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Discussione: I leghisti e il lavoro

  1. #1
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    Predefinito I leghisti e il lavoro

    Ricorre spesso nei discorsi dei leghisti, ma anche in quelli di molti azzurri, l' accusa agli altri (gli immigrati, i meridionali, quelli di sinistra) di non aver mai lavorato.
    Oppure l' altra, ancor più ridicola, di non essersi mai alzati alle 5.
    Accusa questa che durante l' ultima campagna elettorale venne spesso rivolta a Rutelli dai lettori del Giornale.
    Come se il 13 maggio del 2001 avessimo dovuto eleggere un panettiere e non un Primo Ministro.
    Dove nasce, come si forma in loro l' opinione di essere gli unici a lavorare e perché son convinti che quello che il lavoro sottende, il guadagno, sia l' unico metro per giudicare gli uomini?

    Nasce dal fatto che intuiscono, ancorché vagamente, che l' unica risorsa di cui dispongono sono le braccia.
    Inconsciamente percepiscono che Madre Natura è stata avara con loro di beni spirituali e intellettuali e quindi l' unica possibilità di farsi strada nella vita risiede nelle loro braccia.
    Da qui discende l' insistenza nel valorizzare il lavoro manuale e ciò che esso produce: il denaro.
    Da qui nasce il bisogno d' ostentazione dello stesso e l' abitudine a giudicare il prossimo dall' ammontare del conto in banca.
    Da qui deriva l' usanza a considerare degli scansafatiche coloro che non si abbrutiscono 12-13 ore al giorno ma dedicano anche del tempo a nutrire lo spirito oltre che il portafoglio.
    Da qui, infine, proviene il disprezzo per coloro che campano di lavoro intellettuale come gli scrittori, i registi e gli artisti in genere:
    dal fatto di sentirsi inferiori a costoro, molto più beneficiati da Madre Natura, e dalla necessità di sminuire l' importanza delle loro opere.

    Eppure anche i meridionali immigrati al nord e gli extracomunitari campavano e campano del sudore della fronte.
    Dovrebbero quindi essere accolti come fratelli, come compagni di sventure dai leghisti.
    Perché ciò non avviene?
    Perché qui subentra la competizione e la conseguente paura di perdere la casa o il posto di lavoro.
    E siccome i nuovi arrivati non possono venir accusati troppo a lungo di essere degli scansafatiche, perché è evidente a tutti che non lo sono, ecco allora arrivare l' accusa di diversità razziale, religiosa o geografica.
    No, decisamente la vita non è facile per i leghisti.
    Urge quindi essere più teneri con loro.

    Gianni Guelfi

  2. #2
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    Predefinito I leghisti e il lavoro

    Ricorre spesso nei discorsi dei leghisti, ma anche in quelli di molti azzurri, l' accusa agli altri (gli immigrati, i meridionali, quelli di sinistra) di non aver mai lavorato.
    Oppure l' altra, ancor più ridicola, di non essersi mai alzati alle 5.
    Accusa questa che durante l' ultima campagna elettorale venne spesso rivolta a Rutelli dai lettori del Giornale.
    Come se il 13 maggio del 2001 avessimo dovuto eleggere un panettiere e non un Primo Ministro.
    Dove nasce, come si forma in loro l' opinione di essere gli unici a lavorare e perché son convinti che quello che il lavoro sottende, il guadagno, sia l' unico metro per giudicare gli uomini?

    Nasce dal fatto che intuiscono, ancorché vagamente, che l' unica risorsa di cui dispongono sono le braccia.
    Inconsciamente percepiscono che Madre Natura è stata avara con loro di beni spirituali e intellettuali e quindi l' unica possibilità di farsi strada nella vita risiede nelle loro braccia.
    Da qui discende l' insistenza nel valorizzare il lavoro manuale e ciò che esso produce: il denaro.
    Da qui nasce il bisogno d' ostentazione dello stesso e l' abitudine a giudicare il prossimo dall' ammontare del conto in banca.
    Da qui deriva l' usanza a considerare degli scansafatiche coloro che non si abbrutiscono 12-13 ore al giorno ma dedicano anche del tempo a nutrire lo spirito oltre che il portafoglio.
    Da qui, infine, proviene il disprezzo per coloro che campano di lavoro intellettuale come gli scrittori, i registi e gli artisti in genere:
    dal fatto di sentirsi inferiori a costoro, molto più beneficiati da Madre Natura, e dalla necessità di sminuire l' importanza delle loro opere.

