GIOVANI PADANI, FULL IMMERSION
NELLA POLITICA DEL NUOVO MONDO
di Igor Iezzi
VARESE (Varés) - «Gli argomenti affrontati e i relatori presenti sono tutti interessanti, un’esperienza notevole»: questo è stato il commento di Alain De Benoist uno dei più noti filosofi europei, presente alla prima scuola politica del Movimento giovani padani organizzata in provincia di Varese. I Giovani Padani incominciano ad affrontare il futuro, quello del Paese. Oggi si conclude infatti la prima scuola di formazione politica organizzata dal Movimento Giovani Padani, dove la classe dirigente dei ragazzi del Carroccio ha approfondito e analizzato le problematiche alle quali dovrà fornire delle risposte quando sarà chiamata ad amministrare il Paese. Non sono certo mancati i canti, i balli (ovviamente celtici), l’attività fisica e le escursioni in montagna. Accanto a tutto questo, utile per l’affiatamento di un gruppo che ha fatto dell’entusiasmo una caratteristica fondamentale del proprio successo, durante tutta la giornata di ieri si sono succeduti momenti di approfondimento culturali ed economici: l’Islam, l’Europa, l’idea di nazione, il rapporto con la propria comunità, un’economia rispettosa dei popoli, sono stati tutti argomenti affrontati con serietà dagli iscritti alla scuola politica.
«Ho visto tra i partecipanti uno spirito di fratellanza, un affiatamento notevole, sono giovani affamati di imparare ed attenti»: Michael De Bronett, membro dell’ufficio esecutivo del Vlaams Block, ospite della tre giorni di studio, ha mostrato così il suo entusiasmo. «Sono rimasto impressionato - continua De Bronett - da questo dibattito politico e dal legame che i Giovani Padani hanno mantenuto con la loro tradizione e la loro cultura. Noi e la Lega Nord siamo le uniche forze che possono creare una società con la capacità di dialogare con culture differenti senza perdere la propria e con lo scopo di arricchirsi. La sinistra - continua l’esponente del Vlaams Block - vuole solo omologare tutto come Cristoforo Colombo noi siamo degli esploratori».
«La formazione - ha sottolineato De Benoist - è uno dei problemi dei giovani e della politica. I ragazzi non sono più legati alla politica come un tempo: vogliono risposte specifiche a particolari problemi ed hanno difficoltà ad immaginare una nuova società ed un nuovo mondo. C’è scetticismo nei confronti del cambiamento. Ma prima o poi bisognerà cambiare: non si può continuare con queste condizioni di vita, l’economia è in forte difficoltà. Si fa avanti l’idea di riforma che sostituisce la rivoluzione. Non si tratta - aggiunge il filosofo francese - solo delle banche, è in crisi tutto il capitalismo e la sua logica. Il popolo interpreta la parte degli schiavi, lo stesso Bill Gates, per fare un esempio, è schiavo di questa logica. Oggi il capitalismo - conclude De Benoist - è completamente deterritorializzato». I Giovani Padani, quindi, hanno incominciato a porre le basi per questo nuovo mondo.




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