già: all’elementare Radice, su 96 alunni 93 sono immigrati. A Roma c’è un caso analogo: alla Pisacane su 184 bambini solo 6 hanno genitori italiani. Si dice classi, ma in realtà sono ormai piutto*sto intere scuole nelle quali gli alunni italiani si possono contare sulle dita, a volte anche di una sola mano. Ma non si tratta delle strutture speciali — e di*scriminatorie — periodicamente ri*chieste a gran voce dalla Lega. Si tratta bensì di formazioni spontanee — altrettanto discriminatorie — cresciute sulla forte concentrazione degli immigrati in alcuni quartieri e la conseguente fuga dei bambini italiani dagli istituti in cui spesso finiscono per trovarsi in schiaccian*te minoranza.

    Né si possono per queste fu*ghe biasimare le famiglie, comprensibil*mente preoccupate per il livello d’istruzio*ne dei figli, per forza di cose inferiore, no*nostante l’impegno a volte anche eroico degli insegnanti, in quelle classi nelle qua*li la maggioranza degli alunni soltanto a stento mastica l’italiano. Ovvio che contro questa realtà s’infrange il sogno dell’integrazione. Che non è, natu*ralmente, soltanto un sogno bensì una ne*cessità primaria per un Paese di recente e forte immigrazione come il nostro. Integra*zione che, per altro, ha qualche speranza di compiersi realmente soltanto a scuola, nel tempo, almeno in teoria felice, che dovreb*be precedere pregiudizi, grettezze e ideolo*gie. Ma con chi mai possono integrarsi i piccoli stranieri nelle nuovissime scuo*le-ghetto, scuole, perciò, inevitabilmente di serie B, che in modo spontaneo si stan*no formando un po’ qua e un po’ là? Al mas*simo con i bambini della nazionalità più rappresentata, cinesi, dunque, forse, oppu*re romeni o sudamericani. Per riequilibrare le classi, tornare al vec*chio metodo archiviato dei bacini d’uten*za, che legava obbligatoriamente gli alun*ni alla loro scuola di zona, non servirebbe più perché numerosi quartieri periferici delle grandi città sono ormai abitati quasi soltanto da immigrati, fatta eccezione per certi anziani che non hanno i mezzi e forse nemmeno la voglia di spostarsi dal rione dove bene o male sono vissuti una vita inte*ra; e che, naturalmente, non vanno a scuo*la.

    Se, dunque, non si vogliono più o meno silenziosamente avallare nuovi ghetti dele*teri per la futura convivenza, non resta che il ragionevolissimo anche se assai più labo*rioso sistema delle quote, in base al quale inserire nelle classi un numero di stranieri compatibile con i normali livelli di istruzio*ne, di modo da non indurre alla fuga gli alunni italiani. Si raggiungerà questo possi*bile equilibrio con il venti, il trenta o an*che con il quaranta per cento di bambini extracomunitari? Toccherà agli esperti de*ciderlo e a presidi e provveditori metterlo in pratica; però in fretta, altrimenti il fune*sto fenomeno delle scuole per soli stranie*ri non potrà che moltiplicarsi. Fondamentale sarebbe però anche pre*parare gli insegnanti al compito ben più difficile che ormai li aspetta in numerosi istituti, sostenendoli con corsi di aggiorna*mento mirato, affiancandoli con persona*le per il doposcuola, non lasciandoli soli sulla breccia; magari, se fosse possibile, pa*gandoli anche di più rispetto ai colleghi impegnati in realtà un po’ più normali e più conosciute.

    Isabella Bossi Fedrigotti

    11 settembre 2009
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

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  2. #2
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Rif: Scuola Radice (Milano): 93 stranieri su 96 alunni

    Scuola, ventimila studenti in più, uno su 10 è immigrato. Meno prof - Milano

    Lunedì 14 si tor*na a scuola. Tra polemiche e proteste. Appelli e speranze. Saranno 20mila gli studen*ti in più che si siederanno tra i banchi di scuola. Un aumen*to dovuto «alla ripresa delle nascite e al flusso migrato*rio». Gli alunni stranieri cre*scono a un ritmo costante «ottomila ogni anno». Solo nel capoluogo lombardo so*no oltre 50mila, cioè il 12.1 per cento di tutta la popola*zione scolastica. La maggior parte arriva dalle Filippine, poi dall’Ecuador e la Roma*nia. E proprio ai genitori degli studenti immigrati Colosio lancia un appello: «Perché an*che le famiglie straniere devo*no rendersi conto che l’anno comincia a settembre e termi*na a giugno». Troppe volte denuncia il dirigente «gli alunni devono essere integra*ti in una classe che ha già ini*ziato l’anno scolastico. E que*sto comporta molti proble*mi. E soprattutto danneggia il giovane». Senza contare i costi. Già perché la spesa me*dia per ogni studente è di 5.313 euro all’anno. Per un to*tale che arriva a 7,2 miliardi di euro, di cui l’80 per cento in carico allo Stato e il resto a Comuni e Regione.

