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  1. #1
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Fisco: i consumi superano i redditi dichiarati. Il record? In Calafrica

    In media si consuma il 19% in più di quanto si dichiara al fisco

    APCOM- Fisco,i consumi superano i redditi dichiarati.Record in Calabria

    Roma, 7 set. (Apcom) - Gli italiani consumano molto più di quanto dichiarano al Fisco. "I consumi delle famiglie nel 2007, ultimo anno confrontabile, hanno staccato i valori dei redditi dichiarati con il modello Unico o il 730, che in media si sono fermati il 20% sotto il livello delle spese". Questo il risultato di un'inchiesta condotta dal Sole24ore di oggi secondo cui la forbice si allarga fino anche al 50% se si guarda alle regioni del Sud. "In Calabria la distanza tra spese e redditi dichiarati sfiora il 50%, in Sicilia è al 38,6% e si mantiene sopra quota 30% anche in Campania e Puglia. La fotografia fiscale - spiega il quotidiano - si presenta meno sgranata al Nord, dalla Lombardia dove si spende solo il 5,8% in più di quel che si dichiara, al Piemonte (13,3%) e all'Emilia Romagna (14,6%). Il Lazio con il 19,5% e le Marche con il 18,8% sono in linea con la media nazionale del 19%".
    Ultima modifica di Bèrghem; 11-09-09 alle 13:50
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

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  2. #2
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Rif: Fisco: i consumi superano i redditi dichiarati. Il record? In Calafrica

    Sono poveri e devono essere aiutati con tanta solidarietà, loro...

    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  3. #3
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    Predefinito Rif: Fisco: i consumi superano i redditi dichiarati. Il record? In Calafrica

    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio
    In media si consuma il 19% in più di quanto si dichiara al fisco

    APCOM- Fisco,i consumi superano i redditi dichiarati.Record in Calabria

    Roma, 7 set. (Apcom) - Gli italiani consumano molto più di quanto dichiarano al Fisco. "I consumi delle famiglie nel 2007, ultimo anno confrontabile, hanno staccato i valori dei redditi dichiarati con il modello Unico o il 730, che in media si sono fermati il 20% sotto il livello delle spese". Questo il risultato di un'inchiesta condotta dal Sole24ore di oggi secondo cui la forbice si allarga fino anche al 50% se si guarda alle regioni del Sud. "In Calabria la distanza tra spese e redditi dichiarati sfiora il 50%, in Sicilia è al 38,6% e si mantiene sopra quota 30% anche in Campania e Puglia. La fotografia fiscale - spiega il quotidiano - si presenta meno sgranata al Nord, dalla Lombardia dove si spende solo il 5,8% in più di quel che si dichiara, al Piemonte (13,3%) e all'Emilia Romagna (14,6%). Il Lazio con il 19,5% e le Marche con il 18,8% sono in linea con la media nazionale del 19%".
    Se i redditi del sud fossero stati reali erano morti di fame il 90% da decenni.
    I vincenti hanno sempre una soluzione ad ogni problema, i no(n)euro hanno sempre una scusa.

  4. #4
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Rif: Fisco: i consumi superano i redditi dichiarati. Il record? In Calafrica

    I consumi sono il 20% in più
    di quanto si dichiara al fisco


    di Marco Mobili

    I consumi sono il 20% in più  di quanto si dichiara al fisco - Il Sole 24 ORE

    Il tenore della vita reale degli italiani viaggia a livelli molto più alti di quelli registrati dal fisco. I consumi delle famiglie - nel 2007, ultimo anno confrontabile - hanno staccato i valori dei redditi dichiarati con il modello Unico o il 730, che in media si sono fermati il 20% sotto il livello delle spese. In media, perché in alcune regioni come la Calabria la distanza fra spese e redditi dichiarati sfiora il 50%, in Sicilia è al 38,6% e si mantiene sopra quota 30% anche in Campania e Puglia. La fotografia fiscale si rivela meno sgranata al Nord, dalla Lombardia (dove si spende "solo" il 5,8% in più di quel che si dichiara) al Piemonte (13,3%) e all'Emilia Romagna (14,6%). Il Lazio, con il 19,5%, e le Marche con il 18,8%, sono in linea con la media nazionale del 19 per cento.

