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    Thumbs down BERLUSCONI e "Il dovere di essere ottimisti"... QUALCHE ELEMENTO A SOSTEGNO....




    dal sito: caserta 24 ore



    Lavoro. Prestito d’onore la beffa per i disoccupati



    Caserta 24 Ore, 07.09.2002 - Continua la telenovela dei fondi per il prestito d’onore, il finanziamento a giovani disoccupati del Meridione che decidevano di avviare un’attività imprenditoriale autonoma. Originariamente il finanziamento era di 50 milioni di cui 30 a fondo perduto, poi è stato più volte riformulato.

    Da un comunicato apparso il 29 agosto scorso sul sito ufficiale di Sviluppo Italia – la società privata che gestisce per conto dello stato l’organizzazione dei corsi di formazione imprenditoriale, il tutoraggio e l’approvazione dei progetti ( nonchè la società che aveva in carico fra i propri dipendenti Martello, l'amichetto del vice-ministro dell'Economia G. F. Miccichè - n.d.r. ) - poi subito rimosso , si apprende che i fondi, per quanti già hanno frequentato i corsi e sono in attesa dell’erogazione dei finanziamenti, non sono ancora disponibili in quanto ancora in fase di stanziamento.
    Un inghippo burocratico che non convince i 1700 futuri beneficiari - moltissimi dei quali campani - che hanno partecipato ai corsi, si sono visti approvare il progetto e sono in attesa di ricevere i finanziamenti. Hanno dovuto obbligarsi con impegni di spesa, con la frequentazioni di corsi formativi, con i viaggi, accordi preliminari con i proprietari dei locali, con l’aperture partita IVA, nonché con le varie iscrizioni ad albi professionali e istituti previdenziali di competenza. Adesso si sentono abbandonati e lamentano i danni subiti da questa situazione di attesa: il rinuncio agli accordi con ditte, con fornitori proprietari degli immobili che non hanno voluto più aspettare in questo clima di assoluta incertezza.
    Sviluppo Italia, dal canto suo, nel comunicato ufficiale dà la colpa al Governo dicendo che il problema non è di loro competenza.


    Nonostante la tragicità della situazione si continua con i rimbalzi di responsabilità, forse perchè non c’è volontà politica ad erogare fondi per un progetto – il prestito d’onore – destinato al fallimento.

    Infatti nel monitoraggio dei progetti approvati negli anni passati, soltanto una piccolissima percentuale di neo imprenditori sono riusciti ad portare avanti l’attività: la maggior parte ha chiuso l’attività quasi subito.

    Se a ciò aggiungiamo il costo del corso e del monitoraggio, in molti casi addirittura superiore al costo dell’erogazione del finanziamento stesso, e le inevitabili truffe dei finti progetti, ci accorgiamo del fallimento di questa politica sul lavoro.


    Di seguito il messaggio Ufficiale pubblicato e subito tolto dal sito di Sviluppo Italia:



    -----------------------------------------------------------------------------------
    DAL CIPE 178 MILIONI DI EURO PER L'AUTOIMPIEGO
    Il CIPE ha stanziato complessivamente 178 milioni di euro (23 a giugno e 155 a fine luglio) per far fronte al finanziamento delle iniziative di autoimpiego, in particolare di Prestito d'onore. Si tratta delle iniziative proposte dai circa 1.700 disoccupati convocati lo scorso mese di maggio per partecipare ai corsi di orientamento e formazione propedeutici alla concessione delle agevolazioni. Per il riavvio di tali corsi, tuttavia, occorre attendere che la somma sia realmente disponibile (per ora i 178 milioni di euro sono solo "di competenza" e non "di cassa"). Per coloro che sono stati convocati per i corsi di formazione in programma lo scorso mese di maggio (o che hanno già frequentato e devono solo completare gli stessi), occorre attendere l'effettiva disponibilità di cassa per proseguire le attività che sono state bloccate; non appena ciò avverrà, Sviluppo Italia provvederà tempestivamente a una nuova convocazione ai corsi di formazione".






    come diceva?.....

    "Gli Italiani hanno il dovere di essere ottimisti..."
    - Silvio Berlusconi, Bari, 7 settembre 2002



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  2. #2
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    Thumbs down BERLUSCONI e "Il dovere di essere ottimisti"... QUALCHE ELEMENTO A SOSTEGNO....




    dal sito: caserta 24 ore



    Lavoro. Prestito d’onore la beffa per i disoccupati



    Caserta 24 Ore, 07.09.2002 - Continua la telenovela dei fondi per il prestito d’onore, il finanziamento a giovani disoccupati del Meridione che decidevano di avviare un’attività imprenditoriale autonoma. Originariamente il finanziamento era di 50 milioni di cui 30 a fondo perduto, poi è stato più volte riformulato.

