da "la Repubblica" di oggi, domenica 6 ottobre 2002
Il vicepremier corregge Berlusconi. E a Pera: il governo sa da solo che le promesse vanno mantenute
Fini difende Mani pulite
"La corruzione c'era, ma si indagò a senso unico"
ROMA - "Se trovate qualcuno di noi che si è montato la testa, vi prego di farmelo sapere". Gianfranco Fini si rivolge ai giovani di An nel corso di un lungo e affollatissimo faccia a faccia alla festa nazionale di Azione giovani. E i ragazzi lo ricambiano tempestandolo di domande. La questione morale, per dire, tema caro alla destra missina, fonte di qualche imbarazzo oggi. "Ha avuto ragione l'altro giorno La Russa a dire che la corruzione c'era", riconosce il vicepremier, "negare questa verità significherebbe negare la realtà degli ultimi anni".
"Se non ribadissimo che la corruzione c'era, verremmo meno a un dovere di verità storica", continua Fini. "Certo, fermo restando che ci furono settori della magistratura di parte che si accanirono su alcuni settori della vita politica risparmiandone altri, il ripristino della legalità si rese indispenabile per l'altissimo livello di corruzione che il sistema politico aveva raggiunto, contribuendo a distruggere se stesso".
I ragazzi applaudono, gradiscono la chiarezza. "Non ci basta che An sia al governo: vogliamo che governi bene", aveva detto aprendo il dibattito Giorgia Meloni, coordinatrice di Azione giovani; "per noi il governo Berlusconi non deve essere un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Noi viviamo la politica come militanza e passione, non come ricerca del potere". Il leader raccoglie la provocazione: "Si può essere morbidi quando si tratta di arrivare a compromessi sull'amministrazione o sulla gestione quotidiana della politica, ma bisogna essere instransigenti quando si tratta di difendere i propri valori". Che poi sono sempre gli stessi, ricorda: centralità dell'individuo, patria, famiglia, sacralità della vita, forte senso di identità. "Se qualcuno di noi che è arrivato in alto non ha ancora capito che come si sale si può scendere, allora vi prego di avvertirci e farcelo sapere", dice. E ammonisce la giovane platea a non cadere nel peccato originale dei grandi di An, il correntismo, e a non nutrire alcun complesso di inferiorità nei confronti della "cosiddetta cultura dominante di sinistra".
Già che c'è, Fini coglie pure l'occasione per rispondere a distanza al presidente del Senato: "Penso che non ci fosse bisogno dell'invito di Pera perchè il governo fosse consapevole della necessità di mantenere gli impegni presi con gli elettori", avverte. E annuncia che presto, personalmente, spiegherà la nuova legge sull'immigrazione a una platea di immigrati, "perchè devono rendersi conto che questa è una legge che li favorisce e non li danneggia".
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La mia stima personale nei confronti di quest'uomo cresce ogni giorno di più...![]()
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