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E' la proposta del capogruppo di Forza Italia in commissione cultura di Montecitorio. Che al Nuovo spiega: "Non pretendo di fare i roghi".
ROMA - La campagna contro i libri di scuola "di sinistra" entra dalla porta principale di Montecitorio. Fabio Garagnani, capogruppo di Forza Italia in commissione cultura alla Camera, ha appena presentato una proposta di legge contro quelli che definisce i "manuali di storia faziosi".
La vicenda non è nuova. A mettere all'indice i libri di testo "faziosi e marxisti" fu per primo, nel novembre del 2002, Francesco Storace. Il governatore del Lazio fece infatti votare al Consiglio regionale una mozione che vincolava il presidente della Regione e gli assessori a ''tutelare il pluralismo culturale nelle scuole laziali''.
Alla "crociata" di Storace, che provocò un fiume di polemiche, seguirono quelle simili della Regione Lombardia, e poi ancora della Sicilia e della Puglia. Illustri precursori di cui Garagnani, che viene dalla "rossa" Bologna, sembra averne tenuto in debito conto. "Certo che mi ricordo della battaglia di Storace - confessa al Nuovo, il deputato di Fi - Anch'io mi batto contro la faziosità ad ogni livello".
Raggiunto al telefono, quasi si meraviglia di tanta attenzione. Prima si schernisce: "La mia è una leggina di indirizzo, più che una proposta è una raccomandazione in vista dell'apertura dell'anno scolastico". Poi, informato della pioggia di mail che il suo intervento sta scatenando sul nostro giornale, si difende: "Davvero mi criticano? Allora vuol dire che tocco un nervo scoperto".
E in effetti nel primo, e unico articolo, della nuova legge, non mancano certo gli appigli per le polemiche. E' oscura la decisione di vincolare la scelta dei libri di scuola a criteri di "assoluto rigore scientifico". Così come il passaggio in cui Garagnani chiede di "tenere conto in modo obiettivo di tutte le correnti culturali e di pensiero per un confronto democratico e liberale che assicuri un corretto apprendimento del passato con particolare riferimento a quello più recente".
Resta da capire infine chi decide se un manuale è fazioso. "Ma è ovvio che la competenza è degli organi scolastici", si accalora Garagnani. Che per dare forza alla sua battaglia prende in prestito anche una decisione dell'Europa. "Io m'appello al Consiglio d'Europa che ha appena approvato un ordine del giorno contro la manipolazione ideologica della storia. Nomi di manuali da mettere all'indice? Non ne faccio. Ci sarebbe il Camera-Fabietti....".
(da IL NUOVO - 10 SETTEMBRE 2002)




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