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    Predefinito Iraq/Emergency/Gino Strada/pacifisti

    Iraq: Pannella contro Appello per la pace di Emergency, «Eredità dell'ignobile pacifismo anni Trenta».

    Il leader radicale critica duramente l'appello contro la guerra di Emergency che ha già raccolto numerose firme, tra cui quella di Cofferati e di numerosi personaggi dello spettacolo.

    Roma, 11 settembre 2002 - "Oggi in Italia la firma a questo appello rappresenta l'eredita' diretta dell'ignobile, infame pacifismo degli anni 1936-1938 a sostegno di Monaco. Si tratta degli stessi argomenti e degli stessi riflessi con i quali allora si impedi' alla Francia e all'Inghilterra di rispettare i patti che li legavano ai paesi invasi dal nazismo e dal fascismo, con la complicita' della Societa' delle Nazioni, che ne morì. Io dico no. Questi promotori sono gli stessi che cercarono di impedire che la Francia, l'Inghilterra, gli Usa si opponessero al nazismo, al fascismo, allo stalinismo comunista".

    Così Marco Pannella, a Radio Radicale sull'appello di Emergency contro la guerra in Iraq, firmato da molte personalita', da Sergio Cofferati a Rita Levi Montalcini, da Christian Vieri a Nanni Moretti.

    "Il fatto che firmino questo appello nomi di prestigio ed onesta' dimostra quanto grave sia oggi la assunzione della eredita' peggiore del secolo appena terminato, cioe' il nuovo conformismo".

    "Calciatori, attori, tutti coloro che non si pronunciano mai su nulla, e che dinanzi al fatto magico della pace, con un po' di condimento della giustizia, decidono di schierarsi".

    "Nessuno - ha aggiunto Pannella - puo' escludere il dubbio che Saddam Hussein disponga e sia disposto ad usare armi peggiori di quelle usate l'11 settembre. E questa risposta pacifista non offre alternative, se non quella di riconoscere poi che magari ci si era sbagliati".

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    Predefinito Iraq/Emergency/Gino Strada/pacifisti

    Iraq: Pannella contro Appello per la pace di Emergency, «Eredità dell'ignobile pacifismo anni Trenta».

    Il leader radicale critica duramente l'appello contro la guerra di Emergency che ha già raccolto numerose firme, tra cui quella di Cofferati e di numerosi personaggi dello spettacolo.

    Roma, 11 settembre 2002 - "Oggi in Italia la firma a questo appello rappresenta l'eredita' diretta dell'ignobile, infame pacifismo degli anni 1936-1938 a sostegno di Monaco. Si tratta degli stessi argomenti e degli stessi riflessi con i quali allora si impedi' alla Francia e all'Inghilterra di rispettare i patti che li legavano ai paesi invasi dal nazismo e dal fascismo, con la complicita' della Societa' delle Nazioni, che ne morì. Io dico no. Questi promotori sono gli stessi che cercarono di impedire che la Francia, l'Inghilterra, gli Usa si opponessero al nazismo, al fascismo, allo stalinismo comunista".

    Così Marco Pannella, a Radio Radicale sull'appello di Emergency contro la guerra in Iraq, firmato da molte personalita', da Sergio Cofferati a Rita Levi Montalcini, da Christian Vieri a Nanni Moretti.

    "Il fatto che firmino questo appello nomi di prestigio ed onesta' dimostra quanto grave sia oggi la assunzione della eredita' peggiore del secolo appena terminato, cioe' il nuovo conformismo".

    "Calciatori, attori, tutti coloro che non si pronunciano mai su nulla, e che dinanzi al fatto magico della pace, con un po' di condimento della giustizia, decidono di schierarsi".

    "Nessuno - ha aggiunto Pannella - puo' escludere il dubbio che Saddam Hussein disponga e sia disposto ad usare armi peggiori di quelle usate l'11 settembre. E questa risposta pacifista non offre alternative, se non quella di riconoscere poi che magari ci si era sbagliati".