    Eppure anche i meridionali immigrati al nord e gli extracomunitari campavano e campano del sudore della fronte.
    Dovrebbero quindi essere accolti come fratelli, come compagni di sventure dai leghisti.
    Perché ciò non avviene?
    Perché qui subentra la competizione e la conseguente paura di perdere la casa o il posto di lavoro.
    E siccome i nuovi arrivati non possono venir accusati troppo a lungo di essere degli scansafatiche, perché è evidente a tutti che non lo sono, ecco allora arrivare l' accusa di diversità razziale, religiosa o geografica.
    No, decisamente la vita non è facile per i leghisti.
    Urge quindi essere più teneri con loro.

    Gianni Guelfi

  3. #3
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    Predefinito Re: I leghisti e il lavoro

    Originally posted by gianni g.
    Ricorre spesso nei discorsi dei leghisti, ma anche in quelli di molti azzurri, l' accusa agli altri (gli immigrati, i meridionali, quelli di sinistra) di non aver mai lavorato.
    Oppure l' altra, ancor più ridicola, di non essersi mai alzati alle 5.
    Accusa questa che durante l' ultima campagna elettorale venne spesso rivolta a Rutelli dai lettori del Giornale.
    Come se il 13 maggio del 2001 avessimo dovuto eleggere un panettiere e non un Primo Ministro.
    Dove nasce, come si forma in loro l' opinione di essere gli unici a lavorare e perché son convinti che quello che il lavoro sottende, il guadagno, sia l' unico metro per giudicare gli uomini?

    Nasce dal fatto che intuiscono, ancorché vagamente, che l' unica risorsa di cui dispongono sono le braccia.
    Inconsciamente percepiscono che Madre Natura è stata avara con loro di beni spirituali e intellettuali e quindi l' unica possibilità di farsi strada nella vita risiede nelle loro braccia.
    Da qui discende l' insistenza nel valorizzare il lavoro manuale e ciò che esso produce: il denaro.
    Da qui nasce il bisogno d' ostentazione dello stesso e l' abitudine a giudicare il prossimo dall' ammontare del conto in banca.
    Da qui deriva l' usanza a considerare degli scansafatiche coloro che non si abbrutiscono 12-13 ore al giorno ma dedicano anche del tempo a nutrire lo spirito oltre che il portafoglio.
    Da qui, infine, proviene il disprezzo per coloro che campano di lavoro intellettuale come gli scrittori, i registi e gli artisti in genere:
    dal fatto di sentirsi inferiori a costoro, molto più beneficiati da Madre Natura, e dalla necessità di sminuire l' importanza delle loro opere.

    Eppure anche i meridionali immigrati al nord e gli extracomunitari campavano e campano del sudore della fronte.
    Dovrebbero quindi essere accolti come fratelli, come compagni di sventure dai leghisti.
    Perché ciò non avviene?
    Perché qui subentra la competizione e la conseguente paura di perdere la casa o il posto di lavoro.
    E siccome i nuovi arrivati non possono venir accusati troppo a lungo di essere degli scansafatiche, perché è evidente a tutti che non lo sono, ecco allora arrivare l' accusa di diversità razziale, religiosa o geografica.
    No, decisamente la vita non è facile per i leghisti.
    Urge quindi essere più teneri con loro.

    Gianni Guelfi

    Come? con l'intelligentia di cui Lei è dotato, Lei che impartisce lezioni a destra e a manca a tutti è arrivato a queste conclusioni solo ora dopo averci dato retta per un bel pò?.....

    Ha ragione egr. Sig. Guelfi, sia tenero con i leghisti, sia comprensivo, ci tratti come tratta gli extracomunitari, da persone che devono integrarsi e adattarsi........ed è per questo che da Lei se ancora vorrà rispondere mi aspetterò delle repliche meno in politichese e più terra-terra adatte a questi barbari con i calli di leghisti.......
    Ma, mi dica, visto che ci piacciono tanto i soldi, quanto hanno speso i Suoi genitori per farLa studiare e farLa diventare una cima del genere, acc.ti.......


