ROMA - Da Di Pietro a Rifondazione, con l'aiuto dei girotondini e di personalità del mondo della politica e della cultura, il centrosinistra inizia a serrare le fila in vista della campagna elettorale per le elezioni provinciali del 2003. L'occasione per decidere strategia e candidato da schierare contro Silvano Moffa, attuale presidente a Palazzo Valentini e con tutta probabilità candidato nuovamente dal Polo per quella poltrona, sarà una grande convention da organizzare entro fine mese. E mentre i partiti iniziano a organizzarsi, Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, si dice disponibile a correre insieme all'Ulivo. "E' auspicabile che tutte le forze politiche che fanno fronte comune contro Berlusconi stiano insieme - spiega l'ex Pm di mani pulite - Noi non poniamo pregiudiziali ma abbiamo bisogno di essere coinvolti".
In molti hanno parlato di un possibile impegno dell'Italia dei Valori al fianco dell'Ulivo a Roma ma, a detta di Di Pietro, nessuno si sarebbe fatto ancora vivo. "Finora ho soltanto letto sui giornali che molti vogliono essere al nostro fianco - dice - se davvero hanno voglia di passare dalle parole ai fatti, battano un colpo". E un colpo lo batte immediatamente Michele Meta, coordinatore regionale dell'Ulivo, che si dice pronto a sedere allo stesso tavolo dell'ex Pm. "Occorre fare il pieno delle forze dell'Ulivo che hanno come obiettivo la sconfitta delle destre e la buona amministrazione di Palazzo Valentini - spiega Meta - Tutto ciò passa attraverso la creazione di una coalizione più ampia possibile che vada dai partiti ai movimenti". Di Pietro, dunque, non soltanto è ben accetto ma è destinato anche ad essere tra i protagonisti di questa coalizione.
Sulla stessa linea è anche Enrico Gasbarra, vicesindaco della Capitale, indicato da molti come uno dei possibili candidati per la successione a Palazzo Valentini. "Abbiamo ragioni politiche e condizioni per vincere - spiega Gasbarra - e una delle condizioni essenziali è costruire una coalizione ampia. Per questo Di Pietro è importante". E il vicesindaco lancia l'idea di una grande convention da tenere entro fine settembre alla quale invitare tutte le forze che sono schierate contro le destre, girotondini compresi. "Sarà questa l'occasione per costruire una squadra e per stabilire i punti programmatici - dice Gasbarra - E poi decidere tutti insieme chi possa interpretare meglio quel programma".
Nel frattempo però non si fermano i boatos sui possibili candidati, voci che però, allo stato attuale, valgono per quel che valgono. A circolare con molta insistenza sono soprattutto i nomi di Enrico Gasbarra e di Amedeo Piva, ex assessore alle Politiche Sociali con Rutelli, ma hanno ripreso a circolare anche i nomi già fatti nei mesi scorsi, come quello dell'ex ministro Giovanna Melandri, o di Esterino Montino, un altro assessore dell'era Rutelli. I giochi però sono ancora tutti aperti. Proprio per questo sembra davvero importante che i partiti del centrosinistra trovino rapidamente un accordo. E per questo l'ipotesi degli stati generali da estendere ad altre forze non organizzate, proprio come i girotondini, appare come una soluzione ottimale per discutere di strategie ma anche per decidere, tutti insieme, il nome del candidato da far correre per un voto che va ben oltre la conquista di Palazzo Valentini ma che per il centrosinistra riveste il avlore simbolico della rivincita e dell'inizio della rincorsa verso il Governo nazionale.
da www.ilnuovo.it




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