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    PANNELLA E IL MANIFESTO CONTRO LA GUERRA ALL’IRAQ (Libero)

    Intervista a Marco Pannella di Renato Farina, pubblicata in prima pagina, su “Libero” del 12 settembre 2002


    IL LEADER RADICALE AVVERTE: COI DITTATORI NESSUNA INDULGENZA, ANCHE A COSTO DI UNO SCONTRO ARMATO

    “Gino Strada e i suoi sono come quelli che si piegarono a Hitler”
    “Pannella: chi firma contro la guerra dimentica gli errori commessi dall’Europa negli anni ‘30”
    “Il pacifismo alla Gino Strada aiuta gli Hitler”


    Di Renato Farina

    Bruxelles – Marco Pannella, mentre scorrono i minuti dell’anniversario più terribile che ci sia, se ne sta circondato dai rabbini che ama (lui ama chiunque ami qualcosa). Aveva visto in precedenza gli islamici moderati, e con loro i radicali hanno manifestato dinanzi alla moschea di Roma. Ma nel fumo la sua testa si agita furibonda. Ha in mente una cosa, una cosa dura. Solo uno come Pannella può osare parlar male dei santi laici come lui. Egli con un gran colpo abbatte la statua universalmente eretta a Gino Strada e alla sua “Emergency”. Strada è il chirurgo che con gran coraggio si prende cura a Kabul, e ormai da molte parti, dei bimbi e degli adulti offesi dalla guerra. Dice Pannella: “Il suo manifesto contro la guerra prepara nuove vittime dei tiranni. Il suo pacifismo è come quello che permise a Hitler e a Stalin di costruire un esercito potente e assassinare milioni di uomini”. Poi, in via minore ma con ardore identico, se la prende con i “girotontini”che usano i detenuti per fargli appoggiare “i loro boia”. Ma ne avrà anche per Berlusconi . Cominciamo.

    Un giudizio sulla manifestazione.
    “Quale manifestazione? Ne ho in mente tre in cui siamo immersi”.

    Mi accontento di quella dinnanzi alla moschea di Roma.
    “E’ stata importante. Ma ve ne siete accorti voi di Libero, e basta. E’ un’iniziativa nuova, disturba i riflessi condizionati. Sui Tg è stata menzionata. Non dico censurata, ma rimossa. E’ diventata il traino per dichiarazioni contro la guerra in Iraq di Pecoraio Scanio.
    Ci sono tabù che non vanno toccati. E’ un inizio, questo della moschea! Non è finita lì, non siamo dei gesticolanti, che fanno qualcosa e se ne vanno: è un fronte che si sta precisando. Siamo non violenti e laici, non abbiamo pregiudizi, vogliamo libertà e democrazia ovunque, anche nei Paesi a maggioranza islamica, per questo eravamo presenti davanti alla moschea”.

    Gino Strada vi batte in amicizia agli islamici . E raccoglie più consensi di voi…
    “C’è un’Ansa che lo riguarda. Stamani l’ho letta, e ho capito. Ci risiamo”.

    Ci risiamo al pacifismo.
    “Di più. Siamo al 1936,37,38.Ma non è questo. E’ peggio. Ho visto i primi 100 firmatari di questo testo che veniva citato per alcune proposizioni appena. Ma è chiaro, chiarissimo”.

    Spiga perché la guerra non risolve nulla e uccide gli innocenti. Bello no?
    “Mi prendi in giro? Non mi sdegno però per questo testo. Del resto chi fosse Strada, come coprisse con l’umanitarismo l’ideologia politica,lo ha dichiarato lui stesso, spudoratamente, quando ha rifiutato il denaro italiano perché veniva da un governo schierato con gli imperialisti. Non riparava gambe con questi soldi, non poteva sporcare così il suo mestiere “ufficiale” – disse- ricordi?”

    Ricordo sì. E allora perché ti preoccupi?
    “Mi spaventano le firme. Sta firmando l’Italia intera, dai calciatori agli scienziati. Quello che voglio dire è questo: la notizia non è nell’ennesima ripetizione a ciclostile dei testi 1936-37-38, dove si ribadisce la lotta acerrima contro il riarmo francese, inglese e americano a fronte della crescita di fascismo, nazismo e comunismo. Il disco si ripete sempre uguale, cambia solo il nome dei tiranni che si vorrebbe preservare dalle armi dei Paesi democratici, e il tutto in nome della pace. Sono così i pacifisti: ogni volta che c’è una dittatura, un pericolo vero di repressione dell’umanità e degli umani attraverso il potere di Cesare, essi offrono a piene mani pace a tutti. Ma è la pace eterna. Costringono nell’inermità le future vittime degli stermini dei dittatori”.

    Allora la notizia, non perderti contro i pacifisti.
    “Il manifesto di Strada sta diventando il manifesto di tutta l’Italia, lo firmano da Totti alla carissima Rita Levi Montalcini. Questi argomenti li sta sottoscrivendo l’Italia! Come se noi e voi di Libero fossimo dissidenti dinanzi al potere conforme, all’ideologia pacifista e al suo potere soccorrevole di Saddam e dintorni”.

