Ricevo e trasmetto.
GUERRA ALL’IRAQ VISTA DA DESTRA: parla Charley Reese
Charley Reese – giornalista americano di orientamento decisamente conservatore – è stato fino a pochi anni fa editorialista dell’Orlando Sentinel , un quotidiano della Florida.
Oggi ha un suo sito web, dal quale è tratto il pezzo che segue, pubblicato il 28 agosto 2000
Iraq: una guerra alla ragione
Studs Terkel, il vecchio scrittore di Chicago, ha perfettamente ragione. La guerra di Bush al terrorismo è davvero una guerra alla ragione. In tutti gli anni in cui ho osservato la scena politica, non ho mai sentito tante sciocchezze dette da tante persone importanti.
E’ una politica basata sulla Grande Menzogna e perciò è destinata a fallire.
La verità è questa: gli attacchi terroristici contro gli Stati Uniti sono un diretto risultato del nostro sostegno unilaterale all’oppressione dei Palestinesi da parte di Israele.
Si tratta di questo, puro e semplice.
Bush, tuttavia, non ha il coraggio morale per ammetterlo. Perciò, ha dovuto inventare una Grande Menzogna per spiegare l’attacco.
Oh, ha detto, ci odiano perché siamo liberi. Questo è manifestamente assurdo. Perché agli Arabi o a chiunque altro dovrebbe interessare in un modo nell’altro se siamo liberi o schiavi? In entrambi i casi non è una cosa che li tocca. Il resto del mondo non si sveglia la mattina preoccupandosi del popolo americano. Hanno le loro vite da vivere.
Ma, in conseguenza della Grande Menzogna, Bush non sta facendo assolutamente niente per porre fine al terrorismo.
Il terrorismo, come tutte le azioni umane, deriva da una causa per un fine. Se si vuole porvi termine, bisogna rimuovere la causa.
Invece, Bush sta imitando gli israeliani e pensa che uccidere le persone, metterle in galera, deportarle e minacciarle risolverà il problema. Queste tattiche non hanno funzionato per gli israeliani e non funzioneranno per noi.
L’essere in grado di venir fuori da un problema di terrorismo attraverso le uccisioni presume che vi sia un numero finito di terroristi.
Non è così, le fila vengono costantemente rifornite.
Qualcuno pensa che se uno uccide dei membri della nostra famiglia noi ameremo il killer? Che se qualcuno distrugge la nostra casa e i nostri beni quella persona ci piacerà? Ogni volta che infliggiamo morte, ferite e distruzione a un popolo reclutiamo più nemici
Niente è più folle dell’idea che viene diffusa da alcuni sostenitori della guerra all’Iraq secondo cui i soldati americani invasori saranno acclamati e coperti di caramelle e fiori dagli iracheni. Saddam Hussein uccide solo i suoi nemici politici; noi abbiamo ucciso centinaia di migliaia di iracheni innocenti e riversato miseria su milioni di altri.
I nostri crimini contro il popolo iracheno sono di gran lunga più numerosi di quelli di Saddam. Con le nostre azioni brutali e insensibili, abbiamo reso Saddam un male minore.
La guerra con l’Iraq non sarà come la guerra in Afghanistan. Sarà come la battaglia di Mogadiscio, resa celebre dal film Black Hawk Down. Per eliminare Saddam, i soldati americani dovranno combattere strada per strada, casa per casa. Vedremo quanto fegato per la guerra avranno i generali da tavolino dell’America quando i corpi cominceranno a tornare a casa, non a decine o a dozzine, ma a centinaia.
Un altro esempio di follia è la convinzione che si possa avere una guerra chirurgica in Iraq e che il resto del Medio Oriente rimarrà intatto. Tanto per cominciare, gli Israeliani molto probabilmente si inseriranno nella guerra e la useranno come scusa per espellere i Palestinesi dalla Cisgiordania e da Gaza.
Questo è da lungo tempo il sogno di Sharon, e la tentazione sarà troppo forte perché possa resistervi. Sarà un crimine mostruoso contro l’umanità e provocherà molto probabilmente l’esplosione di tutto il Medio Oriente.
Sfortunatamente, il nostro presidente è un uomo ingenuo – e in politica estera un ignorante – che è caduto sotto l’influenza del governo israeliano. Coloro che spingono con forza per una guerra contro l’Iraq sono i soliti sospetti – Americani con un lungo passato di far finta di parlare degli interessi dell’America quando in effetti essi stanno spingendo un piano israeliano
Si può essere certi che l’intelligence israeliana sta raccontando a Bush ogni sorta di favole sulle capacità di Saddam e le sue intenzioni malvagie e su quanto è indispensabile andare presto alla guerra.
Bush se l’è lasciato sfuggire l’altro giorno, quando ha detto: "Prenderò le mie decisioni sulla base delle informazioni di intelligence, nostre e dei nostri alleati". Con questo intende dire Israele, perché gli inglesi, i francesi, i tedeschi e i russi certamente non gli stanno dic endo di attaccare l’Iraq.




Rispondi Citando