Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
    Cattolico Resiliente
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    Avete il novo e ’l vecchio Testamento, e ’l pastor de la Chiesa che vi guida; questo vi basti a vostro salvamento. Se mala cupidigia altro vi grida, uomini siate, e non pecore matte, sì che ’l Giudeo di voi tra voi non rida! (Dante: Paradiso Canto V)
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    Predefinito Proposta A Tutti I Camerati Contro L'infame 8 Settembre

    Che ne dite se domani, 8 settembre, in segno di lutto e di protesta, ciascun forumista dell'area non postasse su questo forum neppure un messaggio?
    A NOI!
    Bellarmino

  2. #2
    Cattolico Resiliente
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    Predefinito Proposta A Tutti I Camerati Contro L'infame 8 Settembre

    Che ne dite se domani, 8 settembre, in segno di lutto e di protesta, ciascun forumista dell'area non postasse su questo forum neppure un messaggio?
    A NOI!
    Bellarmino

  3. #3
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    8 settembre: giorno della vergogna!

  4. #4
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    8 settembre: giorno della vergogna!

  5. #5
    scudiero dei classici
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    carissimo Bellarmino, le proposte sono sempre gradite ma in questo caso mi sembrano inutili.Detto sinceramente, a chi vuoi che gliene possa fregare se quattro sfigati fascisti reietti non scrivono sul loro forum?Anzi penso sia molto più utile postare per fare informazione, ogni anno c'è sempre qualcosa da in
    segnare a qualcuno di nuovo.Senza offesa.

  6. #6
    scudiero dei classici
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    carissimo Bellarmino, le proposte sono sempre gradite ma in questo caso mi sembrano inutili.Detto sinceramente, a chi vuoi che gliene possa fregare se quattro sfigati fascisti reietti non scrivono sul loro forum?Anzi penso sia molto più utile postare per fare informazione, ogni anno c'è sempre qualcosa da in
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  7. #7
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    Originally posted by caracalla
    carissimo Bellarmino, le proposte sono sempre gradite ma in questo caso mi sembrano inutili.Detto sinceramente, a chi vuoi che gliene possa fregare se quattro sfigati fascisti reietti non scrivono sul loro forum?Anzi penso sia molto più utile postare per fare informazione, ogni anno c'è sempre qualcosa da in
    segnare a qualcuno di nuovo.Senza offesa.
    Sono d'accordo...

    La proposta dell'amico Bellarmino è, naturalmente, rispettabilissima, ma credo che saremo molto più "scomodi" parlando anziché tacendo...

    Salutoni.

  8. #8
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    Originally posted by caracalla
    carissimo Bellarmino, le proposte sono sempre gradite ma in questo caso mi sembrano inutili.Detto sinceramente, a chi vuoi che gliene possa fregare se quattro sfigati fascisti reietti non scrivono sul loro forum?Anzi penso sia molto più utile postare per fare informazione, ogni anno c'è sempre qualcosa da in
    segnare a qualcuno di nuovo.Senza offesa.
    Sono d'accordo...

    La proposta dell'amico Bellarmino è, naturalmente, rispettabilissima, ma credo che saremo molto più "scomodi" parlando anziché tacendo...

    Salutoni.

  9. #9
    Enclave MUSSOLINISTA
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    Sono un uomo che ama il suo Popolo. "Chi fa del male al mio Popolo e' un mio nemico" "Regnum Italicum".
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    Predefinito 8 settembre 43

    8 settembre! Svuotamento del senso nazionale.1943-2002 HOSTIUM-RABIES-DIRUIT
    L'OTTO SETTEMBRE 1943


    Dopo aver inflitto pesanti perdite al nemico nella prima fase della guerra, la Decima MAS al momento dell'armistizio non ammainò la bandiera, non tradì l'alleato tedesco, si rifiutò di subire passivamente gli avvenimenti e decise di continuare a combattere per l'Onore d'Italia.

