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    Lightbulb Re: Fiori sull'altare di Maria Santissima Madre di Dio durante l'Ottava della Nativit

    12 settembre 2016: SANTISSIMO NOME DI MARIA…





    SS. NOME DI MARIA
    SS. Nome di Maria - Sodalitium
    “12 settembre, SS. Nome di Maria.
    Festa estesa a tutta la Chiesa dal Papa Innocenzo XI per ringraziare la S. Vergine della vittoria cristiana a Vienna nel 1683 contro i Turchi.
    Preghiera al SS. Nome di Maria di Sant’Alfonso Maria de Liguori
    O potente Madre di Dio e Madre mia Maria, è vero che non sono degno neppure di nominarti, ma Tu mi ami e desideri la mia salvezza. Concedimi, benchè la mia lingua sia impura, di poter sempre chiamare in mia difesa il tuo santissimo e potentissimo Nome, perchè il tuo Nome è l’aiuto di chi vive e la salvezza di chi muore.
    Maria purissima, Maria dolcissima, concedimi la grazia che il tuo Nome sia da oggi in poi il respiro della mia vita. Signora, non tardare a soccorrermi ogni volta che Ti chiamo, poichè in tutte le tentazioni e in tutte le mie necessità non voglio smettere di invocarti ripetendo sempre: Maria, Maria. Così voglio fare durante la mia vita e spero particolarmente nell’ora della morte, per venire a lodare eternamente in Cielo il tuo amato nome: “O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria”.
    Maria, amabilissima Maria, che conforto, che dolcezza, che fiducia, che tenerezza sente l’ anima mia anche solo nel pronunciare il tuo nome, o soltanto pensando a Te! Ringrazio il mio Dio e Signore che Ti ha dato per mio bene questo nome così amabile e potente.
    O Signora, non mi basta nominarti qualche volta, voglio invocarti più spesso per amore; voglio che l’amore mi ricordi di chiamarti ad ogni ora, in modo tale da poter esclamare anch’ io insieme a Sant’ Anselmo: “O Nome della Madre di Dio, Tu sei l’ amore mio!”.
    Mia cara Maria, mio amato Gesù, i vostri dolcissimi Nomi vivano sempre nel mio ed in tutti i cuori. La mia mente si dimentichi di tutti gli altri, per ricordarsi solo e per sempre di invocare i vostri Nomi adorati.
    Mio Redentore Gesù e Madre mia Maria, quando sarà giunto il momento della mia morte, in cui l’anima dovrà lasciare il corpo, concedetemi allora, per i vostri meriti, la grazia di pronunciare le ultime parole dicendo e ripetendo: “Gesù e Maria vi amo, Gesù e Maria vi dono il cuore e l’anima mia”.”









    Il beato Innocenzo XI e la vittoria di Vienna
    12 settembre 2016
    Il beato Innocenzo XI e la vittoria di Vienna - Sodalitium






    1683: la crociata di Innocenzo XI salva la Cristianità
    1683: la crociata di Innocenzo XI salva la Cristianità | Federici Blog





    "Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
    Comunicato n. 63/16 del 12 settembre 2016, SS. Nome di Maria

    1683: la crociata di Innocenzo XI salva la Cristianità
    Radiomessaggio di Pio XII in onore del beato Innocenzo XI (7/10/1956)
    (…) Se non che in un’altra lotta, più minacciosa e tremenda, fu dato a Innocenzo XI di cogliere la palma della vittoria, meritandosi nella storia il titolo di salvatore della Cristianità dalla invasione dei Turchi. Al qual proposito teniamo a rendere noto che nel ricordare tali memorabili eventi, essenziali nella vita del Nostro Beato, ma lontani di quasi tre secoli e svoltisi in circostanze così diverse dalle presenti e ormai pienamente sorpassate, non abbiamo inteso in alcun modo di mancar di riguardo verso la Nazione turca, con la quale abbiamo relazioni, se non ufficiali, certo del tutto cortesi.
    A dire il vero, Innocenzo non era un uomo politico nè per professione nè per inclinazione. Si ha anzi quasi l’impressione che, al momento della sua elevazione alla Sede di Pietro, non possedesse in questo punto una conoscenza del tutto chiara ed esatta della condizione straordinariamente intricata dell’Europa in quel tempo. Anche come Papa, egli si mantenne completamente al di fuori delle varie Leghe ed alleanze dei Principi cristiani, fra di loro o degli uni contro gli altri. Se dunque la storia commemora la sua grande azione politica, si spiega soltanto col fatto che la coscienza della sua responsabilità lo indusse ad entrare in quel campo. Si trattava, verso il 168o, di liberare l’Europa cristiana da un pericolo mortale, che, nella giusta estimazione di Innocenzo XI, non avrebbe potuto essere scongiurato, — dopo il necessario ricorso all’aiuto divino, — se non con un’azione, almeno principalmente, politica, iniziata dal Papa stesso, riunendo, cioè, le forze sparse delle nazioni europee sotto l’unico vessillo cristiano.
    La vittoria marittima delle forze cristiane a Lepanto, la cui anima era stato il Suo e Nostro Santo Predecessore Pio V, aveva bensì, fiaccato la potenza ottomana e frenato l’impeto delle sue conquiste. Ma il confine del territorio dominato dai Turchi verso l’Europa centrale, rimasto immutato, rasentava Vienna; dell’Ungheria poi, dopo il 1541, non restava libera che una angusta striscia. La Porta poteva di nuovo sollevarsi, e lo fece sotto l’abile e temuto Gran Visir Kara Mustafà. Era suo disegno invadere l’Europa centrale, i territori della Casa degli Asburgo e, senza dubbio, passare anche in Italia.
    In tale condizione di cose il pensiero dominante d’Innocenzo, che egli molto spesso manifestava, talvolta con ardente eloquenza, agli Inviati di Luigi XIV, era un contrattacco concentrico delle Potenze cristiane unite, inclusa Mosca, e in cooperazione con la Persia (cfr. Lettera del Card. Cibo al Nunzio di Polonia, 3o ottobre 1677 – Arch. Segr. Vatic., Nunz. di Polonia 183 A, fol. 104v-105).

    Ma la dura realtà dei fatti deluse le sue speranze; Innocenzo dovè ridurre il suo progetto, restringendosi a promuovere un’alleanza tra l’Imperatore Leopoldo I e il Re di Polonia Giovanni III Sobieski, da lui chiamato « l’antemurale della Cristianità ». Però anche contro questo piano si addensò un cumulo di difficoltà, che parvero insormontabili ad ogni umano sforzo. Da parte sua, la Porta, che osservava attentamente gli sviluppi della politica europea, mentre sembrava non nutrire timori circa i Principi cristiani, non nascondeva la sua apprensione per l’opera del Papa. L’Ambasciatore veneziano a Costantinopoli, Pietro Civrano, così infatti informava il Senato di Venezia, nel 1682: « Fra’ principi cristiani… non è posto nell’infima considerazione il Pontefice; lo credono atto a comporre qualche lega tra Principi Cristiani, unico più temuto freno degli infedeli » (Le Relazioni degli Stati Europei lette al Senato dagli Ambasciatori veneziani nel secolo decimosettimo, raccolte ed annotate da N. Barozzi e G. Berchet, Turchia, vol. unico, parte II, Venezia 1872, pag. 270).

    Apprensione veramente fondata, poichè Innocenzo XI fin dal 1677, con energia quasi sovrumana, non lasciava nulla di intentato per venire a capo di quell’alleanza. Questa, a sua volta, era intralciata, fra l’altro, dagli equivoci e dalle diffidenze nutrite dall’una parte verso l’altra, dal fatto che Sobieski, già per sè poco affezionato all’Imperatore, si era lasciato guadagnare alla politica antiasburgica di Luigi XIV, ed inoltre, perchè nella stessa Polonia l’alleanza con l’Imperatore costituiva pomo di discordia dei partiti. Con lungo e tenace sforzo, il Papa, validamente sostenuto dai suoi Nunzi in Vienna e in Varsavia, eliminò un ostacolo dopo l’altro, fino a trarre Sobieski alla sua causa. Ma ecco che una nuova bufera minacciò di sommergere la nave giunta quasi in porto. In seno allaDieta polacca, l’opposizione pareva insuperabile. Ma la Provvidenza divina, con visibile intervento, esaudì i voti d’Innocenzo XI. Inaspettatamente, allorchè nell’albeggiare del mattino di Pasqua, 18 aprile 1683, Sobieski comparve dinanzi alla Dieta e chiese l’accettazione dell’alleanza e la chiusura del Parlamento, ogni resistenza cessava. Nel rapporto del Nunzio in Polonia, Mons. Opizio Pallavicino, inviato lo stesso giorno al Card. Cibo, echeggia ancora il tono drammatico di quella lotta, il cui felice esito si attribuiva al santo zelo di Innocenzo XI. In quella notte — così egli scriveva — rimase del tutto compiuta l’opera tanto necessaria per la conservazione della Cristianità, e tanto desiderata dal S. Padre. Questa — egli aggiungeva — è una grazia singolare concessa da Dio alla Cristianità per i voti e le preghiere della Santità Sua, dovendosi confessare non poter essere opera umana, perchè qualunque industria, eloquenza ed arte non era valevole per ciò, dovendosi credere quasi veramente impossibile, e cosa più che naturale, il vedere, se non estinte, sopite le discordie, la rabbia, gli odii e rancori, cresciuti in sommo grado. Insomma tutte le circostanze facevano quasi disperare del buon esito di un affare sì importante, onde l’essersi felicemente concluso deve unicamente attribuirsi a Dio, mosso dai ferventi voti di Sua Santità (cfr. Arch. Segr. Vatic., Nunz. di Polonia 101, fol. 187).

    L’intervento divino giungeva in tempo per salvare la Cristianità dal pericolo ormai estremo. Infatti nello stesso giorno in cui l’alleanza fra l’Imperatore Leopoldo e Sobieski era conclusa, il potente esercito turco per l’offensiva da Adrianopoli a Belgrado si metteva in movimento. Nei mesi che seguirono, IL Papa, non tralasciando un più intenso ricorso a Dio, si adoperò affinchè all’alleanza fosse data maggiore saldezza mediante un atto solenne le cui circostanze mostrano come egli fosse la guida morale del movimento di liberazione. Il 16 agosto 1683, nel Palazzo Apostolico del Quirinale i due Cardinali Protettori, Pio per l’Imperatore Leopoldo, e Barberini per il Re di Polonia, prestarono solenne giuramento nelle mani del Pontefice per la esatta esecuzione di tutte le obbligazioni e clausole convenute nell’alleanza offensiva e difensiva contro la Turchia, sottoscritta già dai Plenipotenziari il 1° aprile di quell’anno. La gioia d’Innocenzo XI in quel momento, e la sua commozione fino alle lacrime — come attesta il Card. Barberini in un’accurata relazione al Re di Polonia (20 agosto 1683 – Bibl. Vatic., Barb. lat. 6650, fol. 116-117) — erano pari alla trepidazione di una vigilia di battaglia, e alla speranza che quel patto potesse svilupparsi in una più ampia lega. Devotamente invocato il nome di Dio, il Papa implorò dal Datore di ogni bene le celesti benedizioni su quei Principi, esprimendo l’augurio che quanto era stato convenuto sarebbe inviolabilmente portato ad effetto (cfr. Arch. S. Congreg. de Propaganda Fide, Miscellanea Arm. VI, 39, fol. 280-283). Infatti, sebbene il detto trattato riguardasse immediatamente la guerra contro i Turchi; tuttavia in fine si stipulava che « siccome a questa alleanza erano non solo da invitarsi i Principi cristiani, ma anche da ammettersi quelli che spontaneamente vi si offrissero, perciò ambedue le Parti si obbligavano, in quanto era possibile, d’invitare alla medesima i Principi amici e alleati, di guisa che però si avesse l’accordo e il consenso di ambedue le parti, ogniqualvolta qualche Principe fosse da ammettersi; specialmente ambedue avrebbero invitato con ogni cura i Serenissimi Zar di Mosca » (cfr. Bibl. Vatic., Vat. lat. 12201, fol. 210v).

    Nell’ora in cui si compiva così la solenne ratificazione dell’alleanza, Vienna era stretta d’assedio già da un mese, e Sobieski in viaggio con le sue truppe. I grandi eventi erano ormai maturi. La storica ora della battaglia definitiva di Vienna scoccò col primo limpido sole del 12 settembre, allorchè l’esercito di soccorso assalì quello degli assedianti. Prima del tramonto la vittoria arrideva nettamente agli eserciti cristiani, che incalzavano i Turchi in piena disfatta. Era a tutti chiaro che un così splendido successo fu reso possibile soltanto dalla cooperazione delle due armate, l’imperiale e la polacca. I contemporanei gli storici posteriori sono unanimi nell’affermare che l’artefice primario dell’alleanza, e quindi della liberazione di Vienna e del miglior corso che prese da quella la storia d’Europa, fu Innocenzo XI, il quale a sua volta, con commovente umiltà, ne attribuì ogni merito e gloria a Dio, per l’intercessione della sua Santissima Madre. Nel Concistoro segreto del seguente 27 settembre 1683, dopo avere pronunciato amplissime lodi all’Imperatore Leopoldo e al Re di Polonia, egli terminava così la sua Allocuzione: « Quod reliquum est, omnis spes et fiducia Nostra Deo est; Ipse enim, non manus Nostra, fecit haec omnia; proinde sincero cordis affectu convertamus nos ad Dominum Deum, Nostrum, ut mereamur eius semper protectione defendi ab inimicis nostris in angustiis et tribulationibus » (Bibl. Vatic., Bari) lat. 2896, fol. 590v).

    A quella vittoria, che segnò il principio della ritirata della Potenza ottomana dall’Europa, e alla susseguente liberazione di Budapest ottenuta tre anni dopo, nel 1686, con l’estendersi della lega a Venezia e a Mosca, è indelebilmente legato il nome del Pontefice Innocenzo XI, come Uomo di Dio e Capo della Cristianità. (…)"


    1683: la crociata di Innocenzo XI salva la Cristianità
    1683: la crociata di Innocenzo XI salva la Cristianità « www.agerecontra.it
    http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=25027

    Radiomessaggio di Pio XII in onore del beato Innocenzo XI (7/10/1956)
    https://w2.vatican.va/content/pius-x...ioterapia.html








    Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore
    “Preghiera al Santo del giorno.

    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare santa Vergine Maria, il cui Santo Nome è vittoria dei fedeli e terrore dei nemici, e Vi rendo grazie per tutte le specialissime grazie che Voi le avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima, per i meriti della Madre del Salvatore e Madre nostra, ed a Lei affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, la santa Vergine Maria possa essere mia avvocata e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”








    “Stupendi pensieri e giaculatorie di sant'Alfonso. Sospiri d'amore, devozione al Santissimo Sacramento. Da IL MIO LIBRO DI PREGHIERE, CLS, Verrua Savoia, www.sodalitium.it








    Il Santo Nome di Maria
    Guéranger, L'anno liturgico - Il Santo Nome di Maria
    http://www.unavoce-ve.it/pg-12set.htm
    MISSALE ROMANUM - Die 12 Septembris. Sanctissimi Nominis Mariæ

    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    “12 SETTEMBRE 2016: IL SANTO NOME DI MARIA.

    Oggetto della festa.
    Qualche giorno dopo la nascita del Salvatore la Chiesa ha consacrato una festa per onorarne il nome benedetto. Ci insegnava così quanto questo nome contiene per noi di luce, di forza, di soavità, per incoraggiarci ad invocarlo con fiducia nelle nostre necessità (L'anno Liturgico, 183-187).
    Così dopo la festa della Natività della Santissima Vergine, la Chiesa consacra un giorno ad onorare il santo nome di Maria per insegnarci attraverso la Liturgia e l'insegnamento dei santi, tutto quello che questo nome contiene per noi di ricchezze spirituali, perché, come quello di Gesù, lo abbiamo sulle labbra e nel cuore.
    Storia della festa.
    La festa del santo nome di Maria fu concessa da Roma, nel 1513, ad una diocesi della Spagna, Cuenca. Soppressa da san Pio V, fu ripristinata da Sisto V e poi estesa nel 1671 al Regno di Napoli e a Milano. Il 12 settembre 1683, avendo Giovanni Sobieski coi suoi Polacchi vinto i Turchi che assediavano Vienna e minacciavano la cristianità, sant'Innocenzo XI, in rendimento di grazie, estese la festa alla Chiesa universale e la fissò alla domenica fra l'Ottava della Natività. Il santo Papa Pio X la riportò al 12 settembre.
    Nome uscito dal cuore di Dio.
    Più che il ricordo storico della istituzione della festa, ci interessa il significato del nome benedetto dato alla futura Madre di Dio e nostra.
    Il nome presso i Giudei aveva un'importanza grandissima e si soleva imporre con solennità. Sappiamo dalla Scrittura che Dio intervenne qualche volta nella designazione del nome da imporre a qualche suo servo. L'angelo Gabriele previene Zaccaria che suo figlio si chiamerà Giovanni ed egli ancora dice a Giuseppe, spiegandogli l'Incarnazione del Verbo: "Gli porrai nome Gesù". Si può quindi pensare che Dio in qualche modo sia intervenuto, perché alla Santissima Vergine fosse imposto il nome richiesto dalla sua grandezza e dignità. Gioacchino ed Anna imposero alla loro bambina il nome di Maria che a noi è tanto caro.
    "Il tuo nome è un olio sparso".
    I Santi si sono compiaciuti di paragonare il nome di Maria a quello di Gesù. San Bernardo aveva applicato al Signore il testo della Cantica: "Il tuo nome è un olio sparso" (Cantico dei Cantici, 1,3), perché l'olio dà luce, nutrimento e medicina. Anche Riccardo di san Lorenzo dice: "Il nome di Maria è paragonato all'olio, perché, dopo il nome di Gesù, sopra tutti gli altri nomi, rinvigorisce i deboli, intenerisce gli induriti, guarisce i malati, dà luce ai ciechi, dona forza a chi ha perso ogni vigore, lo unge per nuovi combattimenti, spezza la schiavitù del demonio e, come l'olio sorpassa ogni liquore, sorpassa ogni nome" (De Laudibus B. M. V. l. II, c. 2).
    Altre interpretazioni.
    Oltre sessantasette interpretazioni diverse sono state date al nome di Maria secondo che fu considerato di origine egiziana, siriaca, ebraica o ancora nome semplice o composto. Non vogliamo trattenerci sulle interpretazioni e scegliamo le quattro principali riferite dagli antichi scrittori. "Il nome di Maria, dice sant'Alberto Magno, ha quattro significati: illuminatrice, stella del mare, mare amaro, signora o padrona" (Commento su san Luca, I, 27).
    Illuminatrice.
    È la Vergine immacolata che l'ombra del peccato non offuscò giammai; è la donna vestita di sole; è "colei la cui vita gloriosa ha illustrato tutte le Chiese" (Liturgia); è infine colei, che ha dato al mondo la vera luce, la luce di vita.
    Stella del mare.
    La liturgia la saluta così nell'inno, così poetico e popolare, Ave maris stella e ancora nell'Antifona dell'Avvento e del tempo di Natale: Alma Redemptoris Mater. Sappiamo che la stella del mare è la stella polare, che è la stella più brillante, più alta e ultima di quelle che formano l'Orsa Minore, vicinissima al polo fino a sembrare immobile e conservare una posizione quasi invariabile per lunghe notti e per questo fatto è di molta utilità per orientarsi sulla carta del cielo e aiuta il navigante a dirigersi, quando non possiede la bussola.
    Così Maria, fra le creature, è la più alta in dignità, la più bella, la più vicina a Dio, invariabile nel suo amore e nella sua purezza, è per noi esempio di tutte le virtù, illumina la nostra vita e ci insegna la via per uscire dalle tenebre e giungere a Dio, che è la vera luce.
    Mare amaro.
    Maria lo è nel senso che, nella sua materna bontà, rende amari per noi i piaceri della terra, che tentano di ingannarci e di farci dimenticare il vero ed unico bene; lo è ancora nel senso che durante la Passione del Figlio il suo cuore fu trapassato dalla spada del dolore. È mare, perché, come il mare è inesauribile, è inesauribile la bontà e generosità di Maria per tutti i suoi figli. Le gocce d'acqua del mare non possono essere contate se non dalla scienza infinita di Dio e noi possiamo appena sospettare la somma immensa di grazie che Dio ha deposto nell'anima benedetta di Maria, dal momento dell'Immacolato Concepimento alla gloriosa Assunzione in cielo.
    Signora o padrona.
    Maria è veramente, secondo il titolo datole in Francia, Nostra Signora. Signora vuoi dire Regina, Sovrana. Regina è veramente Maria, perché la più santa di tutte le creature, la Madre di Colui, che è Re per titolo di Creazione, Incarnazione e Redenzione; perché, associata al Redentore in tutti i suoi misteri, gli è gloriosamente unita in cielo in corpo e anima e, eternamente beata, intercede continuamente per noi, applicando alle nostre anime i meriti da lei acquistati davanti a Lui e le grazie delle quali è fatta mediatrice e dispensiera.
    Discorso di san Bernardo.
    Preghiamo la Santissima Vergine, perché voglia realizzare per noi i diversi significati, che santi e dottori hanno dato al suo nome benedetto, riportando la conclusione della seconda omelia di san Bernardo sul Vangelo Missus est:
    "E il nome della Vergine era Maria. Diciamo qualche cosa di questo nome, che significa stella del mare. Si adatta perfettamente alla Madre di Dio, perché come l'astro emette il suo raggio, così la Vergine concepisce suo Figlio e il raggio non diminuisce lo splendore della stella e il Figlio non diminuisce la verginità della Madre. Nobile stella sorta da Giacobbe il cui raggio illumina il mondo, splendente nei cieli, penetra l'abisso, percorre la terra. Riscalda più che i corpi le anime, inaridisce il vizio, feconda la virtù. Sì, Maria è l'astro fulgente e senza uguali che era necessario sul mare immenso, che scintilla di meriti e rischiara coi suoi esempi la nostra vita.
    Chiunque tu sia che nel flusso e riflusso del secolo abbia impressione di camminare meno su terra ferma che in mezzo alla tempesta turbinante, non distogliere gli occhi dall'astro splendido, se non vuoi essere inghiottito dall'uragano. Se si desta la burrasca delle tentazioni, se si drizzano gli scogli delle tribolazioni, guarda la stella e invoca Maria. Se sei in balìa dei flutti della superbia o dell'ambizione, della calunnia o della gelosia, guarda la stella e invoca Maria. Se collera, avarizia, attrattive della carne, scuotono la nave dell'anima, volgi gli occhi a Maria. Turbato per l'enormità del delitto, vergognoso di te stesso, tremante all'avvicinarsi del terribile giudizio, senti aprirsi sotto i tuoi passi il gorgo della tristezza o l'abisso della disperazione, pensa a Maria. Nei pericoli, nell'angoscia, nel dubbio, pensa a Maria, invoca Maria.
    Sia sempre Maria sulle tue labbra, sia sempre nel tuo cuore e vedi di imitarla per assicurarti il suo aiuto. Seguendola non devierai, pregandola non dispererai, pensando a lei tu non potrai smarrirti. Sostenuto da lei non cadrai, protetto da lei non avrai paura, guidato da lei non sentirai stanchezza: chi da lei è aiutato arriva sicuro alla meta. Sperimenta così in te stesso il bene stabilito in questa parola il nome della Vergine era Maria".
    MESSA
    EPISTOLA (Eccli 24,17-2l). - Come vite diedi frutti di soave odore, e i miei fiori dan frutti di gloria e di ricchezza. Io sono la madre del bell'amore e del timore, della scienza e della santa speranza. In me ogni grazia della via e della verità, in me ogni speranza di vita e di virtù. Venite a me, o voi tutti che mi bramate, e saziatevi dei miei frutti; perché il mio spirito è più dolce del miele, e il mio retaggio più del favo di miele. Il ricordo di me durerà nelle generazioni dei secoli. Chi mi mangia avrà ancora fame, e chi mi beve avrà ancora sete. Chi mi ascolta non sarà confuso, e chi lavora per me non peccherà; chi mi illustra avrà la vita eterna.
    Tutta la compiacenza del cielo, tutte le speranze della terra si fissano sulla culla in cui Maria dorme, mentre veglia per Dio il suo cuore (Ct 5,2). La Sapienza fa il proprio elogio (Eccli 24,1): per la beata figlia di Anna e di Gioacchino le preferenze del suo amore, manifestate all'origine del mondo sono ormai giustificate e per sempre sarà sua delizia essere con i figli degli uomini (Pr 8,31). La vigna eletta, la vigna del Pacifico è davanti a noi e annunzia con i suoi fiori profumati (Ct 8,11-12) il grappolo divino, il succo del quale, spremuto nel torchio, feconderà tutte le anime, inebrierà terra e cielo.
    VANGELO (Lc 1,26-38). - In quel tempo: L'Angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea detta Nazareth, ad una Vergine sposata ad un uomo della casa di David, di nome Giuseppe, e la Vergine si chiamava Maria. Ed entrato da lei l'Angelo disse: Salute, o piena di grazia: il Signore è teco! Benedetta tu fra le donne! Ed essa turbata a queste parole, pensava che specie di saluto fosse quello. E l'Angelo le disse: Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio; ecco, tu concepirai nel seno e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù. Questi sarà grande, e sarà chiamato figlio dell'Altissimo; e il Signore Dio gli darà il trono di David suo padre; e regnerà in eterno sulla casa di Giacobbe; e il suo regno non avrà mai fine. Allora Maria disse all'Angelo: Come avverrà questo, se io non conosco uomo? E l'Angelo rispose: Lo Spirito santo scenderà in te e la potenza dell'Altissimo ti adombrerà: per questo il Santo che nascerà da te sarà chiamato figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, ha concepito anche lei un figlio nella sua vecchiaia, ed è già nel sesto mese, lei che era detta sterile; ché niente è impossibile davanti a Dio. E Maria disse: Ecco l'ancella del Signore: si faccia di me secondo la tua parola.
    Abbiamo qui la più solenne ambasciata di cui la storia angelica ed umana abbia conservato ricordo, e presenta in Maria ciò che il suo nome significa, la Padrona del mondo. L'interesse più alto che possa toccare l'umanità presente, passata o futura, le gerarchie celesti, Dio stesso è trattato tra l'Altissimo e la Vergine di Nazareth soli, come soli aventi titolo da una parte per proporlo e dall'altra per accettarlo. L'angelo non è che un messaggero e l'uomo è con lui nell'attesa. Maria contratta con il Creatore, in nome dell'uomo e dell'angelo, come in nome proprio, in nome del mondo intero, che rappresenta e che domina con la sua regalità.
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1067-1072.”