    Discorso a parte meritano Trentino Alto Adige e Valle d'Aosta, dove la forbice fra consumi e redditi ufficiali è aperta come nei territori del Mezzogiorno ma il fenomeno si spiega anche con altri fattori. Occorre considerare infatti che queste regioni autonome offrono ai residenti contributi e incentivi per l'acquisto di beni di valore importante (valga per tutti, la prima casa) per cui in realtà l'entità dei consumi è da riferire non solo a redditi prodotti dalle famiglie ma anche agli aiuti ricevuti dagli enti.

    Certo, l'equazione «dimmi quanto consumi e ti dirò quanto guadagni» va un po' precisata. Se fosse sempre vera, la caccia agli evasori fiscali sarebbe quasi un gioco da ragazzi, anche per la stessa amministrazione finanziaria. E il redditometro sarebbe lo strumento perfetto per stanare i furbi delle tasse.

    Il punto, però, è che non sempre è possibile individuare una correlazione diretta tra consumi e reddito: molti possono "spendere" attingendo dal risparmio oppure indebitandosi. Eppure il confronto tra quanto mediamente si sborsa per mantenere sé e la propria famiglia (il dato sui consumi finali è quello indicato nella Relazione generale sulla situazione economica del Paese, 2008, pubblicata dal ministero dell'Economia e delle Finanze) e quanto si dichiara al fisco, qualche problema lo segnala. E riaccende l'attenzione, e per certi aspetti l'allarme, sui temi dell'evasione fiscale e del sommerso, oltre ché sul ruolo dell'economia illegale.

    La ricerca del Sole. I dati elaborati dal Sole 24 Ore dicono che ogni 100 euro lordi indicati nel modello Unico ben 120 se ne vanno in acquisti di tutti i tipi di beni e servizi. Come accennato, si potrebbe osservare che alcuni consumi (almeno quelli più importanti, l'acquisto della casa per esempio) si sostengono attingendo ai risparmi o a forme di indebitamento. Tuttavia questa circostanza è certamente riequilibrata e corretta da almeno tre punti che occorre considerare:

    1) il confronto è stato operato con il reddito complessivo lordo e non con quello netto spendibile (più basso, in media, del 20-25%);

    2) non tutto ciò che viene guadagnato viene speso (c'è una componente di risparmio, pur in calo rispetto al passato);

    3) chi consegue redditi in nero ed evade il fisco non necessariamente li spende, ma può anche risparmiarli.

    A riprova di ciò c'è il fatto che il confronto diventa ancora più impietoso se i consumi vengono confrontati non con il reddito dichiarato, ma con il reddito fiscale effettivamente disponibile per le famiglie (e quindi dopo aver tenuto conto di deduzioni, detrazioni e imposta pagata).

    Calabria peggio di tutte. A livello nazionale la distanza tra acquisti e guadagni (fiscali) sale a circa il 50%: come dire che ciò che viene denunciato nei modelli fiscali basta per pagare la metà dei consumi. In Calabria, il divario tra entrate dichiarate e uscite vola all'80% e la Lombardia, che rimane comunque la regione più virtuosa, arriva a sfiorare il 40 per cento.

    Le differenze tra regioni restano, naturalmente, una delle questioni più spinose. Tanto più se si guarda distintamente ai valori procapite dei redditi e dei consumi. Così, per esempio, in Calabria si dichiarano redditi mediamente inferiori della metà rispetto a quelli dichiarati in Lombardia.

    Distanza che però non si riproduce osservando i consumi, che sono certamente inferiori a quelli dei lombardi ma si scostano al massimo del 30% circa
    .

    Un'ultima considerazione riguarda il fatto che, a livello nazionale e in valore assoluto, i consumi totali (916 miliardi nel 2008) superano i redditi dichiarati (770 miliardi) per circa 146 miliardi di euro. Che diventano poco meno di 170 se invece di considerare il reddito lordo dichiarato si osserva il reddito disponibile.

    Valori, in fondo, non molto distanti dalle più accreditate stime sull'economia sommersa, sempre oscillanti tra i 150 e i 200 miliardi di euro.