    I partigiani? All'inizio, dopo l'8 settembre '43' non esistevano. Un grave errore fu quello di lasciare liberi i prigionieri di guerra inglesi, americani, greci, neo-zelandesi... che alla data dell'armistizio si trovavano nei campi di prigionia nel Nord. Nell'impossibilità di raggiungere i loro reparti, la quasi totalità di questi si nascose in alta montagna. Alimentati ed armati da lanci aerei degli anglo-americani, i quali avevano lo scopo di far continuare la guerra a danno del popolo italiano, questi ex prigionieri furono il punto di raccolta di sbandati italiani renitenti alla chiamata alle armi dei bandi del Maresciallo Graziani. Fu un grave errore quello di voler costituire una forza militare con chiamata alle armi di classi di leva in un momento così drammatico. Bastavano i volontari delle Unità già costituitesi come la Decima MAS. Probabilmente il fenomeno partigiano si sarebbe limitato agli sparuti gruppi di sbandati comunisti, fuoriusciti politici, senza trasformarsi nella cosiddetta "resistenza" che, per altro, prese consistenza operante solo nei mesi del '45, quando le armate anglo-americane stavano ormai dilagando sul suolo italiano.

    Le stragi e le crudeltà commesse in quel periodo e nei giorni cosiddetti della "liberazione" sono ormai di dominio pubblico e servono ad indicare la bassezza morale di chi se ne è reso responsabile.

    Oggi viene ancora ripetuto che la nostra Repubblica è nata dalla resistenza. Ma la realtà è che la Repubblica Italiana è nata da una guerra perduta, da una sconfitta perseguita da chi ha voluto tradire la Patria.

    A riprova di quanto detto fissiamo nella memoria alcuni passi fondamentali di questa nostra storia.

    25 luglio 1943: il governo Badoglio esordisce con alcune bugie:

    1) "Mussolini si è dimesso"; invece è stato catturato ed imprigionato senza un'accusa precisa.

    2) (ben più grave) "la guerra continua a fianco dell'alleato tedesco". E invece da tempo si trama per la resa e si prendono contatti con il nemico inviando il generale Castellano per concludere l'armistizio.

    3) "armistizio" che è invece "resa senza condizioni".

    4) "La guerra è finita" e aggiunge "continua contro i tedeschi"; e gli italiani, diciamo noi, in Germania, in Jugoslavia, in Grecia, in Africa, senza ricevere alcun ordine che fine faranno?

    La Marina Italiana accetta la clausola di resa che impone la consegna delle navi al nemico, ma molti si chiedono il perché; la flotta secondo le tradizioni marinare piuttosto deve autoaffondarsi. Mentre per il resto delle forze armate mancano le disposizioni, per la flotta gli ordini sono precisi. Evidentemente non può che esserci accordo e tradimento. In verita all'inizio l'ordine per le navi fu di uscire in massa, quasi a suggerire un'eroica battaglia finale. Poi cadde il velo: consegnarsi a Malta, quindi al nemico. I Comandanti sono costretti a cedere. Qualcuno si ribella. L'Ammiraglio Bergamini cambia rotta. La nave purtroppo viene centrata da un aereo tedesco. Qualcuno, come il Comandante Fecia di Cossato, più tardi, per la vergogna si suiciderà: una lettera indirizzata alla madre costituisce il più spietato e tragico atto di accusa contro chi volle consegnare la flotta nelle mani del nemico.
    A questa lettera fa da contrappunto la leggenda di uno che preferì continuare la lotta.

    L'aviazione, l'arma di più recente costruzione, si trova con pochi aerei e pochi uomini che passano subito alla R.S.I.

    Tutti a casa. Pare una parola d'ordine. Nella confusione generale senza ricevere disposizioni chiare, la gran parte dei militari si adegua.

    Il Principe Borghese si trova a capo di una unità militare che aveva già dato filo da torcere agli anglo-americani: la Xa FLOTTIGLIA MAS. Suoi sono gli uomini che hanno sperimentato le tecniche più audaci e innovative per tentare di controbilanciare la superiorità dei mezzi avversari. I siluri umani, i barchini esplosivi, le cariche magnetiche, i bauletti esplosivi, mezzi usati contro navi nemiche, mezzi inventati dalla fantasia di uomini di mare italiani e che costituiscono una schiera di spiriti eletti, che partono per le più incredibili missioni con la consapevolezza di una probabile fine. Raggiungono e affondano navi della flotta avversaria, riparata nei munitissimi porti di Algeri, Alessandria, Malta, Suda, Gibilterra.