    "Il 12 settembre 1362 muore Papa Innocenzo VI Aubert, Sommo Pontefice"





    Santissimo Nome di Maria
    “Santissimo Nome di Maria
    12 settembre - Memoria Facoltativa
    La festa del santo nome di Maria fu concessa da Roma, nel 1513, ad una diocesi della Spagna, Cuenca. Soppressa da san Pio V, fu ripristinata da Sisto V e poi estesa nel 1671 al Regno di Napoli e a Milano. Il 12 settembre 1683, avendo Giovanni III Sobieski coi suoi Polacchi vinto i Turchi che assediavano Vienna e minacciavano la cristianità, il Beato Innocenzo XI, in rendimento di grazie, estese la festa alla Chiesa universale e la fissò alla domenica fra l'Ottava della Natività. Il santo Papa Pio X la riportò al 12 settembre.”



    Alleanza Cattolica - aree tematiche - orazione
    “I cinque salmi del SS. Nome di Maria
    La pratica consistente nel recitare cinque salmi le cui lettere iniziali corrispondono alle cinque di cui si compone il Nome di MariaM, Magnificat (Luc. 46-55); A, Ad Dominum cum tribularer clamavi (Sal. 119);R, Retribue servo tuo (Sal. 118, 17-32); I, In convertendo (Sal. 125) e A, Ad te levavi animam meam (Sal. 122) — è già conosciuta nel secolo XII; per esempio, era carissima al beato benedettino Ioscio, monaco di Saint-Bertin, in Francia, gran devoto della Vergine, la cui morte, avvenuta nel 1163, è accompagnata da un miracolo: dalla sua testa escono cinque lettere d’oro a formare appunto il Nome di Maria. La pratica raggiunge la massima diffusione e popolarità dopo che, nel 1683, Papa Innocenzo XI (1676-1689) rende universale per tutta la Chiesa la festa del Nome di Maria, a ricordo della vittoria riportata a Vienna sui turchi dalle truppe cristiane guidate dal re polacco Giovanni III Sobieski (1624-1696). La recita dei cinque salmi, con le antifone che li uniscono, fu indulgenziata da Papa Pio VII (1800-1823) (...) A testimonianza del valore attribuito all’invocazione del Nome di Maria Dante Alighieri (1265-1321) mette in bocca a Buonconte di Montefeltro, trovato inaspettatamente in Purgatorio, queste parole, che danno la ragione della sua salvezza:
    Quivi perdei la vista, e la parola
    Nel nome di Maria finii, e quivi
    Caddi
    (La Divina Commedia. Purgatorio V, 100-102).
    (cfr. Emilio Campana, Maria nel culto cattolico, vol. I, Il culto di Maria in sé e nelle sue manifestazioni liturgiche, Marietti, Torino-Roma 1933, pp. 240-241; e Rambaut Van Doren, voce Ioscio, in Bibliotheca sanctorum, Città Nuova, Roma 1966, vol. VII, col. 859).”





    https://forum.termometropolitico.it/...a-vergine.html
    https://forum.termometropolitico.it/...-nativita.html
    “(…) REGALITà E DIVINA MATERNITà DI MARIA SANTISSIMA.
    TRADIZIONALMENTE INFATTI SONO TRE I MESI DEDICATI ALLA MADONNA DURANTE L'ANNO: MAGGIO, SETTEMBRE, OTTOBRE.
    ERA MOLTO FORTE NEGLI ANNI CINQUANTA IL MOVIMENTO CHE CHIEDEVA LA PROCLAMAZIONE DEL DOGMA DELLA REGALITà UNIVERSALE DELLA VERGINE.
    PURTROPPO LA CATASTROFE CONCILIARE INIBì E BLOCCò L'INCESSANTE ATTIVITà DI STUDIO E DI PROPAGANDA SULL'ARGOMENTO.
    LA MADONNA FU "PROCLAMATA" IN MODO MOLTO MINIMALE "MADRE DELLA CHIESA" DURANTE IL "VATICANO II" MA DELLA SUA REGALITà VERA, REALE ED EFFETTIVA NESSUNO PARLò PIù.
    QUESTO MODESTO FORUM, ALLA RISCOPERTA DELLA TEOLOGIA DEI PRIVILEGI MARIANI, VUOLE PORTARE FIORI SEMPRE BELLI E FRESCHI SULL'ALTARE DELLA VERGINE CUI SONO DEDICATI QUESTI MESI.
    FIORI DI VERITà CATTOLICA, FIORI DI PUREZZA E DI VITA CRISTIANA, FIORI D'AMORE E DI PENTIMENTO, FIORI D'ARTE, FIORI DI LOTTA SOCIALE E CULTURALE CONTRO TUTTE LE ERESIE, CONTRO "CODESTA PESTE DI ERRORI E VIZI CHE AMMORBA IL MONDO"!
    INFATTI, OGNI VOLTA CHE SI ONORA LA VERGINE, L'INFERNO RUGGISCE DI RABBIA.
    DELLA MADONNA NON SI PARLA MAI ABBASTANZA: "DE MARIA NUMQUAM SATIS".
    DOPO AVER FESTEGGIATO LA NATIVITà DI MARIA CONCEPITA SENZA PECCATO ORIGINALE (8 SETTEMBRE), RICORDIAMO LA GRANDE FESTA DEL SANTISSIMO NOME DI MARIA, ISTITUITA DAL BEATO INNOCENZO XI ODESCALCHI PER RINGRAZIARE LA VERGINE DELLA VITTORIA OTTENUTA CONTRO I TURCHI SOTTO LE MURA DI VIENNA IL 12 SETTEMBRE 1683.
    L'EUROPA, GIà AMMORBATA DALLA LEBBRA PROTESTANTICA, ERA COMUNQUE SALVA: ANCORA UNA VOLTA LA MADONNA AVEVA STESO IL SUO PREZIOSO MANTO SULLE ARMI CRISTIANE.

    UNA VITTORIA MARIANA, DUNQUE, OTTENUTA CON LE ARMI E CON LA PREGHIERA DEL ROSARIO.”




    (Maggio Mese Mariano…Iniziato da Holuxar‎, 01-05-15)
    7 Ottobre 2015: solennità della Madonna del Rosario...
    https://forum.termometropolitico.it/...o-rosario.html







    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

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    Lightbulb Re: Fiori sull'altare di Maria Santissima Madre di Dio durante l'Ottava della Nativit

    Sempre settembre 2016: dopo aver festeggiato l'8 settembre 2016 la Natività della Beata Vergine Maria ed il 12 settembre 2016 il SANTISSIMO NOME DI MARIA, OGGI 15 SETTEMBRE 2016 festeggiamo la BEATA VERGINE MARIA ADDOLORATA, Festa dei Sette Dolori della B. V. Maria...





    Madonna Addolorata - Sodalitium
    “15 settembre, I Sette Dolori della B. V. Maria.
    O gran Regina dei Martiri e la più desolata di tutte le madri! Il vostro dolore è immenso come il mare, perché tutte le piaghe che tutti i peccati degli uomini hanno impresse nel sacro corpo del vostro divin figliuolo, sono altrettante spade che trafiggono il vostro cuore. Ecco prostrato ai vostri piedi il peccatore più indegno, sinceramente pentito d’aver maltrattato il divin Redentore. Le colpe che io ho commesso sono più gravi di quello che io possa soffrire per cancellarle. Deh! Madre beata, imprimete nel mio cuore le piaghe santissime del vostro amore onde non brami che di patire e morire con Gesù crocifisso, e spirar l’anima penitente nel vostro purissimo cuore. Così sia.”








    MISSALE ROMANUM - Die 15 Septembris. Septem Dolorum B. Mariæ Virg.
    Dom Guéranger, L'anno liturgico - I Sette Dolori di Maria Santissima


    Radio Spada

    “15 settembre 2016: I sette dolori della Beata Vergine Maria (Ottava della Natività di Maria)
    Due feste della Madonna: Natività e Addolorata.
    Dopo il ricordo dell'infanzia di Maria, ecco che la Chiesa subito ci invita a meditare sui dolori, che segnarono la vita della Madre del Messia, Corredentrice del genere umano. Mentre il giorno della nascita consideravamo la grazia, la bellezza della bambina che era nata, non ci si presentava il pensiero del dolore, ma se ci fossimo posta la domanda: "Che cosa sarà mai di questa bambina?", avremmo veduto che se tutte le nazioni dovevano un giorno proclamarla beata, Maria doveva prima soffrire con il Figlio per la salvezza del mondo.

    La sofferenza di Maria.
    Maria stessa ci invita, con la voce della Liturgia, a considerare il suo dolore: "Voi tutti che passate per la strada guardate e vedete e dite se vi è dolore simile al mio... Dio mi ha posta e come stabilita nella desolazione" (Geremia, Lamentazioni, 1,12-13). Il dolore della Santa Vergine è opera di Dio. Predestinandola ad essere Madre del Figlio suo, l'ha unita in modo indissolubile alla persona, alla vita, ai misteri, alla sofferenza di Gesù, perché fosse cooperatrice fedele nell'opera della redenzione, e tra il Figlio e la Madre doveva esservi comunità perfetta di sofferenze. Quando una madre vede che il figlio soffre, soffre con lui e sente, per riverbero, ciò che egli prova e Maria ha sentito nel suo cuore tutto ciò che Gesù ha sofferto nel suo corpo per gli stessi fini, con la stessa fede e con lo stesso amore. "Il Padre e il Figlio, disse Bossuet, dividono per l'eternità la stessa gloria e la Madre e il Figlio dividono nel tempo le stesse sofferenze; il Padre e il Figlio una stessa sorgente di gioia, la Madre e il Figlio uno stesso torrente di amarezza; il Padre e il Figlio lo stesso trono, la Madre e il Figlio la stessa croce. Se si crivella di colpi il corpo di Gesù, Maria ne sente tutte le ferite, se si trafigge la sua testa con le spine, Maria è straziata da tutti quegli aculei, se gli presentano il fiele e aceto, Maria ne beve tutta l'amarezza, se si stende il corpo sulla croce, Maria ne soffre tutto il tormento" (Discorso per la Compassione. Opere oratorie, II, p. 472).
    La Compassione.
    La comunione di sofferenze tra il Figlio e la Madre ci spiega perché è stato scelto il termine Compassione per esprimere i dolori di Maria. Compassione è l'eco fedele, è il contraccolpo della Passione. Patire è soffrire e compatire qualcuno è soffrire con lui, è risentire nel proprio cuore, come se fossero nostre, le sue pene, le sue tristezze, i suoi dolori. La Compassione fu così per la Santa Vergine la comunione perfetta con le sofferenze e la Passione del Figlio e con le disposizioni che lo animavano nel suo sacrificio.
    Perché Maria soffre.
    Parrebbe che Maria, concepita senza peccato, ignara di ogni male, non avrebbe dovuto soffrire. Se Dio, che tanto ama il Figlio, gli diede la sofferenza in eredità, bisogna che la sofferenza sia un bene notevole, ma siccome, dopo il Figlio ama la Santissima Vergine più che tutte le altre creature, anche a lei l'ha offerta come il più ricco dei doni. Del resto unita come era al Figlio, era opportuno e in certo modo necessario che Maria provasse la sofferenza e la morte, perché noi imparassimo da lei, come dal Figlio, ad accettare la sofferenza, che Dio permette per il nostro maggior bene. Maria si offrì liberamente, unì volontariamente il suo sacrificio e la sua obbedienza al sacrificio e all'obbedienza del Figlio Gesù, per portare con lui tutto il peso della espiazione richiesta dalla giustizia divina e non ha sentito i dolori del Figlio solo per simpatia, ma è entrata nella Passione realmente con tutto il suo essere, con il cuore, con l'anima, con l'amore più vivo, con la più serena tranquillità, ha sofferto nel cuore quanto Gesù ha sofferto nella carne e vi sono teologi che affermano che abbia sentito anche nel corpo le stesse sofferenze provate da Gesù nel suo e, dato che alcuni santi hanno avuto l'onore di tale privilegio, ci è permesso pensare che anche Maria lo abbia avuto.
    La sofferenza di Maria viene da Gesù.
    La sofferenza di Maria non comincia solo sul Calvario. La sua infanzia fu senza dubbio tranquilla ed esente da pene. La sofferenza cominciò con Gesù "questo bambino molesto, dice Bossuet, perché dove entra, entra con la sua croce, porta con sé le spine, e le divide con quelli che ama" (Panegirico di san Giuseppe, t. II, 137). "Causa dei dolori di Maria, dice ancora Mons. Gay, è Gesù. Tutto quello che soffre viene da Gesù, si riferisce a Gesù, ha la sua ragione di essere, il suo fondamento in Gesù" (41.a Conferenza alle Madri Cristiane, t. II, 199). La solennità di oggi, che ci presenta Maria al Calvario, ci ricorda, insieme con il dolore supremo, tutti gli altri noti ed ignoti, che riempirono la vita della Santa Vergine. La Chiesa si è fermata a considerarne sette solo, perché questo numero esprime sempre l'idea della totalità e dell'universalità e, nel responsorio del Mattutino, richiama in modo particolare i sette dolori che le procurarono la profezia del vecchio Simeone, la fuga in Egitto, la perdita di Gesù a Gerusalemme, il trasporto della croce, la crocifissione, la deposizione dalla croce e la sepoltura del divin Figlio, dolori che fecero veramente di lei la Regina dei martiri.
    Regina dei martiri.
    Con questo bel titolo la saluta la Chiesa nelle litanie. "Che abbia veramente sofferto, dice san Pascasio Radberto, lo afferma Simeone quando le dice: Una spada trapasserà la tua anima. Di qui è evidente che supera tutti i martiri, perché gli altri hanno sofferto per Cristo nelle loro carni, ma non hanno sofferto nella loro anima, che è immortale, mentre Maria ha sofferto in questa parte di sé, che è impassibile, la sua carne ha sofferto, per così dire, spiritualmente la spada della Passione di Cristo ed è così più che martire. Avendo amato più di tutti, più di tutti ha sofferto e la violenza del dolore trapassò la sua anima, ne prese possesso a testimonianza del suo amore indicibile. Avendo sofferto nella sua anima, fu più che martire, perché il suo amore, più forte della morte, fece sua la morte di Cristo" (Lettera sull'Assunzione, n. 14, PL 30, 138).
    Il suo amore, causa di sofferenza.
    Per misurare l'estensione e l'intensità della sofferenza della Santissima Vergine, bisognerebbe capire quale fu il suo amore per Gesù. Fu amore ben diverso da quello dei Santi e dei martiri. Questi soffrono per Cristo, ma il loro amore addolcisce i tormenti e qualche volta li fa dimenticare. In Maria niente di tutto questo: il suo amore aumenta la sofferenza. "Natura e grazia, dice Bossuet, concorrono a determinare nel cuore di Maria impressioni profondissime. Nulla è più forte e più pressante dell'amore naturale per un figlio e dell'amore che sa dare la grazia per Dio. I due amori sono due abissi dei quali non si penetra il fondo, né si comprende l'immensità... " (Discorso sull'Assunzione, t. III, 493).
    La sofferenza è gioia per Maria.
    Ma, se l'amore è per Maria sorgente di sofferenza, è pure sorgente di gioia. Perciò soffrì sempre con calma inalterabile e grande forza d'animo. Meglio di san Paolo, Maria sapeva che nulla, neppure la morte, l'avrebbe separata dall'amore del suo Figlio, suo Dio.
    Il santo Papa Pio X scriveva che "nell'opera suprema si vide la Vergine ritta presso la croce, oppressa senza dubbio dall'orrore della scena, ma tuttavia felice e gioiosa, perché il Figlio si immolava per la salvezza del genere umano" (Encicl. Ad diem illum, 2 febbraio 1904). Più di san Paolo, Maria sovrabbondava di gioia in mezzo al dolore. In lei, come in Gesù, salve le proporzioni, la gioia più profonda sta insieme alla sofferenza più grande che creatura di quaggiù possa sopportare. Maria ama Dio e la divina volontà più di ogni altra cosa al mondo e sa che sul Calvario si compie questa volontà, che la morte del Figlio offre a Dio il riscatto che Dio esige per la redenzione degli uomini, i quali le sono lasciati come figli suoi e li amerà e già li ama come ha amato Gesù.
    Riconoscenza verso Maria.
    Disse sant'Alberto Magno: Come il mondo tutto è debitore di nostro Signore Dio, così lo è della Vergine per la sua Compassione" (Questione Super Missus, 150). Conosciamo oggi meglio, o Maria, che cosa hai fatto per noi e quanto ti dobbiamo. Tu ti lamentasti perché "guardando gli uomini e cercando fra essi quelli che ricordavano il tuo dolore e ti compativano ne trovasti troppo pochi" (Santa Brigida, Rivelazioni, l. II c. 24). Non vogliamo aumentare il numero dei figli ingrati e ci uniamo perciò alla Chiesa nel ricordare le tue sofferenze e mostrarti la nostra gratitudine.
    Sappiamo, o Regina dei martiri, che una spada di dolore ti trapassò l'anima e che solo lo Spirito di vita e di consolazione poté sostenerti e fortificarti nel momento della morte di tuo Figlio.
    Sappiamo soprattutto che, se tu hai salito il Calvario, se tutta la tua vita, come quella di Gesù, fu un lungo martirio, ciò avvenne perché tu dovevi compiere presso il Redentore e in unione con lui il ruolo che la nostra prima madre, Eva, compì presso Adamo nella nostra caduta. Tu con Gesù ci hai riscattati, con lui e in dipendenza da lui hai meritato de congruo, per convenienza, la grazia che egli meritò de condigno, in giustizia, per ragione della sua dignità infinità. Ti salutiamo così, con amore e riconoscenza, "nostra Regina, Madre di misericordia, nostra vita e nostra speranza" e, sapendo che la nostra salvezza è nelle tue mani, ti consacriamo tutta la nostra vita, perché, sotto la tua potente protezione, con la tua materna guida, possiamo raggiungerti nella gloria del Paradiso ove, con il Figlio, vivi incoronata e felice per sempre. Così sia.
    MESSA
    Il Sacrificio quotidiano della Messa è il Sacrificio del Calvario vestito della magnificenza della Santa Liturgia. Il canto introduttivo ci presenta alcune donne e un solo uomo insieme con la Madre dei dolori ai piedi della Croce nel giorno della grande offerta.
    EPISTOLA (Gdt 13,22-25). - Il Signore t'ha benedetta nella sua potenza, e per mezzo di te ha annientato i nostri nemici. O figlia tu sei benedetta dal Signore Dio altissimo a preferenza di tutte le altre donne della terra. Benedetto sia il Signore, creatore del cielo e della terra, che diresse la tua mano nel troncare la testa del principe dei nostri nemici. Oggi Dio esaltò il tuo nome da essere lodato per sempre dagli uomini, che si ricorderanno in eterno della potenza del Signore. Per essi tu non hai risparmiato la tua vita, e, viste le angustie e le tribolazioni del tuo popolo, ne hai impedita la rovina davanti a Dio. Tu sei la gloria di Gerusalemme, la letizia d'Israele, l'onore del nostro popolo.
    Maria corredentrice.
    Oh, grandezza della nostra nuova Giuditta fra le creature! "Dio, nota il Padre Faber, pare scelga in sé le cose più incomunicabili per comunicarle in modo misterioso a Maria. Vedete come già l'ha posta nei disegni dell'universo del quale la rende quasi causa e parzialmente tipo. La cooperazione della Santa Vergine alla salvezza del mondo ci presenta un aspetto nuovo della sua magnificenza. Né l'Immacolato Concepimento, né l'Assunzione ci danno un'idea più alta di Maria del titolo di Corredentrice. I suoi dolori non erano alla Redenzione necessari, ma nel pensiero di Dio ne erano inseparabili e appartenevano alla integrità del piano divino. I misteri di Gesù non sono forse i misteri di Maria e i misteri di Maria non sono i misteri di Gesù? La verità sembra essere questa: i misteri di Gesù e quelli di Maria sono per Dio un solo mistero. Gesù stesso è il dolore di Maria sette volte ripetuto, sette volte ingrandito. Nelle ore della Passione, l'offerta di Gesù e quella di Maria erano una sola offerta e, sebbene diverse per dignità e valore, erano simili per le disposizioni, avevano lo stesso ritmo, lo stesso profumo ed erano consumate dallo stesso fuoco: oblazione simultanea fatta al Padre da due cuori senza macchia, per i peccati di un mondo colpevole del quale si erano liberamente addossati i demeriti" (Il piede della Croce, ix, 1, 2). Uniamo le nostre lacrime ai tormenti di Gesù e al pianto di Maria. Nella misura in cui l'avremo fatto in questa vita, potremo poi, col Figlio e con la Madre, godere in cielo.
    Nella Messa, al graduale segue il toccante lamento attribuito al beato Jacopone da Todi, francescano, lo Stabat Mater, che sarà per noi un bella formula di preghiera e di omaggio alla Madre dei dolori.
    SEQUENZA
    In piedi, presso la Croce, cui era appeso il figlio, la Madre dei dolori piangeva.
    L'anima sua, che gemeva per la tristezza e la desolazione, era stata trapassata da una spada.
    Quanto era triste, quanto era afflitta quella benedetta Madre di un figlio solo.
    Gemeva e sospirava la tenera Madre, assistendo alle pene del suo augusto figlio.
    Chi non piangerebbe, se vedesse la Madre del Cristo, straziata da pene così acerbe?
    Chi non potrebbe essere triste al vedere la Madre di Cristo con lui in preda al dolore?
    Vide Gesù in mezzo ai tormenti, sottoposto ai flagelli, per i peccati del suo popolo.
    Vide il dolce suo figlio morire senza conforto, ne colse l'ultimo sospiro.
    Orsù, Madre, sorgente di amore, fa' che io senta la violenza della pena e pianga con te.
    Fa' che arda il mio cuore nell'amore di Cristo, Dio, perché io possa piacergli.
    Madre santa, imprimi fermamente nel mio cuore le piaghe del figlio tuo.
    Dividi con me le pene del tuo Figlio straziato, che si degnò di soffrire per me.
    Fa' che finché avrò vita, pianga piamente con te e compatisca al Crocifisso.
    Desidero stare presso la Croce con te e unirmi a te nel pianto.
    Vergine, tra le vergini la più nobile, non essere severa con me, fa' che mi unisca al tuo pianto.
    Fa' che io porti in me la morte di Cristo, che io partecipi alla sua passione, che ne mediti le sofferenze.
    Fa' che le sue ferite siano le mie ferite, che io mi inebrii della croce e del sangue del tuo figlio.
    Le fiamme non mi tormentino: nel giorno del giudizio, sii tu, o Vergine, la mia difesa.
    O Cristo, quando dovrò morire, fa' che la Madre mi conduca alla palma della vittoria.
    Quando il corpo morirà, fa' che l'anima raggiunga la gloria del Paradiso. Così sia.
    VANGELO (Gv 19,25-27) - In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre e la sorella di lei, Maria di Cleofa, e Maria la Maddalena. Or Gesù, vedendo sua madre e, vicino a lei, il discepolo che gli era caro, disse alla madre: Donna, ecco il tuo figlio. Poi disse al discepolo: Ecco tua madre. E da quel momento la prese il discepolo in casa con sé.
    In piedi presso la Croce.
    "Stabat iuxta crucem". Bisogna mettersi ben vicini alla Croce e bisogna essere in piedi. In piedi, perché questo è l'atteggiamento del coraggio e perché si resta così più vicini al Signore.
    Unico modo per fare questo è essere con la Santa Vergine. Non si potranno mai unire le due prime parole alla terza senza il tecum, se ciò non avviene con Maria e in Maria. La Croce è troppo spaventosa.
    Lo stabat di Maria è dominato da quello di Gesù, elevato sopra la terra, che tutto attira a sé, appunto perché elevato sopra la terra.
    Maria è in piedi per essere il tratto di unione... la Mediatrice. La sua testa e il suo cuore sono alti, per essere vicini al Figlio, i suoi piedi toccano la nostra terra, per essere vicino a noi, che siamo pure suoi figli. È in piedi, perché è nostra Madre: "Ecco, tua Madre". e Maria può dire come Gesù: "Trarrò tutto a me, come madre". Per il mistero della Cr0oce, tutta l'umanità è attirata a Gesù e a Maria... (P. Dehau, La Compassione della Vergine).
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1076-1083"