    7 settembre 2009
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  5. #5
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    Predefinito Rif: Fisco: i consumi superano i redditi dichiarati. Il record? In Calafrica

    Citazione Originariamente Scritto da Immanuel Visualizza Messaggio
    Se i redditi del sud fossero stati reali erano morti di fame il 90% da decenni.
    E in base a quelli ricevono "perequazione", fondi di solidarietà e compagnia bella...
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  6. #6
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    Predefinito Rif: Fisco: i consumi superano i redditi dichiarati. Il record? In Calafrica

    immagino che per i fascio-itaglioni che si fanno i seghini sulla grandeur romano-imperiale per compensare i loro complessi di inferiorità e i loro disordini da ansia sociale tutti questi dati siano solo quisquilie...

  7. #7
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Rif: Fisco: i consumi superano i redditi dichiarati. Il record? In Calafrica

    I costi della società parallela

    di Carlo Trigilia

    I costi della società parallela - Il Sole 24 ORE

    Se si gira per il centro di Palermo, o di altri grandi città meridionali, si resta colpiti dai livelli di consumo: negozi di lusso, auto di grossa cilindrata, locali alla moda. Con le debite differenze spesso la stessa sensazione può cogliere chi si trova a passeggiare per centri minori. Forte appare poi il contrasto tra la ricchezza privata e la povertà di servizi pubblici e attrezzature collettive. Naturalmente, ciò non vuol dire che non esistano situazioni di forte disagio economico e sociale, specie nelle periferie urbane. Nel complesso, però, risulta difficile conciliare queste immagini quotidiane con i dati che ci vengono dalle statistiche sui redditi dichiarati al fisco. Come si può spiegare questo contrasto?

    Il confronto tra redditi dichiarati e i consumi per abitante - proposto dal Sole 24 Ore - conferma che non si tratta di un'immagine impressionistica ma di una divaricazione reale, particolarmente evidente in alcune regioni del Sud. Certo, lo scarto tra redditi dichiarati e consumi è anche influenzato da altri fattori, tra cui i beni consumati dai turisti, le rimesse degli emigranti, l'uso del risparmio o il ricorso al debito, oltre che la tendenza a evadere. Ma quando si arriva a differenze di oltre il 35%, come speso accade nel Sud, è evidente che ci troviamo in presenza di un circuito economico-sociale alternativo a quello legale: una sorta di società parallela, anche se strettamente legata a quella visibile.

    Del resto, è significativo che le stesse regioni si segnalino per la più ampia diffusione del lavoro non regolare (che raggiunge punte di oltre il 20%, e nel Mezzogiorno è il doppio del Centro-Nord), e per il maggior radicamento dell'economia criminale.

    Per spiegare questo circuito economico-sociale alternativo - che evade il fisco, ma anche la normativa sul lavoro, o quella sulla sicurezza e sull'inquinamento - il punto di partenza non può che essere l'intervento pubblico. A prima vista, può sembrare strano che venga chiamato in causa il modo in cui funzionano le istituzioni politiche. Molti potrebbero pensare che la diffusione dell'economia sommersa non sia che l'effetto di una situazione di sottosviluppo economico, come accade in molti paesi arretrati. Ma non è del tutto vero per il Sud.

    Da oltre 50 anni, infatti, il settore pubblico trasferisce al Sud più risorse di quante ne riceva, con l'obiettivo di aiutare lo sviluppo. Eppure, paradossalmente, sono cresciuti i consumi, alimentati da una diffusa economia sommersa, ma non uno sviluppo autonomo.

    Il fatto è che i trasferimenti pubblici da soluzione si sono trasformati in problema. La classe politica locale e regionale si è trovata a gestire risorse crescenti in un quadro di fragilità storica della società civile e di debolezza della cultura civica. In questa situazione, il consenso politico si è basato sull'assistenzialismo e sul clientelismo: sulla tendenza a distribuire benefici particolari piuttosto che offrire beni e servizi collettivi.

    Le conseguenze sono state rilevanti, perché non solo non si sono rafforzate adeguatamente attività capaci di stare mercato, ma si è determinato l'effetto perverso di favorire l'economia sommersa e la sua componente criminale. Come è potuto accadere?

    Le attività imprenditoriali sane hanno incontrato forti difficoltà a svilupparsi per carenza di infrastrutture e servizi, inefficienza e arbitrarietà delle amministrazioni pubbliche. Per fortuna, in molte aree del Sud, iniziative capaci di stare sul mercato sono cresciute, ma tra notevoli difficoltà e non in misura tale da poter assorbire il bisogno di occupazione. Da qui un primo fattore: un'ampia offerta disponibile ad accettare lavoro nero o addirittura criminale (una via percorsa da molti giovani). A questa componente se ne aggiunge un'altra particolarmente presente al Sud: una vasta area di dipendenti del settore pubblico, spesso precari, con remunerazioni molto basse o sussidi assistenziali, che integrano il loro reddito con attività in nero. Ma chi utilizza queste risorse lavorative?