    Da un comunicato apparso il 29 agosto scorso sul sito ufficiale di Sviluppo Italia – la società privata che gestisce per conto dello stato l’organizzazione dei corsi di formazione imprenditoriale, il tutoraggio e l’approvazione dei progetti ( nonchè la società che aveva in carico fra i propri dipendenti Martello, l'amichetto del vice-ministro dell'Economia G. F. Miccichè - n.d.r. ) - poi subito rimosso , si apprende che i fondi, per quanti già hanno frequentato i corsi e sono in attesa dell’erogazione dei finanziamenti, non sono ancora disponibili in quanto ancora in fase di stanziamento.
    Un inghippo burocratico che non convince i 1700 futuri beneficiari - moltissimi dei quali campani - che hanno partecipato ai corsi, si sono visti approvare il progetto e sono in attesa di ricevere i finanziamenti. Hanno dovuto obbligarsi con impegni di spesa, con la frequentazioni di corsi formativi, con i viaggi, accordi preliminari con i proprietari dei locali, con l’aperture partita IVA, nonché con le varie iscrizioni ad albi professionali e istituti previdenziali di competenza. Adesso si sentono abbandonati e lamentano i danni subiti da questa situazione di attesa: il rinuncio agli accordi con ditte, con fornitori proprietari degli immobili che non hanno voluto più aspettare in questo clima di assoluta incertezza.
    Sviluppo Italia, dal canto suo, nel comunicato ufficiale dà la colpa al Governo dicendo che il problema non è di loro competenza.


    Nonostante la tragicità della situazione si continua con i rimbalzi di responsabilità, forse perchè non c’è volontà politica ad erogare fondi per un progetto – il prestito d’onore – destinato al fallimento.

    Infatti nel monitoraggio dei progetti approvati negli anni passati, soltanto una piccolissima percentuale di neo imprenditori sono riusciti ad portare avanti l’attività: la maggior parte ha chiuso l’attività quasi subito.

    Se a ciò aggiungiamo il costo del corso e del monitoraggio, in molti casi addirittura superiore al costo dell’erogazione del finanziamento stesso, e le inevitabili truffe dei finti progetti, ci accorgiamo del fallimento di questa politica sul lavoro.


    Di seguito il messaggio Ufficiale pubblicato e subito tolto dal sito di Sviluppo Italia:



    -----------------------------------------------------------------------------------
    DAL CIPE 178 MILIONI DI EURO PER L'AUTOIMPIEGO
    Il CIPE ha stanziato complessivamente 178 milioni di euro (23 a giugno e 155 a fine luglio) per far fronte al finanziamento delle iniziative di autoimpiego, in particolare di Prestito d'onore. Si tratta delle iniziative proposte dai circa 1.700 disoccupati convocati lo scorso mese di maggio per partecipare ai corsi di orientamento e formazione propedeutici alla concessione delle agevolazioni. Per il riavvio di tali corsi, tuttavia, occorre attendere che la somma sia realmente disponibile (per ora i 178 milioni di euro sono solo "di competenza" e non "di cassa"). Per coloro che sono stati convocati per i corsi di formazione in programma lo scorso mese di maggio (o che hanno già frequentato e devono solo completare gli stessi), occorre attendere l'effettiva disponibilità di cassa per proseguire le attività che sono state bloccate; non appena ciò avverrà, Sviluppo Italia provvederà tempestivamente a una nuova convocazione ai corsi di formazione".






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    - Silvio Berlusconi, Bari, 7 settembre 2002



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    devono iscriversi alla maphia.s.p.a...

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    Predefinito avanti con la forza dell'ottimismo!!!.....

    ...per un nuovo MIRACOLO ARGENTINO!"