    Per forza gli americani quando vogliono far guerra devono aver ragione?
    “Chiedo: si può escludere anche il dubbio che soggettivamente Saddam speri anche in momenti disperati di usare armi proibite vecchie o nuove che siano?”.

    Il legittimo sospetto prevede un altro Tribunale, non la guerra.
    “Qui ti voglio. L’America è una democrazia. Ai presidenti si possono persino perdonare i peccati sessuali (lì pesano) ma non le menzogne”.

    Dicono: Bush ha le elezioni di mezzo mandato a novembre e dunque …
    “Ammettiamo pure che Bush inventi la menzogna su Saddam. Non gli conviene, ma ammettiamolo. Qui subentrano gli inglesi, c’è Blair. Ed è un’altra storia. Gl’inglesi hanno servizi informativi di grande tradizione e professionalità – maggiori di quelle americane. Ora Blair deve fare i conti con sondaggi contrari alla guerra nel suo stesso partito. Perché Blair avendo, informazione che smentiscono Bush, dovrebbe uccidere se stesso e il suo partito? Per questo credo a Blai e Bush”.

    In Italia no, a quanto pare.
    “In televisione Bertinotti ha spiegato che tutte le guerre sono causate dalla globalizzazione del capitalismo, è affermazione da anni Venti, proto stalinista. Questo è il contesto, dall’altra parte. Tra le due ipotesi mi regolo così: se dovesse essere decisa la partecipazione militare con Londra, penso sia legittimo avere dubbi, ma ho l’obbligo di riconoscere che coloro che meritano maggior fiducia, per motivi storici e logici, sono gli anglosassoni”.

    Voi date ragione a prescindere agli americani. Chiunque dica be’, lo fulminate dicendo: antiamericano.
    “Balle. Abbiamo polemizzato con gli americani perché non aderiscono al Tribunale internazionale. Ho detto, ed Emma Bonino lo ha ribadito all’Onu: gli Usa hanno buone ragioni, ma non hanno ragione. Prima o poi gli americani capiranno. Ma vorrei tornare sul punto: Totti o Rita Levi Montalcini si sono posti il problema di che cosa hanno firmato? Sanno di continuare l’opera di chi impedì per anni a Francia e Gran Bretagna di armarsi contro gli stermini? Ma siamo soli”.

    Perché soli?
    C’è Raiset, via Solferino e dintorni, c’è un monopartitismo da anni Trenta. Queste nostre solitudini corrispondono però a radicamento profondo nella vita delle coscienze. Dunque bisogna combattere per far sapere. Certo che l’informazione è occupata dai “girotontisti” ”.

    La maggioranza e il governo però non sono mica girotondisti o girotontisti?
    “C’è una situazione gravissima. La Casa delle libertà e di Berlusconi sono vittime di un linciaggio, ma non hanno prestigio e autorevolezza per opporsi. Perché non hanno la convinzione, la compatezza interiore che ti consente di battere l’avversario. Tant’è vero che ci censurano dovunque. Berlusconi aveva un’occasione due anni e mezzo fa per mandare in pensione il partito dei pm e di quelli che fanno i girotondi. Ed erano i referendum. Li avevamo vinti, ma ha fatto in modo che non raggiungessimo il quorum. Così egemoni culturalmente restano i girotontini.
    Per fortuna un buon segnale viene dalle carceri”.

    Non faranno anche lì i girotondi del carrello?
    “Che vergogna. Negli ultimi vent’anni, l’amministrazione della giustizia e delle carceri è stata del centrosinistra. Oggi vorrebbero puntare gli obbiettivi dentro le prigioni per far dire ai detenuti che stanno con i programmi dei girotondini? Dovrebbero manifestare a favore dei loro boia. Costato con piacere che Papillon, l’associazione di Rebibbia, il 14 non ci pensa nemmeno a stare con i don Ciotti. Almeno loro si ribellano al disastro conformista”.

    Vince il conforme dunque.
    “Mi chiedo però: se i pacifisti sapevano che Hitler aveva la V2 contro Londra, firmavano lo stesso? Con Saddam è lo stesso”.

