Di Gina Kolata, New York Times – 9 Settembre - Una correlazione! VOGLIAMO una correlazione! Perché non ce n’è una? Perché si è sprecato tutto quel denaro in questo studio, e non si è trovata una correlazione? Questo interessante articolo del New York Times, tradotto per i lettori di FORCES Italiana, è uno splendido esempio dell’ottusa trasposizione quasi medievale dal soprannaturale al soprastatistico, conseguenza diretta della religione salutista: uno studio non è condotto per verificare se un pericolo esiste, ma è considerato un’investimento per avanzare il preconcetto di un’agenda politica; e se lo studio non è manipolabile, è un cattivo investimento! Uno studio da otto milioni di dollari, finanziato sotto la pressione dei soliti manipoli di fanatici attivisti salutisti dal National Cancer Institute americano "…Non ha trovato evidenza che alcuni pesticidi, gas di scarico o fumo di sigaretta siano collegati al cancro", mentre precedenti studi minori avevano fatto vedere un incremento di rischio del tre percento – un incremento di rischio statistico assolutamente insignificante che avrebbe già dovuto indicare che non c’è nulla da preoccuparsi, visto che si è ben lontani dal 200% e più di incremento necessario per destare preoccupazioni (nota: l’incremento di rischio di cancro per il fumo passivo raramente eccede il 15%). Ma chissenefrega? E’ la politica che conta, e bisogna assolutamente far vedere che pesticidi, fumo e gas di scarico causano il cancro, altrimenti dove vanno a finire la nostra propaganda isterica e i fondi pubblici e privati che riceviamo? Quindi otto milioni di dollari dei contribuenti sono buttati per arrivare alla già evidente conclusione che il rischio non esiste.
Ma Geri Barish, presidente di un gruppo salutista, afferma di sapere che gli inquinanti studiati sono pericolosi – essi, infatti, determinano il cancro negli animali da laboratorio. Ciò che produce cancro in topi esposti a quantità immense delle sostanze esaminate non lo produce necessariamente nelle persone alle quantità infinitesimali cui esse sono esposte – e QUESTA è la base delle truffe sul fumo, e su mille altri pericoli ambientali. "Le fumatrici, per esempio, non avevano più cancri al seno delle non fumatrici. Il risultato ottenuto a Long Island è coerente con altri studi precedenti". "I dati sono decisamente conclusivi", conferma una delle ricercatrici. Ma i salutisti, che spesso si atteggiano a freddi sostenitori della realtà scientifica quando usano la loro scienza rottame, non sembrano essere così freddi quando la scienza non conferma la loro agenda politica: "Mi rifiuto di accettare il fatto che non hanno trovato nulla", dice la Barish, "La storia non è affatto finita. Ci servono molti altri studi". Certo: conducendo molti altri studi (tanto paga il pubblico), si guadagna tempo per avanzare l’agenda delle cialtronerie, mentre è possibile che, per caso o per errore, uno di essi esibisca una piccolissima, statisticamente insignificante elevazione di rischio; in tal caso, ignoriamo tutto il resto, definiamo i risultati di tale studio "conclusivi", e domandiamo restrizioni e tassazioni. I truffatori antifumo fanno scuola.
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