    ----pensiero----

  4. #4
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    Predefinito Re: I leghisti e il lavoro

    Originally posted by gianni g.
    Ricorre spesso nei discorsi dei leghisti, ma anche in quelli di molti azzurri, l' accusa agli altri (gli immigrati, i meridionali, quelli di sinistra) di non aver mai lavorato.
    Oppure l' altra, ancor più ridicola, di non essersi mai alzati alle 5.
    Accusa questa che durante l' ultima campagna elettorale venne spesso rivolta a Rutelli dai lettori del Giornale.
    Come se il 13 maggio del 2001 avessimo dovuto eleggere un panettiere e non un Primo Ministro.
    Dove nasce, come si forma in loro l' opinione di essere gli unici a lavorare e perché son convinti che quello che il lavoro sottende, il guadagno, sia l' unico metro per giudicare gli uomini?

    Nasce dal fatto che intuiscono, ancorché vagamente, che l' unica risorsa di cui dispongono sono le braccia.
    Inconsciamente percepiscono che Madre Natura è stata avara con loro di beni spirituali e intellettuali e quindi l' unica possibilità di farsi strada nella vita risiede nelle loro braccia.
    Da qui discende l' insistenza nel valorizzare il lavoro manuale e ciò che esso produce: il denaro.
    Da qui nasce il bisogno d' ostentazione dello stesso e l' abitudine a giudicare il prossimo dall' ammontare del conto in banca.
    Da qui deriva l' usanza a considerare degli scansafatiche coloro che non si abbrutiscono 12-13 ore al giorno ma dedicano anche del tempo a nutrire lo spirito oltre che il portafoglio.
    Da qui, infine, proviene il disprezzo per coloro che campano di lavoro intellettuale come gli scrittori, i registi e gli artisti in genere:
    dal fatto di sentirsi inferiori a costoro, molto più beneficiati da Madre Natura, e dalla necessità di sminuire l' importanza delle loro opere.

    Eppure anche i meridionali immigrati al nord e gli extracomunitari campavano e campano del sudore della fronte.
    Dovrebbero quindi essere accolti come fratelli, come compagni di sventure dai leghisti.
    Perché ciò non avviene?
    Perché qui subentra la competizione e la conseguente paura di perdere la casa o il posto di lavoro.
    E siccome i nuovi arrivati non possono venir accusati troppo a lungo di essere degli scansafatiche, perché è evidente a tutti che non lo sono, ecco allora arrivare l' accusa di diversità razziale, religiosa o geografica.
    No, decisamente la vita non è facile per i leghisti.
    Urge quindi essere più teneri con loro.

    Gianni Guelfi

    Come? con l'intelligentia di cui Lei è dotato, Lei che impartisce lezioni a destra e a manca a tutti è arrivato a queste conclusioni solo ora dopo averci dato retta per un bel pò?.....

    Ha ragione egr. Sig. Guelfi, sia tenero con i leghisti, sia comprensivo, ci tratti come tratta gli extracomunitari, da persone che devono integrarsi e adattarsi........ed è per questo che da Lei se ancora vorrà rispondere mi aspetterò delle repliche meno in politichese e più terra-terra adatte a questi barbari con i calli di leghisti.......
    Ma, mi dica, visto che ci piacciono tanto i soldi, quanto hanno speso i Suoi genitori per farLa studiare e farLa diventare una cima del genere, acc.ti.......