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    PANNELLA E IL MANIFESTO CONTRO LA GUERRA ALL’IRAQ (Libero)

    Intervista a Marco Pannella di Renato Farina, pubblicata in prima pagina, su “Libero” del 12 settembre 2002


    IL LEADER RADICALE AVVERTE: COI DITTATORI NESSUNA INDULGENZA, ANCHE A COSTO DI UNO SCONTRO ARMATO

    “Gino Strada e i suoi sono come quelli che si piegarono a Hitler”
    “Pannella: chi firma contro la guerra dimentica gli errori commessi dall’Europa negli anni ‘30”
    “Il pacifismo alla Gino Strada aiuta gli Hitler”


    Di Renato Farina

    Bruxelles – Marco Pannella, mentre scorrono i minuti dell’anniversario più terribile che ci sia, se ne sta circondato dai rabbini che ama (lui ama chiunque ami qualcosa). Aveva visto in precedenza gli islamici moderati, e con loro i radicali hanno manifestato dinanzi alla moschea di Roma. Ma nel fumo la sua testa si agita furibonda. Ha in mente una cosa, una cosa dura. Solo uno come Pannella può osare parlar male dei santi laici come lui. Egli con un gran colpo abbatte la statua universalmente eretta a Gino Strada e alla sua “Emergency”. Strada è il chirurgo che con gran coraggio si prende cura a Kabul, e ormai da molte parti, dei bimbi e degli adulti offesi dalla guerra. Dice Pannella: “Il suo manifesto contro la guerra prepara nuove vittime dei tiranni. Il suo pacifismo è come quello che permise a Hitler e a Stalin di costruire un esercito potente e assassinare milioni di uomini”. Poi, in via minore ma con ardore identico, se la prende con i “girotontini”che usano i detenuti per fargli appoggiare “i loro boia”. Ma ne avrà anche per Berlusconi . Cominciamo.

    Un giudizio sulla manifestazione.
    “Quale manifestazione? Ne ho in mente tre in cui siamo immersi”.

    Mi accontento di quella dinnanzi alla moschea di Roma.
    “E’ stata importante. Ma ve ne siete accorti voi di Libero, e basta. E’ un’iniziativa nuova, disturba i riflessi condizionati. Sui Tg è stata menzionata. Non dico censurata, ma rimossa. E’ diventata il traino per dichiarazioni contro la guerra in Iraq di Pecoraio Scanio.
    Ci sono tabù che non vanno toccati. E’ un inizio, questo della moschea! Non è finita lì, non siamo dei gesticolanti, che fanno qualcosa e se ne vanno: è un fronte che si sta precisando. Siamo non violenti e laici, non abbiamo pregiudizi, vogliamo libertà e democrazia ovunque, anche nei Paesi a maggioranza islamica, per questo eravamo presenti davanti alla moschea”.

    Gino Strada vi batte in amicizia agli islamici . E raccoglie più consensi di voi…
    “C’è un’Ansa che lo riguarda. Stamani l’ho letta, e ho capito. Ci risiamo”.

    Ci risiamo al pacifismo.
    “Di più. Siamo al 1936,37,38.Ma non è questo. E’ peggio. Ho visto i primi 100 firmatari di questo testo che veniva citato per alcune proposizioni appena. Ma è chiaro, chiarissimo”.

    Spiga perché la guerra non risolve nulla e uccide gli innocenti. Bello no?
    “Mi prendi in giro? Non mi sdegno però per questo testo. Del resto chi fosse Strada, come coprisse con l’umanitarismo l’ideologia politica,lo ha dichiarato lui stesso, spudoratamente, quando ha rifiutato il denaro italiano perché veniva da un governo schierato con gli imperialisti. Non riparava gambe con questi soldi, non poteva sporcare così il suo mestiere “ufficiale” – disse- ricordi?”

    Ricordo sì. E allora perché ti preoccupi?
    “Mi spaventano le firme. Sta firmando l’Italia intera, dai calciatori agli scienziati. Quello che voglio dire è questo: la notizia non è nell’ennesima ripetizione a ciclostile dei testi 1936-37-38, dove si ribadisce la lotta acerrima contro il riarmo francese, inglese e americano a fronte della crescita di fascismo, nazismo e comunismo. Il disco si ripete sempre uguale, cambia solo il nome dei tiranni che si vorrebbe preservare dalle armi dei Paesi democratici, e il tutto in nome della pace. Sono così i pacifisti: ogni volta che c’è una dittatura, un pericolo vero di repressione dell’umanità e degli umani attraverso il potere di Cesare, essi offrono a piene mani pace a tutti. Ma è la pace eterna. Costringono nell’inermità le future vittime degli stermini dei dittatori”.

