VENEZIA (Venèxia) - «Lettere di assenso e strette di mano: così ha risposto e risponde ogni giorno la gente comune alla legge Bossi-Fini. Così, almeno, si manifesta a me quando cammino per la strada e vengo riconosciuto come consigliere regionale». Lo ha detto ieri il consigliere regionale della Lega Nord Flavio Tosi intervenendo nel dibattito sull’applicazione delle legge Bossi-Fini in relazione alla regolarizzazione dei clandestini colpiti da un decreto di espulsione. «Nel mio ufficio - dice Tosi - sono arrivate lettere di ringraziamento per i provvedimenti presi insieme e poi portati avanti a Roma, per ripristinare la sicurezza e la legalità nelle città. Anche lettere di persone che già nelle prime righe precisano subito di essere dichiaratamente di sinistra, ma ringraziano: perché hanno bisogno di sentirsi sicuri in città e in casa, perché non ce la fanno più di camminare per le strade e vedere gente che vive di espedienti, che dorme sulle panchine, che spaccia e vende le sue giovani connazionali come mercanzia. Una condizione cui si è giunti dopo anni di pseudo governi, di pseudo solidarietà, ma soprattutto di pseudo legalità. La gente - prosegue - ringrazia perché ora conta di vedere disciplinata la babele di quegli sconosciuti, all’anagrafe e quindi alla legge, che vive rubando, mina la sicurezza della collettività, porta a un generale degrado sociale. La gente ringrazia anche perché chi lavora ha diritto a una casa e chi non ha casa non può lavorare perché non vive le condizioni necessarie a un essere umano per condurre un tenore dignitoso. Lettere e parole che sterilizzano sul nascere ogni ritrita strumentalizzazione, sia essa quella della solidarietà negata che quella del razzismo, perché sono state scritte con una penna che tanti buonisti non trovano più: quella della legalità».




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