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  5. #5
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    Predefinito

    Ma lei che fa signorina, mi tampina da vicino?
    Chiederò al moderatore se ciò possa prefigurarsi come un caso di mobbing.
    Uno non può spernacchiare a piacimento i leghisti che subito arriva Pensiero a redarguirlo.
    Bè, che c' è che non va nel mio post, non è forse vero quel che ho scritto? E quale sarebbe il politichese da me usato?
    Si consoli cmq. Persone come quelle da me descritte sono dappertutto, anche qui in Liguria.
    E tutti votano per Silvio: il villan rifatto all' ennesima potenza.
    Lo adorano, lo invidiano, sognano di diventare come lui.
    Son tutti piccoli commercianti, artigiani, piccoli professionisti. Usano mastodontiche 4x4 per andare a prendere un caffé. Hanno tre o quattro telefonini in famiglia ma manco un libro. Ruttano a tavola ma le mogli sono ingioiellate da capo a piedi.
    Dalle loro dichiarazioni risulta che guadagnano meno dei loro dipendenti.
    Lo so lo so che sono loro, il popolo delle partite Iva, quelli che creano ricchezza e danno lavoro a tante persone.
    Ma posso dire che mi fanno un tantino schifo?

    Gianni Guelfi

    P.S.
    e non mi prenda in giro. E' ineducato da parte sua prendere in giro persone più anziane di lei.

  6. #6
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    Ma lei che fa signorina, mi tampina da vicino?
    Chiederò al moderatore se ciò possa prefigurarsi come un caso di mobbing.
    Uno non può spernacchiare a piacimento i leghisti che subito arriva Pensiero a redarguirlo.
    Bè, che c' è che non va nel mio post, non è forse vero quel che ho scritto? E quale sarebbe il politichese da me usato?
    Si consoli cmq. Persone come quelle da me descritte sono dappertutto, anche qui in Liguria.
    E tutti votano per Silvio: il villan rifatto all' ennesima potenza.
    Lo adorano, lo invidiano, sognano di diventare come lui.
    Son tutti piccoli commercianti, artigiani, piccoli professionisti. Usano mastodontiche 4x4 per andare a prendere un caffé. Hanno tre o quattro telefonini in famiglia ma manco un libro. Ruttano a tavola ma le mogli sono ingioiellate da capo a piedi.
    Dalle loro dichiarazioni risulta che guadagnano meno dei loro dipendenti.
    Lo so lo so che sono loro, il popolo delle partite Iva, quelli che creano ricchezza e danno lavoro a tante persone.
    Ma posso dire che mi fanno un tantino schifo?

    Gianni Guelfi

    P.S.
    e non mi prenda in giro. E' ineducato da parte sua prendere in giro persone più anziane di lei.

  7. #7
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    Predefinito

    Originally posted by gianni g.
    Ma lei che fa signorina, mi tampina da vicino?
    Chiederò al moderatore se ciò possa prefigurarsi come un caso di mobbing.
    Uno non può spernacchiare a piacimento i leghisti che subito arriva Pensiero a redarguirlo.
    Bè, che c' è che non va nel mio post, non è forse vero quel che ho scritto? E quale sarebbe il politichese da me usato?
    Si consoli cmq. Persone come quelle da me descritte sono dappertutto, anche qui in Liguria.
    E tutti votano per Silvio: il villan rifatto all' ennesima potenza.
    Lo adorano, lo invidiano, sognano di diventare come lui.
    Son tutti piccoli commercianti, artigiani, piccoli professionisti. Usano mastodontiche 4x4 per andare a prendere un caffé. Hanno tre o quattro telefonini in famiglia ma manco un libro. Ruttano a tavola ma le mogli sono ingioiellate da capo a piedi.
    Dalle loro dichiarazioni risulta che guadagnano meno dei loro dipendenti.
    Lo so lo so che sono loro, il popolo delle partite Iva, quelli che creano ricchezza e danno lavoro a tante persone.
    Ma posso dire che mi fanno un tantino schifo?

    Gianni Guelfi

    P.S.
    e non mi prenda in giro. E' ineducato da parte sua prendere in giro persone più anziane di lei.

    Oh.......finalmente un pò di tregua...perchè sa caro sig.Guelfi, Lei mica ci va leggero con le bordate......capisco che sto governo Le sta sul gozzo ma.....tant'è purtroppo(secondo il mio parere)se lo dovrà sopportare ancora per un bel pò.....
    Allora che dice dovrei consolarmi perchè anche in Liguria la gente è come nel mio Veneto? Che dice....mal comune mezzo gaudio? E sia......
    Non la tampino, non si preoccupi......cosa vuoLe questa è una delle poche cose che so fare....navigare online......d'altronde faccio parte della categoria dei Veneti sottoculturati.......quindi....

