Tra le vittime del polverone sollevato dalla Repubblica con la diffusione dell'appunto riservato del Sisde sulla strategia della mafia e sulle sue possibili mosse nei prossimi mesi, è finito anche Michele Saponara, penalista illustre e deputato di Forza Italia.
la Repubblica, nel contesto del servizio dedicato allo scoop, lo ha citato tra quanti negli ultimi tempi si sarebbero fatti carico di raccogliere alcune istanze di Cosa nostra. Saponara, in particolare, è stato accusato di aver presentato un disegno di legge per modificare gli articoli 630 e 633 del codice di procedura penale in materia di revisione dei processi penali in seguito ad alcune sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo. E in effetti Saponara è tra i firmatari della proposta, presentata su iniziativa dell'onorevole Sergio Cola il 31 luglio del 2001.
Ma, accanto alla sua firma, c'è anche quella di esponenti del centrosinistra, come Giovanni Russo Spena ed Elettra Deiana, di Rifondazione comunista, Franco Angioni e Franco Grillini, del gruppo Ds, e Andrea Colasio della Margherita. La proposta riprende, quasi alla lettera, il testo di una proposta analoga già presentata nella passata legislatura, la numero 3168. Tra i firmatari, Cesare Salvi, allora capogruppo diessino a Palazzo Madama. Nessuno di questi parlamentari ha sentito il bisogno di dichiarare la propria solidarietà al parlamentare di Forza Italia, magari mandando una lettera a piazza Indipendenza. Il quotidiano di proprietà di Carlo De Benedetti rilancia anche oggi la pesantissima e infondata insinuazione, con un'intervista nella quale un avvocato specialista nella gestione dei pentiti "rivela" che i boss si aspettavano favori dalla"legge Saponara". Il parlamentare si chiede se a piazza Indipendenza il "diritto-dovere di informare" sia interpretato come dovere di "falsare la realtà e di diffamare".




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