Utilizziamo la logica: Rutelli sostiene che l'unità dell'Europa con gli Stati Uniti è un grande valore da difendere, prima ancora, interpreto io, dell'autonomia dei popoli europei dal grande gendarme; Rutelli è un noto europeista: la politica nostrana necessita di tutti i timbri delle burocrazie europee, dei beneplaciti di tutti gli alleati, della benedizione della commissione; Rutelli è un noto antileghista: anche se è tutto e il contrario di tutto,clericale e laicista, liberale e di sinistra, non l'ho mai sentito difendere le identità locali, le autonomie, i principi di autodeterminazione delle comunità etno-nazionali.
Il pensiero di Rutelli è questo: poichè l'America è la prima superpotenza del pianeta, l'Europa deve abbassare la testa di fronte ai suoi principi e alle sue volontà; ergo l'Europa, che oggi è l'Europa dei potentati, se vuole essere unita agli USA deve piegare la testa di fronte alle sue lobbies, come un vassallo si inchina di fronte al feudatario. Ma non è tutto: l'Italia è uno stato valvassore e, se vuole unirsi al treno europeo, deve piegar la testa di fronte agli snob europei; le comunità etno-nazionali,bontà loro, sono gli ultimi anelli della catena,e devono piegare la testa di fronte a tutti: la quotidianità dei cittadini si snoda tra briciole di autonomia e virili braccia di volontà ALTRE, tra i residui di identità progressivamente negate dalla globalizzazione: le salutari acque del comunitarismo, della partecipazione, dei legami REALI e non virtuali delle persone si esauriscono sempre di più, giorno dopo giorno. Oggi, grazie alla Lega, possiamo abbeverarci con la devoluzione, con una seria legge sull'immigrazione, ma il terreno frana sempre di più sotto i nostri piedi. Non quelli di Rutelli: lui aspetta quieto i marziani, per decretare l'unità del pianeta terra con la federazione intergalattica.
Ah, Rutelli è contro l'intervento in Iraq?
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