    O crux, ave spes unica! | Radio Spada






    "O crux, ave spes unica! di Cristiano e Davide Lugli
    La festa di ieri riporta alla mente e al cuore tutta la ragione di essere cristiani, contenendo in sé la grandezza e la bellezza di questo enorme mistero preceduto ed attuato dal Cristo.
    Per mezzo della Santa Croce infatti, le tenebre sono state spazzate vie, nell’oblio, facendo così risplendere la luce che sprigiona Colui che, per mezzo dello stesso legno con cui Adamo ci condannò, ci riscatta e ci permette di risorgere a vita nuova secondo quanto spiega San Paolo: “Questa vita che vivo nella carne io la vivo nella Fede del figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me.”
    In un mondo dimentico di ciò che l’unica e possibile soteriologia cristiana contempla tramite la Croce, possiamo oggi meditare sull’Esaltazione di Essa, attuata dal giorno in cui il Messia per integerrima volontà Sua, è stato innalzato come Agnello Immolato dalla terra verso il Cielo, cospargendo dalle Sante Piaghe quel Sangue che stabilì una volta per tutte l’istmo tra umano e divino: “Sanguinísuqe pretiósi, quem in mundi prétium”.
    Riassunta su quel patibolo amaro viene racchiusa e tracciata la Via che ha calcato per primo, donandosi, il Maestro, dimostrando la possibilità pratica di seguire la stessa strada che mai e poi mai potrebbe esistere senza il carico della Croce: “Io sono la Porta, chi non passa attraverso Me non giunge alla salvezza – ci dice il Signore – Io sono la Guida e il Buon Pastore“.
    Non vi è salvezza alcuna senza la Croce, ed ecco perché in nessun’altra religione che vorrebbe dichiararsi come vera ed autentica è così recisamente pronunciata quella dottrina del distacco ben visibile al momento della crocifissione, ove è compiuta la denudazione cristica, spoliazione che richiama la soluzione radicale di morire al mondo per vivere in Dio.

    La Croce unisce le due controparti, una vittima del mondo e quindi legata ai beni di esso che necessitano di essere lasciati insieme a tutto ciò che è terra, e l’altra che vale come assoluto guadagno per l’Eternità. Cosa dunque risulta impossibile ai più, impedendoci di scegliere ciò che è visibilmente meglio? Orbene, la difficoltà è situata sul pesante carico da lasciare: carico di materia, di abitudini, di mollezze e di servilismi al nostro corpo, opposto alla leggerezza del piccolo peso che ci sarebbe richiesto di assumere, “onus leve, jugum suave…“.
    Per questo non si può approfondire qualcosa di migliore all’imponenza della Santa Croce, con il Figlio di Dio Crocefisso su di Essa. Questa rappresenta il maximo rito di Libertà, il corpo inchiodato, nei sanguinolenti ceppi, e l’anima libera, già assorta in Dio. E come il Peccato di Adamo che scalfirà per sempre la natura dell’uomo fatto ad immagine e somiglianza di Dio vieta l’accesso all’Albero della Vita, la Croce reintegra la proibizione, capovolge le sorti tramite l’obbedienza magistrale al Padre – “Obediens usque ad mortem, mortem autem a Crucis.”
    Un vortice che rapprende la morte di Adamo per non aver obbedito, e la morte di Cristo per obbedienza: il primo muore inutilmente e disgraziatamente, per non vivere più, il secondo situa la Sua morte nell’ambito della Vita Eterna, schiudendo ciò che senza la Sua opera redentiva sarebbe rimasto eternamente serrato.
    Ancora, potremmo dire che Adamo rifiuta ciò che Dio gli dona, il Cristo si offre invece integralmente al Padre, comprendendo la Sua natura umana crocifissa e mutilata da coloro per cui Egli muore. Il Cælum Cæli che il Messia guadagna è di gran lunga più elevato del terminus a quoche Adamo si è volontariamente precluso.

    Guardiamo spesso alla Croce, contempliamo e fissiamola con intensità e profondità. Con raccoglimento sublime sferziamo la ragione a comprendere la “terribilità” di quel magnum mysterium: non è un santo che muore, non è un grande uomo, ma per la prima volta nella storia è Dio che muore. Se la ragione riuscisse a trasformare il pensiero in spasimo fisico potremmo certamente affermare che il corpo umano morirebbe davanti ad un evento così terribile e grande.
    Dio che fattosi uomo, vivendo nella povertà e nell’umile sottomissione a Maria e Giuseppe muore da uomo, con la più infamante morte, per tornare in Dio secondo quanto ogni domenica viene detto nella nostra professione di Fede cristiano-cattolica: “Deus de Deo, lumen de lumine, Deus verus de Deo vero.”
    Ritorna a Dio solo ciò che da Egli proviene e con Lui vive e cresce, per dimostrare che Dio solo è Dio, nel perfetto paradigma della circolarità divina del Cristianesimo, che si fissa e rincalza il simbolismo del Roveto Ardente che sempre brucia e mai si consuma, così come la Verginità di Colei che ha preso integrale parte nel mistero di Redenzione voluto dal Padre per mezzo del Figlio, tramite la Grazia dello Spirito Santo che ha coperto Maria Santissima.

    In questa splendida festività riecheggiano forti le parole di Sant’Andrea di Creta, vescovo, il quale così commenta l’Esaltazione:

    “Celebriamo la festa della Santa Croce, e così, insieme al Crocifisso, veniamo alzati e sublimati anche noi. Infatti ci distacchiamo dalla terra e dal peccato e saliamo verso le altezze. È tale e tanta la ricchezza della Croce che chi la possiede ha un vero tesoro. E la chiamo giustamente così, perché di nome e di fatto è il più prezioso di tutti i beni. È in Essa che risiede tutta la nostra salvezza. Essa è il mezzo e la Via per il ritorno allo stato originale. Se infatti non ci fosse stata la Croce, non ci sarebbe nemmeno Cristo crocifisso. Se non ci fosse la Croce, la vita non sarebbe stata affissa al legno. Se poi la Vita non fosse stata inchiodata al legno, dal Suo fianco non sarebbero sgorgate quelle sorgenti di immortalità, sangue e acqua, che purificano il mondo.”

    Da patibolo tetro e oscuro quindi, il simbolo della Croce diventa vessillo e trofeo di Dio, poiché con Essa fu vinto il diavolo e di conseguenza, dopo il diavolo, perì anche la morte: “ubi est, mors, stimulus tuus?” Fiaccata la potenza dell’Inferno – ricorda sempre Sant’Andrea di Creta – la Croce diventa la salvezza comune per tutto l’universo, nonostante le rimostranze di chi, come i giudei e i pagani, avrebbero voluto ergerlo per sempre ad icona di ludibrio. È lo stesso Apostolo delle genti a sottoscrivere il rovesciamento di questa malefica volontà, dimostrando che ciò che era scandalo per i giudei, per i pagani, per i greci, fino ad arrivare ai giorni nostri in cui i cialtroni libertari definiscono umiliazione e indegnità, è la nostra Gloria.
    Quel reietto di uomo moderno, sempre in preda alla frenesia di riformare, di inventare e di conquistare il mito del progresso che s’impernia come un vortice di cui si conosce l’inizio ma mai la fine, ebbene esso denigra la Croce in quanto “uomo che non conosce patire”, indisposto al ben che minimo sacrificio cerca di innalzare sempre più la Torre di Babele, crogiolando fra le sue disperazioni e le sue gioie, i suoi piaceri e i suoi dolori. Una vita che non è vita ed una morte di cui non si comprende il senso e il seguito, così sarà costretto a vivere l’uomo che non riconosce nella Santa Croce il Tutto, nonché la dimostrazione che nascita e morte sono un’illusione, l’illusione di chi non ha ancora abbracciato interamente Dio. La vita funge dunque da spazio in cui ogni opera deve essere protesa verso Dio, perché se è vero che essa è un’illusione, è pur vero anche che qui in terra conta solo ciò che si fa per Dio.
    “Oh!, se noi non avessimo altro da fare che lodare il Signore, nostro Dio, con tutto il cuore e con tutta la nostra voce – è esclamato ne “L’imitazione di Cristo – Oh!, se tu non avessi mai bisogno di mangiare, di bere, di dormire; e potessi invece, lodare di continuo il Signore, e occuparti soltanto delle cose dello spirito. Allora saresti più felice di adesso, che sei al servizio del tuo corpo per varie necessità. E volesse il Cielo che non ci fossero, queste necessità, e ci fossero soltanto i pasti spirituali dell’anima, che purtroppo gustiamo ben di rado.”

    In tutte queste speranze, in queste suppliche compunte che provengono dal grido dell’autore di questa grande opera, s’intravede il punto centrale che solo può dar vita alla perseveranza e al coraggio di patire per amore di Cristo: l’abbraccio virgineo della Croce, non solo guardandola da lontano, come qualcosa di inaccessibile e fuori portata, ma baciandola e poi salendola restituendo il nulla che siamo noi e il mondo, al tutto che è Dio, oltre il quale non è nulla.
    Schifa, o uomo, il contagio esiziale del mondo moderno, del modello di chiesa che vogliono proporti, per il quale ci si potrebbe salvare anche senza issarsi fino al vertice della Croce! Se non si muore prima di morire si sprofonderà nell’abisso più tremendo. Se non si raggiungerà una piena consapevolezza che nulla siamo e che nulla è il mondo non saremo mai cristiani. Non impantaniamoci nelle paludi offerteci dal Princeps huius mundi, che obnubila menti e cuori personificando una “salvezza a portata di mano”, uno sconto sulle nostre miserie. La Misericordia appartiene solo a Dio e non fa sconti a chi pecca pur sapendo, a chi esaspera la Bontà Sua sbeffeggiando il divin perdono. Non si presuma di poter fare a meno del passaggio che uccide l’uomo vecchio per lasciar spazio all’uomo nuovo, attraverso il Sacrificio che unicamente ha permesso e riaperto l’accesso al Paradiso.
    Cristo volontariamente inzuppò il mondo del Suo Sangue, al fine di rendere indelebile la Sua orma terribile, purpurea, fino all’ultima pietra e all’ultimo astro brillante nel cielo.

    La mortificazione è l’assioma principale per rendere testimonianza alla Croce, affinché l’uomo possa vivere senza nulla immondare in questo pellegrinaggio, passandovi come un’ombra. L’intransigenza con noi stessi e la carità verso gli altri diventano così i prodromi da cui il cristiano deve imparare a fustigare se stesso, abbattendo tutto ciò che di erroneo esiste in lui. Sempre volto verso quel legno composto dalla verticalità e dall’orizzontalità, egli potrà riflettere sul Cristo che muore uccidendo se stesso, perdonando e salendo sulla cattedra del patibolo per lasciare al mondo il ricambio per quell’atroce morte: la Sua Santa Madre e la fonte di Acqua Viva che sgorga dal Santo Costato trafitto, mescolatasi con il Divin Sangue.





    La Madre, straziata e pugnalata da quella spada che le trapassa l’anima, osserva sotto la Croce l’agonia del Suo Figlio intento a compiere gli ultimi miracoli terreni; Ella recepisce e rimane sottomessa alla docenza del Maestro, il quale sceglie, regalmente, di porgere Lei queste parole: “Donna, ecco il tuo figlio“. A tale stregua San Bernardo, la “muraglia inespugnabile che regge la Chiesa”, secondo la definizione attribuitagli da Papa Innocenzo III, fa notare lo struggente scambio a cui è sottoposta Maria: il servo al posto del Signore, il discepolo al posto del Maestro, il figlio di Zebedeo al posto del Figlio di Dio, un semplice uomo al posto del Figlio di Dio. Quell’uomo che rappresenta la sequela di Cristo, ovvero noi cristiani, è consegnato a Maria al posto del Suo dilettissimo Figlio.
    Per questo motivo è perentoria la partecipazione della Madonna alla morte di Gesù, nel quale si statuisce il primo ed unico martirio dello Spirito. Se il costato non trafigge più l’anima del Figlio poiché ormai spirato, essa conficca nel cuore della Madre la profezia di Simeone concretizzatasi nella Passione del Figlio. L’anima di Cristo non era più, ma quella della Madre non poteva staccarsi e venne sostituita a quella di Cristo, ragion per cui la forza di quel dolore trapassò l’anima di Maria.

    La Santa Vergine accettò dunque, con la medesima umiltà che rappresentò ogni secondo della Sua vita, la volontà del Figliuolo deciso a nascondere la propria divinità, per diventare fonte di scherno per i crocifissori, ma duratura ed eterna Salvezza per coloro che in Lui solo sperano e per Lui solo vivono e muoiono. In proposito interviene sommamente Sant’Agostino commentando il Vangelo di San Giovanni:
    “Colui che appariva come uomo, nascondeva la sua divinità: l’umanità visibile accettava le sofferenze della passione, che la divinità nascosta disponeva in tutti i particolari. Vide dunque che si era compiuto tutto ciò che doveva accadere prima di prendere l’aceto e di rendere lo spirito; e affinché si adempisse anche la Scrittura che aveva predetto:Nella mia sete mi hanno fatto bere aceto (Sal 68, 22), disse: Ho sete: come a dire: Fate anche questo, datemi ciò che voi siete. I Giudei stessi erano aceto, essi che avevano degenerato dal buon vino dei patriarchi e dei profeti; e il loro cuore era come la spugna, piena di cavità tortuose e subdole, spugna imbevuta dell’iniquità di questo mondo, attinta come da un vaso ricolmo. E l’issopo, sopra il quale posero la spugna imbevuta d’aceto, è un’umile pianta dotata di virtù purgative, immagine dell’umiltà di Cristo, che i Giudei avevano insidiato e credevano di aver eliminato. Ecco perché il salmo dice: Purificami con issopo e sarò mondo (Sal 50, 9). Noi veniamo purificati dall’umiltà di Cristo: se egli non si fosse umiliato facendosi obbediente fino alla morte di croce (cf. Fil 2, 8), il suo sangue non sarebbe stato versato per la remissione dei peccati, cioè per la nostra purificazione.”

    San Tommaso parla di “convenienza somma” nella morte di Gesù avvenuta in Croce, poiché l’innalzamento da terra purifica anche l’aria e prepara noi stessi per la scala del Cielo.
    Addentrandoci nella condizione presente non si può non pensare alla preparazione che il simbolo della Croce offre, e tutto ciò che da esso ne consegue.
    Un gravissimo problema di cui è certamente necessario preoccuparsi, senza correre il rischio di doversi anche ripetere all’infinito, è circoscritto nell’ambito del cattolicesimo oggi inteso dai più. Il fastidio che la Croce procura al mondo – che spesso si è predisposto per fare la sua parte anti-cristiana – è assimilato in egual modo dai cattolici, persino quelli che dovrebbero insegnare ed occuparsi della salus animarum.
    Il Sacrificio di Cristo è stato totalmente rimosso, a volte pare pure rinnegato, in seguito alla riforma liturgica attuata da Paolo VI. Si potrà dire tutto ciò che si vuole a riguardo, e come sappiamo il discorso è sicuramente complesso, tuttavia è palese che l’aspetto espiatorio è totalmente cancellato.
    (...)
    Continuiamo dunque ad essere fedeli alla Sacra Croce, come da sempre il popolo cristiano è stato, cantando nei secoli “Vexilla Regis prodeunt, Fulget Crucis mysterium. Qua vita mortem pertulit, et morte vitam protulit.”
    Ricorda sempre Sant’Agostino come ciò che fu pensato quale simbolo sprezzante, diviene in pochissimo tempo onore e glorie di ornamenti dorati sulle corone dei Re, enorme destino di chi ha vinto il mondo per vivere nella Dimora eterna di Dio.

    Ma tornando e chiudendo sulla ricorrenza prettamente legata a quella di ieri, che è seguita oggi, per l’ineludibile centripetazione che coesiste fra la Passione del Figlio e i dolori della Madre, è bene soffermarsi brevemente sul significato della spada che trafigge il cuore.
    Consapevoli che l’Addolorata è rappresentata con le 7 spade traforanti come conseguenza dei 7 dolori – già di per sé importante simbolismo numerico, su cui purtroppo però, per ovvie ragioni di spazio, è impossibile soffermarsi – è bene sapere in primo luogo che il cuore corrisponde simbolicamente alla sede del sacro, dello Spirito, all’interno dell’uomo; non a caso è spesso associato al calice in quanto ricettacolo del Sangue di Cristo. Ovviamente una tale corrispondenza è lampante nella figura della Vergine Maria, la quale è propriamente definita:
    Vas spirituale – Vas honorabile- Vas insigne devotionis, alludendo a Maria quale vaso-grembo in cui si è manifestata la Divinità. Maria diviene, per inciso, un calice vivente, che contiene il Sangue e l’essenza spirituale di Cristo.
    La spada, da par suo, simboleggia fondamentalmente la croce, soprattutto nel suo significato metafisico di luogo in cui si risolvono tutte le opposizioni determinate dall’asse verticale e dall’asse orizzontale, che vanno a formare per l’appunto una croce. Inoltre, va specificato che allo Spirito chiuso nella prigione impostagli dal corpo, è da riferirsi il detto “uccidi il vivente”. Ne segue la metafora dell’abbattere, del percuotere, del far cadere, del ferire; e la “forza” che agisce in questa fase, prende per simbolo ogni strumento atto a produrre una ferita, in particolare spada e lancia.
    Per cui il cuore-vaso che viene trafitto dalla spada-croce, in termini metafisici, corrisponde al potere di conoscenza spirituale che è dato dalla “purificazione del cuore”. Epperò tale simbolismo è sublimato nell’Addolorata, infatti è del Cuore Immacolato di Maria che stiamo parlando, dal quale, trafitto dalla Mistica Celeste, libera il Santo Spirito di Dio e scaturisce la Sophia, la Divina Sapienza per eccellenza: Sedes Sapientiæ, divenendo appunto Madre dell’Incarnata Sapienza. Potremmo azzardare e definire l’Addolorata come la sublime raffiguarazione della Sapienza di Dio.


    Contempliamo dunque il grande mistero della Morte del Figlio assieme alla mistica Morte della Vergine Maria, sotto il peso di quella Croce grondante di Sangue che si trasfigura in Croce di luce e di gloria, cantando contritamente e con le lacrime del cuore l’Antifona odierna al Benedictus: “Super ómnia * ligna cedrórum tu sola excélsior, in qua Vita mundi pepéndit, in qua Christus triumphávit, et mors mortem superávit in ætérnum.”."









    “16 settembre 2016
    Nicomede, santo, martire di Roma, i resti sono nella Confessione di S. Prassede all’Esquilino. Precedentemente era venerato in una basilica costruita da Bonifacio V (619-25). Non si conosce l’anno della traslazione avvenuta dopo il restauro della sua tomba operato da Adriano I (772-95).
    M.R.: 15 settembre - A Roma, sulla via Nomentana, il natale del beato Nicomede, Prete e Martire, il quale, rispondendo a quelli che lo costringevano a sacrificare agli idoli: "Io non sacrifico che a Dio onnipotente, regnante nei cieli", fu battuto lunghissimamente con flagelli piombati, e in quel tormento passò al Signore. [ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]”


    Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore
    “Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.
    Eterno Padre, intendo onorare San Valeriano Martire di Tournus, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima, per i meriti di questo santo, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, San Valeriano Martire di Tournus possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”












    15 Settembre - Beata Vergine Maria Addolorata


    I SETTE DOLORI di MARIA

    La Madre di Dio rivelò a Santa Brigida che, chiunque reciti sette "Ave Maria" al giorno meditando sui suoi dolori e sulle sue lacrime e diffonda questa devozione, godrà dei seguenti benefici:

    La pace in famiglia.

    L’illuminazione circa i misteri divini.

    L'accoglimento e la soddisfazione di tutte le richieste purché siano secondo la volontà di Dio e per la salvezza della sua anima.

    La gioia eterna in Gesù e in Maria.




    PRIMO DOLORE: La rivelazione di Simeone

    Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima» (Lc 2, 34-35).

    Ave Maria...

    SECONDO DOLORE: La fuga in Egitto

    Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo». Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto.
    (Mt 2, 13-14)

    Ave Maria...

    TERZO DOLORE: Lo smarrimento di Gesù nel Tempio

    Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo».
    (Lc 2, 43-44, 46, 48).

    Ave Maria...

    QUARTO DOLORE: L'incontro con Gesù sulla via del Calvario

    Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c’è un dolore simile al mio dolore. (Lm 1, 12). «Gesù vide sua Madre lì presente» (Gv 19, 26).

    Ave Maria...

    QUINTO DOLORE: La crocifissione e la morte di Gesù.

    Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero Lui e i due malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. Pilato compose anche l'iscrizione e la fece porre sulla Croce; vi era scritto "Gesù il Nazareno, il re del Giudei" (Lc 23,33; Gv 19,19). E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: "Tutto è compiuto!" E, chinato il capo, spirò. (Gv 19,30)

    Ave Maria...

    SESTO DOLORE: La deposizione di Gesù tra le braccia di Maria

    Giuseppe d'Arimatèa, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui il regno di Dio, andò coraggiosamente da Pilato per chiedere il corpo di Gesù. Egli allora, comprato un lenzuolo, lo calò giù dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l'entrata del sepolcro. Intanto Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano ad osservare dove veniva deposto. (Mc 15, 43, 46-47).

    Ave Maria...

    SETTIMO DOLORE: La sepoltura di Gesù e la solitudine di Maria

    Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Magdàla. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. (Gv 19, 25-27).

    Ave Maria...




    NOVENA DEI SETTE DOLORI DI MARIA ADDOLORATA
    1. Regina dei Martiri, addolorata Maria, per lo sconcerto e il dolore che ti afferrarono quando ti fu predetta da Simeone la passione e morte di tuo Figlio, ti supplico affinché mi sia concessa la conoscenza esatta dei miei peccati e la volontà ferma di non più peccare. Ave Maria...

    2. Regina dei Martiri, addolorata Maria, per il dolore che avesti quando ti fu annunziata dall'Angelo la persecuzione di Erode e la fuga in Egitto, ti supplico affinché mi sia dato sollecito aiuto per superare gli assalti del Nemico e fortezza presta per sfuggire il peccato. Ave Maria...

    3. Regina dei Martiri, addolorata Maria, per il dolore che ti annichilì quando smarristi nel Tempio tuo Figlio e per tre giorni instancabile lo cercasti, ti supplico affinché io non abbia mai a perdere la grazia di Dio e la perseveranza nel Suo servizio. Ave Maria ...

    4. Regina dei Martiri, addolorata Maria, per il dolore che sentisti quando ti fu recata la notizia della cattura e delle torture inflitte a vostro Figlio, ti supplico affinché mi sia concesso il perdono del male fatto e pronta risposta alle chiamate di Dio. Ave Maria...

    5. Regina dei Martiri, addolorata Maria, per il dolore che ti sorprese quando incontrasti sulla strada del Calvario il tuo Figlio insanguinato, ti supplico affinché io abbia fortezza bastante per sopportare le avversità e per riconoscere in tutti gli eventi le disposizioni di Dio. Ave Maria...

    6. Regina dei Martiri, addolorata Maria, per il dolore che provasti alla Crocifissione di tuo Figlio, ti supplico affinché io possa ricevere nel giorno della morte i santi Sacramenti e deporre nelle tue amorose braccia l'anima mia. Ave Maria...

    7. Regina dei Martiri, addolorata Maria, per il dolore che ti sommerse quando vedesti morto e poi sepolto tuo Figlio, ti supplico affinché io mi distacchi da ogni piacere terreno e brami di venire a lodarti per sempre in Cielo. Ave Maria...

    Preghiamo:
    O Dio, che, per redimere il genere umano sedotto dall'inganno del maligno, hai associato alla passione del tuo Figlio la Madre addolorata, fa' che tutti i figli di Adamo, risanati dagli effetti devastanti della colpa siano partecipi della creazione rinnovata in Cristo redentore. Egli è Dio e vive e regna con Te nell'unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.



    PREGHIERA A MARIA ADDOLORATA
    Regina dei martiri, che sostenesti i più atroci dolori e compisti nel tuo cuore il più eroico dei sacrifici, io voglio unire le mie pene alle tue.
    Vorrei essere vicina a te come san Giovanni e le pie donne per consolarti della perdita del tuo Gesù. Purtroppo riconosco che anch'io con i miei peccati sono stato causa della morte del tuo Figlio diletto.
    Ti chiedo perdono, o madre addolorata. Accetta in riparazione l'offerta che io ti faccio di me stesso, e il proposito di volerti sempre amare per l' avvenire.
    Metto nelle tue mani tutta la mia vita; fa' che io possa farti amare anche da tante anime che vivono lontane del tuo Cuore materno. Amen. e


    LITANIE A MARIA ADDOLORATA

    Santa Maria, prega per noi
    Santa Madre di Dio, prega per noi
    Santa Vergine delle Vergini, prega per noi
    Madre del Crocifisso, prega per noi
    Madre dolorosa, prega per noi
    Madre lacrimosa, prega per noi
    Madre afflitta, prega per noi
    Madre derelitta, prega per noi
    Madre desolata, prega per noi
    Madre del figlio privata, prega per noi
    Madre dalla spada trafitta, prega per noi
    Madre nei travagli immersa, prega per noi
    Madre di angustie ripiena, prega per noi
    Madre col cuore alla croce confitta, prega per noi
    Madre mestissima, prega per noi
    Fonte di lacrime, prega per noi
    Cumulo di patimenti, prega per noi
    Specchio di pazienza, prega per noi
    Rupe di costanza, prega per noi
    Ancora di confidenza, prega per noi
    Rifugio dei derelitti, prega per noi
    Difesa degli oppressi, prega per noi
    Rifugio degli increduli, prega per noi
    Sollievo dei miseri, prega per noi
    Medicina dei languenti, prega per noi
    Forza dei deboli, prega per noi
    Porto dei naufraghi, prega per noi
    Quiete nelle procelle, prega per noi
    Ricorso dei piangenti, prega per noi
    Terrore dei demoni, prega per noi
    Tesoro dei fedeli, prega per noi
    Luce dei profeti, prega per noi
    Guida degli apostoli, prega per noi
    Corona dei martiri, prega per noi
    Sostegno dei confessori, prega per noi
    Perla delle vergini, prega per noi
    Consolazione delle vedove, prega per noi
    Madre degli orfani, prega per noi
    Letizia di tutti i santi, prega per noi

    Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, perdonaci Signore
    Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, esaudisci Signore.
    Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi

    Preghiamo:

    O Dio, tu hai voluto che la vita della Vergine fosse segnata dal mistero del dolore, concedici, ti preghiamo, di camminare con lei sulla via della fede e di unire le nostre sofferenze alla passione di Cristo perché diventino occasione di grazia e strumento di salvezza. Per Cristo Nostro Signore. Amen."


    CORONA DEI SETTE DOLORI DELLA BEATA VERGINE ADDOLORATA

    “CORONA DEI SETTE DOLORI DELLA BEATA VERGINE ADDOLORATA
    O Dio, vieni a salvarmi, Signore, vieni presto in mio aiuto.
    Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo Come era nel principio, ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.”







    https://forum.termometropolitico.it/...ine-maria.html
    15 settembre - Festa dei Sette Dolori della Beatissima Vergine Maria
    https://forum.termometropolitico.it/...-di-maria.html
    Fiori sull'altare di Maria Santissima Madre di Dio durante l'Ottava della Natività






    Luca, Sursum Corda!



    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

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    Lightbulb Re: Fiori sull'altare di Maria Santissima Madre di Dio durante l'Ottava della Nativit

    24 settembre 2016: Beata Vergine Maria della Mercede…





    B. Vergine della Mercede - Sodalitium
    “24 settembre, Beata Vergine della Mercede.
    Salve o Maria, Madre purissima della Mercede, fonte perenne da cui derivano a noi le grazie del Signore, esempio di virtù da cui le nostre anime apprendono la loro perfezione. Il tuo nome risuona festoso in cielo ed in terra ed è per tutti luce e splendore che rischiara santamente l’intelletto, fortezza che rende invincibile il cuore contro gli assalti nemici. Tu sei rifugio dei cristiani e sei ancora la padrona dei loro affetti, dei loro pensieri. Tu per liberare i fedeli dalle catene dei maomettani discendesti dal cielo. Per questo tutto il mondo riconoscente ti acclama sua dolce consolatrice. O Vergine Santa, poiché ti sei compiaciuta di unire alla suprema dignità di Madre di Dio e degli uomini, il nome e l’ufficio pietoso di Madre e Redentrice degli schiavi, degnati di stendere il tuo manto benedetto su di noi, devoti di sì caro nome e su tutti i cristiani vivi e defunti, affinché salvati dalla tua materna protezione da quanti mali ci affliggono, veniamo a rallegrarci con te eternamente nel gaudio del Signore. Così sia.”










    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 24 settembre. Madonna della Mercede
    http://www.unavoce-ve.it/pg-24set.htm
    “24 SETTEMBRE 2016: NOSTRA SIGNORA DELLA MERCEDE - SABATO DELLE QUATTRO TEMPORA DI SETTEMBRE.
    Forza e dolcezza.
    Settembre termina con la lettura, nell'Ufficio del tempo, dei libri di Giuditta e di Ester. Ester e Giuditta, liberatrici gloriose, sono figura di Maria, la nascita della quale illumina tutto il mese di un fulgore così puro, che il mondo ha già sperimentato utile.
    Adonai, Signore, tu sei grande; ti ammiro, o Dio, che rimetti la salvezza nelle mani della donna (Antifona del Magnificat ai primi Vespri della IV domenica di settembre). La Chiesa inizia così la storia dell'eroina che salvò Betulia con la spada, mentre, per strappare il suo popolo dalla morte, la nipote di Mardocheo adoperò soltanto fascino e preghiere. Dolcezza dell'una, valore nell'altra, bellezza in tutte e due; ma la Regina, che si è scelto il Re dei re, tutto eclissa con la sua perfezione senza rivali e la festa di oggi è un monumento della potenza che spiega per liberare, a sua volta, i suoi.
    La schiavitù.
    L'impero della Mezzaluna non cresceva più. In declino in Spagna, fermato in Oriente dal regno latino di Gerusalemme, nel secolo XII, lo si vide cercare nella pirateria gli schiavi che le conquiste non fornivano più. Ormai poco molestata dalla Crociata, l'Africa saracena corse i mari, per rifornire il mercato mussulmano. L'anima freme al pensiero di innumerevoli sventurati di ogni condizione, di ogni sesso, di ogni età, strappati alle regioni costiere dei paesi cristiani, o catturati sui flutti, e distribuiti negli Harem o nelle galere. Ma, nel segreto delle prigioni senza storia, Dio non fu meno onorato che nelle lotte degli antichi martiri, perché eroismi ammirabili riempirono il mondo della loro fama e, dopo dodici secoli, sotto gli occhi degli angeli, Maria aprì nel dominio della carità orizzonti nuovi nei quali i cristiani rimasti liberi, votandosi al soccorso dei fratelli avrebbero dato prova di eroismi ancora sconosciuti. Non vi è qui una ragione della presenza del male passeggero di questa terra? Sarebbe senza di esso meno bello il cielo, che deve durare eternamente.
    Gli Ordini per il riscatto degli schiavi.
    L'Ordine della Mercede, a differenza di quello della SS. Trinità, che l'aveva preceduto di 20 anni, fondato in pieno campo di battaglia contro i Mori, ebbe alla sua origine più cavalieri che sacerdoti. Fu chiamato Ordine reale, militare e religioso della Madonna della Mercede per la redenzione degli schiavi e i suoi sacerdoti attendevano all'Ufficio corale nelle Commende dell'Ordine, mentre i cavalieri sorvegliavano le coste e adempivano la missione rischiosa del riscatto dei prigionieri cristiani. San Pietro Nolasco fu il primo Commendatore o Maestro Generale dell'Ordine e quando furono trovati i suoi resti lo si trovò ancora armato di corazza e di spada.
    Leggiamo le righe che seguono, nelle quali la Chiesa, ricordando fatti noti, ci dà oggi il suo pensiero (Festa dei santi Pietro Nolasco e Raimondo di Pegnafort, 28 e 23 gennaio).

    Quando il giogo Saraceno pesava sulla parte più grande e più bella della Spagna, mentre innumerevoli infelici, in una spaventevole schiavitù, erano esposti al pericolo continuo di rinnegare la fede e di dimenticare la loro eterna salvezza, la Beata Regina del cielo, rimediando nella sua bontà a tanti mali, rivelò la sua grande carità, per riscattare i suoi figli. Apparve a san Pietro Nolasco, che pari alla ricchezza aveva la fede e che, nelle sue meditazioni davanti a Dio, pensava continuamente al modo di portare aiuto ai molti cristiani prigionieri dei Mori. Dolce e benigna, la Beata Vergine si degnò dirgli che, insieme con il suo Figlio, avrebbe gradito la fondazione di un Ordine religioso, che avesse lo scopo di liberare i prigionieri dalla tirannia dei Turchi e, incoraggiato da questa visione, l'uomo di Dio si pose all'opera con un ardore di carità che sarebbe impossibile descrivere ed ebbe da quel momento un solo pensiero: consacrare sé e l'Ordine che avrebbe fondato all'altissima missione di carità di rischiare la vita per i suoi amici e per il prossimo.
    Nella stessa notte la Vergine Santissima si era manifestata al beato Raimondo da Pegnafort e al re Giacomo di Aragona, rivelando anche ad essi il suo desiderio e pregandoli di impegnarsi in un'opera così importante. Pietro corse tosto ai piedi di Raimondo, suo confessore, per esporgli ogni cosa. Lo trovò già preparato da Dio e si affidò alla sua direzione. Intervenne allora il re Giacomo, onorato egli pure della visione della Beata Vergine e risoluto di realizzare il desiderio da Lei manifestato. Dopo averne trattato insieme, in perfetto accordo, si dedicarono alla fondazione dell'Ordine in onore della Beata Vergine, che avrebbero intitolato con il nome di Santa Maria della Mercede per la Redenzione degli schiavi.
    Il 10 agosto dell'anno del Signore 1218, il re Giacomo pose in opera il progetto già maturato dai santi personaggi e i religiosi si obbligavano con un quarto voto a restare ostaggio presso le potenze pagane, se si fosse reso necessario per liberare i cristiani. Il Re concedette che i religiosi portassero sul proprio petto le sue insegne ed ebbe cura di ottenere da Gregorio IX la conferma dell'Ordine religioso, che si proponeva così grande carità verso il prossimo. Dio stesso, per mezzo della Beata Vergine, diede all'opera tale sviluppo che fu presto nota nel mondo intero ed ebbe molti membri insigni per santità, pietà e carità e, raccogliendo le offerte dei fedeli di Cristo e impiegandole nel riscatto del prossimo, offrendo spesso per il riscatto sé stessi, liberarono molti. Era doveroso rendere grazie a Dio e alla Vergine Madre per una istituzione così bella e per tanti benefici operati e la Sede Apostolica, con i mille privilegi concessi all'Ordine, accordò la celebrazione di questa festa particolare e il suo Ufficio.

    La Vergine liberatrice.
    Sii benedetta, tu, onore del nostro popolo e nostra gioia (Gdt 15,10). Nel giorno della tua Assunzione gloriosa era bello per noi vederti salire a prendere il titolo di Regina (Est 4,14) e la storia dell'umanità è piena dei tuoi interventi misericordiosi. Si contano a milioni quelli cui tu hai spezzato le catene, i prigionieri da te strappati all'inferno dei Saraceni, vestibolo dell'inferno di Satana. In questo mondo, che gioisce al ricordo recentemente rinnovato della tua nascita, il tuo sorriso bastò sempre a dissipare le nubi e ad asciugare il pianto. Quanti dolori tuttavia sono ancora su questa terra sulla quale nei giorni della tua vita terrena anche tu hai voluto gustare a lungo il calice della sofferenza! Dolori che santificano, dolori per qualcuno fecondi ma, purtroppo anche dolori sterili, dannosi, di sventurati che l'ingiustizia sociale inasprisce, per i quali la schiavitù dell'officina, lo sfruttamento multiforme del più forte sul debole appaiono peggiore della schiavitù in Algeria o a Tunisi. Tu sola, o Maria, puoi spezzare questi legami inestricabili coi quali l'ironia del principe del mondo incatena una società che ha portato allo sbandamento in nome della libertà, dell'eguaglianza. Degnati intervenire; mostra che tu sei Regina. Tutta la terra, l'umanità, ti dice, come Mardocheo a colei ch'egli aveva nutrito: Parla al re per noi, liberaci dalla morte (Est 15,1-3).
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1104-1106.”






    Radio Spada
    http://www.radiospada.org/
    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale

    “24 SETTEMBRE 2016: NOSTRA SIGNORA DELLA MERCEDE - SABATO DELLE QUATTRO TEMPORA DI SETTEMBRE.








    Le Quattro Tempora di settembre | Radio Spada
    http://www.radiospada.org/2016/09/le...-di-settembre/




    “Il 24 settembre 366 muore Papa Liberio di venerata memoria, Sommo Pontefice”
    “Il 24 settembre1143 muore Papa Innocenzo II Papareschi, Sommo Pontefice”






    Carlo Di Pietro - Giornalista e Scrittore
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.

    Eterno Padre, intendo onorare le sante Vergini Aurélia e Neomisia, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi avete loro elargito.
    Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di queste sante, ed a loro affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, le sante Vergini Aurélia e Neomisia possano essere mie avvocate e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”


















    "24 Settembre -Beata Vergine Maria della Mercede
    http://www.preghiereperlafamiglia.it...la-mercede.htm

    24 SETTEMBRE
    BEATA VERGINE MARIA DELLA MERCEDE

    Tra le famiglie religiose dedicate alla Madre di Cristo, vi è l'Ordine della beata Vergine Maria della mercede (Misericordia), fondato a Barcellona nel 1218, per la redenzione dei cristiani prigionieri, da san Pietro Nolasco (†1256) con la collaborazione di san Raimondo di Peñafort (†1275} e di Giacomo I († 1276), re di Aragona. La beata Vergine sotto il titolo «della mercede» è venerata soprattutto in Aragona e in Catalogna, come pure in numerose regioni dell'America Latina. La fondazione dell'Ordine Mercedario, fu ispirata a S. Pietro Nolasco da Maria: i Mercedari, fissando la loro attenzione su Maria, le hanno attribuito il titolo della Mercede o della Misericordia perché, come diceva Alfonso X il Savio: "Redimere gli schiavi è opera di grande Merced ", ossia di Misericordia. E' un Ordine religioso profondamente inserito nella vita della Chiesa che opera soprattutto là dove è necessario portare la liberazione redentrice del Vangelo, dove l'uomo viene sfruttato e oppresso, dove la sua fede e la sua dignità di persona sono in pericolo. L' Ordine è composto di sacerdoti e di fratelli cooperatori che vivono la stessa vita religiosa.





    PREGHIERA ALLA BEATA MARIA DELLA MERCEDE

    O Vergine Santissima della Mercede, Tu che per pietà verso i miseri schiavi cristiani, scendesti dal Cielo, ingiungendo a S. Pietro Nolasco di fondare un Ordine religioso che, con voto eroico, attendesse alla loro liberazione, deh! ti muova a pietà lo stato di tanti che giacciono sotto la più dura schiavitù, quella del peccato. Liberali, o Vergine Santa, e concedi loro la libertà dei figli di Dio! Minacciati, come siamo, dalla stessa schiavitù, anche per noi risplenda la tua pietà, o Vergine Santissima della Mercede! Tu che conosci l'insufficienza nostra nelle dure lotte contro il comune nemico, accorri in nostro aiuto, rinsalda le nostre vacillanti volontà, donaci la vittoria. Su Te, Madre nostra Santissima, sono riposte le nostre speranze. Da Te ci aspettiamo il trionfo finale per raggiungere il Paradiso e sciogliere un cantico di gloria e di ringraziamento a Te che ne sei la Regina. Amen.





    PREGHIERA A MARIA SS. DELLA MERCEDE

    Salve o Maria, Madre purissima della Mercede, fonte perenne da cui derivano a noi le grazie del Signore, esempio di virtù da cui le nostre anime apprendono la loro perfezione. Il tuo nome risuona festoso in cielo ed in terra ed è per tutti luce e splendore che rischiara santamente l’intelletto, fortezza che rende invincibile il cuore contro gli assalti nemici. Tu sei rifugio dei cristiani e sei ancora la padrona dei loro affetti, dei loro pensieri. Tu per liberare i fedeli dalle catene dei maomettani discendesti dal cielo. Per questo tutto il mondo riconoscente ti acclama sua dolce consolatrice. O Vergine Santa, poiché ti sei compiaciuta di unire alla suprema dignità di Madre di Dio e degli uomini, il nome e l’ufficio pietoso di Madre e Redentrice degli schiavi, degnati di stendere il tuo manto benedetto su di noi, devoti di sì caro nome e su tutti i cristiani vivi e defunti, affinché salvati dalla tua materna protezione da quanti mali ci affliggono, veniamo a rallegrarci con te eternamente nel gaudio del Signore. Amen




    ATTO DI CONSACRAZIONE DELLA FAMIGLIA A MARIA SS. DELLA MERCEDE
    Dègnati, o dolcissima Vergine della Mercede, di visitare con il tuo divin Figlio, questa casa che da oggi in poi è tua; e ricolma i fortunati tuoi figli che vi abitano delle celesti grazie e dei singolari favori che costantemente concedi alle famiglie consacrate al tuo tenero cuore di Madre.
    Tu stessa, o Sovrana Redentrice degli schiavi, hai manifestato che desideri e vuoi regnare nelle famiglie. Perciò questa famiglia tutta, ascoltando la tua voce, risponde premurosa alla tua chiamata e contrariamente all’abbandono e all’indifferenza di tante famiglie, ti proclama, o carissima Madre della Mercede, sua amabile Regina e ti consacra interamente le sue gioie, le sue fatiche, le sue tristezze, il suo presente ed il suo avvenire.
    Benedici dunque i presenti, benedici gli assenti, benedici anche o amorosa Madre, i nostri cari defunti. Prendi dimora in questa tua casa, te ne supplichiamo per gli acerbissimi dolori che soffristi ai piedi della croce; stabilisci in essa il tuo dolce regno ed il dominio della tua carità e del tuo amore, della tua bontà e delle tue misericordie.
    Vieni, o Signora, e regna in questa casa; vieni e comanda in essa come Madre, come Regina, come Padrona. Tutto qui è tuo, tutto ti appartiene.
    Allontana tutto ciò che ti disgusta, correggi tutti i difetti che vedi in essa, ispira in essa l’amore casto e l’osservanza delle sante leggi, infondi in tutti i suoi membri lo spirito di fede e di pietà, di fortezza e di purezza.
    Fa, o Signora, che la mansuetudine, la pazienza, l’umiltà, il distacco ed il disprezzo per le folli vanità, e tutte le altre virtù che furono tue prerogative, formino anche la delizia di questa famiglia.
    Aprici, o Signora, il tuo dolce manto di Madre e come in un’arca di salvezza custodisci sotto di esso tutti i componenti di questa famiglia che sono tuoi fino alla vita eterna. Viva sempre amata, benedetta e glorificata tra noi la Vergine SS. della Mercede, unitamente al cuore vittorioso di Gesù. Amen






    PREGHIERA PER GLI STUDI E GLI ESAMI
    O Maria, Madre nostra della Mercede, Regina della Misericordia, illumina te ne prego, le tenebre della mia povera anima, corrobora la mia mente, ravviva la mia memoria, sciogli la mia lingua, affinchè io con facilità comprenda il vero che è raggio della tua luce, lo ritenga con fedeltà e lo esponga, con chiarezza.
    Mentre ti chiedo che possa raccogliere copioso frutto dei miei studi e superare le prove che mi attendono, con più intenso fervore ti supplico che tu mi dia la scienza dei Santi che è sapienza celeste.
    A noi giovani concedi di assaporare le gioie del conoscere in vista di un avvenire di ampia disponibilità ai fratelli.
    Fa che non predomini in noi, o Maria, la meschina preoccupazione della carriera, ma che aiutati dallo studio sui vasti problemi del mondo di oggi, possiamo adeguatamente prepararci a portare il nostro contributo per un avvenire migliore.
    A tutti concedi che la scuola diventi incontro di fratelli che si comunicano le ricchezze interiori in un clima di amicizia e di collaborazione.
    O Maria, Regina della Mercede, tu che sei Madre di Misericordia e Sede della Sapienza, prega per me lo Spirito Santo, perchè riempia la mia mente ed il mio cuore dei suoi divini splendori. Amen