    Il capo del governo inglese, Churchill, dopo l'impresa di Alessandria degli uomini di Borghese afferma:

    "L'Inghilterra ha perso, con la perdita delle navi affondate, la supremazia della flotta in Mediterraneo; prepariamoci a subirne le conseguenze".







    "Una guerra si può perdere, ma con dignità e lealtà; e allora l'evento storico
    non incide che materialmente, seppure per decenni. La resa e il tradimento
    hanno invece incidenze morali incalcolabili che possono gravare per secoli
    sul prestigio di un popolo, per il disprezzo degli alleati traditi, e per l'eguale
    disprezzo dei vincitori con cui si cerca vilmente di accordarsi.
    Non mi sembra che tali ideali e convincimenti abbiano un'impronta fascista.
    Appartengono al patrimonio morale di chiunque". Valerio
    Borghese



    VITTORIO EMANUELE II, NEL 1859 scrivendo a Napoleone III: "La mia sorte è congiunta a quella del popolo italiano; possiamo soccombere, ma tradire mai!. I Solferino e le San Martino, riscattano tal volta le Novara e le Waterloo, ma le apostasie dei Principi sono irreparabili. Io potrò dunque restar solo nella grande lotta in cui la M. V. aveva cominciato per darmi la mano: ma io resterò. Perocché se la M. V., forte dell’ammirazione del suo popolo, non ha nulla a fare per la riconoscenza della simpatia dell’alleanza del popolo italiano, io sono commosso nel profondo dell’anima mia dalla fede, dall’amore che questo nobile e sventurato popolo ha in me riposto; e piuttosto che venirgli meno, spezzo la mia spada e getto la mia corona come il mio augusto genitore"
    ("Torino 28 ottobre 1859."Vittorio Emanuele II








    Analisi di un armistizio

    Allegato 1



    Da "Pubblicazioni degli Archivi di Stato. Fonti XVI. L'armistizio tra l'Italia e gli angloamericani del settembre 1943". Edizione 1993. Pagg. 16/17/18/19.


    "Le discussioni su come eliminare dalla guerra l'Italia, giustamente considerata "the weakest link of the Axis", erano cominciate all'interno del Governo inglese all'indomani stesso dell'ingresso italiano nel conflitto. Lo Stato Maggiore inglese pose immediatamente come obiettivo prioritario l'eliminazione dell'Italia dalla guerra e fece predisporre una serie di piani nei quali erano prese in considerazione differenti possibilità, da una pace separata al crollo interno. E' interessante notare come l'analisi della situazione ed i piani per "knock Italy out of the war" attraverso pesanti bombardamenti ed una intesa azione di propaganda rimasero quasi immutati dal 1940 al 1943

    ... omissis...



    La posizione del Foreign Office e di Antony Eden prese il sopravvento e venne adottata una linea dura centrata essenzialmente su un'idea: gli italiani dovevano rendersi conto che l'alternativa per loro era affondare o sopravvivere. Qualunque promessa sul futuro del Paese veniva esclusa.

    La posizione inglese dominante è chiaramente espressa in un memorandum del Gabinetto di Guerra del 20 novembre 1942, preparato da Eden, nel quale tra le due possibilità di una pace separata o di un collasso interno seguito da una occupazione del paese da parte dei tedeschi, si preferiva la seconda.

    La ragione avanzata era che l'Italia avrebbe così costituito un peso per la Germania, mentre se fosse divenuta una alleata avrebbe potuto guadagnare una posizione indipendente al tavolo della pace.

    Questa scelta rifletteva un obiettivo di lungo termine nei riguardi dell'Italia: il Governo inglese intendeva imporre una pace punitiva che impedisse a qualunque futuro governo italiano di avanzare richieste riguardanti la propria integrità territoriale o il mantenimento delle colonie e, eventualmente, ritornare a minacciare la potenza inglese nel Mediterraneo.


    ... omissis...




    Eden motivò la sua opposizione ad una pace separata affermando, fra l'altro, che le forze italiane non costituivano un pericolo per gli inglesi e che, in caso di rovesciamento delle alleanze, non sarebbero comunque in grado di offrire un apporto militare significativo".