    Allora la notizia, non perderti contro i pacifisti.
    “Il manifesto di Strada sta diventando il manifesto di tutta l’Italia, lo firmano da Totti alla carissima Rita Levi Montalcini. Questi argomenti li sta sottoscrivendo l’Italia! Come se noi e voi di Libero fossimo dissidenti dinanzi al potere conforme, all’ideologia pacifista e al suo potere soccorrevole di Saddam e dintorni”.

    Per forza gli americani quando vogliono far guerra devono aver ragione?
    “Chiedo: si può escludere anche il dubbio che soggettivamente Saddam speri anche in momenti disperati di usare armi proibite vecchie o nuove che siano?”.

    Il legittimo sospetto prevede un altro Tribunale, non la guerra.
    “Qui ti voglio. L’America è una democrazia. Ai presidenti si possono persino perdonare i peccati sessuali (lì pesano) ma non le menzogne”.

    Dicono: Bush ha le elezioni di mezzo mandato a novembre e dunque …
    “Ammettiamo pure che Bush inventi la menzogna su Saddam. Non gli conviene, ma ammettiamolo. Qui subentrano gli inglesi, c’è Blair. Ed è un’altra storia. Gl’inglesi hanno servizi informativi di grande tradizione e professionalità – maggiori di quelle americane. Ora Blair deve fare i conti con sondaggi contrari alla guerra nel suo stesso partito. Perché Blair avendo, informazione che smentiscono Bush, dovrebbe uccidere se stesso e il suo partito? Per questo credo a Blai e Bush”.

    In Italia no, a quanto pare.
    “In televisione Bertinotti ha spiegato che tutte le guerre sono causate dalla globalizzazione del capitalismo, è affermazione da anni Venti, proto stalinista. Questo è il contesto, dall’altra parte. Tra le due ipotesi mi regolo così: se dovesse essere decisa la partecipazione militare con Londra, penso sia legittimo avere dubbi, ma ho l’obbligo di riconoscere che coloro che meritano maggior fiducia, per motivi storici e logici, sono gli anglosassoni”.

    Voi date ragione a prescindere agli americani. Chiunque dica be’, lo fulminate dicendo: antiamericano.
    “Balle. Abbiamo polemizzato con gli americani perché non aderiscono al Tribunale internazionale. Ho detto, ed Emma Bonino lo ha ribadito all’Onu: gli Usa hanno buone ragioni, ma non hanno ragione. Prima o poi gli americani capiranno. Ma vorrei tornare sul punto: Totti o Rita Levi Montalcini si sono posti il problema di che cosa hanno firmato? Sanno di continuare l’opera di chi impedì per anni a Francia e Gran Bretagna di armarsi contro gli stermini? Ma siamo soli”.

    Perché soli?
    C’è Raiset, via Solferino e dintorni, c’è un monopartitismo da anni Trenta. Queste nostre solitudini corrispondono però a radicamento profondo nella vita delle coscienze. Dunque bisogna combattere per far sapere. Certo che l’informazione è occupata dai “girotontisti” ”.

    La maggioranza e il governo però non sono mica girotondisti o girotontisti?
    “C’è una situazione gravissima. La Casa delle libertà e di Berlusconi sono vittime di un linciaggio, ma non hanno prestigio e autorevolezza per opporsi. Perché non hanno la convinzione, la compatezza interiore che ti consente di battere l’avversario. Tant’è vero che ci censurano dovunque. Berlusconi aveva un’occasione due anni e mezzo fa per mandare in pensione il partito dei pm e di quelli che fanno i girotondi. Ed erano i referendum. Li avevamo vinti, ma ha fatto in modo che non raggiungessimo il quorum. Così egemoni culturalmente restano i girotontini.
    Per fortuna un buon segnale viene dalle carceri”.

    Non faranno anche lì i girotondi del carrello?
    “Che vergogna. Negli ultimi vent’anni, l’amministrazione della giustizia e delle carceri è stata del centrosinistra. Oggi vorrebbero puntare gli obbiettivi dentro le prigioni per far dire ai detenuti che stanno con i programmi dei girotondini? Dovrebbero manifestare a favore dei loro boia. Costato con piacere che Papillon, l’associazione di Rebibbia, il 14 non ci pensa nemmeno a stare con i don Ciotti. Almeno loro si ribellano al disastro conformista”.

    Vince il conforme dunque.
    “Mi chiedo però: se i pacifisti sapevano che Hitler aveva la V2 contro Londra, firmavano lo stesso? Con Saddam è lo stesso”.