    La saluto cordialmente senza peraltro prenderLa in giro, ci mancherebbe....., a proposito come fa a dire che Lei è + anziano di me?


    ----pensiero----

  8. #8
    Veneta sempre itagliana mai
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    Originally posted by gianni g.
    Ma lei che fa signorina, mi tampina da vicino?
    Chiederò al moderatore se ciò possa prefigurarsi come un caso di mobbing.
    Uno non può spernacchiare a piacimento i leghisti che subito arriva Pensiero a redarguirlo.
    Bè, che c' è che non va nel mio post, non è forse vero quel che ho scritto? E quale sarebbe il politichese da me usato?
    Si consoli cmq. Persone come quelle da me descritte sono dappertutto, anche qui in Liguria.
    E tutti votano per Silvio: il villan rifatto all' ennesima potenza.
    Lo adorano, lo invidiano, sognano di diventare come lui.
    Son tutti piccoli commercianti, artigiani, piccoli professionisti. Usano mastodontiche 4x4 per andare a prendere un caffé. Hanno tre o quattro telefonini in famiglia ma manco un libro. Ruttano a tavola ma le mogli sono ingioiellate da capo a piedi.
    Dalle loro dichiarazioni risulta che guadagnano meno dei loro dipendenti.
    Lo so lo so che sono loro, il popolo delle partite Iva, quelli che creano ricchezza e danno lavoro a tante persone.
    Ma posso dire che mi fanno un tantino schifo?

    Gianni Guelfi

    P.S.
    e non mi prenda in giro. E' ineducato da parte sua prendere in giro persone più anziane di lei.

    Oh.......finalmente un pò di tregua...perchè sa caro sig.Guelfi, Lei mica ci va leggero con le bordate......capisco che sto governo Le sta sul gozzo ma.....tant'è purtroppo(secondo il mio parere)se lo dovrà sopportare ancora per un bel pò.....
    Allora che dice dovrei consolarmi perchè anche in Liguria la gente è come nel mio Veneto? Che dice....mal comune mezzo gaudio? E sia......
    Non la tampino, non si preoccupi......cosa vuoLe questa è una delle poche cose che so fare....navigare online......d'altronde faccio parte della categoria dei Veneti sottoculturati.......quindi....

    La saluto cordialmente senza peraltro prenderLa in giro, ci mancherebbe....., a proposito come fa a dire che Lei è + anziano di me?


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  9. #9
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    Predefinito Re: I leghisti e il lavoro

    Originally posted by gianni g.
    Ricorre spesso nei discorsi dei leghisti, ma anche in quelli di molti azzurri, l' accusa agli altri (gli immigrati, i meridionali, quelli di sinistra) di non aver mai lavorato.

    In molti casi è vero, specie per i "politici di mestiere" o per quelli che campano alle spalel degli altri.
    ---------
    Oppure l' altra, ancor più ridicola, di non essersi mai alzati alle 5.
    Accusa questa che durante l' ultima campagna elettorale venne spesso rivolta a Rutelli dai lettori del Giornale.
    Come se il 13 maggio del 2001 avessimo dovuto eleggere un panettiere e non un Primo Ministro.

    A parte che un panettiere sarebbe sicuramente meglio di rutelli, non c'è bisogno di fare i panettieri per alzarsi alle 5 (non si capisce poi l'uso spregiativo di questa professione che fa il povero "guelfi), basta essere dei pendolari)
    --------------
    Dove nasce, come si forma in loro l' opinione di essere gli unici a lavorare e perché son convinti che quello che il lavoro sottende, il guadagno, sia l' unico metro per giudicare gli uomini?

    Il lavoro sottende fatica e voglia di fare, il guadagno è una conseguenza. Il metro è semmai la voglia di fare e di impegnarsi, ma alle menti sottili sfugge comodamente questo nesso...
    -------------
    Nasce dal fatto che intuiscono, ancorché vagamente, che l' unica risorsa di cui dispongono sono le braccia.
    Inconsciamente percepiscono che Madre Natura è stata avara con loro di beni spirituali e intellettuali e quindi l' unica possibilità di farsi strada nella vita risiede nelle loro braccia.

