La Lega pronta a non firmare il decreto oggi
in Consiglio dei ministri
Bossi: «Non regolarizzeremo i fuorilegge»
di Gianluca Savoini
MILANO (Milàn) - Ministro Bossi, è in corso di elaborazione da parte del ministro del Welfare Maroni e del ministro dell’Interno Pisanu il decreto legge sulla regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari. Oggi verrà presentato in Consiglio dei ministri e alcuni sostengono che le riunioni tecniche fissate per affrontare i vari problemi del decreto non hanno concluso nulla. Si può dire che i protettori della clandestinità stanno tenendo duro?
«So che la bozza presentata dal ministro Maroni sta trovando effettivamente delle difficoltà che penso risolveremo domani (oggi per chi legge, ndr) nel corso del Consiglio dei ministri».
Cosa prevede la bozza del ministro Maroni?
«Prevede che la regolarizzazione sia limitata ai soli lavoratori a tempo indeterminato ed inoltre che tali lavoratori devono essere occupati da almeno tre mesi dall’entrata in vigore del decreto legge. Mentre c’è chi - i soliti noti - sostiene che non sia necessario il carattere continuativo del rapporto di lavoro. Secondo loro, cioè, basta che i clandestini abbiano lavorato anche per pochi giorni, purchè ricompresi negli ultimi tre mesi, per essere ricompresi in quegli extracomunitari da regolarizzare».
Maroni intravede quindi una proroga che integri la legge Tremonti sull’emersione del lavoro “nero”?
«Più o meno noi la pensiamo così. È inoltre da chiarire che la decorrenza dei tre mesi deve essere antecedente alla legge Bossi - Fini».
Il ministro dell’Agricoltura Alemanno propone che la retribuzione per i lavoratori regolarizzati possa essere inferiore a quella stabilita dai contratti collettivi di lavoro per gli italiani, entro il limite del 70%.
«Maroni però prevede che la ridistribuzione per colf e badanti sia quella stabilita dai contratti collettivi. Noi siamo contro lo schiavismo e lo sfruttamento, siamo per la libertà di casa nostra».
Si dice anche che c’è chi vuole la regolarizzazione per i lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato.
«Sì, è emerso anche questo. Però allora si farebbe prima a dire che si vuole la sanatoria generalizzata, che abbiamo scherzato, insomma. In realtà il problema è la legge Bossi - Fini stessa, che prevede che la durata del permesso di soggiorno sia solo di due anni. E c’è chi dice che l’ideale sarebbero contratti a tempo determinato che durino due anni, come il permesso di soggiorno: così che, scaduti i due anni, se si vuole mandare a casa loro gli immigrati, diventa tutto più facile».
È vero che altri vorrebbero ricomprendere nella regolarizzazione anche coloro che siano già stati colpiti da provvedimenti di espulsione con accompagnamento alla frontiera?
«Sì, le bande dei democristiani e delle loro associazioni caritatevoli - caritatevoli per il loro portafoglio naturalmente -, hanno proposto anche questo. Però nella legge Bossi - Fini per quanto riguarda colf e badanti sono esclusi tutti coloro che sono stati colpiti da provvedimento di espulsione, sia esso con accompagnamento alla frontiera oppure con semplice intimazione a lasciare il territorio nazionale. Il Ministero dell’Interno propone invece di escludere i soli destinatari di espulsione con accompagnamento coattivo, addirittura anche con riferimento a colf e badanti. Una proposta contraria alla legge Bossi - Fini. Si è parlato poi anche della valutazione della pericolosità sociale degli extracomunitari ai fini della loro espulsione, per evitare scelte come quella fatta dalla Corte di cassazione per la quale un immigrato, anche se in passato ha commesso ripetuti delitti, non è più pericoloso, incredibilmente, se ha attualmente un lavoro».
Dal Ministero del Welfare sono arrivati segnali per rimettere il limite, tolto dal Parlamento, del 5 per cento per l’accesso delle case popolari da parte dei lavoratori extracomunitari.
«E qualcuno dice che non è ammissibile. Quello che invece io ritengo inammissibile è che il 100% delle case popolari vada a questa gente che è: fuorilegge, non ha mai lavorato nè pagato niente, è qui a casa nostra, dopo essere entrata dalla finestra; e tutto perché i poteri mondialisti vogliono cancellare tutte le identità e tutte le culture per ridurre l’uomo a uno schiavo delle loro paranoie di potere. Noi non siamo d’accordo, siamo pronti a non firmare il decreto».
Cosa accadrebbe in questo caso, ministro?
«Il governo andrebbe avanti lo stesso, ma poi sarebbe costretto a spiegare ai cittadini del nostro Paese perché fa le stesse cose dei global di sinistra. I presupposti infatti erano molto differenti».[SIZE=3]




Rispondi Citando
Guarda Paolo che l'amico Maroni non è stato certo a guardare ha sbandierato per bel 3/4 gg che non si regolarizzava allogeni se non a tempo indeterminato....ma chi glielo ha fatto fare di sputtanarsi così.....e a farci fare sta figura del caxxo