    Libero News - SCUOLA: LUNEDI' AL VIA NELLA PROVINCIA DI BERGAMO, IN CLASSE OLTRE 165MILA ALUNNI (2)

    Scuola bergamasca sempre piu' multietnica, si prevedono oltre 18mila studenti in totale con cittadinanza non italiana, mentre nel 2000 erano 3.570. Nelle scuole statali e' figlio di immigrati il 13% circa degli alunni, mentre nel 2008/2009 ci si attestava al 12,63%. Alle statali nel 2008/2009 (dato al 31 dicembre 2008) erano 15.970 in totale: alle primarie il 14,29% (7.038 alunni con cittadinanza non italiana), alle medie il 10,53% (4.162), alle superiori il 10,79% (3.053), nelle scuole dell'infanzia il 18,32% (1.717). Gli oltre 18mila previsti tengono conto dei continui arrivi e del marcato numero di bimbi stranieri nelle scuole dell'infanzia paritarie. La maggioranza degli alunni della scuola dell'infanzia con cittadinanza non italiana e' nata nel nostro Paese.
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  3. #3
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    Predefinito Rif: Scuola Radice (Milano): 93 stranieri su 96 alunni

    sono dati ormai acclarati (basta andare in giro per le zone più industrializzate delle nostre regioni per accorgersi che i Padani sono stranieri)

  4. #4
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Rif: Scuola Radice (Milano): 93 stranieri su 96 alunni

    Mensa cara, alle materne una classe tutta straniera - Corriere del Veneto

    MONTECCHIO MAGGIORE - Novantuno per cento di alunni figli di immigrati: succede in una classe del*la scuola materna statale «Jean Piaget» di Alte Cecca*to. Un «effetto collaterale» della riforma della scuola entrata in vigore quest’anno, che ha introdotto l’ora*rio «antimeridiano», dalle 7.30 alle 12.30.

    Stanno per iniziare le lezioni, una sfida per gli inse*gnanti, che dovranno conciliare la via dell’integrazio*ne con le esigenze di due strani alleati: il ministero, che ha promosso (per chi lo richiede) il ritorno al*l’orario ridotto per non sforare un bilancio sempre più risicato, e le famiglie di migranti, che spesso pre*feriscono far pranzare i figli a casa, sia per risparmia*re sulla retta della mensa (circa quattro euro al gior*no che, in tempi di crisi, non sono pochi come affer*ma il dirigente della scuola) sia perché non hanno l’abitudine a considerare la scuola come un luogo di socialità, dove restare tutto il giorno. «Per la prima volta abbiamo una pri*ma con ventuno stranieri su ventitré iscritti: la nuova sezione farà cinque ore di lezione anziché otto al giorno – spiega Sergio Cracco, il dirigente scola*stico dell’Istituto comprensivo 2 di Montecchio, di cui fa parte la materna Piaget - . Stiamo facendo degli sforzi per venire incontro alle esigenze di queste persone». Sono state attivate una serie di attività «trasversali» per far socializzare italiani e stranieri; per i primi mesi saranno presenti dei me*diatori culturali; infine, grazie a dei fondi comunali stanziati dalla giunta Scalabrin (Pd) e riconfermati dalla Cec*chetto (Lega), verranno attivate delle ore aggiuntive di lingua italiana. La maggior parte dei bambini sono del Bangladesh, e tendono a fare gruppo fra di loro.

    A Montecchio la percentuale di stranieri residenti è del 17 per cento. La nuova giunta di centrodestra, guidata dalla leghista Milena Cecchetto, ha approva*to la modifica, in senso restrittivo, dei parametri del*le idoneità di alloggio (obbligatoria per il rinnovo del permesso di soggiorno), e ha varato un pacchetto di aiuti alle famiglie in difficoltà riservato agli italiani e, per gli immigrati, solo a quelli residenti da almeno sei anni a Montecchio. Una delibera votata anche dal Pd, che con la precedente giunta Scalabrin aveva ap*provato un provvedimento molto simile. Alla Piaget vi sono 162 alunni di cui 100 stranieri (il 66 per cen*to), mentre in tutto l’Istituto comprensivo gli stranie*ri si attestano al 38 per cento. Tutto questo mentre, proprio a Vicenza, a febbraio di quest’anno è stato approvato un tetto del 30-35 per cento di bambi*ni stranieri. Misura poi fatta propria dalla Regione, che nelle linee guida per l’anno scolastico 2010-2011 invita scuole e enti locali a individuare limiti massi*mi di stranieri, raccomandando che la quota sia del 35%, ma rimandando i dettagli a «specifici accordi territoriali». «Siamo tre punti fuori dalle direttive regionali, ma abbiamo dei picchi molto più alti – spiega Cracco *. Questo perché in questa zona è concentrato il mag*gior numero di abitazioni di stranieri. Ci vorrebbe una migliore distribuzione dei bambini stranieri. Non si tratta di spostarli chissà dove, né di fare depor*tazioni di massa. Però, anche per spostarli di un chilo*metro ci devono essere dei supporti». Tutte spese che l’istituto non si può accollare: dallo scuolabus per trasportare i bambini, ai mediatori culturali, per spiegare alle famiglie straniere l’opportunità di man*dare i figli in un altro quartiere, e con il tempo pieno.
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  5. #5
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    Predefinito Rif: Scuola Radice (Milano): 93 stranieri su 96 alunni

    deputato PDL e consulente politico di Maria Stella Gelmini, viene intervistato da RaiNews24



    carino... hefico:
    Ultima modifica di TIGERSUITE; 15-09-09 alle 14:46
    "Non sei uno schiavo perchè qualcuno ti domina,ma qualcuno ti domina perchè sei uno schiavo."