    TRIDUO ALLA MADONNA DELLA MERCEDE PER OTTENERE UNA GRAZIA

    1° Giorno
    O Maria SS. della Mercede, Madre di Pietà e di Misericordia, questo tuo stesso titolo riempie il nostro cuore di illimitata fiducia nella tua materna protezione.
    Eccoci perciò prostrati ai tuoi piedi per chiedere umilmente il tuo aiuto nelle angustie che presentemente ci affliggono.
    Tu che fosti predestinata dal Signore a corredentrice del genere umano, che ci fosti assegnata per Madre dal tuo Figliolo morente, volgi gli sguardi tuoi pietosi su di noi, poveri figli di Eva, gementi per i dolori e per le calamità derivanti dal peccato dei nostri progenitori.
    Tu che fosti da esso esente e ora trionfi, Regina del cielo e della terra nella gloria celeste, ascolta i nostri gemiti, placa i nostri timori, lenisci le nostre pene, concedici la grazia per la quale ardentemente ora ti supplichiamo.
    Come tante volte soccorresti gli infelici schiavi, liberandoli spesso in modo prodigioso dalle loro catene e dai loro travagli e ridonandoli sani e salvi alle loro famiglie che per essi fecero a te ricorso e che per tua bontà riottennero l’unione e la pace, così soccorri ora anche noi nel presente bisogno, ridona la tranquillità al nostro cuore e alla nostra famiglia, e te ne saremo eternamente grati. Amen


    2° Giorno
    O Madre pietosa della Mercede che già nella tua vita terrena fosti piena di carità verso il prossimo così che generosamente affrontasti un lungo e disagiato viaggio per apportare alla cugina Elisabetta aiuto e sollievo nell’attesa della sua maternità, vieni ora anche in nostro soccorso, abbi pietà delle nostre pene specialmente per quella che presentemente così dolorosamente ci affligge.
    Come soccorresti tanti tuoi figli Religiosi liberandoli dalle insidie dei nemici e preservandoli dagli infortuni di mare e di terra durante i loro viaggi di redenzione; come liberasti tanti tuoi devoti da ansie e da pericoli dell’anima e del corpo, così vieni ora anche in nostro soccorso e ridonaci la sicurezza e la pace.
    E’ vero o Madre che non meritiamo di essere ascoltati per causa dei nostri peccati; è vero che ci siamo mostrati molte volte ingrati verso il Signore e verso di te; ma ora,
    con tutto il cuore proponiamo di fare di tutto per essere fedeli alla legge santa di Dio e dimostrare a te la nostra riconoscenza amandoti con affetto di figli e proclamandoti quale dolcissima, potentissima, generosissima Madre nostra. Amen


    3° Giorno
    O Vergine Santa della Mercede, che hai viscere di misericordia per tutti coloro che soffrono, che un giorno ti mostrasti così premurosa verso quella famiglia fortunata che ti accolse per le nozze di Canaan ed ottenesti che il tuo divin Figlio, col suo primo strepitoso miracolo, prevenisse lo smarrimento ed il disagio di quei vostri ospiti, noi ricorriamo a te nelle angustie in cui ci troviamo, sicuri che anche per noi la tua parola materna otterrà la grazia che attendiamo.
    Alle nostre preghiere uniamo l’intercessione dei tuoi diletti figli, San Pietro Nolasco, San Raimondo Nonnato e di tutti i Santi del tuo diletto Ordine della Mercede.
    Tu li proteggesti, li guidasti, li salvasti: proteggi e consola anche noi.
    Ottienici la grazia che chiediamo se è di giovamento alle anime nostre.
    Che se il Signore nella sua infinita misericordia e sapienza richiede da noi un sacrificio, fa che abbiamo la pazienza e la forza di attendere con fede quel compenso che Egli ha promesso ai suoi credenti e per cui i dolori ed i sacrifici stessi si risolvono anche su questa terra in benedizioni ed in giovamento per le nostre anime e per i nostri interessi della vita terrena, sì che da un male presente proviene un maggior bene futuro.
    Tutto da te speriamo o Madre ed in te riponiamo la nostra fiducia sicuri che non saremo delusi, e ci ripromettiamo di tornare preso ai tuoi piedi per ringraziarti e un giorno venirti a cantare la nostra riconoscenza nel cielo. Amen




    TRIDUO DI RINGRAZIAMENTO A MARIA SS. DELLA MERCEDE
    (recitare per tre giorni)

    O generosa, amorosissima Madre nostra della Mercede, venimmo a te tristi e preoccupati, esponendoti le pene che angosciavano il nostro cuore e le ansie che tribolavano le anime nostre; oggi ritorniamo commossi e lieti per ringraziarti con tutto il cuore della grazia che con la tua intercessione ci hai ottenuta.
    Tu ascoltasti le nostre suppliche, comprendesti le nostre pene, asciugasti le nostre lacrime; e noi fummo liberi dal male che ci travagliava nel corpo e dalle angustie che ci pesavano sull’anima.
    Per la tua materna intercessione il nostro cuore ha conseguito la pace, la nostra esistenza ha ritrovato la sicurezza nella fiducia in Dio, la nostra famiglia ha riacquistato la tranquillità e la pace.
    Grazie, o diletta Madre, grazie oggi e sempre.
    Avevamo tanta fiducia in te, ma la consapevolezza di nulla meritare a causa dei nostri peccati, ci rendeva dubbiosi della misericordia divina.
    Sei stata dunque tu, o generosa Vergine, che, nonostante la nostra indegnità sei venuta in nostro soccorso; sei stata tu a renderci benigna la giustizia di Dio; sei stata tu, alla cui parola materna la sua Onnipotenza, la sua Misericordia nulla può negare a intercedere per noi.
    Sì, o Madre cara, nel ringraziarti di tanto favore, sentiamo il dovere di non doverti essere ingrati.
    Tu soccorresti e liberasti i poveri schiavi dalle catene del corpo, perchè essi non ne venissero legati dai lacci dell’errore del peccato, e desideri che anche per noi i benefici e le grazie concesseci servano ad elevare le nostre anime e a fortificare la nostra fede e la nostra virtù.
    Hai ben ragione, Vergine benigna, perchè il tuo finale intento è che noi, liberi dalle catene che ci avvincono al mondo, alla carne ed a satana, possiamo raccoglierci un giorno tutti sotto il tuo manto in paradiso.
    Ebbene, noi oggi ai nostri ringraziamenti uniamo il proposito di vivere d’ora in poi da veri figli tuoi, coraggiosi assertori della nostra fede, devoti alla santa legge di Dio, dediti all’adempimento dei nostri doveri, misericordiosi verso i nostri fratelli.
    Aiutaci tu stessa nel mantenere questi nostri propositi; rendici perseveranti nel bene, e un giorno verremo ad unire le nostre lodi e ringraziamenti alle lodi e ai ringraziamenti degli Angeli e Santi del cielo. Amen"







    La Novena della Madonna Assunta
    Fiori sull'altare di Maria Santissima Madre di Dio durante l'Ottava della Natività


    8 settembre - Natività della Beata Vergine Maria

    https://forum.termometropolitico.it/...ine-maria.html
    12 settembre - SS. Nome di Maria Vergine
    15 settembre - Festa dei Sette Dolori della Beatissima Vergine Maria
    24 settembre - Beata Vergine Maria della Mercede








    Luca,
    Sursum Corda!




    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  5. #465
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    Lightbulb Re: Fiori sull'altare di Maria Santissima Madre di Dio durante l'Ottava della Nativit

    8 SETTEMBRE 2018: NATIVITÀ DELLA BEATA VERGINE MARIA…



    “8 SETTEMBRE NATIVITÀ DELLA BEATA VERGINE MARIA.”
    Guéranger, L'anno liturgico - Natività della Beata Vergine Maria
    http://www.unavoce-ve.it/pg-8set.htm





    https://militesvirginismariae.wordpress.com/
    https://militesvirginismariae.files....5/11/marie.jpg





    https://forum.termometropolitico.it/...ine-maria.html
    https://forum.termometropolitico.it/...ine-maria.html
    https://forum.termometropolitico.it/...tivita-47.html
    https://forum.termometropolitico.it/...l#post17308322
    “8 SETTEMBRE: NATIVITÀ DELLA BEATA VERGINE MARIA…
    12 SETTEMBRE: SANTISSIMO NOME DI MARIA…
    15 SETTEMBRE: BEATA VERGINE MARIA ADDOLORATA, Festa dei Sette Dolori della B. V. Maria...”



    Maria Bambina - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/maria-bambina/
    «8 settembre, Natività di Maria Santissima.

    Gloriosissima Vergine e clementissima Madre di Dio, Maria, eccomi prostrato ai tuoi santissimi piedi, come servo umile e tuo indegno devoto. Ti prego dal più profondo del mio cuore di degnarti di ricevere queste mie piccole lodi e fredde benedizioni che i offro con questa santa novena; sono preghiere che cercano di unirsi a quelle numerose e fervorose che gli Angeli e i Santi innalzano a te ogni giorno. In cambio ti supplico di concedermi che, come tu sei nata al mondo per essere Madre di Dio, rinasca anch’io alla Grazia per essere tuo figlio, in modo che amando te dopo Dio sopra ogni altra cosa creata e servendoti fedelmente sulla terra, possa un giorno venire a lodarti e benedirti per sempre in Cielo. Così sia.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...A0-maria-3.jpg
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...c0-300x198.jpg






    "Della Natività di Maria Vergine - Sodalitium"
    Della Natività di Maria Vergine - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/della-nativita-maria-vergine/
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...nt-213x300.jpg





    http://www.sodalitium.biz/wp-content...d-logosito.png


    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/




    https://www.agerecontra.it/2017/09/8...vergine-maria/



    “Perché i Cattolici Onorano la Beata Vergine Maria
    Perché i Cattolici Onorano la Beata Vergine Maria
    http://www.cmri.org/ital-94prog9.html
    Perché i Cattolici Onorano la Beata Vergine Maria di S.E. Mons. Mark A. Pivarunas, CMRI
    Natività della Beata Vergine Maria.
    8 settembre 1994”



    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    CATECHISMO - PIO X. Ogni giovedì alle ore 20.30 ha luogo la lettura in diretta di una o due questioni del Catechismo di San Pio X.»




    Tradidi quod et accepi
    http://tradidiaccepi.blogspot.it

    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...74&oe=5C1E9B8E





    "CATECHISMO MAGGIORE DI SAN PIO X
    Della Natività di Maria Vergine.


    129 D. Quando celebra la Chiesa la festa della Natività di Maria Vergine?
    R. La Chiesa celebra la festa della Natività di Maria Vergine nel giorno otto di settembre.

    130 D. Perché si celebra la festa della Natività di Maria Vergine?
    R. La Chiesa celebra la festa della Natività di Maria Vergine, perché ella fino dalla sua nascita fu la più santa di tutte le creature, e perché era destinata ad essere la madre del Salvatore.

    131 D. Si celebra la festa della Natività solamente per la beata Vergine?
    R. Si celebra la festa della Natività per la beata Vergine e per S. Giovanni Battista. Conviene osservare però che la beata Vergine non solo nacque in grazia, ma fu in essa grazia concepita; mentre di S. Giovanni Battista può dirsi soltanto che egli fu santificato prima di nascere.

    132 D. Qual vita condusse la beata Vergine?
    R. La beata Vergine, benché discendente dalla stirpe reale di David condusse vita povera, umile e nascosta, ma preziosa avanti Dio, non peccando mai neppur venialmente e crescendo continuamente nella grazia.

    133 D. Che cosa vi è da ammirare in ispecial guisa nelle virtù della beata Vergine?
    R. Nelle virtù di Maria Vergine vi è da ammirare in ispecial guisa il voto di verginità ch’ella fece fin da’ suoi più teneri anni; cosa di cui non si aveva ancora esempio.

    134 D. Che cosa dobbiamo noi fare nella festa della Natività di Maria Vergine?
    R. Nella festa della Natività di Maria Vergine dobbiamo fare quattro cose:
    - ringraziar Dio de’ doni e delle prerogative singolari con cui l’ha privilegiata sopra tutte le creature;
    - pregarlo per l’intercessione di lei, che distrugga in noi il regno del peccato, e ci renda fedeli e costanti nel suo divino servigio;
    - venerare la santità di Maria, e congratularci con essa delle sue grandezze;
    - procurare d’imitarla nel conservare gelosamente la grazia, e nell’esercizio delle virtù, principalmente dell’umiltà e della purità, per le quali ella meritò di concepire Gesù Cristo nel suo purissimo seno."
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...3e&oe=5C218EE3




    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...31&oe=5BF18C25





    "NATIVITÀ DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA."
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...b5&oe=5C2964F1





    "SANT'ADRIANO
    Martire.

    Paramenti rossi.
    Oggi, dai Latini, è festeggiato sant'Adriano martire, il quale, come ricordano il Martirologio Geronimiano e il Martirologio Romano, fu martirizzato il 4 marzo durante la persecuzione di Diocleziano a Nicomedia assieme ad altri ventitré Compagni. L'8 settembre il Martirologio Romano ricorda inoltre la Traslazione del suo sacro corpo da Costantinopoli a Roma.
    * Adriano era un uomo impiegato dall'imperatore Massimiano per perseguitare i cristiani di Nicomedia. Avendo ammirata spesso la costanza di quelli nella confessione di fede e nella sopportazione dei tormenti, finalmente spinto da ciò con forza si convertì a Cristo. Per questo fu gettato in carcere insieme ad altri ventitrè cristiani. Lì visitandolo Natalia sua moglie, la quale stessa aveva già creduto in Cristo, sopraggiunse al martirio. Così portato fuori dalla prigione, per lungo tempo fu massacrato con i flagelli, finché si diffacessero le viscere. Infine spezzate le gambe, staccati le mani e i piedi, in compagnia di molti altri, portò a compimento in felicità il conflitto del martirio.
    P.S. La commemorazione di sant'Adriano martire è già presente nel link della Santa Messa della Natività di Nostra Signora Beata Vergine Maria Santissima."
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...d9&oe=5BF48DA4






    “SACRO SETTENARIO IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA. (8 - 14 Settembre).

    San Paolo della Croce, come di Gesù Crocifisso, così di Maria Addolorata fu devotissimo fin dalla sua prima adolescenza. La continua meditazione dei patimenti di Gesù e dei dolori di Maria, gl'infuse tanto orrore al peccato, che per conto suo conservò la battesimale innocenza per tutto il lungo corso della sua vita; e per combattere il peccato negli altri, si fece zelantissimo apostolo del Crocifisso e dell'Addolorata. Già più che ottantenne costretto a letto dall'età e dall'infermità, quando partivano o ritornavano i suoi figli dalle strepitose missioni di allora, li benediceva con grande effusione, gl'incoraggiava a combattere satana ed il peccato, ed esclamava commosso: Oh se avessi trent'anni di meno! Vorrei uscire in campo aperto a combattere questo mostro esecrando! Ecco l'essenza della devozione all'Addolorata: l'odio al peccato, che le uccise il Figlio (da Meditazioni di un Passionista sui dolori di Maria, Roma, 1938, n.12)”
    https://1.bp.blogspot.com/-J_PujShK2...29290234_n.jpg


    «NOVENA IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DELL'ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO. (5 - 13 Settembre).»


    “MESE DI SETTEMBRE: MESE DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...9d&oe=5BEDCBEA


    “NOVENA IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DEL SANTISSIMO NOME DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA. (3 - 11 Settembre).”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...60&oe=5BEE311E





    “DELLE VIRTÙ DI MARIA SANTISSIMA di Sant'Alfonso Maria de' Liguori. (Glorie di Maria, n. 584-593).”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...74&oe=5BEFE4F0










    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    8 settembre Natività della Beata Vergine Maria. + Maria Santissima, madre e speranza mia, aiutatemi Voi e sarò certamente esaudito. Amen, amen. Così sia. + »
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...27&oe=5C29C4DB





    https://www.sursumcorda.cloud/artico...ima-parte.html
    “Chi è Maria? Catechismo mariano”
    https://www.amazon.it/dp/8890074760/
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    https://www.sursumcorda.cloud/images...ini-fronte.jpg
    https://www.sursumcorda.cloud/images...hini-retro.jpg











    AVE MARIA in "Enciclopedia Italiana"



    "Ave Maris Stella"
    https://www.youtube.com/watch?v=TacNIbmDZ4s
    http://daughtersofmary.net/music.php



    Ave Maria, testo latino e italiano. Preghiamo.org Preghiera, canto e dottrina mobile!
    Ave Maria, testo latino e italiano. Preghiamo.org Preghiera, canto e dottrina mobile!



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    https://www.radiospada.org
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “8 SETTEMBRE 2018: NATIVITÀ DELLA BEATA VERGINE MARIA.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...15&oe=5C387090




    https://i2.wp.com/radiospada.org/wp-...ogicomaria.jpg





    https://i0.wp.com/radiospada.org/wp-...sacricuori.jpg



    “8 settembre: sant'Adriano, martire in Nicomedia sotto Diocleziano.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...0c&oe=5BF3DF32

    “8 settembre 1713: Papa Clemente XI Albani condanna infallibilmente l'opera e gli errori del giansenista Quesnel con la bolla"Unigenitus".”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...ba&oe=5C20A0A7

    “8 settembre 1907: con l'Enciclica "Pascendi" San Pio X, condanna infallibilmente l'eresia modernista, "sentina di ogni eresia".”



    https://www.radiospada.org/2018/09/i...dizionalistaa/
    «di Pacificus
    Da quando San Pio X ha sdoganato con la Notre Charge Apostolique la parola “tradizionalisti”, la si può usare – intesa in senso cattolico – come accezione positiva.
    In particolare dopo il Concilio Vaticano II.
    A condirla di negatività ci hanno pensato i rappresentanti stessi del carrozzone (neo)tradizionalista, di cui peraltro fa parte la stessa Radio Spada, con tutti i suoi umanissimi limiti e pregi. (…)
    Attenti dunque, tradizionalisti: meno spettacolo e più fedeltà alle cose semplici, che a forza di fare i dottori si finisce come i farisei, a forza di conoscere senza amare si finisce in fuga, più come Giuda che come Pietro, e a credere di essere perché si conosce, si finisce come Lucifero.
    Non siamo necessari, siamo contingenti. Teniamolo sempre presente. E i gomiti posiamoli – fermi – sui banchi degli inginocchiatoi, non in movimento verso le costole del prossimo. E la lingua usiamola per accusare i nostri peccati, prima che quelli degli altri.
    “L’uomo, per sua natura, anela a sapere; ma che importa il sapere se non si ha il timor di Dio? Certamente un umile contadino che serva il Signore è più apprezzabile di un sapiente che, montato in superbia e dimentico di ciò che egli è veramente, vada studiando i movimenti del cielo. Colui che si conosce a fondo sente di valere ben poco in se stesso e non cerca l’approvazione degli uomini. Dinanzi a Dio, il quale mi giudicherà per le mie azioni, che mi gioverebbe se io anche possedessi tutta la scienza del mondo, ma non avessi l’amore? Datti pace da una smania eccessiva di sapere: in essa, infatti, non troverai che sviamento grande ed inganno. Coloro che sanno desiderano apparire ed essere chiamati sapienti. Ma vi sono molte cose, la cui conoscenza giova ben poco, o non giova affatto, all’anima. Ed è tutt’altro che sapiente colui che attende a cose diverse da quelle che servono alla sua salvezza. I molti discorsi non appagano l’anima; invece una vita buona rinfresca la mente e una coscienza pura dà grande fiducia in Dio. Quanto più grande e profonda è la tua scienza, tanto più severamente sarai giudicato, proprio partendo da essa; a meno che ancor più grande non sia stata la santità della tua vita” (Imitazione di Cristo, Libro I, Capitolo II).»



    L'8 settembre 1907 San Pio X, con l'Enciclica "PASCENDI DOMINICI GREGIS" , condannava infallibilmente l'eresia modernista, ricordiamo l'anniversario...Viva San Pio X e tutti i veri e legittimi Papi fino Pio XII!!! VIVA LA CHIESA CATTOLICA ED IL PAPATO!!!



    LETTERA ENCICLICA PASCENDI DOMINICI GREGIS DEL SOMMO PONTEFICE PIO X
    AI VENERABILI FRATELLI PATRIARCHI PRIMATI ARCIVESCOVI, VESCOVI E AGLI ALTRI ORDINARI AVENTI CON L’APOSTOLICA SEDE PACE E COMUNIONE.
    Sugli errori del Modernismo.
    VENERABILI FRATELLI SALUTE E APOSTOLICA BENEDIZIONE (...)
    Pascendi Dominici Gregis (8 settembre 1907) | PIO X


    «Vi chiameranno papisti, retrogradi, intransigenti, clericali: siatene fieri!». - (Lettera di Papa Pio X agli Arcivescovi e ai Vescovi francesi, Notre charge apostolique, Roma, 25 agosto 1910).
    https://www.sursumcorda.cloud/artico...ene-fieri.html


    https://www.facebook.com/Traditio.Verona.it/
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    https://twitter.com/matteocastagna3
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    Preghiamo la Beata Vergine Maria ed il Papa San Pio X affinchè i vescovi e sacerdoti della “Fraternità Sacerdotale San Pio X” abbandonino ed abiurino la loro erronea posizione dottrinale “neo-lefebvrista” e tradi-fallibilista che finisce per denigrare il Papato come il peggior modernismo, e si decidano a constatare e riconoscere pubblicamente l’evidenza che gli occupanti della Sede Apostolica a partire dal “Concilio Vaticano II” NON sono veri e legittimi Papi.



    Viva San Pio X! - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/viva-san-pio-x-2/
    Lezioni delle giornate per la regalità sociale di Cristo - Centro Studi Giuseppe Federici


    https://www.agerecontra.it/2018/09/viva-san-pio-x/
    https://www.agerecontra.it/2018/09/viva-san-pio-x/
    “Pur non aderendo alla Tesi di Cassiciacum, come ampiamente risaputo, il Circolo Christus Rex condivide e si riconosce nelle osservazioni di questo articolo in ogni affermazione anti-modernista.”

    "Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
    Comunicato n. 63/18 del 3 settembre 2018, San Pio X
    Celebriamo la festa di san Pio X pubblicando l’editoriale dell’ultimo numero della rivista Sodalitium (n. 69, luglio 2018), che indica la linea dottrinale antimodernista da seguire per rimane fedeli all’insegnamento del santo pontefice.
    Editoriale della rivista Sodalitium, n. 69 luglio 2018"
    https://www.sodalitium.biz/wp-conten.../Soda-it69.pdf

    https://www.corrispondenzaromana.it/..._x-312x278.jpg



    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Dalla docenza di Papa San Pio X:
    «I modernisti (vecchi e nuovi; di “destra”, di “centro” e di “sinistra”, ndR) studiano e si sforzano di attenuare e svilire l’autorità del Magistero ecclesiastico..., sia pervertendone sacrilegamente i diritti, sia ricantando liberamente contro di essa le calunnie dei nemici (per esempio: il dogma evolve, la Chiesa deve adeguare la sua dottrina ai tempi, il Papa sbaglia, il Magistero sbaglia, la scomunica del Papa non ha valore, eccetera, ndR) ... E se qualcuno viene condannato dalla Chiesa, (i modernisti) non solo pubblicamente e profusamente lo encomiano, ma quasi lo venerano come martire della verità» (Pascendi Dominici gregis).
    Avendo abbracciata la fede cattolica ed avendo biasimato gli errori dei modernisti, finalmente possiamo recitare - dal 31 agosto al 2 settembre - il Triduo a San Pio X (festa il 3 settembre)
    Triduo a san Pio X - Sodalitium »



    Pascendi - Sodalitium
    “Lettera Enciclica del Sommo Pontefice San Pio X sugli errori del Modernismo.”