    Allegato 3



    Leggendo il documento di archivio (Allegato 1) viene naturale pensare che:



    - in pratica, non è stata tanto l'Italia a dichiarare guerra all'Inghilterra quando il viceversa;

    - la determinazione degli inglesi di far fuori l'Italia mediante i bombardamenti e la guerra psicologica - provocando il collasso della volontà di combattere - si è dimostrata molto intelligentemente concepita, molto bene attuata e, in definitiva, assolutamente vincente;

    - in effetti, gli italiani hanno fatto esattamente ciò che da parte inglese si voleva facessero, resistenza compresa.



    Per "armistizio" si è sempre inteso l'accordo fra i Comandanti delle Armate contrapposte di far cessare le ostilità in corso. Né Castellano né Badoglio avevano tale veste; le ostilità nel Sud erano cessate da tempo (per gli italiani); nel Nord non cessarono fino al 25 aprile 1945.

    Faceva comodo attribuire la figura di armistizio ad un patto che, in pratica, costituiva un impegno "delle forze politiche italiane uscite dalla clandestinità di ripudiare totalmente quanto il regime fascista aveva fatto finché era durato e di assicurare la piena disponibilità, una volta assunta la direzione della nazione, a gestirla secondo i dettami della liberaldemocrazia e del socialcomunismo".

    Il Generale Eisenhower - che capiva bene cosa in realtà stava accadendo - quando firmò l'intesa a bordo della nave ammiraglia inglese a Malta, esclamò: "This is a crocked deal (questo è un accordo imbroglio)" (Murphy); Badoglio non volle che l'Amm. De Courten fosse presente in quella parte della nave ove si procedette alla firma, onde non avesse contezza degli impegni presi.




    5 Una manifestazione che la "stubborness" nazionale non consente loro di prendere nemmeno in considerazione, se riferita a se stessi.


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  10. #10
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    Predefinito 8 settembre 43

    8 settembre! Svuotamento del senso nazionale.1943-2002 HOSTIUM-RABIES-DIRUIT
    L'OTTO SETTEMBRE 1943


    Dopo aver inflitto pesanti perdite al nemico nella prima fase della guerra, la Decima MAS al momento dell'armistizio non ammainò la bandiera, non tradì l'alleato tedesco, si rifiutò di subire passivamente gli avvenimenti e decise di continuare a combattere per l'Onore d'Italia.

    I partigiani? All'inizio, dopo l'8 settembre '43' non esistevano. Un grave errore fu quello di lasciare liberi i prigionieri di guerra inglesi, americani, greci, neo-zelandesi... che alla data dell'armistizio si trovavano nei campi di prigionia nel Nord. Nell'impossibilità di raggiungere i loro reparti, la quasi totalità di questi si nascose in alta montagna. Alimentati ed armati da lanci aerei degli anglo-americani, i quali avevano lo scopo di far continuare la guerra a danno del popolo italiano, questi ex prigionieri furono il punto di raccolta di sbandati italiani renitenti alla chiamata alle armi dei bandi del Maresciallo Graziani. Fu un grave errore quello di voler costituire una forza militare con chiamata alle armi di classi di leva in un momento così drammatico. Bastavano i volontari delle Unità già costituitesi come la Decima MAS. Probabilmente il fenomeno partigiano si sarebbe limitato agli sparuti gruppi di sbandati comunisti, fuoriusciti politici, senza trasformarsi nella cosiddetta "resistenza" che, per altro, prese consistenza operante solo nei mesi del '45, quando le armate anglo-americane stavano ormai dilagando sul suolo italiano.

    Le stragi e le crudeltà commesse in quel periodo e nei giorni cosiddetti della "liberazione" sono ormai di dominio pubblico e servono ad indicare la bassezza morale di chi se ne è reso responsabile.

    Oggi viene ancora ripetuto che la nostra Repubblica è nata dalla resistenza. Ma la realtà è che la Repubblica Italiana è nata da una guerra perduta, da una sconfitta perseguita da chi ha voluto tradire la Patria.

    A riprova di quanto detto fissiamo nella memoria alcuni passi fondamentali di questa nostra storia.

    25 luglio 1943: il governo Badoglio esordisce con alcune bugie:

    1) "Mussolini si è dimesso"; invece è stato catturato ed imprigionato senza un'accusa precisa.