    Fandonie sinistrorse da propaganda di una decina di anni fa. Tra l'altro la subordinazione razzista del lavoro manuale a quello "intellettuale" è tipico della mentalità italiota-romana (la puzza sotto il naso degli intellettuali funziona finchè c'è qualcuno disposto a sporcarsi le mani e a "lavorare"...altrimenti poi pedalare...)
    -----------
    Da qui discende l' insistenza nel valorizzare il lavoro manuale e ciò che esso produce: il denaro.

    Sbagliato: si valorizza l'impegno e la voglia di fare fatica (nobili valori questi sì), i guadagni sono una conseguenza...
    ---------
    Da qui nasce il bisogno d' ostentazione dello stesso e l' abitudine a giudicare il prossimo dall' ammontare del conto in banca.

    O dalla barca ormeggiata in porto...
    -------------
    Da qui deriva l' usanza a considerare degli scansafatiche coloro che non si abbrutiscono 12-13 ore al giorno ma dedicano anche del tempo a nutrire lo spirito oltre che il portafoglio.

    Di solito chi perde "12-13" ore ad abbrutirsilo fa per mantenere la famiglia e per pagare le tasse, mentre chi arricchisce lo "spirito" disolito il portafogli ce l'ha già bello pieno...visto che nonsi campa d'aria...
    -----------------
    Da qui, infine, proviene il disprezzo per coloro che campano di lavoro intellettuale come gli scrittori, i registi e gli artisti in genere:
    dal fatto di sentirsi inferiori a costoro, molto più beneficiati da Madre Natura, e dalla necessità di sminuire l' importanza delle loro opere.

    Tutto sbagliato: il disprezzo è per coloro che si nascondono dietro la maschera da intellettuale e sono in verità sponsorizzati dai soldi pubblici. Quanto ai benefici di madre natura ancora si manifesta il razzismo e il dispresso per il lavoro manuale, complimenti.
    -----------
    Eppure anche i meridionali immigrati al nord e gli extracomunitari campavano e campano del sudore della fronte.

    Sì il sudore per le rapine, lo spaccio, il racket, la mafia ecc ecc, tutte cose importate...
    ---------
    Dovrebbero quindi essere accolti come fratelli, come compagni di sventure dai leghisti.
    Perché ciò non avviene?
    Perché qui subentra la competizione e la conseguente paura di perdere la casa o il posto di lavoro.

    Sbagliatissimo. Si teme per la sicurezza, l'igiene e l'aggravio fiscale per l'arrivo dei nuovi mantenuti
    ----------------
    E siccome i nuovi arrivati non possono venir accusati troppo a lungo di essere degli scansafatiche, perché è evidente a tutti che non lo sono, ecco allora arrivare l' accusa di diversità razziale, religiosa o geografica.

    Non sono accuse, solo constatazioni pragmaticamente vere davanti a cui non si può chiudere gliocchi.
    --------------------
    No, decisamente la vita non è facile per i leghisti.
    Urge quindi essere più teneri con loro.



    Gianni Guelfi
    Se non si trattasse di una piece cabarettistica di basso livello, ci sarebbe da preoccuparsi per la salute mentale o per la buonafede dell'autore, pregno di pregiudizi e di ignoranza (ironia della sorte proprio quella che viene contestata gli altri )

  10. #10
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    Predefinito Re: I leghisti e il lavoro

    Originally posted by gianni g.
    Ricorre spesso nei discorsi dei leghisti, ma anche in quelli di molti azzurri, l' accusa agli altri (gli immigrati, i meridionali, quelli di sinistra) di non aver mai lavorato.

    In molti casi è vero, specie per i "politici di mestiere" o per quelli che campano alle spalel degli altri.
    ---------
    Oppure l' altra, ancor più ridicola, di non essersi mai alzati alle 5.
    Accusa questa che durante l' ultima campagna elettorale venne spesso rivolta a Rutelli dai lettori del Giornale.
    Come se il 13 maggio del 2001 avessimo dovuto eleggere un panettiere e non un Primo Ministro.

