Sul Corriere di oggi una analisi di Mannheimer, come al solito interessante, sui desideri degli elettori di centrosx.
Dice che la questione del leader è fondamentale, anche perchè ci sono molti delusi del centrodx che esitano a passare al centrosx solo perchè manca un leader riconosciuto.
In sunto: chi si sente di centrosx vuole Prodi, chi si sente di sx ( RC), vuole Cofferati, i DS sono a metà.
Risulta evidente che Prodi+Cofferati possono mettere d'accordo l'Ulivo e Rifondazione.
Corriere, 9.9.02
L’OSSERVATORIO
Centrosinistra, l’elettorato chiama Prodi
Da tempo il centrosinistra ha affrontato la questione del leader per le prossime elezioni. Sia perché nella formazione delle scelte di voto si riscontra una sempre maggior importanza della figura del leader, sia perché, proprio in questo periodo, i segnali di crisi di fiducia nei confronti del governo da parte di qualche settore di elettorato stentano a tradursi in intenzioni di voto per il centrosinistra anche per la difficile individuazione di un leader riconosciuto. La maggioranza delle preferenze dell’elettorato nel suo insieme va a Prodi. Ma ciò che conta in questo caso è, com’è ovvio, l’opinione di quanti sono già orientati al centrosinistra. Che risultano, al solito, in larga misura divisi. Chi si "sente" di sinistra tout-court mostra una netta predilezione per Cofferati, con D’Alema, Fassino, Prodi, grossomodo alla pari, al secondo posto, e con, tra l’altro, Moretti più "gettonato" di Bertinotti.
Diverso è l’orientamento tra chi si "sente" di centrosinistra, dove la maggioranza ritiene opportuno che sia Prodi il leader della coalizione (Cofferati risulta, sia pur distanziato, al secondo posto). E anche in uno dei settori di allargamento potenziale dei consensi, costituito da chi si definisce di centro, Prodi risulta prevalente, sia pure con enfasi minore. Si può notare come i leader attuali ottengano relativamente meno consensi di figure "esterne" come Prodi e Cofferati.
La disparità di opinioni si evidenzia anche considerando l’elettorato dei singoli partiti. Tra i votanti per Rifondazione, oltre allo scontato tributo per Bertinotti, è Cofferati ad essere il più indicato. All’opposto, tra gli elettori per la Margherita, oltre all’analogo tributo per Rutelli, è Prodi ad ottenere la maggioranza dei consensi. I Ds si collocano significativamente in una posizione intermedia, con i due leader sostanzialmente alla pari.
Ciò suggerisce che la scelta corrisponde inevitabilmente ad una opzione di immagine comunicativa (non necessariamente di orientamento politico) in vista dello scontro elettorale. E ripropone il solito dilemma. Dare il segnale di una ulteriore attenzione verso il centro, per conquistare gli elettori di quest’area, decisivi per la formazione del risultato, o esprimere un’immagine di netta contrapposizione, per non rischiare di perdere consensi a sinistra? La scelta non è facile, né scontata. Ma c’è un'opzione, più volte sperimentata con esisti deludenti, che, forse, sarebbe da escludere: non optare con chiarezza per una prospettiva, barcamenandosi tra immagini contraddittorie.




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