    (naturalmente però.... "Gli Italiani hanno il dovere di essere ottimisti.."
    - Silvio Berlusconi, Bari, 7 settembre 2002
    )






    Occupazione: in un anno persi 34mila posti di lavoro


    I dati raffrontano il mese di giugno di quest'anno con giugno 2001. Il settore più colpito: la grande industria (-3.9%); nel settore dei servizi persi lo 0.3% di occupati. I cassintegrati sono aumentati del 177,5%



    MILANO – Sono circa 34mila i posti di lavoro persi in un anno.
    Nel mese di giugno di quest’anno gli occupati delle grandi aziende sono diminuiti di 30.700 unità rispetto allo stesso mese del 2001 (-3.9%). A questi si aggiungono i 3.300 posti di lavoro perduti nel settore dei servizi (-0.3%).
    La diminuzione dell’occupazione nella grande industria, precisa l’Istat, è da considerare a un tasso del –5.3% se si considerano i lavoratori che sono stati messi in cassa integrazione. Il calo di posti di lavoro nelle grandi imprese è dello 0.2% rispetto al mese di maggio; invariato il numero di occupati rispetto allo stesso mese nel settore dei servizi.



    Cassa integrazione: A proposito di cassa integrazione, l’Istat rileva come nel mese di giugno di quest’anno sia cresciuta notevolmente il numero di lavoratori cassintegrati. L’aumento rispetto al giugno del 2001 è stato infatti del 177,5%. Mentre nei primi sei mesi di quest'anno l'aumento della cassa integrazione è stato pari al 48,9% rispetto allo stesso periodo del 2001.I cassintegrati sono diminuiti del 31% - rispetto a giugno 2001- nei servizi, ma nel primo semestre di quest’anno vi è stato un aumento del 24,3%. L'Istat ricorda che nel comparto del terziario il ricorso alla cassa integrazione è concentrato prevalentemente nel settore del commercio.


    Ore lavorate: Quanto alle ore effettivamente lavorate l'Istat segnala a giugno nelle grandi imprese dell'industria una variazione congiunturale di -0,7 per cento. Al netto degli effetti di calendario, l'indice delle ore effettivamente lavorate per dipendente risulta pari a 104,6, con una variazione tendenziale di meno 2,2 per cento. La variazione media per il periodo gennaio-giugno 2002 di meno 2,8 per cento. L'incidenza delle ore straordinarie è aumentata, passando dal 4,4 per cento di giugno 2001 al 4,5 per cento di giugno 2002.
    Nelle grandi imprese dei servizi l'indice delle ore effettivamente lavorate per dipendente segna invece una [u]variazione congiunturale nulla.

    Al netto degli effetti di calendario, l' incremento tendenziale è dello 0,5% con una variazione del periodo gennaio-giugno 2002 pari a +0,2 per cento. L'incidenza delle ore straordinarie è diminuita, passando dal 6,8% di giugno 2001 al 5,7% di giugno 2002.

    Andamenti per settori: a giugno, per quel che concerne i singoli settori si registra una diminuzione, in termini tendenziali, del 10,3% nel settore della produzione di energia elettrica, gas ed acqua e del 3% nelle attività manifatturiere.
    Tutti i comparti delle attività manifatturiere registrano variazioni tendenziali negative: uniche in controtendenza 'altre industrie manifatturiere' (più 1,3%) e le industrie alimentari, delle bevande e del tabacco' (più 0,5%). Le diminuzioni più marcate si osservano nelle raffinerie di petrolio (meno 7%), nella produzione di mezzi di trasporto (meno 5,1%) e nella produzione di metallo e prodotti in metallo (meno 5%).

    All'interno del settore dei servizi si registrano andamenti prevalentemente positivi, con incrementi tendenziali nel comparto delle altre attività professionali ed imprenditoriali (+6,6%), in quello del commercio (+ 4% per cento) ed in quello degli alberghi e ristoranti (più 3,6 per cento).
    Il comparto trasporti, magazzinaggio e comunicazioni presenta una diminuzione tendenziale del 2,1% e, a causa "del suo consistente peso occupazionale, condiziona il risultato complessivo dell'intero terziario".


    Blocco credito imposta: L'operatività del credito di imposta per i nuovi assunti, che ha contribuito alla crescita dell'occupazione (400mila persone, +1,8% su un anno fa), è stata bloccata, come quella del credito d'imposta per investimenti al Sud, per esaurimento dei fondi e non è chiaro se vi sarà un rifinanziamento. Le conseguenze sull'occupazione, annota Giampaolo Galli, Chief Economist Confindustria, potrebbero essere assai negative.