    A parte che un panettiere sarebbe sicuramente meglio di rutelli, non c'è bisogno di fare i panettieri per alzarsi alle 5 (non si capisce poi l'uso spregiativo di questa professione che fa il povero "guelfi), basta essere dei pendolari)
    --------------
    Dove nasce, come si forma in loro l' opinione di essere gli unici a lavorare e perché son convinti che quello che il lavoro sottende, il guadagno, sia l' unico metro per giudicare gli uomini?

    Il lavoro sottende fatica e voglia di fare, il guadagno è una conseguenza. Il metro è semmai la voglia di fare e di impegnarsi, ma alle menti sottili sfugge comodamente questo nesso...
    -------------
    Nasce dal fatto che intuiscono, ancorché vagamente, che l' unica risorsa di cui dispongono sono le braccia.
    Inconsciamente percepiscono che Madre Natura è stata avara con loro di beni spirituali e intellettuali e quindi l' unica possibilità di farsi strada nella vita risiede nelle loro braccia.

    Fandonie sinistrorse da propaganda di una decina di anni fa. Tra l'altro la subordinazione razzista del lavoro manuale a quello "intellettuale" è tipico della mentalità italiota-romana (la puzza sotto il naso degli intellettuali funziona finchè c'è qualcuno disposto a sporcarsi le mani e a "lavorare"...altrimenti poi pedalare...)
    -----------
    Da qui discende l' insistenza nel valorizzare il lavoro manuale e ciò che esso produce: il denaro.

    Sbagliato: si valorizza l'impegno e la voglia di fare fatica (nobili valori questi sì), i guadagni sono una conseguenza...
    ---------
    Da qui nasce il bisogno d' ostentazione dello stesso e l' abitudine a giudicare il prossimo dall' ammontare del conto in banca.

    O dalla barca ormeggiata in porto...
    -------------
    Da qui deriva l' usanza a considerare degli scansafatiche coloro che non si abbrutiscono 12-13 ore al giorno ma dedicano anche del tempo a nutrire lo spirito oltre che il portafoglio.

    Di solito chi perde "12-13" ore ad abbrutirsilo fa per mantenere la famiglia e per pagare le tasse, mentre chi arricchisce lo "spirito" disolito il portafogli ce l'ha già bello pieno...visto che nonsi campa d'aria...
    -----------------
    Da qui, infine, proviene il disprezzo per coloro che campano di lavoro intellettuale come gli scrittori, i registi e gli artisti in genere:
    dal fatto di sentirsi inferiori a costoro, molto più beneficiati da Madre Natura, e dalla necessità di sminuire l' importanza delle loro opere.

    Tutto sbagliato: il disprezzo è per coloro che si nascondono dietro la maschera da intellettuale e sono in verità sponsorizzati dai soldi pubblici. Quanto ai benefici di madre natura ancora si manifesta il razzismo e il dispresso per il lavoro manuale, complimenti.
    -----------
    Eppure anche i meridionali immigrati al nord e gli extracomunitari campavano e campano del sudore della fronte.

    Sì il sudore per le rapine, lo spaccio, il racket, la mafia ecc ecc, tutte cose importate...
    ---------
    Dovrebbero quindi essere accolti come fratelli, come compagni di sventure dai leghisti.
    Perché ciò non avviene?
    Perché qui subentra la competizione e la conseguente paura di perdere la casa o il posto di lavoro.

    Sbagliatissimo. Si teme per la sicurezza, l'igiene e l'aggravio fiscale per l'arrivo dei nuovi mantenuti
    ----------------
    E siccome i nuovi arrivati non possono venir accusati troppo a lungo di essere degli scansafatiche, perché è evidente a tutti che non lo sono, ecco allora arrivare l' accusa di diversità razziale, religiosa o geografica.

    Non sono accuse, solo constatazioni pragmaticamente vere davanti a cui non si può chiudere gliocchi.
    --------------------
    No, decisamente la vita non è facile per i leghisti.
    Urge quindi essere più teneri con loro.



    Gianni Guelfi
    Se non si trattasse di una piece cabarettistica di basso livello, ci sarebbe da preoccuparsi per la salute mentale o per la buonafede dell'autore, pregno di pregiudizi e di ignoranza (ironia della sorte proprio quella che viene contestata gli altri )

 

 
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