    2) (ben più grave) "la guerra continua a fianco dell'alleato tedesco". E invece da tempo si trama per la resa e si prendono contatti con il nemico inviando il generale Castellano per concludere l'armistizio.

    3) "armistizio" che è invece "resa senza condizioni".

    4) "La guerra è finita" e aggiunge "continua contro i tedeschi"; e gli italiani, diciamo noi, in Germania, in Jugoslavia, in Grecia, in Africa, senza ricevere alcun ordine che fine faranno?

    La Marina Italiana accetta la clausola di resa che impone la consegna delle navi al nemico, ma molti si chiedono il perché; la flotta secondo le tradizioni marinare piuttosto deve autoaffondarsi. Mentre per il resto delle forze armate mancano le disposizioni, per la flotta gli ordini sono precisi. Evidentemente non può che esserci accordo e tradimento. In verita all'inizio l'ordine per le navi fu di uscire in massa, quasi a suggerire un'eroica battaglia finale. Poi cadde il velo: consegnarsi a Malta, quindi al nemico. I Comandanti sono costretti a cedere. Qualcuno si ribella. L'Ammiraglio Bergamini cambia rotta. La nave purtroppo viene centrata da un aereo tedesco. Qualcuno, come il Comandante Fecia di Cossato, più tardi, per la vergogna si suiciderà: una lettera indirizzata alla madre costituisce il più spietato e tragico atto di accusa contro chi volle consegnare la flotta nelle mani del nemico.
    A questa lettera fa da contrappunto la leggenda di uno che preferì continuare la lotta.

    L'aviazione, l'arma di più recente costruzione, si trova con pochi aerei e pochi uomini che passano subito alla R.S.I.

    Tutti a casa. Pare una parola d'ordine. Nella confusione generale senza ricevere disposizioni chiare, la gran parte dei militari si adegua.

    Il Principe Borghese si trova a capo di una unità militare che aveva già dato filo da torcere agli anglo-americani: la Xa FLOTTIGLIA MAS. Suoi sono gli uomini che hanno sperimentato le tecniche più audaci e innovative per tentare di controbilanciare la superiorità dei mezzi avversari. I siluri umani, i barchini esplosivi, le cariche magnetiche, i bauletti esplosivi, mezzi usati contro navi nemiche, mezzi inventati dalla fantasia di uomini di mare italiani e che costituiscono una schiera di spiriti eletti, che partono per le più incredibili missioni con la consapevolezza di una probabile fine. Raggiungono e affondano navi della flotta avversaria, riparata nei munitissimi porti di Algeri, Alessandria, Malta, Suda, Gibilterra.

    Il capo del governo inglese, Churchill, dopo l'impresa di Alessandria degli uomini di Borghese afferma:

    "L'Inghilterra ha perso, con la perdita delle navi affondate, la supremazia della flotta in Mediterraneo; prepariamoci a subirne le conseguenze".







    "Una guerra si può perdere, ma con dignità e lealtà; e allora l'evento storico
    non incide che materialmente, seppure per decenni. La resa e il tradimento
    hanno invece incidenze morali incalcolabili che possono gravare per secoli
    sul prestigio di un popolo, per il disprezzo degli alleati traditi, e per l'eguale
    disprezzo dei vincitori con cui si cerca vilmente di accordarsi.
    Non mi sembra che tali ideali e convincimenti abbiano un'impronta fascista.
    Appartengono al patrimonio morale di chiunque". Valerio
    Borghese



    VITTORIO EMANUELE II, NEL 1859 scrivendo a Napoleone III: "La mia sorte è congiunta a quella del popolo italiano; possiamo soccombere, ma tradire mai!. I Solferino e le San Martino, riscattano tal volta le Novara e le Waterloo, ma le apostasie dei Principi sono irreparabili. Io potrò dunque restar solo nella grande lotta in cui la M. V. aveva cominciato per darmi la mano: ma io resterò. Perocché se la M. V., forte dell’ammirazione del suo popolo, non ha nulla a fare per la riconoscenza della simpatia dell’alleanza del popolo italiano, io sono commosso nel profondo dell’anima mia dalla fede, dall’amore che questo nobile e sventurato popolo ha in me riposto; e piuttosto che venirgli meno, spezzo la mia spada e getto la mia corona come il mio augusto genitore"
    ("Torino 28 ottobre 1859."Vittorio Emanuele II








    Analisi di un armistizio

    Allegato 1



    Da "Pubblicazioni degli Archivi di Stato. Fonti XVI. L'armistizio tra l'Italia e gli angloamericani del settembre 1943". Edizione 1993. Pagg. 16/17/18/19.