    «Omelia della V Domenica dopo Pasqua (6/5/2018), sul tema dell’assistenza o meno alla Messa detta "una cum".
    https://www.youtube.com/watch?v=38015U-WLEY
    Fervorino di don Piero Fraschetti a Loreto, pellegrinaggio Osimo-Loreto 2018
    https://www.youtube.com/watch?v=HMLASbYvgK4
    https://www.youtube.com/user/sodalitium/ »


    oblatio-munda -
    http://oblatio-munda.over-blog.com/


    Infaillibilité : Le détournement du catéchisme de saint Pie X - Sede Vacante
    “Infaillibilité : Le détournement du catéchisme de saint Pie X - Publié le 15 mars 2018 par Clément LECUYER.”



    http://liguesaintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    8 septembre : La Nativité de la Très Sainte Vierge :: Ligue Saint Amédée
    “8 septembre : La Nativité de la très Sainte Vierge.”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...nte_vierge.png








    SANCTE PIE X, ORA PRO NOBIS!!! AVE MARIA!!!
    Luca, Sursum Corda - Habemus Ad Dominum!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

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    Lightbulb Re: Fiori sull'altare di Maria Santissima Madre di Dio durante l'Ottava della Nativit

    9 SETTEMBRE 2018: XVI DOMENICA DOPO LA PENTECOSTE; SAN PIETRO CLAVER, CONFESSORE, e SAN GORGONIO, MARTIRE…



    «San Gorgonio, martire, 9 Settembre.»
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico
    http://www.unavoce-ve.it/gueranger.htm

    «DOMENICA SEDICESIMA DOPO LA PENTECOSTE.»
    Guéranger, L'anno liturgico - Domenica Sedicesima dopo la Pentecoste
    http://www.unavoce-ve.it/pg-dopopent-dom16.htm




    SANTA MESSA celebrata da Don Floriano Abrahamowicz alla "Domus Marcel Lefebvre" a Paese (TV) stamattina 9 SETTEMBRE 2018, XVI DOMENICA DOPO LA PENTECOSTE:


    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    XVI domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=N5vEGa_LLsc
    XVI domenica d. Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=f6dLUG9uP_8
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php »




    http://www.sodalitium.biz/san-gorgonio/
    «9 settembre, San Gorgonio Martire.
    http://www.sodalitium.biz/san-gorgonio/

    “Nicomedia la passione dei santi Martiri Doroteo e Gorgonio, i quali, avendo ottenuto grandissimi onori presso Diocleziano Augusto, e detestando la persecuzione che egli faceva ai Cristiani, alla sua presenza, furono prima fatti sospendere e straziare con flagelli per tutto il corpo; quindi, scoperte le viscere col togliere la pelle, furono fatti cospargere di aceto e sale, e in tal modo arrostire sulla graticola; e finalmente furono fatti strangolare. Dopo qualche tempo il corpo del beato Gorgonio fu portato a Roma, e deposto sulla via Latina, e di là fu poi trasferito alla Basilica di san Pietro”.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...io-125x300.jpg





    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/





    Tradidi quod et accepi
    http://tradidiaccepi.blogspot.it

    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...e4&oe=5BF37A38





    «XVI domenica dopo Pentecoste.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...0e&oe=5BF22944


    “SAN PIETRO CLAVER
    Confessore.

    Paramenti bianchi.
    Nato da Pietro ed Anna Claver il 25 giugno 1581 a Verdù nella Catalogna (Spagna), il nostro Santo fin dai primi anni fu educato cristianamente. Inviato a Barcellona per gli studi fu ammesso dal Vescovo fra i suoi chierici. Ivi nel frattempo fece conoscenza coi Padri Gesuiti. Ma un sempre più vivo desiderio nutriva Pietro: essere della Compagnia di Gesù. Per cui Pietro domandò ai Gesuiti di essere ammesso nel loro Noviziato di Tarragona (1602). I suoi genitori non sapevano come staccarsi da un sì caro figliuolo, perciò gli negarono il consenso. Pietro allora si rivolse con tutto l'animo alla Santissima Vergine. Ottenuta la sospirata grazia, entrò in religione. Due anni dopo emise i suoi primi voti, quindi proseguì i suoi studi, avviandosi nello stesso tempo a grandi passi per la via della perfezione. Nell'isola di Maiorca potè godere dell'amicizia e dei consigli spirituali di sant'Alfonso Rodriguez che, tra l'altro, gli ispirò un grande amore per le Missioni delle Indie (America). Venne presto esaudito nei suoi desiderii e mandato nella Missione di Cartagena de Indias, in Colombia. Quivi approdato si recò a Santa Fè per compiervi la sua formazione, e nel 1616 sempre a Cartagena ricevette l'ordinazione sacerdotale. Di qui comincia la sua nuova vita feconda d'apostolato e di abnegazione quasi inverosimile, prestandosi nella sua immensa carità per soccorrere ogni miseria spirituale e materiale delle anime. Nel 1622 emise la professione religiosa solenne aggiungendo la promessa di spendere tutta la sua vita a servizio degli schiavi: lavorò tanto per'essi che se non ebbe la corona del martirio cruento ebbe quella di un martirio diurno, di preghiera, di lotta, di sacrifici, d'un intenso apostolato. Un giorno, dopo aver radunati tanti negri da riempire la chiesa, e mentre questi ascoltavano la parola divina, il demonio destò un sì improvviso e spaventevole turbine che tutti cercarono la salvezza nella fuga e Pietro che stava alla porta, fu travolto. Tutti rimasero illesi: solo Pietro fu trovato più tardi, pesto e ferito, in orazione nella cappella della Vergine. Nella contagiosa pestilenza che poco dopo infierì in quelle regioni, Pietro mostrò la sua eroica carità. Ai piedi dei malati prestava loro i più umili servizi e assieme al pane materiale dava loro il pane spirituale, il pane della fede cristiana. Ma presto la fibra di questo coraggioso apostolo di Cristo venne a consumarsi. Il suo corpo più non resse alle fatiche e cadde sfinito contraendo il terribile morbo che sopportò eroicamente per ben quattro anni. Finalmente la sua corona era pronta: dopo un'agonia di un giorno, circondato dai suoi negri, il Santo Apostolo rendeva la bell'anima a Dio l'8 settembre 1654. Fu beatificato il 16 luglio 1850 da Pio IX e canonizzato, insieme col suo diletto maestro Alfonso Rodriguez, il 15 gennaio 1888 da Leone XIII, il quale pure lo costituì celeste speciale Patrono delle Missioni della Nigrizia il 7 luglio 1896.
    PROPRIUM SANCTÆ MISSÆ
    (Proprio della Santa Messa)
    https://tradidiaccepi.blogspot.com/2...ssore.html?m=1

    «Ci siamo messi a catechizzarli sul Battesimo, a spiegar loro cioè quali ne siano i mirabili effetti per il corpo e per l’anima; quando ci è sembrato che rispondendo alle nostre domande avessero abbastanza capito, siamo passati a un più esteso insegnamento riguardo al Dio unico, che distribuisce premi o castighi secondo i meriti di ciascuno, e tutto il resto. Allora li abbiamo invitati a fare un atto di contrizione e a manifestare pentimento dei loro peccati. Alla fine, quando ci sono sembrati abbastanza preparati, abbiamo esposto loro i misteri della Trinità, Incarnazione e Passione, e mostrando loro il crocifisso, come è dipinto sopra il fonte battesimale - vi appaiono infatti rivoli di sangue scorrere dalle piaghe di Cristo - abbiamo recitato nella loro lingua l’atto di contrizione, da loro ripetuto parola per parola»
    (San Pietro Claver Confessore, "aethiopum semper servus").”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...54&oe=5BEDE581





    “SAN GORGONIO
    Martire.

    Semplice.
    Paramenti rossi.
    Il Martirologio Geronimiano ricorda oggi la sepoltura del Martire Gorgonio nel cimitero omonimo sulla via Labicana. Nell'alto Medioevo fu fatta poi confusione tra la sua vicenda terrena e quella di un Gorgonio martire a Nicomedia. Infatti, nel Martirologio Romano si legge: «A Nicomedia la passione dei santi Martiri Doroteo e Gorgonio, i quali, avendo ottenuto grandissimi onori presso Diocleziano Augusto, e detestando la persecuzione che egli faceva ai Cristiani, alla sua presenza, furono prima fatti sospendere e straziare con flagelli per tutto il corpo; quindi, scoperte le viscere col togliere la pelle, furono fatti cospargere di aceto e sale, e in tal modo arrostire sulla graticola; e finalmente furono fatti strangolare. Dopo qualche tempo il corpo del beato Gorgonio fu portato a Roma, e deposto sulla via Latina, e di là fu poi trasferito alla Basilica di san Pietro».
    * Gorgonio, nato a Nicomedia, cameriere dell'imperatore Diocleziano, convertì, coll'aiuto del collega Doroteo, alla fede di Cristo tutti gli altri servi del palazzo. Mentre assistevano un giorno, tutti e due alle crudeli torture che s'infliggevano a un Martire alla presenza di Diocleziano, il suo esempio li infiammò dell'amore del martirio. Quindi tutti due proruppero in queste voci: «Perché, o imperatore, punire solo costui mentre meritiamo anche noi d'essere puniti con lui? La sua fede è anche la nostra, lo stesso il proposito». Perciò l'imperatore ordinò che fossero incatenati e flagellati, finché il loro corpo non fosse ridotto una piaga, e che si spandesse sulle ferite dell'aceto mescolato con sale; quindi comandò di legarli su d'una graticola e di metterli su carboni ardenti. Infine, tormentati in varie guise, morirono sul patibolo. Il corpo di san Gorgonio trasportato in seguito a Roma e sepolto ai due Lauri sulla via Latina, fu poi trasferito dal sommo Pontefice Gregorio IV nella basilica del Principe degli Apostoli.
    ** Gorgonio e Doroteo, santi, martiri in Nicomedia, il Diario Romano (1926) vuole il primo sepolto a S. Silvestro in Capite e il secondo a S. Pietro. Gorgonio probabilmente potrebbe essere il santo, martire di Roma, già venerato nel IV secolo nel cimitero dei Ss. Pietro e Marcellino sulla Via Labicana, del quale si conoscono ben due traslazioni. La prima sarebbe avvenuta al tempo di Paolo I che avrebbe donato le reliquie al vescovo Crodegango di Metz (760-766), il quale le portò a Gorze in Lorena. La seconda lo vuole donato, dallo stesso pontefice, a S. Silvestro in Capite. Da questa basilica Gregorio IV (827-844) prelevò gran parte delle reliquie e le ripose a S. Pietro in Vaticano, dove gli dedicò un altare in una piccola abside ricavata nella parete all’inizio della navata sinistra. Gorgonio è ricordato come sepolto nella chiesa di S. Silvestro in Capite da una lapide posta nell’atrio della basilica.
    [ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]
    SANTA MESSA
    Si fa la commemorazione di san Gorgonio martire nella Santa Messa della Sedicesima Domenica dopo Pentecoste.
    Oratio
    Orémus.
    Sanctus tuus, Dómine, Gorgónius sua nos intercessióne lætíficet: et pia fáciat sollemnitáte gaudére.
    Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum.
    R. Amen.
    Preghiamo.
    Il tuo santo Gorgonio, o Signore, ci allieti con la sua intercessione e ci faccia godere di questa pia solennità.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
    R. Amen.
    Secreta
    Grata tibi sit, Dómine, nostræ servitútis oblátio: pro qua sanctus Gorgónius Martyr intervéntor exsístat.
    Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum.
    R. Amen.
    Ti sia gradita, o Signore, l'offerta dei tuoi servi e il santo martire Gorgonio, con la sua intercessione, a te la raccomandi.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
    R. Amen.
    Postcommunio
    Orémus.
    Famíliam tuam, Deus, suávitas ætérna contíngat et végetet: quæ in Mártyre tuo Gorgónio Christi, Fílii tui, bono júgiter odóre pascátur:
    Qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus per omnia saecula saeculorum.
    R. Amen.
    Preghiamo.
    L'eterna soavità, o Dio, tocchi e faccia crescere la tua famiglia, e nel martire tuo Gorgonio essa continuamente si impregni del profumo soave di Cristo tuo Figlio:
    Lui che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
    R. Amen.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...63&oe=5C1DD120





    “SACRO SETTENARIO IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA. (8 - 14 Settembre).

    San Paolo della Croce, come di Gesù Crocifisso, così di Maria Addolorata fu devotissimo fin dalla sua prima adolescenza. La continua meditazione dei patimenti di Gesù e dei dolori di Maria, gl'infuse tanto orrore al peccato, che per conto suo conservò la battesimale innocenza per tutto il lungo corso della sua vita; e per combattere il peccato negli altri, si fece zelantissimo apostolo del Crocifisso e dell'Addolorata. Già più che ottantenne costretto a letto dall'età e dall'infermità, quando partivano o ritornavano i suoi figli dalle strepitose missioni di allora, li benediceva con grande effusione, gl'incoraggiava a combattere satana ed il peccato, ed esclamava commosso: Oh se avessi trent'anni di meno! Vorrei uscire in campo aperto a combattere questo mostro esecrando! Ecco l'essenza della devozione all'Addolorata: l'odio al peccato, che le uccise il Figlio (da Meditazioni di un Passionista sui dolori di Maria, Roma, 1938, n.12)”
    https://1.bp.blogspot.com/-J_PujShK2...29290234_n.jpg
    «NOVENA IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DELL'ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO. (5 - 13 Settembre).»
    “MESE DI SETTEMBRE: MESE DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...9d&oe=5BEDCBEA
    “NOVENA IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DEL SANTISSIMO NOME DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA. (3 - 11 Settembre).”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...60&oe=5BEE311E
    “DELLE VIRTÙ DI MARIA SANTISSIMA di Sant'Alfonso Maria de' Liguori. (Glorie di Maria, n. 584-593).”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...74&oe=5BEFE4F0





    https://www.agerecontra.it/2018/09/d...-sursum-corda/


    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/

    “Sul sito è disponibile il numero 129 (del giorno 9 settembre 2018) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori.
    Clicca qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:
    – Comunicato numero 129. La penitenza e la peccatrice innominata;
    – Orazione per la Natività di Maria Santissima;
    – Triduo in onore di Maria SS.ma Bambina;
    – Concilio di Vienne: soppressione dei Templari;
    – Preghiera alla B. Vergine graziosa Bambina;
    – Il rapporto fra Satana e la donna (Seconda parte);
    – Preghiera a Santa Rosalia;
    – Evitare le occasioni pericolose e le illusioni;
    – Teologia Politica 117. Contro la frenesia degli anarchici e dei ribelli alla legittima autorità.
    A cura di Carlo Maria Di Pietro.”
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    “9 settembre 1951.
    Come non soltanto nell'intimo dei cuori scende da Gesù il torrente dei suoi beni, così il culto della sua divina Persona vuol essere non solamente nel segreto di ciascun fedele, ma aperto e comune. Se infatti è manifesto e di tutti il beneficio, di tutti e alla Luce del sole dev'essere anche la gratitudine. Questa poi noi dobbiamo tanto più fervorosamente affermare, quanto più insidiosa è la ostilità e la negazione di Lui da parte del mondo, persecutore di Cristo nella sua Chiesa e nei suoi membri, e unicamente inteso a combatterne e a renderne vana l'azione in tutti i campi della vita individuale e sociale. L'Italia cattolica, presente in quest'ora alla glorificazione eucaristica di Assisi nelle sue più alte Autorità religiose, politiche e civili, nei rappresentanti dell'Episcopato, del Governo, della coltura, della scienza, delle arti, delle forze armate, di tutte le classi del popolo, stretta come un sol uomo intorno a Gesù, Ostia santa, viva in perpetua attività di bene per questa dolce terra, che è particolarmente sua, l'Italia cattolica, diciamo, ritta col suo Credo, ma umilmente prostrata a più eloquente significazione della sua gloriosa fede, assolve in quest'ora ai piedi di Gesù, ascoso sotto i veli eucaristici, il più alto, il più nobile, il più santo dei suoi doveri. Essa adora riconoscente il suo Dio, il Figlio di Dio fatto uomo e mistico Pane per la redenzione, la giustizia, la giustificazione nostra, per la nostra salvezza e pace, che è del tempo come della eternità.
    Dal RADIOMESSAGGIO DI SUA SANTITÀ PIO PP. XII A CHIUSURA DEL XIII CONGRESSO EUCARISTICO NAZIONALE ITALIANO IN ASSISI.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...bc&oe=5BF19022

    “DOMENICA - Mio caro San Giuseppe, Vi prego ad impetrarmi un cuore contrito ed umile e la purità di corpo e di spirito. - Tre Gloria.”
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    “Disponibile il numero 129 di Sursum Corda del giorno 9 settembre 2018 - https://www.sursumcorda.cloud/tags/numero-129.html”
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    «9 settembre 2018: DOMENICA SEDICESIMA DOPO LA PENTECOSTE.»
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    «9 settembre 2018: SANTI GORGONIO E DOROTEO martiri.

    Gorgonio e Doroteo, santi, martiri in Nicomedia, il Diario Romano (1926) vuole il primo sepolto a S. Silvestro in Capite e il secondo a S. Pietro. Gorgonio probabilmente potrebbe essere il santo, martire di Roma, già venerato nel IV secolo nel cimitero dei Ss. Pietro e Marcellino sulla Via Labicana, del quale si conoscono ben due traslazioni. La prima sarebbe avvenuta al tempo di Paolo I che avrebbe donato le reliquie al vescovo Crodegango di Metz (760-766), il quale le portò a Gorze in Lorena. La seconda lo vuole donato, dallo stesso pontefice, a S. Silvestro in Capite. Da questa basilica Gregorio IV (827-844) prelevò gran parte delle reliquie e le ripose a S. Pietro in Vaticano, dove gli dedicò un altare in una piccola abside ricavata nella parete all’inizio della navata sinistra. Gorgonio è ricordato come sepolto nella chiesa di S. Silvestro in Capite da una lapide posta nell’atrio della basilica.
    M.R.: 9 settembre - A Nicomedia la passione dei santi Martiri Doroteo e Gorgonio, i quali, avendo ottenuto grandissimi onori presso Diocleziano Augusto, e detestando la persecuzione che egli faceva ai Cristiani, alla sua presenza, furono prima fatti sospendere e straziare con flagelli per tutto il corpo; quindi, scoperte le viscere col togliere la pelle, furono fatti cospargere di aceto e sale, e in tal modo arrostire sulla graticola; e finalmente furono fatti strangolare. Dopo qualche tempo il corpo del beato Gorgonio fu portato a Roma, e deposto sulla via Latina, e di là fu poi trasferito alla Basilica di san Pietro. [ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ].”
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    “Il 9 settembre 1624 moriva S.E.R. il cardinale Francesco Sforza di Santa Fiora.”

    “Nostra Signora di Covadonga, per la cui intercessione fu vinta da Don Pelayo, primo re delle Asturie, l'omonima battaglia del 722 contro i Mori. Sotto l'augusta guida della Madre di Dio, "terribile come un esercito schierato a battaglia" (Ct VI, 4), aveva inizio la Reconquista, la redenzione delle Spagne dal giogo infedele, che si sarebbe trionfalmente conclusa a Granada il 2 gennaio 1492.
    Oremus
    Omnipotens et misericors Deus, qui ad defensionem populi christiani in beatissima Virgine Maria perpetuum auxilium mirabiliter constituisti: concede propitius; ut tali præsidio muniti certantes in vita, victoriam de hoste maligno consequi valeamus in morte. Per Dominum nostrum Iesum Christum Filium tuum: Qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia sæcula sæculorum. Amen.»

    «L'8 settembre 1955 il governo comunista cinese fa arrestare Monsignor Ignazio Kung Pin-mei, Vescovo di Shanghai. Richiesto di rompere la comunione con Roma e collaborare con la chiesa comunista rispose: "Sono un Vescovo cattolico romano: se denunciassi il Santo Padre, non solo non sarei un vescovo, non sarei nemmeno cattolico. Mi potete tagliare la testa, ma non potete strapparmi ai miei doveri [...] Viva Cristo Re! Lunga vita al Papa!". Rimase in prigione fino al 1988, Martire della Chiesa Cattolica in Cina.»
    “Daniele Gandi: È stato uno dei cardinali che ha celebrato la Messa tridentina dopo la riforma liturgica. Morì il 12 marzo 2000 all'età di 98 anni.”
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    «Il 9 settembre 1976 Dio chiamava al suo tribunale Mao Tze Tung. Ricordiamo col debito onore i cattolici martiri della Chiesa clandestina, vittime a un tempo della persecuzione del comunismo maoista e della Ostpolitik vaticana.
    "Fermamente confidando nelle divine promesse, in nessuna maniera lasciatevi intimorire; come il sole ritorna a splendere dopo le tempeste, così dopo tante angustie, sconvolgimenti e sofferenze, risplenderà con l'aiuto di Dio finalmente sulla vostra chiesa la pace, la tranquillità, la libertà. Nel frattempo, insieme con le vostre preghiere strettamente si congiungono, nella maniera più intensa, le Nostre suppliche e quelle di tutti i fedeli, e quasi fanno soave violenza al Padre delle misericordie, per impetrare da lui che al più presto e nel modo più felice ciò avvenga. Preghiamo, perché vi ottengano ciò quei santi martiri che già diedero esempio di eroismo ai vostri antenati, e che ora in cielo godono della gloria immortale".
    (Pio XII, Lettera Apostolica "Cupimus imprimis", 18 gennaio 1952)»

    «Nella religione civile di Roma i numi, dunque gli dèi, erano considerati parte integrante della natura, quindi immanenti ad essa. Per questo nella città vi era un ordine di sacerdoti detti àuguri il cui compito era osservare i moti naturali: i movimenti degli uccelli e il loro canto, l'evoluzione delle nubi nel cielo, l'intensità dei venti, la caduta dei fulmini, i comportamenti degli animali e così via. Tutte queste cose gli àuguri interpretavo per definire quale fosse la volontà degli dèi che, presenti nella natura per essenza, si esprimevano per mezzo di essa.
    Scrive San Tommaso: "Si dice che la divinità è l'essere di tutte le cose come causa efficiente ed esemplare; non già per la sua essenza. Il Verbo è forma esemplare, non già forma che fa parte del composto" (Somma Teologica Iª q. 3 a. 8 ad 1-2), Dio infatti non è parte della natura che è il composto ma è precedente, esterno e trascendente ad essa. Questo implica che la volontà di Dio non sia da ricercare tramite i moti naturali, di cui Dio stesso è sì principio ma non essenza, né che sia da ricercare in essi il segno di una sentenza divina, di un comando o di un messaggio simbolico da decifrare tramite un'arte àugurale. Il nostro Dio, che è terribile su tutti gli dèi (Ps XCV, 4), ci ha parlato rivelandosi a noi e dandoci la Chiesa con il suo Magistero che è il suo unico interprete autorizzato ed è attraverso questo Magistero che Dio ci fa conoscere ciò che da noi vuole, non attraverso tetti di chiese che crollano rovinosamente, fulmini cadenti e altre calamità naturali.
    Evitiamo dunque di considerare questi eventi oltre il loro valore oggettivo, di questi infatti non abbiamo bisogno per condannare i nemici di Dio i quali sono condannati non da rondini, saette e nuvole nere ma dal Magistero della Chiesa che è l'insegnamento di Dio stesso.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...41&oe=5C2AEB34








    Guéranger, L'anno liturgico - Domenica Sedicesima dopo la Pentecoste
    http://www.unavoce-ve.it/pg-dopopent-dom16.htm
    «DOMENICA SEDICESIMA DOPO LA PENTECOSTE.