    Anzitutto, una piccola imprenditorialità operante soprattutto nel settore dei servizi a bassa produttività (commercio, alberghi, ristoranti, altri servizi alle persone), per i quali lavoro nero e evasione fiscale sono requisiti strutturali per stare sul mercato; ma diffusa anche nelle costruzioni, in agricoltura, e in misura minore nel manifatturiero.

    L'altro grande protagonista è la criminalità organizzata, specie nelle regioni dove più forte è lo scarto tra redditi dichiarati e consumi. Queste sono le aree dove vecchie tradizioni di imprenditorialità criminale si sono modernizzate in stretto rapporto con una pubblica amministrazione debole e più permeabile alla corruzione. Si tratta, appunto, di Calabria, Sicilia, Campania e Puglia. Non a caso sono queste le aree dove appare più forte il contrasto tra consumi privati e squallore pubblico.

    [email protected]
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  8. #8
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    Predefinito Rif: Fisco: i consumi superano i redditi dichiarati. Il record? In Calafrica

    E questi pagliacci fanno terrorismo solo al nord


  9. #9
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    Predefinito Rif: Fisco: i consumi superano i redditi dichiarati. Il record? In Calafrica

    Citazione Originariamente Scritto da Furlan Visualizza Messaggio
    E questi pagliacci fanno terrorismo solo al nord

    per forza i terons tra di loro si aiutano.... mentre i ciulaPadani sono da sempre impegnati a lottare contro la loro gente

  10. #10
    Et placata sic ira divina
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    Predefinito Rif: Fisco: i consumi superano i redditi dichiarati. Il record? In Calafrica

    Arriva la risposta della classe dirigente italiana: Poropom, poropom, poropoppopopom...

    » 2009-09-11 13:04
    NAPOLITANO CHIEDE SOSTEGNO AL REDDITO E LAVORO AL SUD


    NAPOLI - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sostiene la necessità di politiche di assistenza, sostegno al reddito e inserimento nel mercato del lavoro, per contrastare gli effetti della crisi. In un messaggio inviato al convegno "Povertà e nuovi bisogni", promosso a Napoli dalle Fondazioni Italianieuropei e Mezzogiorno Europa, il Capo dello Stato parla di una estensione preoccupante delle fasce di disagio nel Paese e in particolare nel Mezzogiorno.

    "Il recente rapporto Istat dedicato proprio a tale tema - si legge nel messaggio - ha evidenziato come, anche per effetto della crisi economica, si stiano estendendo in maniera preoccupante le fasce di disagio e le aree di bisogno anche rispetto a beni considerati primari o di sussistenza". "Nel Mezzogiorno, e nelle sue grandi aree urbane in particolare, tali fenomeni - continua Napolitano - risultano essere maggiormente diffusi e acuti, e occorrono quindi, a tutti i livelli consistenti e incisive scelte politiche di assistenza, sostegno al reddito e inserimento nel mercato del lavoro".

    "Su alcuni di questi aspetti, tra l'altro, sempre più prezioso appare il contributo che la Chiesa, e le tante forze del volontariato e del privato sociale,
    stanno offrendo nel tentativo di costruire una società più giusta, coesa, solidale", prosegue il Presidente Napolitano.

    Nel messaggio il Capo dello Stato esprime inoltre "i più vivi auguri per il positivo svolgimento dell'iniziativa promossa, sui temi della povertà e del disagio sociale a Napoli, dalle Fondazioni Italianieuropei e Mezzogiorno Europa".

    Al convegno, in corso a palazzo Serra di Cassano a Napoli, partecipa, tra gli altri, il presidente della Fondazione Italianieuropei, Massimo D'Alema.

    "Nella certezza - conclude il presidente Napolitano - che tali temi riceveranno nuova luce dalla vostra riflessione, rinnovo i sensi del mio apprezzamento e vi invio un cordiale, amichevole saluto".

    ANSA.it - NAPOLITANO CHIEDE SOSTEGNO AL REDDITO E LAVORO AL SUD

 

 
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