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fonte: clorofilla.it
Val di Lemme, Berlusconi contro la Costituzione
SCAVALCATI REGIONE E COMUNI IN NOME DEL PROFITTO
"GHIGO RICORRA ALLA CORTE COSTITUZIONALE"
"Berlusconi sfida la Costituzione. Col via libera ai lavori per l'acquedotto e la Cava in Val Lemme (AL) dato ieri dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, vengono scavalcati - in barba al titolo V della Costituzione e al fatto che le concessioni minerarie siano affare delle Regioni - i pareri negativi dei Comuni e della Regione e la Valutazione di impatto ambientale imposta dal Ministero dell'Ambiente. Siamo ad un passo dal potere teocratico".
Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente, non usa mezzi termini nel giudizio sulla decisione presa ieri dalla Presidenza del Consiglio a dispetto della posizione contraria dei cittadini della valle piemontese, dei comuni di Carrosio e Gavi, dell'Ente Parco delle Capanne di Marcarolo, della Comunità Montana Alta Val Lemme e Alto Ovadese, dell’A.S.L. 22 di Novi Ligure della Regione Piemonte. "Neanche importa il fatto che il Ministero dell'Ambiente abbia, lo scorso 8 settembre, imposto il blocco ai lavori in attesa della Valutazione di impatto ambientale.
Importa solo realizzare una cava che distruggerà due acquedotti, costringerà a costruirne uno nuovo ma insufficiente a garantire un approvvigionamento sufficiente e che metterà a rischio il torrente Lemme e con esso all'unico polmone verde della provincia di Alessandria, il Parco naturale delle Capanne di Marcarolo. E non basta, c'è l'amianto che è stato scoperto nelle rocce del torrente. Ma evidentemente non conta neanche la salute dei lavoratori e dei cittadini".
E annuncia battaglia: "Appena verrà reso pubblico il verbale delle riunione di ieri faremo ricorso al Tar. Invitiamo poi la Regione Piemonte a ricorrere alla Consulta contro una decisione dispotica che contraddice il titolo V della Costituzione sulla struttura federale dello Stato e ignora il fatto che, per concessioni come quella della Val Lemme, la competenza è esclusivamente della Regione. Al Prefetto di Alessandria chiediamo una moratoria fino al pronunciamento del tavolo tecnico sulla necessità o meno della Via".
La vicenda.
La Cementir spa ottiene nel 1986, e vede rinnovata nel 1997, la concessione per realizzare una cava di malta in località Monte Bruzzeta, nel Comune di Voltaggio (AL). Poiché in quel luogo sono situati gli acquedotti che portano l'acqua a Gavi e Carrosio, il Corpo delle Miniere di Torino, l'ente che ha rilascia la concessione mineraria, subordina la realizzazione della Cava a quella di un nuovo acquedotto per le due cittadine che si alimenti con le acque di un affluente del torrente Lemme, il Rio Acque Striate. Altra prescrizione: i lavori di abduzione dal Lemme non devono interessare il Parco naturale delle Capanne di Marcarolo, dove il torrente scorre per parte del suo corso. Il tutto previa nulla osta dei comuni di Gavi e Carrosio. Carrosio prima (anche con un referendum), Gavi poi, i due comuni si oppongono ai lavori, anche perché una perizia dimostrerebbe che il nuovo acqedotto non sarebbe in grado di soddisfare la richiesta dei due comuni e ridurrebbe il Lemme, nel periodo estivo, in un arido osso senz'acqua e senza vita. Una Conferenza dei servizi, nel marzo 2001, nonostante il parere contrario dei comuni, dell'Ente parco, della Comunità montana e della Asl di Novi (che giudica l'acqua del nuovo acquedotto di qualità inferiore a quella del vecchio), autorizza i lavori. Grazie alla lotta dei cittadini (che hanno passato i mesi estivi, i soli durante i quali sono permessi lavori nell'alveo del Lemme, a presidiare il Parco parandosi davanti alle ruspe), i lavori nel Parco non sono ancora iniziati. Nel frattempo, marzo 2002, l'Università di Genova rende noti i risultati di una campionatura mineralogica presso il Rio Acque Striate: ne risulta che nel greto sono presenti notevoli quantità di amianto. Successivamente anche l'Arpa effettua analisi: confermano nelle acque e nel greto del Rio è presente amianto naturale. Nel luglio anche nelle acque captate dagli acquedotti che attualmente servono i due comuni di Carrosio e Gavi vengono scoperte fibre di amianto. E' altamente probabile quindi che anche le rocce di Monte Bruzzeta - dove si vorrebbe la nuova cava - contengano amianto naturale. E se non ci sono prove della pericolosità dell'ingestione di fibre di amianto, è invece certo che respirarne provoca il cancro. L'8 settembre scorso, grazie alle manifestazioni, alle pressioni degli ambientalisti con Legambiente in testa e di alcuni politici (è di Realacci un'interrogazione parlamentare sul caso) una nota del Ministero dell’ambiente e della Tutela del Territorio, prendendo atto della mancata esplicazione della procedura di V.I.A, stabilisce la sospensione dell'autorizzazione a procedere nei lavori. Nonostante questo pronunciamento e in barba alla posizione contraria espressa in ogni sede dai cittadini della valle piemontese (che passano l'esteta picchettano il Parco per impedire l'accesso delle ruspe), dai comuni di Carrosio e Gavi, dall'Ente Parco delle Capanne di Marcarolo, dalla Comunità Montana Alta Val Lemme e Alto Ovadese, dall’A.S.L. 22 di Novi Ligure e dalla Regione Piemonte, nella riunione informale tenuta ieri presso la Presidenza del Consiglio, il rappresentante del Governo ha comunicato che i lavori continueranno. E i cittadini di Gavi e Carrosio si preparano a nuovi sit-in.




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