    "Le discussioni su come eliminare dalla guerra l'Italia, giustamente considerata "the weakest link of the Axis", erano cominciate all'interno del Governo inglese all'indomani stesso dell'ingresso italiano nel conflitto. Lo Stato Maggiore inglese pose immediatamente come obiettivo prioritario l'eliminazione dell'Italia dalla guerra e fece predisporre una serie di piani nei quali erano prese in considerazione differenti possibilità, da una pace separata al crollo interno. E' interessante notare come l'analisi della situazione ed i piani per "knock Italy out of the war" attraverso pesanti bombardamenti ed una intesa azione di propaganda rimasero quasi immutati dal 1940 al 1943

    ... omissis...



    La posizione del Foreign Office e di Antony Eden prese il sopravvento e venne adottata una linea dura centrata essenzialmente su un'idea: gli italiani dovevano rendersi conto che l'alternativa per loro era affondare o sopravvivere. Qualunque promessa sul futuro del Paese veniva esclusa.

    La posizione inglese dominante è chiaramente espressa in un memorandum del Gabinetto di Guerra del 20 novembre 1942, preparato da Eden, nel quale tra le due possibilità di una pace separata o di un collasso interno seguito da una occupazione del paese da parte dei tedeschi, si preferiva la seconda.

    La ragione avanzata era che l'Italia avrebbe così costituito un peso per la Germania, mentre se fosse divenuta una alleata avrebbe potuto guadagnare una posizione indipendente al tavolo della pace.

    Questa scelta rifletteva un obiettivo di lungo termine nei riguardi dell'Italia: il Governo inglese intendeva imporre una pace punitiva che impedisse a qualunque futuro governo italiano di avanzare richieste riguardanti la propria integrità territoriale o il mantenimento delle colonie e, eventualmente, ritornare a minacciare la potenza inglese nel Mediterraneo.


    ... omissis...




    Eden motivò la sua opposizione ad una pace separata affermando, fra l'altro, che le forze italiane non costituivano un pericolo per gli inglesi e che, in caso di rovesciamento delle alleanze, non sarebbero comunque in grado di offrire un apporto militare significativo".



    Allegato 3



    Leggendo il documento di archivio (Allegato 1) viene naturale pensare che:



    - in pratica, non è stata tanto l'Italia a dichiarare guerra all'Inghilterra quando il viceversa;

    - la determinazione degli inglesi di far fuori l'Italia mediante i bombardamenti e la guerra psicologica - provocando il collasso della volontà di combattere - si è dimostrata molto intelligentemente concepita, molto bene attuata e, in definitiva, assolutamente vincente;

    - in effetti, gli italiani hanno fatto esattamente ciò che da parte inglese si voleva facessero, resistenza compresa.



    Per "armistizio" si è sempre inteso l'accordo fra i Comandanti delle Armate contrapposte di far cessare le ostilità in corso. Né Castellano né Badoglio avevano tale veste; le ostilità nel Sud erano cessate da tempo (per gli italiani); nel Nord non cessarono fino al 25 aprile 1945.

    Faceva comodo attribuire la figura di armistizio ad un patto che, in pratica, costituiva un impegno "delle forze politiche italiane uscite dalla clandestinità di ripudiare totalmente quanto il regime fascista aveva fatto finché era durato e di assicurare la piena disponibilità, una volta assunta la direzione della nazione, a gestirla secondo i dettami della liberaldemocrazia e del socialcomunismo".

    Il Generale Eisenhower - che capiva bene cosa in realtà stava accadendo - quando firmò l'intesa a bordo della nave ammiraglia inglese a Malta, esclamò: "This is a crocked deal (questo è un accordo imbroglio)" (Murphy); Badoglio non volle che l'Amm. De Courten fosse presente in quella parte della nave ove si procedette alla firma, onde non avesse contezza degli impegni presi.




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