Il ministro Maroni: evitata una sanatoria
Rimarrà nel Belpaese solo chi ha davvero un lavoro
di Giacomo Ambrosetti
MILANO (Milàn)- Venerdì notte il Consiglio dei ministri, al termine di una seduta fiume, ha approvato il decreto legge sulla legalizzazione dei lavoratori extracomunitari “in nero”. Potranno essere regolarizzati i clandestini che lavorano almeno da tre mesi nel nostro Paese e ai quali il datore di lavoro intenda far sottoscrivere un contratto a tempo indeterminato oppure anche a tempo determinato, purché non inferiore a un anno. Assieme al decreto sulla regolarizzazione è stato anche approvato quello sulle impronte digitali. Verranno prelevate a tutti gli italiani in vista della carta d’identità elettronica che entrerà in vigore entro il 2004. Agli extracomunitari che vivono nel nostro Paese le impronte verranno invece prese entro un anno.
Soddisfatto, ministro Roberto Maroni?
«Certo, molto soddisfatto. Si tratta di un testo severo, ma equilibrato, che coniuga rigore e necessità di far emergere i lavoratori in nero. Abbiamo evitato una sanatoria indiscriminata, che avrebbe legalizzato i furbi».
E adesso cosa succede?
«Domani verrà emanata una circolare attuativa, nella quale verranno riaffermati i principi fondamentali della legge Bossi-Fini».
Quali indicazioni conterrà questa circolare?
«Primo: le domande di legalizzazione devono essere sottoscritte e fisicamente presentate solo dai datori di lavoro o da un loro delegato. E gli uffici postali non accoglieranno le domande presentate da altre persone».
Seconda indicazione?
«La legalizzazione riguarda lavoratori extracomunitari (cioè le colf-badanti e i lavoratori delle imprese) che prestino lavoro almeno da tre mesi, vale a dire almeno dal 10 giugno scorso».
Terzo punto.
«Il contratto di lavoro, che verrà stipulato tra datore di lavoro e lavoratore extracomunitario presso gli uffici territoriali del Governo, dovrà essere a tempo indeterminato oppure a tempo determinato con durata minima di un anno. E il permesso di soggiorno coincederà con la durata stessa del contratto a tempo determinato».
In questi giorni si è parlato di scontri tra Lega Nord e centristi. Ieri il ministro Rocco Buttiglione a parlato di vittoria dell’Udc. Come ne esce la Lega da questa vicenda?
«La Lega Nord è soddisfatta, perché è riuscita a contrastare il tentativo di trasformare una giusta legalizzazione dei lavoratori immigrati in una sanatoria generalizzata. Il decreto approvato è perfettamente coerente con la filosofia della legge Bossi-Fini, che lega il permesso di soggiorno ad un lavoro. Abbiamo evitato sanatorie generalizzate stile Turco-Napolitano, che regolarizzavano indistintamente tutti i presenti sul territorio nazionale».
La Lega ha centrato quindi il suo obiettivo?
«Sì. Abbiamo varato un provvedimento di chiarezza nei confronti di chi lavora davvero, che si accompagna ad un atteggiamento più deciso nei confronti degli irregolari. Il ministero dell’Interno potrà adesso finalmente provvedere all’espulsione di tutti i clandestini, affermando finalmente il principio di legalità che i cittadini chiedono da tempo a gran voce».
In questi giorni si è detto anche che le modelle straniere non potranno più venire in Italia: è vero?
«È un’altra delle grosse balle messe in giro ad arte da chi non accetta questa legge. Oppure è una stupidaggine di chi non conosce la legge e vuole comunque fare della sciocca polemica. La legge ovviamente consente a queste persone di venire in Italia con permessi di lavoro ad hoc. È davvero una polemica inutile e del tutto infondata».
Il consiglio dei Ministri ha anche dato il via libera al provvedimento per l’emersione del lavoro nero.
«Sono soddisfatto anche di questo. Il governo, in questo modo, recepisce l’avviso comune tra le parti sociali che hanno sottoscritto l’accordo di luglio, cioè tutte le parti sociali, con la sola eccezione della Cgil. Si tratta della prima pratica attuazione del Patto per l’Italia ed è un ulteriore significativo contributo alla lotta contro la piaga del lavoro irregolare».




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