    (11 SETTEMBRE 2002, ORE 90; aggiornato alle 120)


    fonte: il nuovo.it





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    (naturalmente però.... "Gli Italiani hanno il dovere di essere ottimisti.."
    - Silvio Berlusconi, Bari, 7 settembre 2002
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    Occupazione: in un anno persi 34mila posti di lavoro


    I dati raffrontano il mese di giugno di quest'anno con giugno 2001. Il settore più colpito: la grande industria (-3.9%); nel settore dei servizi persi lo 0.3% di occupati. I cassintegrati sono aumentati del 177,5%



    MILANO – Sono circa 34mila i posti di lavoro persi in un anno.
    Nel mese di giugno di quest’anno gli occupati delle grandi aziende sono diminuiti di 30.700 unità rispetto allo stesso mese del 2001 (-3.9%). A questi si aggiungono i 3.300 posti di lavoro perduti nel settore dei servizi (-0.3%).
    La diminuzione dell’occupazione nella grande industria, precisa l’Istat, è da considerare a un tasso del –5.3% se si considerano i lavoratori che sono stati messi in cassa integrazione. Il calo di posti di lavoro nelle grandi imprese è dello 0.2% rispetto al mese di maggio; invariato il numero di occupati rispetto allo stesso mese nel settore dei servizi.



    Cassa integrazione: A proposito di cassa integrazione, l’Istat rileva come nel mese di giugno di quest’anno sia cresciuta notevolmente il numero di lavoratori cassintegrati. L’aumento rispetto al giugno del 2001 è stato infatti del 177,5%. Mentre nei primi sei mesi di quest'anno l'aumento della cassa integrazione è stato pari al 48,9% rispetto allo stesso periodo del 2001.I cassintegrati sono diminuiti del 31% - rispetto a giugno 2001- nei servizi, ma nel primo semestre di quest’anno vi è stato un aumento del 24,3%. L'Istat ricorda che nel comparto del terziario il ricorso alla cassa integrazione è concentrato prevalentemente nel settore del commercio.


    Ore lavorate: Quanto alle ore effettivamente lavorate l'Istat segnala a giugno nelle grandi imprese dell'industria una variazione congiunturale di -0,7 per cento. Al netto degli effetti di calendario, l'indice delle ore effettivamente lavorate per dipendente risulta pari a 104,6, con una variazione tendenziale di meno 2,2 per cento. La variazione media per il periodo gennaio-giugno 2002 di meno 2,8 per cento. L'incidenza delle ore straordinarie è aumentata, passando dal 4,4 per cento di giugno 2001 al 4,5 per cento di giugno 2002.
    Nelle grandi imprese dei servizi l'indice delle ore effettivamente lavorate per dipendente segna invece una [u]variazione congiunturale nulla.

    Al netto degli effetti di calendario, l' incremento tendenziale è dello 0,5% con una variazione del periodo gennaio-giugno 2002 pari a +0,2 per cento. L'incidenza delle ore straordinarie è diminuita, passando dal 6,8% di giugno 2001 al 5,7% di giugno 2002.

    Andamenti per settori: a giugno, per quel che concerne i singoli settori si registra una diminuzione, in termini tendenziali, del 10,3% nel settore della produzione di energia elettrica, gas ed acqua e del 3% nelle attività manifatturiere.
    Tutti i comparti delle attività manifatturiere registrano variazioni tendenziali negative: uniche in controtendenza 'altre industrie manifatturiere' (più 1,3%) e le industrie alimentari, delle bevande e del tabacco' (più 0,5%). Le diminuzioni più marcate si osservano nelle raffinerie di petrolio (meno 7%), nella produzione di mezzi di trasporto (meno 5,1%) e nella produzione di metallo e prodotti in metallo (meno 5%).

    All'interno del settore dei servizi si registrano andamenti prevalentemente positivi, con incrementi tendenziali nel comparto delle altre attività professionali ed imprenditoriali (+6,6%), in quello del commercio (+ 4% per cento) ed in quello degli alberghi e ristoranti (più 3,6 per cento).
    Il comparto trasporti, magazzinaggio e comunicazioni presenta una diminuzione tendenziale del 2,1% e, a causa "del suo consistente peso occupazionale, condiziona il risultato complessivo dell'intero terziario".


    Blocco credito imposta: L'operatività del credito di imposta per i nuovi assunti, che ha contribuito alla crescita dell'occupazione (400mila persone, +1,8% su un anno fa), è stata bloccata, come quella del credito d'imposta per investimenti al Sud, per esaurimento dei fondi e non è chiaro se vi sarà un rifinanziamento. Le conseguenze sull'occupazione, annota Giampaolo Galli, Chief Economist Confindustria, potrebbero essere assai negative.


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    The Black Hole (provvisorio, poi del diman.....)





    ottimismismo sempre, ecchèdiamine!......


    "Gli Italiani hanno il dovere di essere ottimisti....."
    - Silvio Berlusconi, Bari, 7 settembre 2002

  8. #8
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