    MESSA
    La risurrezione del figlio della vedova di Naim ravvivò domenica scorsa la fiducia della Chiesa ed ora essa innalza più insistente la sua preghiera allo Sposo, che per qualche tempo la lascia su questa terra affinché il suo amore si tempri nella sofferenza e nel pianto.
    In ordine alla salvezza la nostra impotenza è tale che, se la grazia non ci previene, non abbiamo neppure la preoccupazione di agire e, se essa non segue le sue ispirazioni per portarle a buon frutto, non sapremmo mai passare dal pensiero all'atto nei riguardi di una virtù qualsiasi. Se invece sappiamo essere fedeli alla grazia, la vita diventa una trama ininterrotta di opere buone.
    EPISTOLA (Ef 3,13-21). - Fratelli: Vi esorto a non perdervi d'animo a motivo delle tribolazioni ch'io soffro per voi e che sono la vostra gloria. A questo fine piego le ginocchia dinanzi al padre del signore Nostro Gesù Cristo da cui prende nome ogni famiglia nei cieli e sulla terra, perché vi conceda, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere mediante lo Spirito di Lui potentemente corroborati nell'uomo interiore, in modo che Cristo abiti per la fede nei vostri cuori e voi, radicati e fondati nella carità, possiate, con tutti i santi, comprendere quale sia la larghezza, la lunghezza, l'altezza, e la profondità, anzi possiate conoscere ciò che supera ogni scienza, la medesima carità di Cristo, in modo che siate ripieni di tutta la pienezza di Dio. A lui, che può fare ogni cosa al di là di quanto quanto noi possiamo domandare o pensare, mediante la virtù che opera in noi, a lui sia gloria nella Chiesa e in Gesù Cristo per le generazioni di tutti i secoli. Così sia.
    Il nostro consenso al Ministero di Cristo.
    Qual è l'oggetto della preghiera apostolica così solenne nel suo atteggiamento e nei suoi accenti? Ora che noi fummo testimoni di tutti i misteri della Liturgia e conosciamo perciò le ricchezze della bontà di Dio ci resta qualcosa da chiedere a Lui? Ci risponde l'Apostolo: Tutto ciò che ha fatto il Signore resta sterile, se la preghiera non è esaudita, perché il mistero del Cristo si completa soltanto in noi e sostanza, sviluppo, successo del grande dramma divino, che va da una all'altra eternità, stanno interamente nel cuore dell'uomo. Chiesa, Sacramenti, Eucaristia, tutto l'insieme dello sforzo divino, hanno un solo scopo, la santificazione dell'anima nostra. Il fine che Dio persegue è tutto qui. se Dio lo raggiunge, il mistero del Cristo è un successo; se non lo raggiunge, Dio avrà lavorato invano, almeno per l'anima che si è sottratta alla sua azione.
    Si tratta di vedere se l'intenzione eterna di Dio sarà realizzata, se i dolori e il sangue del Calvario avranno un frutto, se l'eternità futura sarà per ciascuno come Dio voleva: il risultato dipende dal cuore dell'uomo.
    La nostra crescita spirituale.
    Perché Dio non sia sconfitto, perché il suo amore non sia tradito, l'Apostolo chiede a Dio insistentemente per le anime nostre tre gradi di grazia nei quali si riassume tutto quello che la vita cristiana deve essere, tutto quello che dobbiamo fare per corrispondere al desiderio e all'amore di Dio.
    Prima di tutto, dice l'Apostolo, dobbiamo irrobustire nello Spirito l'essere nuovo sorto in noi col battesimo, distruggere anche le minime tracce dell'uomo vecchio, l'essere adamitico, per far regnare sulle rovine l'uomo nuovo, il cristiano, figlio di Dio.
    In secondo luogo egli chiede a Dio di distruggere la instabilità della nostra natura, cosa che senza la nostra cooperazione non è possibile, e di fissare nei nostri cuori il Cristo per mezzo della fede. Abitare implica continuità, adesione costante, comunione reale di vita, che sottomette al Signore tutta l'attività, ad imitazione della docilità e sottomissione che la natura umana del Cristo ebbe per il Verbo.
    Eliminato così l'egoismo, la carità regnerà in noi sovrana e avremo allora statura e forza, per contemplare faccia a faccia il mistero di Dio. È questo il terzo grado della nostra crescita spirituale (Dom Delatte, Lettere di san Paolo, 2, 108).
    VANGELO (Lc 14,1-11). - In quel tempo: Essendo Gesù entrato in giorno di sabato a prendere cibo in casa di uno dei principali Farisei, questi gli tenevano gli occhi addosso. Ed ecco stargli davanti un idropico. E Gesù prese a dire ai dottori in legge ed ai Farisei: È lecito o no curare di sabato? Ma quelli tacquero. Allora egli, preso per mano quell'uomo, lo guarì e lo rimandò. Indi soggiunse: Chi di voi, se di sabato gli cade l'asino o il bove in un pozzo, non lo tira subito fuori? E a queste sue parole non potevano rispondere. Notando poi come gli invitati sceglievano i primi posti, disse loro questa parabola: Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non ti mettere al primo posto, ché forse non sia invitato uno più degno di te, e chi ha invitato te e lui non venga a dirti: Cedigli il posto; e allora tu non cominci a stare con vergogna all'ultimo posto. Ma, quando sei invitato, vatti a mettere all'ultimo posto, affinché venendo chi ti ha invitato, ti dica: Amico, vieni più in su; e questo allora sarà per te un onore davanti a tutti i commensali. Difatti coloro che s'innalzano saranno umiliati, e coloro che si umiliano saranno innalzati.
    L'invito alle nozze.
    La santa Chiesa ci rivela oggi il fine che essa persegue nei suoi figli dopo i giorni della Pentecoste. Le nozze delle quali si parla nel Vangelo sono le nozze del cielo alle quali è preludio quaggiù l'unione divina, che si realizza nel sacro banchetto. L'invito divino è rivolto a tutti e non somiglia affatto agli inviti in uso sulla terra e con i quali gli sposi invitano i loro vicini ad essere puramente testimoni di una unione, che ad essi è affatto estranea. Sposo qui è il Cristo, Sposa è la Chiesa (Ap 19,7) e, essendo noi membri della Chiesa, le nozze sono le nostre nozze.
    L'unione divina.
    Se vogliamo che l'unione sia feconda, come la vuole l'onore dello Sposo, è necessario che l'anima serbi a lui nel santuario della sua coscienza una fedeltà non momentanea, un amore che duri oltre l'incontro nel sacro mistero della Comunione. L'unione divina vera domina l'esistenza, la riassume nella contemplazione dell'Amato, nella ricerca diligente dei suoi interessi, nella continua tendenza del cuore verso di Lui, anche quando pare che egli si sottragga allo sguardo dell'anima e al suo amore.
    Può forse la Sposa mistica fare per Dio meno di quello che fanno le spose del mondo per lo sposo terreno (1Cor 7,34)?
    Solo a queste condizioni l'anima raggiunge la vita unitiva e vi raccoglie frutti.
    Condizioni dell'unione.
    Per raggiungere questo pieno dominio del Cristo sull'anima e sui suoi movimenti, dominio che rende l'anima veramente sua e la sottomette a lui come la Sposa è sottomessa allo sposo (1Cor 11,8-10) è necessario eliminare qualsiasi rivalità. Vediamo anche troppo spesso che il Figlio nobilissimo del Padre (Sap 8,3), il Verbo divino che rapisce i cieli per la sua bellezza, trova quaggiù delle pretese rivali, che gli contendono il cuore delle creature da lui sottratte alla schiavitù e chiamate a condividere la gloria del suo trono. Quante volte egli non è tenuto in scacco anche in quelle anime nelle quali finisce per trionfare pienamente? E tuttavia non si impazienta, non si allontana per un giusto risentimento, ma ripete per anni il suo insistente invito (Ap 3,20), misericordiosamente aspettando che il tocco segreto della grazia e il lavorio dello Spirito Santo superino le inconcepibili resistenze.
    L'umiltà.
    Chi vuole ottenere un posto eminente al banchetto di Dio deve custodire particolarmente l'umiltà. Caratteristica dei Santi è l'ambizione della gloria futura, ma essi sanno che per ottenerla devono in questa vita tanto scendere nella miseria del loro nulla quanto nella vita futura vogliono salire. Attendendo il giorno in cui ciascuno riceverà secondo i suoi meriti, nulla perdiamo considerandoci al di sotto di tutti e il posto che ci è riservato nel regno dei cieli non dipende dall'apprezzamento nostro o altrui, ma solo dalla volontà di Dio che esalta gli umili.
    Più siete grandi, più dovete abbassarvi in tutte le cose e troverete così grazia davanti a Dio, dice l'Ecclesiastico, perché Dio solo è grande (Eccli 3,21-22).
    Seguiamo dunque, magari solo per interesse, il consiglio del Vangelo, e convinciamoci di meritare in tutto l'ultimo posto. L'umiltà non è sincera nei rapporti sociali, se non aggiungiamo alla poca stima di noi stessi la stima degli altri, rendendo onore a tutti (Rm 12,10), sottomettendoci volentieri a tutti in ciò che non interessa la coscienza, profondamente convinti della nostra inferiorità e della nostra miseria; davanti a Colui che scruta i reni e i cuori (Ap 2,23).
    Una sentita carità verso il prossimo, che ci porta a metterlo davanti a noi, senza alcuna affettazione, nelle circostanze varie della vita di tutti i giorni è la miglior prova di una sincera umiltà verso Dio.
    PREGHIAMO
    La tua grazia, o Signore, ci preceda, ci accompagni e ci spinga sempre verso le opere buone.

    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 493-496.»





    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»

    “Seizième Dimanche après la Pentecôte.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...05&oe=5C3269B8





    “Sermon du Père Joseph-Marie Mercier pour le seizième Dimanche après la Pentecôte : Dieu le Père.
    http://prieure2bethleem.org/predica/...bre.mp3”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...ec&oe=5BEF4020





    “Dans le Passé simple N°37 de septembre : un dossier dédié à Saint Théodule, patron du Valais
    http://passesimple.ch/anciens_num.php”

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    9 septembre : Saint Pierre Claver, Apôtre des Noirs (? 1654) :: Ligue Saint Amédée
    “9 septembre : Saint Pierre Claver, Apôtre des Noirs († 1654).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...rre_claver.jpg







    Luca, Sursum Corda - Habemus Ad Dominum!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

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    Lightbulb Re: Fiori sull'altare di Maria Santissima Madre di Dio durante l'Ottava della Nativit

    10 SETTEMBRE 2018: SAN NICOLA DA TOLENTINO…



    San Nicola da Tolentino - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-nicola-tolentino/
    «10 settembre, San Nicola da Tolentino, Confessore (Sant’Angelo in Pontano, 1245 – Tolentino, 10 settembre 1305).

    “A Tolentino, nel Piceno, la deposizione di san Nicola Confessore, dell’Ordine degli Eremitani di sant’Agostino”.
    Glorioso San Nicola, animato da viva fiducia nel tuo efficacissimo patrocinio, a te sollevo la mia voce e caldamente ti raccomando l’augusta Sposa di Gesù, la Chiesa. Tu dal Cielo conosci le fiere lotte ch’Ella sostiene, i gemiti affannosi che manda dal cuore, le lacrime amare che versa per la perdita di tante anime. Deh! Tu che sei il Protettore possente, su Essa e sui figli suoi invoca la divina pietà. E come i popoli ti salutarono ancora speciale patrono della Chiesa che soffre nel Purgatorio, così questa pure raccomando all’efficacia del tuo patrocinio. Intercedi per quelle anime, affretta loro l’amplesso dello Sposo celeste; fa che l’una e l’altra Chiesa da te difese e protette, siano con quella del Cielo eternamente beate. Così sia.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-240x300.jpg





    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre
    XVI domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=N5vEGa_LLsc
    XVI domenica d. Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=f6dLUG9uP_8
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php »





    Tradidi quod et accepi
    http://tradidiaccepi.blogspot.it


    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...f0&oe=5C335220





    «SAN NICOLA DA TOLENTINO
    Confessore.

    Doppio.
    Paramenti bianchi.
    San Nicola, sacerdote, detto da Tolentino perché qui esercitò il ministero dal 1275 alla morte, nacque nel 1245 Sant'Angelo in Pontano, nel Piceno. Ricevette al battesimo il nome del Santo Vescovo di Bari, perché nacque in seguito ad un pellegrinaggio che fecero i suoi genitori alla tomba del grande taumaturgo. Seguendo l'esempio del suo Santo Patrono, fin dall'età di sette anni, cominciò a digiunare parecchie volte alla settimana. Dodicenne si avvicinò agli Agostiniani; un giorno, mentre assisteva al sermone di un Eremita di sant'Agostino sul disprezzo del mondo, decise di abbandonare tutto quello che possedeva (Vangelo) ed entrò nell'Ordine Agostiniano (1260). Fu modello di virtù - l'iconografia lo rappresenta con un giglio in mano perché modello l'innocenza e di purezza - e strumento della divina potenza contro i demoni. Il 10 dicembre 1294 meritò di assistere alla Traslazione dell’Alma Casa della Vergine a Loreto. Portò un grande amore alle Anime del Purgatorio. Passò al Signore a Tolentino il 10 settembre 1305. Fu iscritto da Papa Eugenio IV nel novero dei Santi nel 1446. Sisto V ne estesa la festa a tutta la Chiesa Latina.
    * Nicola, detto da Tolentino a motivo del suo lungo soggiorno in quella città, nacque nel paese di sant'Angelo nel Piceno da pii genitori, i quali, andati a Bari a compiervi un voto col desiderio d'avere dei figli, ed avendovi ricevuta l'assicurazione da san Nicola della nascita di un figlio, imposero al figlio ch'ebbero il nome di questo santo. Fin dall'infanzia il fanciullo diede esempio di molte virtù, ma specialmente d'astinenza. Infatti appena ebbe sette anni, ad imitazione dello stesso san Nicola, cominciò a digiunare più volte la settimana; e conservò questa abitudine anche in seguito, contentandosi solo di pane ed acqua.
    Divenuto adulto e già ascrittosi alla milizia ecclesiastica e provvisto d'un canonicato, assistendo un giorno a una predica che un oratore dell'ordine degli Eremiti di sant'Agostino faceva sul disprezzo del mondo, tocco da quella predica entrò subito nel medesimo ordine. Ivi coll'esatta osservanza delle regole della vita religiosa, vestendo grossolanamente, domando il corpo con discipline e catene di ferro, e astenendosi dalla carne e quasi da ogni nutrimento, fu modello a tutti di carità, umiltà, pazienza, e di tutte le altre virtù.
    Non tralasciò mai d'applicarsi assiduamente alla preghiera, benché vessato da satana con insidie in varie guise fino talvolta ad esserne flagellato. Infine, nei sei mesi prima di morire, udì tutte le notti concerti angelici; la cui soavità facendogli già pregustare le gioie del paradiso, ripeteva spesso le parole dell'Apostolo: «Bramo d'essere sciolto, e di essere con Cristo» (Philipp. 1,25). Da ultimo, predisse ai suoi confratelli il giorno della sua morte, che fu il 10 Settembre. Dopo morte fu illustrato da molti miracoli, i quali regolarmente e canonicamente constatati, fu iscritto da Papa Eugenio IV nel novero dei Santi.
    SANTA MESSA
    ** Omelia di san Beda venerabile presbitero.
    Libro 4, cap. 54, su Luca 12.
    Chiama piccolo il gregge degli eletti, o per comparazione del maggior numero dei dannati, o meglio per la devozione dell'umiltà: poiché, sebbene la sua Chiesa sia già estesa con quanta mai numerosità, tuttavia vuole che cresca fino alla fine del mondo in umiltà, e che raggiunga con l'umiltà il regno promesso. Pertanto, dopo aver consolato delicatamente le sue fatiche, colei a cui ha ordinato di cercare soltanto il regno di Dio, alla medesima promette con compiaciuta bontà il regno che verrà donato dal Padre.
    "Vendete le cose che possedete e datele in elemosina". Non temete, disse, che vengano a mancare ai combattenti per il regno di Dio le cose necessarie di questo mondo: che anzi vendete anche le cose possedute per l'elemosina. Ciò allora si fa degnamente, quando uno, una volta disprezzate tutte le sue cose per il Signore, nondimeno dopo di queste con il lavoro delle mani opera sia per avere il vitto sia perché possa dare elemosina. Donde si gloria l'Apostolo, dicendo: "Non ho io desiderato l'argento, e l'oro, le vesti di nessuno: conforme voi sapete che al bisogno mio e di quelli che sono con me servirono queste mani. In tutto vi ho dimostrato come così lavorando, conviene sostenere i deboli".
    Fatevi delle borse, che non invecchino: operando cioè elemosine, il compenso delle quali rimanga in eterno. Ove non è da ritenersi questo comandamento sia, che nessun denaro sia riservato dai santi, da utilizzarsi vuoi per gli usi loro, vuoi per quelli dei poveri: quando anche lo stesso Signore, a cui servivano gli angeli, tuttavia, per informare la sua Chiesa, si legge avesse avuto nascondigli, sia per conservare le offerte dei fedeli, sia per provvedere alle necessità dei suoi e agli altri indigenti; ma che non si serva a Dio per queste cose, e per timore della povertà non si tralasci la giustizia.»
    https://sardiniatridentina.blogspot....ssore.html?m=1
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...29&oe=5C1F6283





    “TERZO GIORNO INFRA L'OTTAVA DELLA NATIVITÀ DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA.

    Semidoppio.
    Paramenti bianchi.”
    Guéranger, L'anno liturgico - Natività della Beata Vergine Maria
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...1e&oe=5C219857





    “SACRO SETTENARIO IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA. (8 - 14 Settembre).
    San Paolo della Croce, come di Gesù Crocifisso, così di Maria Addolorata fu devotissimo fin dalla sua prima adolescenza. La continua meditazione dei patimenti di Gesù e dei dolori di Maria, gl'infuse tanto orrore al peccato, che per conto suo conservò la battesimale innocenza per tutto il lungo corso della sua vita; e per combattere il peccato negli altri, si fece zelantissimo apostolo del Crocifisso e dell'Addolorata. Già più che ottantenne costretto a letto dall'età e dall'infermità, quando partivano o ritornavano i suoi figli dalle strepitose missioni di allora, li benediceva con grande effusione, gl'incoraggiava a combattere satana ed il peccato, ed esclamava commosso: Oh se avessi trent'anni di meno! Vorrei uscire in campo aperto a combattere questo mostro esecrando! Ecco l'essenza della devozione all'Addolorata: l'odio al peccato, che le uccise il Figlio (da Meditazioni di un Passionista sui dolori di Maria, Roma, 1938, n.12)”
    https://1.bp.blogspot.com/-J_PujShK2...29290234_n.jpg


    «NOVENA IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DELL'ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO. (5 - 13 Settembre).»

    “MESE DI SETTEMBRE: MESE DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...9d&oe=5BEDCBEA

    “NOVENA IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DEL SANTISSIMO NOME DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA. (3 - 11 Settembre).”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...60&oe=5BEE311E

    “DELLE VIRTÙ DI MARIA SANTISSIMA di Sant'Alfonso Maria de' Liguori. (Glorie di Maria, n. 584-593).”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...74&oe=5BEFE4F0







    https://www.radiospada.org
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “10 settembre 2018: San Nicola di Tolentino, confessore (qui con Santa Rosa da Lima ai piedi della Madonna).

    Nacque a Sant'Angelo in Pontano (Macerata) nel 1245. Già nella sua giovinezza emersero i suoi doni carismatici. Entrò come oblato fra gli Agostiniani e compiuti gli studi di teologia, fu ordinato sacerdote da San Benvenuto, vescovo di Osimo. Per fare apostolato, passò la sua vita da una comunità all'altra, preficando in numerosi conventi delle Marche. A Sant'Elpidio fu Maestro dei Novizi. Nel conventidi Valm anente di Pesaro ebbe una visione del Purgatorio. A causa della precaria salute si stabilì quindi a Tolentino ove visse trent'anni in preghiera, penitenza e apostolato. Fu un asceta rigidissimo con se stesso e dolce e comprensivo con i poveri, i bisognosi e gli ammalati. Grande confessore, fu pieno di umana compassione per ogni tipo di miseria. L'incondizionata obbedienza, il distacco completo dai beni terreni, l'umiltà e la modestia furono costanti della sua vita. Morì il 10 settembre 1305. Fu canonizzato da Papa Eugenio IV nel 1446. La sua tomba nella basilica di Tolentino è da sempre meta di pellegrinaggi.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...af&oe=5BECFF81





    “Monsignor Giuseppe Melas (11 ottobre 1901 - 10 settembre 1970), Vescovo di Nuoro dal 1947. Lo vogliamo ricordare con uno stralcio del discorso che tenne nell'assise del Vaticano II il 27 ottobre 1962. Nella medesima assise espresse la sua contrarietà alla concelebrazione, alla comunione sotto le due specie e alle critiche rivolte al Sant'Offizio.