  6. #6
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    Predefinito Rif: Scuola Radice (Milano): 93 stranieri su 96 alunni

    Io sono già scandalizzato del fatto che a Torino, ma non solo, 3 abitanti su 4 siano meridionali. Senza considerare igli extra italia.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Scuola Radice (Milano): 93 stranieri su 96 alunni

    Con l'invasione siamo a buon punto.
    Esiste però un problema, la necessità di creare un corpo di insegnanti per integrare quei pochi ragazzini di origine italica con gli stranieri.

    Ossia una classe, con solamente 4 -6 allievi che sono di lingua italiana, deve avere un insegnante supplementare che nel dopo scuola cerchi di farli integrare facilmente nel pensiero islamico, nella cultura magrebina.

    Tali insegnati potrebbero essere facilitati in quanto molti ragazzi pur essendo italiani sono più preparati ad assimilare la mentalità semitica perché provengono da zone dell'italia dove la eredità della cultura magrebina è sempre stata presente da secoli. .

    Tutti i professori che non sono di ruolo, precari, disoccupati essendo per maggioranza di condizionamento di sinistra, sono già preparati inconsapevolmente per distruggere la cultura dei popoli dall'interno, e potrebbero portare avanti o perfezionare chi è già predisposto, per la cultura dei propri avi, al discorso di essere semitizzato integralmente.

    Una forza di insegnanti preparati per il condizionamento dei ragazzi. .

    Secondo la globalizzazione l''italia, ma specialmente il Nord, devono diventare una zona dell'Africa.

    Ossia riprendere il discorso dopo gli imperatori romani.
    Non dividere l'impero romano con un meridiano tra oriente ed occidente.
    Ma dividere con un parallelo tra Europa e Africa. .
    Parallelo che potrebbe essere il 46° in modo che la Padania diventi una verde terra dell'Africa.

    Non si dica che non si può, perché tutti sappiamo quale grande aiuto può dare la lega nel facilitare l'invasione indolore.

    Infatti una volta chi tosava le pecore contemporaneamente teneva ferma l'animale.
    Oggi con l'era della produzione in linea (tipo Fiat) vi è la suddivisione dei compiti, vi è chi tiene ferma la pecora ( la lega) e chi la tosa ( roma).
    Ultima modifica di jotsecondo; 16-09-09 alle 18:09

  8. #8
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    Predefinito Rif: Scuola Radice (Milano): 93 stranieri su 96 alunni

    l'apartheid mi pare l'unica soluzione sensata

  9. #9
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    Predefinito Rif: Scuola Radice (Milano): 93 stranieri su 96 alunni

    Citazione Originariamente Scritto da jotsecondo Visualizza Messaggio
    Parallelo che potrebbe essere il 46° in modo che la Padania diventi una verde terra dell'Africa.
    Mi sa che sto parallelo debbano spostarlo più a nord , molto più a nord , a vedere il numero , maggiore che in Padania , di negher , latinos , cinesi , maghrebini , indiani , cinesi e fecciume vario che si è accampato negli ultimi anni a Oslo , Malmoe , Parigi , Berlino , Rotterdam , Londra , Manchester etc
    Salvini, finto sovranista e vero neocon (sionista, americanista, ricchista)
    Maduro ce l'ha duro e ve lo mett'ar culo!

  10. #10
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    Predefinito Rif: Scuola Radice (Milano): 93 stranieri su 96 alunni

    Citazione Originariamente Scritto da Robert Visualizza Messaggio
    Mi sa che sto parallelo debbano spostarlo più a nord , molto più a nord , a vedere il numero , maggiore che in Padania , di negher , latinos , cinesi , maghrebini , indiani , cinesi e fecciume vario che si è accampato negli ultimi anni a Oslo , Malmoe , Parigi , Berlino , Rotterdam , Londra , Manchester etc
    In questi giorni Marchionne chiede che si continui ad aiutare la rottamazione delle auto.

    Se credono che questo sia un sistema assodato, qualcosa nel mondo occidentale non funziona.

    Potrebbe verificarsi una forte riequilibrazione del sistema.
    Pertanto il confine potrebbe essere portato al 46° parallelo.

    Perché è solamente in italia che tutti i partiti sono favorevoli all'immigrazione, anche quello che recita la parte di essere contro.

 

 
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