…totalitarismo islamico.
Oriana Fallaci ne sa qualcosa: l’edizione francese del suo libro –La Rage e l’orgueil – è un best-seller ma la cricca degli intellos d’oltralpe ha condizionato giganti dell’editoria come Gallimard e Grasset che hanno rifiutato il manoscritto (che è stato con successo stampato da Plon).
In Francia il movimento contro il razzismo, nel tentativi “fallito” di bloccarne la vendita si è rivolto ai giudici.
Ora tocca anche a Alexander Del Valle, 33 anni, professore di Geopolitica a l’Ecole de guerre économique, editorialista de ‘Le Figaro’ e autore di “Le totalitarisme islamiste”, un libro-denuncia sulle falle delle democrazie occidentali di fronte “alla minaccia neototalitaria islamica”.
Contro di lui si è scatenato Le Monde, che in un articolo del maggio scorso lo tratta alla stregua di un pericoloso untore che avvelena la società francese col morbo dell’islamfobia.
Cosa sostiene di tanto grave, e inaccettabile, Del Valle? La sua tesi è che l’Occidente si trova a dover combattere contro un nuovo totalitarismo, il terzo dopo quello nazista e quello comunista. Lo chiama “il totalitarismo verde”, per distinguerlo da quelli che lo hanno preceduto, il nero e il rosso.
Solo in apparenza il “totalitarismo verde” sarebbe meno pericoloso.
In realtà ha alcune frecce mortali al suo arco:”Una demografia conquistatrice, la oiù grande riserva petrolifera del mondo, una determinazione senza limiti” che spinge i kamikaze di Allah “a preferire la morte alla vita”.
L’Occidente non deve farsi illusioni.”Nonostante la vittoria degli Alleati contro il regime dei Talebani, il totalitarismo verde non è che al suo esordio”, scrive Del Valle. Il problema generale di fondo è che le società occidentali sono vulnerabili a questa nuova minaccia.
L’islamismo totalitario ha come “miglior alleato i valori stessi dell democrazie: la libertà di circolazione, di espressione e di coscienza”. Il disegno dichiarato del totalitarismo verde è quello di distruggere le democrazie dall’interno, utilizzando “i loro territori, le loro popolazioni, che gli islamismi cercano di convertire e conquistare”.
Grande errore aver permesso a predicatori radicali di prendere il sopravvento sui mussulmani moderati in molte moschee e istituzioni islamiche, in Europa e Stati Uniti. E che dire della dipendenza economica dal petrolio dell’Arabia Saudita, “l’amico dell’Occidente”, che in realtà coltiva la corrente islamica wahabita, la più radicale, intrisa “di odio anti-cristiano e anti-ebraico”?
Senza contare gli alleati oggettivi dell’islamismo, che le democrazie hanno al loro interno, “i tanti europei adepti del colpevolismo, antisionisti radicali, terzomondismi, antiamericani, antimondialisti, e ideologi dell’estrema sinistra”.
Secondo Del Valle l’11 settembre dovrebbe insegnare all’Occidente che è necessario e urgente chiudere le falle e correre ai ripari. Innanzi tutto con un controllo dei flussi migratori. Bloccando l’ingresso a chi vuole distruggere dall’interno le nostre società. E poi con la messa al bando di ogni forma di integralismo, “allo stesso modo con cui vengono vietati i movimenti neonazisti”.
Qualcosa già si intravede, e alcune delle ricette radicali proposte da Del Valle non sono molto lontane da quelle che alcuni governi stanno studiando. Con buona pace di coloro che agitano lo spettro dell’islamfobia.
La Francia, con i suoi sei milioni di cittadini di religione islamica, corregge la rotta. D’ora in avanti, così ha deciso il nuovo governo per bocca del ministro dell’Interno, le persone che hanno ottenuto la nazionalità francese la perderanno se saranno condannate per atti di terrorismo. Gli stranieri condannati per lo stesso reato saranno espulsi. Già da tempo Parigi ha chiuso le porete, discretamente, agli iman stranieri. “Ogni settimana – ha svelato Sarkozy, ministro degli Interni, su France 2 – sono costretto a rifiutare l’ingresso a predicatori che non parlano una parola di francese, e che vengono ad alimentare un certo numero di moschee, o di luoghi di culto, con delle teorie contrarie ai valori della Repubblica”.
da il Foglio di giovedì 12 settembre 2002
saluti




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