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    ma che anni trenta, questo è fermo al cominform

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    ma che anni trenta, questo è fermo al cominform

  7. #7
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    Dedicated to Saddam:

    " Eat that **** and die" ( segue detonazione).
    Febbraio 1991 - Linea di confine Kuwait-Irak.
    Registrazione trasmessa dalla CNN dalla radio militare di un carro Bradley della forza U.S.A. Desert Storm.
    Voce dell' addetto al pezzo mentre spara sulla colonna dei militari iracheni in fuga da Kuwait City.

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    "Ma c'è di più.
    Questi pacifisti anti-USA continuano a dimostrare, come sempre, un disprezzo per la democrazia, i diritti umani, e la giustizia. A loro parere sono tutte "mascherature" del potere e non valori per la cui affermazione e difesa occorre lottare giorno per giorno.
    "Yankee go home" è rimasto lo stesso; invece allo slogan "meglio rossi che morti" è stato sostituito "meglio iraqeni che morti".
    Io non ci sto".

    Dichiarazione di voto pannelliana a favore dell'intervento armato in Iraq nel 1991 -

  9. #9
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    Il simpatico Vauro, ieri, alla Festa di Liberazione.

    Interpellato come spesso accade da Santoro, il vignettista Vauro ha prima spiegato alcune sue idee sui conflitti in corso, ha parlato dell'esperienza in Afghanistan e dell'appello di pace di Gino Strada e della sua associazione "Emergency". A tal proposito Vauro ha letto la dichiarazione di Pannella che invitava a non firmare quell'appello per la pace, con la motivazione che si trattava di un pacifismo anni'30, come quello di Monaco che poi permise le agressioni di Hitler.

    A quel punto ha mostrato la vignetta da lui dedicata al leader radicale e ha detto: «Be' la vignetta dice, poveraccio, beve piscio, e sputa merda!».

    ***********
    Accidenti che eleganza.


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    I firmatari dell'appello per la pace:

    1. Aldo, Giovanni e Giacomo
    2. Diego Abbatantuono
    3. Daniele Adani
    4. Stefano Benni
    5. Giuliana Berlinguer
    6. Enrico Bertolino
    7. Enzo Biagi
    8. Irene Bignardi
    9. Claudio Bisio
    10. Giorgio Bocca
    11. Clarissa Burt
    12. Fabio Cannavaro
    13. Candido Cannavò
    14. Maurizio Chierici
    15. Giulietto Chiesa
    16. Luigi Ciotti
    17. Sergio Cofferati
    18. Virginio Colmegna
    19. Nico Colonna
    20. Paolo Conte
    21. Lella Costa
    22. Maurizio Costanzo
    23. Roberto Denti
    24. Teresa De Sio
    25. ElleKappa
    26. Fabio Fazio
    27. Carlo e Inge Feltrinelli
    28. Eugenio Finardi
    29. Enrico Fovanna
    30. Carla Fracci
    31. Carlo Garbagnati
    32. Dori Ghezzi
    33. Ricky Gianco
    34. Daniela Grazioli
    35. Beppe Grillo
    36. Monica Guerritore
    37. Francesco Guccini
    38. Sabina Guzzanti
    39. Riccardo Iacona
    40. Enzo Iacchetti
    41. Lorenzo Jovanotti
    42. Luciano Ligabue
    43. Gianfranco Manfredi
    44. Maurizio Maggiani
    45. Alessia Marcuzzi
    46. Marco Materazzi
    47. Marco Melandri
    48. Beppe Menegatti
    49. Rita Levi Montalcini
    50. Morando Morandini
    51. Nanni Moretti
    52. Milly e Massimo Moratti
    53. Michele Mozzati
    54. Paola e Gianni Mura
    55. Maso Notarianni
    56. Carlo Ossola
    57. Moni Ovadia
    58. Mauro Pagani
    59. Gino Paoli
    60. Marco Paolini
    61. Piero Pelù
    62. Bianca Pitzorno
    63. Fernanda Pivano
    64. Cochi Ponzoni
    65. Alessandro Portelli
    66. Ennio Remondino
    67. David Riondino
    68. Guido Rossi
    69. Paolo Rossi
    70. Sandro Ruotolo
    71. Claudio Sabattini
    72. Gabriele Salvatores
    73. Michele Santoro
    74. Teresa Sarti
    75. Piero Scaramucci
    76. Vauro Senesi
    77. Michele Serra
    78. Bebo Storti
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