dal quotidiano di Alleanza Nazionale "Il Secolo d'Italia"
" Secolo d'Italia del 13/09/2002
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Storici, intellettuali e politici d'accordo: siamo in presenza di un gesto significativo
«Parole dettate da riflessioni sincere»
Unanime consenso in An: e' una conferma della linea indicata a Fiuggi
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Roma - Storici e politici approfondiscono l'intervista di Gianfranco Fini all'«Haaretz». I pareri negativi vengono unicamente da quegli esponenti della Sinistra che vogliono gettare fango a ogni costo e da alcuni ambienti intellettualoidi incapaci di imprimere una svolta alle loro convinzioni personali. Ma le parole del vicepremier hanno un'importanza tale che non possono essere giudicate con lo strumento della demagogia . Di conseguenza, il dibattito si apre. Con voci autorevoli. «La richiesta di scuse agli ebrei per le leggi razziali è una mossa po litica intelligente, anzi una presa di distanza storica necessaria», afferma senza mezzi termini lo storico inglese Denis Mack Smith. Fini si dimostra un politico intelligente e anche coraggioso, un leader di partito che -aspira ad essere uno statista. Il suo gesto pertanto non può che essere accolto che con soddisfazione» .
Per lo storico Lucio Villari siamo in presenza di «un passo giusto e doveroso». Accanto alle responsabilità primarie e personali, dal duce al re, esiste comunque una responsabilità collettiva del popolo, spiega. «In ogni caso, italiani erano quelli che hanno scritto le leggi, che le hanno approvate, firmate ed eseguite, anche se fortunatamente nell'applicazione sono stati, magari per costume e indole nazionale, meno rigidi rispetto ai tedeschi». Per Villari, «come il nazismo non esclude una responsabilità del popolo tedesco, così il fascismo non esclude una responsabilità del popolo italiano, che al regime garantiva comunque un diffuso consenso» .
«II fatto di riconoscere la vergogna delle leggi razziali è un gesto giusto e quindi Fini ha compiuto un passo doveroso», dichiara lo storico Francesco Perfetti , docente alla "Luiss" e direttore della rivista "Nuova storia contemporanea" , che raccoglie l'eredita della scuola storiografica di Renzo De Felice. « Non credo che quella di Fini, sia una mossa politica, quanto piuttosto una posizione dettata da una reale riflessione sugli avvenimenti storici» .
Gad Lerner sostiene che siamo in presenza «di un passo impegnativo e importante», mentre per Gianni Baget Bozzo quello del vicepremier è «un gesto nobile, bello, che accresce la già grande simpatia che provo verso di lui».
Commenti positivi giungono dal partito. Per Francesco Storace, «Fini ha compiuto un gesto di straordinaria importanza, che condivido in pieno e che merita l'apprezzamento di tutti». Il nostro rapporto con il mondo ebraico e Israele, dice a sua volta Marco Zacchera, «è di reciproco rispetto e penso che la linearità politica di An in questi anni l'abbia ampiamente dimostrato. Non da oggi», aggiunge, «abbiamo ripudiato le leggi razziali ma da sempre. E questi principi sono d'altronde espressi a chiare lettere nella carta costituente di An votata al congresso di Fiuggi nel '94». Alleanza nazionale è considerata pienamente legittimata a Israele, incalza Zacchera, «un paese che nei nostri confronti ha da molto tempo dimostrato attenzione e aperture significative, tanto che oggi possiamo e dobbiamo lavorare direttamente per contribuire al processo di pace in Medio Oriente dove l'Italia e l'Europa devono fare di più, soprattutto nell'attuale contesto internazionale».
Donna Assunta Almirante avanza qualche perplessità : «Non riesco a capire perché Fini si assuma responsabilità che non sono sue... Poteva farne a meno, mica era capo di governo all'epoca delle leggi razziali», commenta. «Queste responsabilità se le prenda chi ha partecipato a quegli avvenimenti non chi è nato dopo la guerra come Fini. E lui stesso, spesso, rispondendo a domande sul fascismo ha ricordato in passato la sua data di nascita. Perché, allora, stavolta non ha fatto lo stesso?».
Solite accuse ridicole dalla Sinistra. «Le scuse di Fini al popolo ebraico arrivano in tempi sospetti», dice il verde Mauro Bulgarelli. «Infatti oggi hanno più il sapore di un'apertura verso il governo del falco Sharon che non di reale rivisitazione storica sulle responsabilità del fascismo nell'orrore dell'olocausto» . Parole che si commentano da sole. ".
Sì la sinistretta italica....si commenta proprio da sola. L'antisemitismo resta, pur, si spera, minoritario, nella sinistra, tra la sinistra e fra i nazistoidi. II gemelli eterozigoti hanno in comune un nemico, finalmente.
Shalom!
Re: dal quotidiano di Alleanza Nazionale "Il Secolo d'Italia"
Citazione:
Originally posted by Pieffebi
" [i] Secolo d'Italia del 13/09/2002
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Sì la sinistretta italica....si commenta proprio da sola. L'antisemitismo resta, pur, si spera, minoritario, nella sinistra, tra la sinistra e fra i nazistoidi. II gemelli eterozigoti hanno in comune un nemico, finalmente.
Shalom!
Personalmente non ritengo che quello di certa sinistra sia antisemitismo, non c'e' dubbio pero' che sulla questione medio orientale a sinistra ci sia troppa (e gravissima) superficialita'. E l'ho con amarezza constatato in queste settimane di servizio civile alla CGIL, dove c'e' gente che appende i quadri di Arafat ai muri e si scaglia contro "i sionisti assassini"........:confused: