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Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    Simply...cat!
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    Predefinito Per i fautori dell'economia sociale di mercato...

    LA MEDIOCRE SFIDA ELETTORALE
    Germania il declino nascosto

    14 settembre 2002
    di Carlo Bastasin

    NON un concetto, un programma, né una promessa resteranno della campagna elettorale in Germania, nei decenni scorsi laboratorio della politica mondiale.

    Gerhard Schroeder e Edmund Stoiber a una settimana dal voto insistono in schermaglie effimere, raccolte in corsa dalla cronaca e poi abbandonate.

    Non si sfidano sui programmi, ma sulla reciproca «competenza»: più che giusto nell'era della fine delle ideologie, peccato che la competenza senza un progetto non sia nulla. Non a caso il cancelliere, principe del vuoto, ha ripreso il volo.

    Schroeder e Stoiber sono ora alla pari: un’indifferenza eloquente. Da Francoforte a Berlino soffiano i venti di una recessione non passeggera.

    Il paese è in declino demografico, l'economia è ferma, l’anelito europeista si è raffreddato, la consapevolezza del ruolo internazionale si è spenta, la politica si è svuotata. Si toccano con mano le pericolose contraddizioni di campagne elettorali «nazionali» in un contesto che di nazionale ha poco.

    Il gioco del rimpallo oltre confine è tutt'uno con la negazione di fatti e responsabilità: l'economia è in crisi? «E' colpa di Wall Street», c'è paura del terrorismo? «Chiudiamo i confini», la guerra in Iraq? «La Germania non c'entra».

    Il cancelliere si sostiene sui propri stessi «no», i tedeschi si riconoscono nel suo empatico sforzo di rinnegare i problemi: possiamo d’altronde essere «noi» il nostro stesso problema? Lo sfidante è costretto a girare a vuoto intorno a questo blocco mentale, in una «grande coalizione» della paura.

    Gli psicologi la chiamano «negazione della percezione di realtà»: i tedeschi voteranno con gli occhi chiusi due candidati che non parlano. Che cosa vedrebbero se gli occhi li tenessero aperti?

    Da sette anni la Germania perde un punto di crescita all'anno sulla media europea, entro dieci anni sarà tra i paesi poveri dell’Ue; negli ultimi 20 anni i costi del lavoro sono aumentati a ritmi quintupli rispetto all’America, nello stesso periodo l'occupazione Usa è salita del 40% mentre quella tedesca è scesa del 5%.

    I Nuovi Laender perdono il 2% di occupati all’anno, la produttività dei lavoratori è circa metà di quella a Ovest, ma i salari sono l'80% di quelli occidentali e le pensioni del 10% più alte.

    Metà del pil continua a venire dagli aiuti federali. Nell'industria manifatturiera il 40% degli investimenti viene spostato all'estero, nella chimica emigra il 60% dei capitali, nell'auto il 70%, nei macchinari da costruzione l'80%. Una volta la Germania esportava merci, ora posti di lavoro.

    In dieci anni le imprese hanno ridotto i dipendenti del 30%. I disoccupati veri sono 6 milioni, ma 1,5 milioni di posti rimangono vacanti. 700 mila disoccupati restano tali perché i sussidi sono più alti dei salari, tanto da provocare un deficit pari al 2% del pil. Così ecco il paradosso di un sistema di imprese ancora forte in un paese sempre più debole.


    I tedeschi non consumano per paura: sentono che qualcosa nella società ha cominciato a divaricarsi e prima o poi si romperà. La solidarietà della vecchia economia sociale di mercato si è incrinata.

    Prima con le tasse per l'Est, che spezzano la corrispondenza tra contribuente e beneficiario, poi perché l'economia riesce a essere forte solo evitando se stessa: scappando da un paese ingessato, con i costi del lavoro più alti del mondo e 70 mila nuove norme sulle imprese negli ultimi dieci anni. La ricetta della «crescita che crea occupazione» non funziona più.

    Servirebbe il contrario, «più lavoro per più crescita», ma ciò richiedere riforme che due terzi dei tedeschi considera «inutili o nocive»: la stessa «maggioranza bloccata» che giudica estraneo il tema-Iraq. Globalizzazione, Europa «capro espiatorio», nuovo Welfare, burocrazia soffocante, federalismo incrostato, eccesso di tutele.

    Problemi comuni a tutti i paesi europei, ma a nessun altro, per talento, storia e dimensioni, spettava come alla Germania di trasformarli in risposte e leadership politica.

    •   Alt 

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  2. #2
    El Venexian
    Ospite

    Predefinito deutschland uber alles ?

    DragonBall ,

    Dimentichi dei piccoli insignificanti dettagli...

    1) Il maiale KOHL (--> un democristo) cosi' fiero di aver riunificato
    il Reich , ora fa scontare ai poveri teutonici le stesse esperienze
    che conosciamo noi dopo l'unita' d'itaglia : una parte ricca e produttiva
    (la germania ovest) e una povera e "terronizzata culturalmente" cioe'
    la ex DDR.
    Perfino i piu' buonisti dei miei colleghi tedeschi sono straincazzati NERI
    con i DDR , non arrivano quasi neanche a considerarli piu' TEDESCHI
    ma bensi' proprio "terroni" , "neo-russi" , o peggio.
    Come dargli torto visti i risultati dal '90 in poi ?
    Perfino dei terroni siculi che ho conosciuto sono arrivati a raccontarmi
    che a Munich "i pezzenti dell'est" hanno ROVINATO la piazza , senza contare
    l'arrivo di mafia e prostituzione slava e DDR-based.
    2) Il reich ha quasi 100milioni di abitanti , il 10% sono immigrati ,
    a maggioranza ARABA(specie i turchi).
    A differenza delle ondate migratorie del dopoguerra degli italioti etc
    che se ne sono in GRAN parte tornati a casa loro , i turchi NON sembrano
    aver la minima voglia di andarsene anzi.. quasi tutte le citta' medio
    grandi hanno ora il "quartiere arabo".
    I turchi tedeschi (come quelli olandesi) hanno un solo goal : dissanguare e
    sfruttare al meglio il paese che li ospita creando uno stato nello stato e
    quartiere ghetto che li proteggano dagli attacchi esterni nel quale sviluppare
    i loro luridi traffici illegali , non molto diverso da quanto fecero i semiti.
    3) Ora che gli abitanti della ex DDR hanno diritto di voto , l'equilibrio politico
    si e' spostato ovviamente a SINISTRA con le conseguenze che vedi (non che con
    i democristi le cose possano cambiare molto comunque).
    Come potrebbero mai milioni di DDR votare a DESTRA o CENTRO ? proprio loro ?
    Mi sembra di dire cose ovvie per chiunque sia stato anche solo x turismo in
    germania est+ovest ma sui media non sento MAI queste cose OVVIE che invece almeno
    la BILD ha ogni tanto il coraggio di dar voce.(raramente pero'!).

    Enjoy ,
    El Venexian

  3. #3
    Forumista storico
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    2

    Predefinito Re: visto ???

    Originally posted by El Venexian
    DragonBall ,

    Dimentichi dei piccoli insignificanti dettagli...

