«Niente sanatorie generalizzate, o salta tutto»
Bossi avverte gli alleati: «I clandestini espulsi se ne devono andare. Effetti sul governo se passa la linea di Giovanardi»
MILANO - No. La sanatoria generalizzata per gli extracomunitari, dice Umberto Bossi, non deve passare. «Altrimenti il governo va a catafascio». E’ così deciso e irritato il segretario della Lega che per la prima volta da un anno a questa parte si spinge fino al punto di mettere in discussione gli equilibri della coalizione. Va giù duro il ministro delle Riforme contro il suo collega Carlo Giovanardi, ministro per i rapporti con il Parlamento, il quale proprio dalle colonne del Corriere della Sera di ieri ha proposto la regolarizzazione di duecentocinquanta mila immigrati in possesso di lavoro ma già raggiunti da provvedimento amministrativo di espulsione in quanto «clandestini».
Che cosa ne pensa onorevole Bossi? L’Udc presenterà emendamenti alla nuove norme. Carlo Giovanardi afferma che se la Lega è contraria alla regolarizzazione deve vo tare contro il provvedimento alla Camera e al Senato.
«Se dovesse passare l’idea di Giovanardi che è nella buona sostanza una sanatoria mascherata vi sarebbero evidenti effetti sul governo».
Minaccia la crisi?
«Io per il momento mi limito a sottolineare che non sono per niente tranquillo con chi è entrato nella Casa delle Libertà sottoscrivendo un patto e oggi pretende il contrario. Quelli lì hanno aderito a un patto scritto e i patti vanno mantenuti. Altrimenti…».
Altrimenti?
«Ma insomma, come potrebbe Berlusconi sostenere una cosa del genere? Come potrebbe fare passare una norma di questo tipo? Berlusconi non può andare a dire alla gente che sull’immigrazione ha scherzato. Il patto era: fuori dai c... i clandestini, i clandestini devono tornare e restare a casa loro. Non si cambia di una virgola. A Giovanardi rispondo picche. La legge Bossi-Fini non è la legge Turco-Napolitano. Il governo Berlusconi si sta giocando la credibilità».
L’Udc insiste: fuori dalla sanatoria soltanto settemila recidivi. Come si sblocca la situazione?
«Che cosa c’è da sbloccare? Nulla: resta solo chi ha un contratto di lavoro e un permesso di soggiorno. Gli altri via, senza tante storie. E il ministro dell’Interno faccia il favore di fare il ministro dell’Interno. Chi ha ricevuto l’avviso di espulsione se ne deve andare. Io sono contro i buonisti. Sto con la gente contro i massoni e i vescovoni. E sono contro i cattocomunisti buonisti».
Parla degli alleati di governo, dei centristi?
«Capisco bene che loro difendano la loro banda ma che il tema dell’immigrazione diventi pure un problema politico credo e mi auguro di no. Francamente Giovanardi e chi la pensa come lui mi sembra che sia andato fuori di testa. A loro ricordo che la sinistra è stata sterminata proprio per l’insensibilità sulla immigrazione».
Anche gli imprenditori, sostiene Giovanardi, chiedono la regolarizzazione di questi 250 mila extracomunitari che già lavorano in Italia ma hanno ricevuto il decreto di espulsione. Sostiene che lei si troverebbe costretto a fronteggiare una «rivolta popolare scatenata da oltre 200 mila datori di lavoro che vedrebbero sfumata la regolarizzazione dei loro dipendenti».
«Ma quale rivolta e rivolta. Guardi, gli imprenditori devono solo garantire i soldi per il biglietto di ritorno dei clandestini. Via. E poi lei crede che per davvero che questi 200 mila imprenditori sarebbero disposti a regolarizzare i loro dipendenti clandestini? Io non ci credo. Vorrei che fosse realmente così ma non ci credo. In ogni caso il mio pensiero è semplicissimo: anche certi imprenditori hanno finito di prendere in giro la gente. Vado su tutte le furie quando sento che si deve dare la casa ai clandestini mentre i nostri lavoratori italiani fanno una fatica cane a trovarla».
Detto da un ministro che certi imprenditori «hanno finito di prendere in giro la gente» non è elegante.
«Non è un problema di eleganza. E’ un problema di sostanza. La sanatoria di Giovanardi e dei pretoni non si fa. Io non intendo perdere la faccia. Che la chieda Giovanardi o che la chiedano quei vescovoni e quei preti che fino ad oggi hanno sfruttato colf, badanti e cameriere, io non mi piego. Se si raggiunge una intesa per quale motivo rimetterla in discussione? Qui qualcuno sta scherzando con il fuoco. E’ inevitabile che se si insite troppo sulla regolarizzazione dei clandestini delle ricadute sul governo ci potrebbero essere».
Fabio Cavalera fcavalera@corriere.it
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