Penso che non bisogna scandalizzarsi più di tanto se le intercettazioni telefoniche ed ambientali coinvolgono SEMPRE chi è contro questo governo liberticida.
L'imparzialità della magistratura appare oggi più che mai compromessa.
Infatti questa tradizione di scarsa trasparenza ed imparzialità nasce nell'immedito dopoguerra, quando furono istituiti i cosidetti "Tribunali del Popolo" i quali si ispiravano in tutto e per tutto alla madre patria sovietica, e il cui unico scopo era neutralizzare in qualsiasi modo gli avversari politici...
Le condanne a morte richieste presso il Tribunale del Popolo di Novara dal P.M. Oscar Luigi Scalfaro
Il Giornale del 9/3/1995, con un articolo a firma P.Pisanò, informa:
"Sono 8, le condanne a morte di fascisti, chieste e ottenute dal P.M. O.L.Scalfaro, presso il Tribunale del Popolo di Novara, dopo il 25/4/1945. La biografia ufficiale, parla di un solo imputato, per il quale la condanna a morte era inevitabile; ma tale imputato..venne poi graziato...La realtà è un pò diversa. 1943: Il futuro presidente della Repubblica entra in magistratura.1°maggio 1945: O.L.Scalfaro assume volontariamente la carica di vicepresidente del tribunale del popolo di Novara. 13 giugno 1945: O.L.Scalfaro sostiene la pubblica accusa contro Enrico Vezzalini, soldato valoroso pluridecorato. 15 e 28/6/1945: L'Ufficio del PM ottiene la condanna a morte di Enrico Vezzalini, Arturo Missiato, Domenico Ricci, Salvatore Santoro, Giovanni Zeno e Raffaele Infante.Condanne eseguite all'alba del 23 sett.1945 (ndr: al poligono di tiro di Novara). 16 luglio 1945: Il PM chiede ed ottiene la condanna a morte di Giovanni Pompa, 42 anni, della GNR. Sentenza eseguita il 21/10/1945. 12 dic.1945: il PM chiede ed ottiene la condanna a morte di Salvatore Zurlo. Da "Il Corriere di Novara" del 19 dic.1945: "Il PM Scalfaro parla con vigoria ed efficacia che lo fanno ascoltare senza impazienza dal pubblico....Il Pm, dopo la chiarissima requisitoria conclude domandando la pena di morte per lo Zurlo... "Lo Zurlo, nel 1946, in processo d'appello, ebbe la sentenza annullata. Otto condanne a morte ottenute, sette eseguite. O.L.Scalfaro, brillante inquisitore da tribunale del popolo, si è ormai messo in luce per tentare le vie della politica, candidandosi all' Assemblea Costituente e, pur senza abbandonare la magistratura e relative prebende, avviarsi verso la gloria di Roma".
Questo articolo è rimasto, all'epoca, senza reazioni di sorta dell'interessato: tutto vero, dunque. Ma giornalisti de “L'Ultima Crociata”, andati a Novara per rivedere le carte di quei processi, non trovarono un bel nulla.


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