Gobbo: «Pronti a lottare contro chi non vuole il cambiamento»
di Alberto Rodighiero

TREVISO - Meno due. Fervono i preparativi per la grande manifestazione leghista di domenica prossima. Nonostante il tempo per gli ultimi preparativi sia veramente poco, Giampaolo Gobbo, Segretario Nazionale della Lega Nord-Liga Veneta sembra piuttosto tranquillo e dal suo ufficio di Treviso parla dell’appuntamento veneziano.
A che punto siete con l’organizzazione?
«Ormai è quasi tutto pronto. Grazie al lavoro dei nostri volontari, posso dire tranquillamente che manca solo qualche dettaglio da mettere a punto. Ci sono ancora dei camion da imbarcare, ma quando i primi manifestanti metteranno piede a Venezia tutto sarà pronto».
Quanta gente vi aspettate?
«Siamo ottimisti. Penso che arriveranno in laguna dalle sessanta alle settantamila persone. Basta fare un paio di conti, 224 pullman, tre treni speciali, le motonavi, più tutta la gente che raggiungerà la manifestazione con mezzi propri. Insomma il solito bagno di folla dei raduni leghisti».
Nel 1996 i manifestanti gridavano secessione, secessione, ora sul palco ci saranno tre ministri della Repubblica. Com’è cambiata la Lega in questi sei anni?
«La Lega è rimasta sempre la stessa. Un movimento che si batte per la libertà dei popoli. Nel ’96 la situazione politica era molto diversa e per portare avanti la nostra battaglia, quella era l’unica strada da seguire. Ora il clima è cambiato e abbiamo l’opportunità, essendo al Governo, di cambiare finalmente questo nostro Paese».
Lei nei giorni scorsi ha detto che quella che si presenterà a Venezia sarà una Lega di lotta e di governo. Cioè?
«Noi non siamo disposti, anche se siamo al governo, a rinunciare alla specificità del nostro movimento. Noi vogliamo, i nostri elettori vogliono, cambiare profondamente l’Italia. In campagna elettorale erano stati fatti dei patti con gli elettori? Si era promessa una nuova legge sugli immigrati, il federalismo, più sicurezza sociale? Bene la Lega lotterà sempre perché questi impegni vengano rispettati. Noi siamo sempre pronti a lottare, anche contro i nostri alleati, se necessario, contro chi si mette di traverso sulla strada delle riforme».
Sabato, sotto l’attenta regia di Nanni Moretti, scenderanno in piazza anche i girotondini.
«I girotondi, le girandole e i palloncini preferisco lasciarli ai pargoli. Battute a parte, penso che i manifestanti di Roma non sono altro che l’espressione di un certo massimalismo velleitario che è sempre stato presente in buona parte della sinistra e che sotto questa indignazione della società civile si celi solamente un resa dei conti all’interno dell’Ulivo. Detto questo a Roma ci sarà gente che manifesta perché nulla cambi, perché questo paese non abbia mai le riforme, perché l’immigrazione rimanga incontrollata e la giustizia resti così com’è sempre stata. A Venezia invece un popolo festante che vuole riforme, sicurezza e giustizia».
Dopo più di un anno di Governo, domenica cosa porterà la Lega al suo popolo?
«Pensioni minime innalzate a più di un milione delle vecchie lire, Legge Bossi- Fini sull’immigrazione già entrata in vigore, il disegno di legge sulla Devolution che dovrà presto passare alle Camere».