    1) Il maiale KOHL (--> un democristo) cosi' fiero di aver riunificato
    il Reich , ora fa scontare ai poveri teutonici le stesse esperienze
    che conosciamo noi dopo l'unita' d'itaglia : una parte ricca e produttiva
    (la germania ovest) e una povera e "terronizzata culturalmente" cioe'
    la ex DDR.
    Perfino i piu' buonisti dei miei colleghi tedeschi sono straincazzati NERI
    con i DDR , non arrivano quasi neanche a considerarli piu' TEDESCHI
    ma bensi' proprio "terroni" , "neo-russi" , o peggio.
    Come dargli torto visti i risultati dal '90 in poi ?
    Perfino dei terroni siculi che ho conosciuto sono arrivati a raccontarmi
    che a Munich "i pezzenti dell'est" hanno ROVINATO la piazza , senza contare
    l'arrivo di mafia e prostituzione slava e DDR-based.
    2) Il reich ha quasi 100milioni di abitanti , il 10% sono immigrati ,
    a maggioranza ARABA(specie i turchi).
    A differenza delle ondate migratorie del dopoguerra degli italioti etc
    che se ne sono in GRAN parte tornati a casa loro , i turchi NON sembrano
    aver la minima voglia di andarsene anzi.. quasi tutte le citta' medio
    grandi hanno ora il "quartiere arabo".
    I turchi tedeschi (come quelli olandesi) hanno un solo goal : dissanguare e
    sfruttare al meglio il paese che li ospita creando uno stato nello stato e
    quartiere ghetto che li proteggano dagli attacchi esterni nel quale sviluppare
    i loro luridi traffici illegali , non molto diverso da quanto fecero i semiti.
    3) Ora che gli abitanti della ex DDR hanno diritto di voto , l'equilibrio politico
    si e' spostato ovviamente a SINISTRA con le conseguenze che vedi (non che con
    i democristi le cose possano cambiare molto comunque).
    Come potrebbero mai milioni di DDR votare a DESTRA o CENTRO ? proprio loro ?
    Mi sembra di dire cose ovvie per chiunque sia stato anche solo x turismo in
    germania est+ovest ma sui media non sento MAI queste cose OVVIE che invece almeno
    la BILD ha ogni tanto il coraggio di dar voce.(raramente pero'!).

    Enjoy ,
    El Venexian

    Visto, che andando in Germania, qualcosa di quel Paese lo hai capito? Ma non avventurarti in posti troppo grandi per te!!!
    -N-

  4. #4
    El Venexian
    Ospite

    Predefinito x il nordico american-sionista

    questa e' l'ultima volta che rispondo alle tue provocazioni.

    se hai risposte impellenti da dare , behh dai risposte sensate.
    se il tuo scopo e' provocare allora e' un'altro conto ,
    ma almeno fallo bene.

  5. #5
    email non funzionante
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    Predefinito Germania oggi

    Qui parla chi in Germania ha vissuto per 18 anni e ci va per lavoro e per questioni private 3-4 all' anno.

    Il problema della Germania è la sua doppia faccia, impostale da chi, soprattutto di lingua inglese, ha voluto imporre ai mass media la colpa collettiva ed ereditaria per la Shoah. Questa fu una manovra destinata a rendere per lungo tempo la Germania politicamente dipendente dagli USA e alleati. Ben altra la realtà dei discorsi tra rappresentanti dei ceti medio-alti/alti e quelli del popolino, che, quando si sentono sicuri, tirano fuori idee, anche razziste, da far accapponar la pelle.

    Tutte queste balle non sono state raccontate in DDR, considerata vittima e vincitrice.

    Con la riunificazione si sono trovati di fronte "terroni incolti", ma ufficialmente nazionalisti e "Padani colti", ma intellettualmente ufficialmente buonisti.

    Così il buonismo ha spinto a tollerare, ad incoraggiare la formazione di enormi ghetti turchi, di snaturamenti di città un tempo fiorenti e civili, come Colonia, Hannover (patria di Schröder), Solingen, Offenbach...mentre i concittadini orientali potevano essere trattati a pesci in faccia senza dover passare per razzisti.

    Da aggiungere che il 1968 ha lasciato cicatrici molto più forti in D che in I nelle coscenze della classe al governo. Non dimentichiamoci che la germania è governata da ex.sessantottini che colludono amabilmente con la grande industria.

    Nessuno di questi signori ammette di aver distrutto l' agricoltura (gli ortaggi vengono importati dall' Olanda !!!), svenduto il patrimonio industriale (Hoechst, diventata Aventis ha la sede a Strasburgo, Francia, solo per poter inquinare senza quei rompiballe dei Verdi, Schering è stata trasferita in USA.....) e ridotto alla miseria e all' insicurezza i loro connazionali dell' est, che speravano nella manna.

    Il tempo è tiranno, quindi mi limito, ma sul tema potrei scrivere libri (in parte l' ho fatto) e sarò lieto di rispondere a qualsiasi osservazione.

    serenissimi saluti mitteleuropei

  6. #6
    El Venexian
    Ospite

    Predefinito

    ben detto , Mitteleuropeo!

    Danke ,
    El Venexian

 

 

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