    «Certissimamente sono in errore coloro che credonodi facilmente ricondurre all’unità i fratelli separati dalla Chiesa e ad una migliore e più fruttuosa vita cristiana i fedeli tiepidi se nella sacra Liturgia si impiegasse il vernacolo al posto del latino. Tutti sanno che la questione è più complessa e che a più fattori vada attribuito l’allontanamento dei fedeli dalla vita sacramentale e la separazione degli altri cristiani! Fosse vero che le ragioni di questi luttuosi mali risiedessero nell’uso del latino! Facilissima da trovare sarebbe la medicina! Non si cura il malato con la morte, ma con la medicina; né un edificio si ripara non con la demolizione, ma col restauro! Inoltre si dovrà fare attenzione a che, mentre si vanno ricercando nuovi legami, fino ad ora senza efficacia, non si rompano antichissimi vincoli provati resistenti nello spazio e nel tempo; né si cerci una nuova via ancora sconosciuta, abbandonata quella antica e sicura. In breve non c’è convenienza fra ciò che alcuni vogliono ottenere, il che è incerto e discutibile, e ciò che certamente si demolisce e poi in seguito difficilmente si potrà ricostruire!».”
    “Cristiano Piseddu: oriundo dell'archidiocesi di Cagliari, dove fu Cancelliere Arcivescovile e Canonico della Primaziale, fu stroncato da un infarto nel 1970 proprio perché non riuscì a reggere alla rivoluzione conciliare!”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...23&oe=5BEF3CBE





    «"Clementissimo Padre
    non è temerarietà, ma amore quello che ci spinge a scriverVi.
    Noi siamo, è vero, la più infima di tutte le tribù indiane, mentre Voi siete il più grande fra gli uomini viventi. Ma Voi siete stato il primo ad aver gettato uno sguardo di compassione su di noi. Sì, Padre Santo, ancora trenta inverni fa noi eravamo un popolo selvaggio, miserabile sia nell’anima che nel corpo, fino a che Voi non ci mandaste il grande Saio Nero, Padre De Smet che, grazie al Battesimo, ci fece diventare figli di Dio.
    Noi eravamo ciechi e Voi lo mandaste ad aprirci gli occhi. Molti di noi brancolavano ancora nelle tenebre, quando Padre De Smet partì da noi; allora Voi mandaste un altro Saio Nero, il nostro buon Padre Nicholas Point, che venne quaggiù, visse insieme a noi e ci destò, guidandoci sul sentiero che conduce al Paradiso. E quanti altri Padri non ci avete dato per insegnare a noi e ai nostri figli la legge di Dio e per renderci Cristiani migliori? Perciò, Padre Santo, avendo sentito che Voi Vi trovate ora nell’afflizione, vogliamo ringraziarvi della Vostra carità ed esprimerVi il nostro grande amore e il nostro intenso dolore nell’apprendere che alcuni vostri malvagi figli seguitano a causarVi sofferenze, dopo avervi privato della Vostra stessa casa. Sebbene siamo soltanto dei poveri indiani, ignari delle politezze della vita, consideriamo però questo comportamento come un crimine.
    Solo 50 anni fa eravamo ancora dei selvaggi; ma mai avremmo osato comportarci così, sapendo che la dignità e l’autorità del Papa provengono da Cristo. Per questa ragione non abbiamo mancato di pregare e seguiteremo a pregare per Voi, Padre Santo e per l’intera Chiesa, con tutto l’ardore di cui dei poveri indiani sono capaci. Di più: convenuti dai nostri diversi accampamenti nella chiesa della Missione, per nove giorni abbiamo recitato molte preghiere e praticato atti di virtù che abbiamo offerto per Voi al Sacro Cuore di Gesù. Questa mattina abbiamo conteggiato le nostre pratiche e devozioni e trovato ch’esse assommavano al numero di 120.527. Stimandolo insufficiente, abbiamo offerto i nostri stessi cuori per il nostro eccellentissimo Padre, il Papa, nella certa fiducia che questa nostra offerta non sarà rigettata. Disponiamo anche di un certo numero di soldati, non addestrati per la guerra, ma per mantenere l’ordine nei nostri accampamenti. Se questi uomini possono essere di aiuto al servizio del Papa, noi li offriamo con gioia ed essi si chiamano Blackrobe, in inglese. La veste nera ecclesiastica portata dal gesuita Padre De Smet, come da altri religiosi, sacerdoti diocesani e da alcuni ordini di suore, doveva evidentemente fare grande impressione sugli animi semplici di questi nativi, non meno della santità di vita e dello spirito di sacrificio dei Missionari. Essi si stimeranno fortunati di poter versare il loro sangue e di offrire le proprie vite per il nostro buon Padre, Pio IX. E ora, possiamo parteciparVi i nostri timori e i nostri dubbi? I venditori di whisky si approssimano ogni giorno. Noi temiamo di tradire il nostro Salvatore e di ritrarre i cuori che Gli avevamo donato. Aiutateci e rafforzate la nostra volontà con le Vostre preghiere. Ma i nostri cari figli sono ancora più da compatire, perché essi sono maggiormente esposti al pericolo. Non tanto i nostri figli maschi, che hanno autentici padri nei Sai Neri [i religiosi gesuiti], quanto le nostre figlie, che non hanno finora madri gentili [le suore] che si prendano cura di loro. Noi abbiamo chiesto spesso Sai Neri del loro stesso sesso [cioè delle religiose], ma le nostre voci sono troppo flebili per essere udite e siamo troppo poveri per poter fare di più, oltre che chiedere.
    Questi sono i sentimenti che scaturiscono dai nostri cuori; ma siccome noi, poveri indiani, siamo soliti attribuire poco valore all’espressione di sentimenti, se questi non sono accompagnati anche da doni materiali, ecco che abbiamo raccolto dollari e piccole monete di cui farVi dono, onde esibirVi, quale misura della nostra sincerità, un frammento della nostra stessa carne. Nonostante la nostra povertà e con grande nostra sorpresa, abbiamo potuto raccogliere 110 dollari .
    E ora, Padre Santo, permetteteci ancora una volta di aprirVi i nostri cuori.
    Oh, quanto saremmo felici, malgrado la nostra indegnità, di poter ricevere una parola dalle vostre labbra, una parola che aiuterà noi, le nostre spose e i nostri figli a trovare accesso al Sacro Cuore di Gesù!"
    Lettera degli indiani pellerossa Coeur d'Alene, datata 1871, indirizzata a Pio IX dopo la Breccia di Porta Pia.»





    http://www.centrostudifederici.org
    Rassegna stampa sulle scuole cristiane nel Vicino Oriente - Centro Studi Giuseppe Federici
    “Centro studi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza.
    Comunicato n. 65/18 del 10 settembre 2018, San Nicola da Tolentino.
    Rassegna stampa sulle scuole cristiane nel Vicino Oriente.”




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    "10 settembre 1948. Finalmente, abbiate presente che anche i migliori programmi giovano poco, se il maestro non è pari al suo officio, e che al contrario, anche con un sistema scolastico manchevole ed imperfetto, un buon maestro può ottenere pur sempre notevoli risultati. In lui la « coscienza etico-religiosa » è l'elemento primo e indispensabile; ma sola non basta. Occorre che egli abbia altresì sapere e capacità.
    Dal DISCORSO DI SUA SANTITÀ PIO XII
    AI DELEGATI E AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO NAZIONALE DELL'ASSOCIAZIONE ITALIANA MAESTRI CATTOLICI."
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    “Sul sito è disponibile il numero 129 (del giorno 9 settembre 2018) di Sursum Corda®.
    Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori.
    Clicca qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:
    – Comunicato numero 129. La penitenza e la peccatrice innominata;
    – Orazione per la Natività di Maria Santissima;
    – Triduo in onore di Maria SS.ma Bambina;
    – Concilio di Vienne: soppressione dei Templari;
    – Preghiera alla B. Vergine graziosa Bambina;
    – Il rapporto fra Satana e la donna (Seconda parte);
    – Preghiera a Santa Rosalia;
    – Evitare le occasioni pericolose e le illusioni;
    – Teologia Politica 117. Contro la frenesia degli anarchici e dei ribelli alla legittima autorità.
    A cura di Carlo Maria Di Pietro.”
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    Ligue Saint Amédée
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    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    10 septembre : Saint Nicolas de Tolentino, Religieux (? 1310) :: Ligue Saint Amédée
    “10 septembre : Saint Nicolas de Tolentino, Religieux († 1310).”
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    Luca, Sursum Corda - Habemus Ad Dominum!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

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    Lightbulb Re: Fiori sull'altare di Maria Santissima Madre di Dio durante l'Ottava della Nativit

    11 SETTEMBRE 2018: SANTI PROTO E GIACINTO, MARTIRI…



    Santi Proto e Giacinto - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santi-proto-giacinto/
    «11 settembre, Santi Proto e Giacinto, Martiri.

    “A Roma, sulla via Salaria antica, nel cimitero di Bastila, il natale dei santi Martiri Proto e Giacinto fratelli, eunuchi della beata Eugenia. Essi, sotto l’imperatore Gallieno, scoperti di esser Cristiani, furono costretti a sacrificare; ma non consentendo, prima furono crudelissimamente battuti, e alla fine decapitati allo stesso modo”.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...to-205x300.jpg





    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php »





    Tradidi quod et accepi
    http://tradidiaccepi.blogspot.com/


    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...d3&oe=5C2089E5





    «QUARTO GIORNO INFRA L'OTTAVA DELLA NATIVITÀ DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA.
    Semidoppio.
    Paramenti bianchi.»
    Guéranger, L'anno liturgico - Natività della Beata Vergine Maria
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...ad&oe=5C36A4BD





    «SANTI PROTO E GIACINTO
    Martiri.

    Semplice.
    Paramenti rossi.
    I fratelli Proto e Giacinto, i quali furono dottori della legge cristiana, subirono il martirio in Roma durante la persecuzione di Valeriano. Furono seppelliti sulla via Salaria Antica, nel cimitero di Basilla. Il loro sepolcro fu restaurato da san Damaso che lo adornò pure di un suo epigramma. Le reliquie di san Giacinto nel 1845 furono riportate alla luce dal padre Marchi sj, mentre quelle di san Proto già erano state traslate a San Giovanni dei Fiorentini.
    Martirologio Romano.
    A Roma, sulla via Salaria antica, nel cimitero di Bastila, il natale dei santi Martiri Proto e Giacinto fratelli, eunuchi della beata Eugenia. Essi, sotto l’imperatore Gallieno, scoperti di esser Cristiani, furono costretti a sacrificare; ma non consentendo, prima furono crudelissimamente battuti, e alla fine decapitati allo stesso modo.
    * Proto e Giacinto, fratelli, servi della beata vergine Eugenia, battezzati insieme con lei dal vescovo Eleno e datisi allo studio delle sacre lettere, vissero qualche tempo fra gli asceti d'Egitto una vita mirabilmente umile e santa. Ma poi avendo seguito a Roma la santa Vergine Eugenia, sotto l'imperatore Gallieno, furono arrestati in Roma stessa perché professavano la fede cristiana. E non essendosi potuto ottenere in nessun modo ch'essi abbandonassero la religione cristiana, e adorassero gli dèi, dopo essere stati crudelmente flagellati, caddero sotto la scure l'11 Settembre.
    SANTA MESSA
    ** Omelia di san Gregorio papa.
    Omelia 35 sui Vangeli.
    Il Signore e Redentore nostro annunzia i mali che precederanno la fine del mondo affinché, quando essi verranno, tanto meno perturbino quanto più saranno stati conosciuti prima. Infatti le frecce che sì prevedono feriscono meno; e i mali del mondo ci sembrano più tollerabili quando la previsione ci premunisce contro di essi, come uno scudo. Ecco dunque quello che dice: "Quando sentirete parlare di guerre e sommosse, non vi spaventate; bisogna che prima avvengano queste cose, ma la fine non verrà subito dopo". È necessario ponderare le parole del nostro Redentore, con le quali egli ci annunzia che dobbiamo patire sia all'esterno che all'interno. Le guerre infatti vengono fatte dai nemici, le sommosse dai cittadini. Per indicarci dunque che saremo turbati all'esterno e all'interno, ci dice che altro avremo a soffrire dai nemici e altro dai fratelli.
    Ma poiché, avvenuti questi mali, non seguirà subito la fine, aggiunge: "Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno; e vi saranno in diversi luoghi grandi terremoti, e pestilenze e carestie; e vi saranno fenomeni spaventosi e grandi segni dal cielo". L'ultima calamità sarà così preceduta da molte calamità; e con i frequenti mali che precederanno, vengono indicati i mali eterni, che seguiranno. Perciò, dopo le guerre e le sommosse, non seguirà subito la fine; perché devono precedere molti mali che, possano preannunciare il male che non avrà fine.
    Però, dopo che si è parlato di tanti segni di perturbazione, è necessario prenderli brevemente in considerazione ad uno ad uno. Perché sta scritto che noi ne subiamo alcuni dal cielo, altri dalla terra, altri dagli elementi, altri dagli uomini. Dice infatti: "Si solleverà popolo contro popolo": ecco lo scompiglio degli uomini; "vi saranno in diversi luoghi grandi terremoti": ecco l'ira che verrà dall'alto; "vi saranno pestilenze e": ecco la perturbazione nei corpi; "vi saranno fame e carestia": ecco la sterilità della terra; "e fenomeni spaventosi dal cielo e tempeste": ecco l'instabilità dell'atmosfera. Poiché dunque tutto deve essere distrutto, prima della distruzione tutto sarà sconvolto; e noi, che in tutto abbiamo peccato, in ogni cosa saremo puniti, perché si avveri quanto è stato detto: "E con lui combatterà l'universo contro gli insensati".
    https://sardiniatridentina.blogspot....rtiri.html?m=1 »
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...b5&oe=5C36BF27





    “SACRO SETTENARIO IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA. (8 - 14 Settembre).

    San Paolo della Croce, come di Gesù Crocifisso, così di Maria Addolorata fu devotissimo fin dalla sua prima adolescenza. La continua meditazione dei patimenti di Gesù e dei dolori di Maria, gl'infuse tanto orrore al peccato, che per conto suo conservò la battesimale innocenza per tutto il lungo corso della sua vita; e per combattere il peccato negli altri, si fece zelantissimo apostolo del Crocifisso e dell'Addolorata. Già più che ottantenne costretto a letto dall'età e dall'infermità, quando partivano o ritornavano i suoi figli dalle strepitose missioni di allora, li benediceva con grande effusione, gl'incoraggiava a combattere satana ed il peccato, ed esclamava commosso: Oh se avessi trent'anni di meno! Vorrei uscire in campo aperto a combattere questo mostro esecrando! Ecco l'essenza della devozione all'Addolorata: l'odio al peccato, che le uccise il Figlio (da Meditazioni di un Passionista sui dolori di Maria, Roma, 1938, n.12)”
    https://1.bp.blogspot.com/-J_PujShK2...29290234_n.jpg


    «NOVENA IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DELL'ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO. (5 - 13 Settembre).»

    “MESE DI SETTEMBRE: MESE DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...9d&oe=5BEDCBEA

    “NOVENA IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DEL SANTISSIMO NOME DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA. (3 - 11 Settembre).”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...60&oe=5BEE311E

    “DELLE VIRTÙ DI MARIA SANTISSIMA di Sant'Alfonso Maria de' Liguori. (Glorie di Maria, n. 584-593).”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...74&oe=5BEFE4F0





    Santi Proto e Giacinto
    http://www.santiebeati.it/dettaglio/69800
    http://www.santiebeati.it/immagini/T...800/69800A.JPG





    https://www.radiospada.org
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    «11 settembre 2018: ss. Proto e Giacinto, martiri.

    Sul luogo della loro sepoltura Papa Damaso aveva fatto porre una lapide che ricordava come Proto e Giacinto fossero fratelli martiri. proto e Giacinto erano cristiani eunuchi, schiavi della beata Eugenia, figlia del nobile romano Filippo, prefetto di Alessandria d'Egitto. Convertita al cristianesimo, Eugenia avrebbe ceduto i due giovani alla nobileBassilla, convertitasi a sua volta grazie ai loro insegnamenti. Denunciati dal fidanzato di quest'ultima, furono imprigionati e quindi costretti a sacrificare agli dei. Al loro rifiuto furono prima bastonati a sangue e quindi decapitati. La loro esistenza e il loro martirio sono stati storicamente comprovati.
    Proto e Giacinto, santi, martiri di Roma, all’altare dei santi Cosma e Damiano in S. Giovanni Battista dei Fiorentini vi sono il corpo di Proto e le reliquie di Giacinto. Entrambi erano sepolti nel cimitero di Bassilla (poi di S. Ermete) in un cubicolo fatto sistemare da papa Damaso. Nell’VIII o IX secolo il corpo di Proto fu traslato a Roma. Nel 1592 le sue reliquie dalla chiesa di S. Salvatore in pede pontis pervennero alla chiesa dei Fiorentini. I resti di Giacinto, ritrovati da p. Marchi nel cimitero di S. Ermete il 21 marzo del 1845, furono donati da Pio IX, il 19 agosto 1846, al Collegio di Propaganda Fide. Alcune sue reliquie: una porzione dell’osso mascellare superiore e un’altra della tibia furono ottenute dalla chiesa di S. Giovanni Battista dei Fiorentini il 10 novembre 1881. Giacinto fu traslato nel 1936 alla chiesa gianicolense della nuova sede del Collegio di Propaganda Fide e posto all’altare maggiore.
    M.R.: 11 settembre - A Roma, sulla via Salaria antica, nel cimitero di Basilla, il natale dei santi Martiri Proto e Giacinto fratelli, eunuchi della beata Eugenia. Essi, sotto l'Imperatore Gallieno, scoperti di essere Cristiani, furono costretti a sacrificare; ma non consentendo, prima furono crudelissimamente battuti, e alla fine decapitati allo stesso modo.
    [ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...95&oe=5C2BAF36

    “L'11-12 Settembre 1683 a Vienna gli Ussari Alati di Giovanni III Sobieski, re di Polonia, salvano l'Europa Cristiana dall'assalto del'Impero Ottomano.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...0b&oe=5C21CD1B








    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    “MARTEDÌ - Gesù, Maria, Giuseppe, amori miei dolcissimi, di Voi, per Voi, con Voi io viva, patisca e muoia. - Tre Gloria -.”
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    https://www.facebook.com/pietroferrari1973/

    “Pietro Ferrari
    Nell'omelìa della XVI d.P. Don Ugo Carandino esplicando il catechismo ha commentato il vangelo sulla santificazione della Domenica che passa anche per l'astensione dalle opere servili.
    Da cattolico non posso che rallegrarmi dell'iniziativa governativa sulla chiusura domenicale degli esercizi commerciali e trovo assai strano che i blog cattolici non ne facciano ancora alcuna menzione.
    A La Salette la Madonna parlò chiaramente in proposito anche se tutti si sono concentrati sul messaggio apocalittico.”





    https://doncurzionitoglia.wordpress....ochet-parte-1/
    «IL CASO PINOCHET (parte 1) Pubblicato il 18 settembre 2017 di doncurzionitoglia
    Prima parte
    Prologo
    L’11 settembre del 2017 è ricorso il 44° anniversario del golpe cileno capeggiato, nel 1973, dal generale Augusto Pinochet (25 novembre 1915 – 10 dicembre 2006). In quest’occasione mi sembra opportuno ristudiare quel che successe allora, le cause del golpe e ciò che ne scaturì.
    Per far ciò mi servo, in questo breve articolo, del bel libro del caro amico, prematuramente scomparso, Mario Spataro, Pinochet. Le “scomode” verità, Roma, Il Settimo Sigillo, 2003 (…)
    Pinochet massone?
    Allende era massone oltre che marxista, secondo il Corriere della Sera (18 ottobre 1998, p. 9) pure Pinochet lo sarebbe stato. Mario Spataro commenta: “cosa ben strana, questa, dati i sentimenti notoriamente cattolici di Pinochet che, assieme alla moglie, si recava quasi quotidianamente alla santa Messa” (cit., p. 52, nota 47). Inoltre lo definisce “cattolico strettamente tradizionalista e preconciliare” (cit., p. 168, nota 29).
    Per quanto riguarda i rapporti che ebbe Pinochet con Milton Friedman della Scuola iper-liberista di Chicago essi furono puramente funzionali al ristabilimento del benessere economico cileno, che era stato rovinato, come vedremo in séguito, da tre anni di nazionalizzazioni ed espropri da parte di Allende e quindi occorreva liberalizzare, ma in maniera equilibrata, lasciando allo Stato il potere di intervenire in questioni economico/finanziarie, senza cadere nell’eccesso anarco/liberista dello “Stato minimo”.
    Queste sono le due gravi accuse, che vengono mosse contro Pinochet (massonismo e liberismo selvaggio), ma che vengono sfatate dal libro di Mario Spataro. (…)
    https://doncurzionitoglia.wordpress....ochet-parte-2/
    (…) Mosca, Cuba e il Cile
    L’ascesa al potere di Allende non fu solo opera dell’elettorato cileno, ma fu sostenuta da Mosca attraverso Cuba e fu contrastata dagli Usa attraverso la Cia. Certamente la Cia ha svolto il suo ruolo nel golpe del 1973, ma non sarebbe esatto dire che essa ha fatto tutto. Non solo la giunta militare cilena, ma anche la maggior parte della popolazione non ne poteva più dello stato di disordine e di miseria in cui Allende, con le sue riforme di esproprio e di nazionalizzazione, aveva sprofondato l’economia del Paese.
    Un’altra accusa mossa a Pinochet è quella di essere stato un burattino nelle mani della Cia e un amico inveterato dei padri dei neo-conservatori americani (Nixon, la Banca Mondiale…) e della signora Thatcher. Certamente il rapporto di amicizia tra la Thatcher e Pinochet c’è stato, ma ridurre Pinochet ad un neo-conservatore americanista o britannico è esagerato. Egli ha dovuto svolgere una politica di privatizzazione dei beni del Cile dopo quella forsennata di espropri e di nazionalizzazioni portata avanti da Allende, come vedremo in séguito, e quindi ha dovuto avere rapporti con alcuni personaggi (v. Milton Friedman) che erano non totalmente in linea con il suo modo di pensare da uomo d’ordine, cattolico tradizionalista e preconciliare. Certamente anche Pinochet ha avuto, come ogni uomo, dei difetti e dei limiti, ma non si può disconoscere il ruolo che ha giocato, in prima linea, nella restaurazione dell’ordine e del benessere della sua Patria. Le obiezioni circa la sua appartenenza alla massoneria e il suo filo neo-conservatorismo, come abbiamo visto in parte nel primo articolo, non stanno in piedi.
    (…) Allende per primo ricorre ai militari
    Quando Allende si accorse di tanto disastro tentò (lui per primo e non Pinochet) di ricorrere ai militari per instaurare una ferrea dittatura poliziesca.
    (…) Tuttavia neppure i militari riuscirono a fermare lo sfacelo e inevitabilmente si arrivò (28 marzo 1973) alle dimissioni dei 3 ministri militari. Allora Allende tentò un secondo autogolpe chiamando il generale in capo dell’esercito cileno, Carlos Prats (marxista e massone come lui), ma tale tentativo abortì dopo appena 2 settimane di trattative e portò alle dimissioni di Prats dalla sua carica di capo di Stato maggiore (28 giugno 1973), poiché l’esercito gli aveva mostrato il suo pieno disaccordo per la sua alleanza con Allende, fu allora che Augusto Pinochet divenne capo di Stato maggiore dell’esercito cileno al posto di Prats.
    Inizio della rivolta aperta
    Oltre alla resistenza delle gente comune (le massaie e i camionisti) anche l’esercito iniziava a dare segni di forte scontento e il Parlamento (come vedremo in séguito) iniziava a non obbedire più supinamente ad Allende. Il Paese si trova spaccato in due, da una parte l’estremismo terrorista di sinistra aiutato da Cuba e dell’Urss e dall’altra la parte sana del Paese, che da sola non avrebbe potuto tener testa agli estremisti marxisti, i quali non esitavano a ricorrere alla violenza e agli assassinii, ricorse all’aiuto dell’esercito, il quale dopo che anche il Parlamento aveva sfiduciato Allende e questi si era rifiutato di trarne le dovute conseguenze non poté non entrare in azione.
    (…) Nel prossimo articolo affronteremo il problema del golpe militare dell’11 settembre del 1973.
    https://doncurzionitoglia.wordpress....ochet-parte-3/
    (…) Terza parte
    Il problema del golpe militare dell’11 settembre del 1973
    (…) Il golpe fu accolto con sollievo dalla maggioranza della popolazione cilena, tranne qualche sparuto gruppo di sinistra radicale.
    (…)Tentativo di autogolpe da parte di Allende
    Occorre sapere che Allende stava preparando, come scritto nel primo articolo, un auto-golpe, chiamando i militari ad entrare nel suo governo per poi imporre una dittatura comunista militare sullo stampo di quella castrista e sovietica. L’autogolpe di Allende era previsto per il 19 di settembre; quello capeggiato di Pinochet1 (11 settembre) lo precedette di una sola settimana. Questo fatto è stato confermato da Patricio Aylwin, un parlamentare democristiano cileno, che nel 1990 salì alla Presidenza del Cile al posto del dimissionario Pinochet, sconfitto da lui al referendum elettorale. (…)
    Nel 1977 e poi nel 1983 Pinochet dette maggiori libertà, ma la sinistra rivoluzionaria ne approfittò per intensificare la guerriglia. Quindi la giunta militare dovette inasprire la reazione. Vi furono degli eccessi da ambo le parti4, ma quelli commessi dalla ultrasinistra furono di gran lunga superiori. Il 7 settembre 1986 Pinochet con la sua scorta subì un attentato in grande stile, operato da 70 terroristi, che uccisero 5 uomini della scorta presidenziale e ne ferirono gravemente 11. Pinochet ne uscì miracolosamente incolume.
    Nel prossimo articolo vedremo le dimissioni di Pinochet che indisse un Referendum popolare nel 1988.
    (…) Innanzitutto per quanto riguarda la non appartenenza di Pinochet alla massoneria si sappia che “quando aveva 25 anni lo zio lo presentò alla loggia massonica Victoria 15, ma egli non andò mai oltre il grado più basso di ‘compagno’ perché non si presentava alle riunioni e, quindi, ne fu espulso” (http://357.hautetfort.com/archive/20...e-justice.html). Poi Pinochet sciolse la massoneria non appena prese il potere e nel suo epistolario con Giorgio Almirante Pinochet definì Franco e Salazar (fortemente avversi alla massoneria) “i miei maestri”.
    Inoltre per quanto riguarda la politica economica affidata da Pinochet alla supervisione di Milton Friedman si deve sapere che la giunta militare cilena la attuò, ma temperando il liberismo della Scuola di Chicago in un quadro protezionistico, mediante l’intervento – non asfissiante – dello Stato in materia economico/finanziaria, per il bene comune temporale del Cile. Inoltre tra i consiglieri economici di Pinochet figuravano anche i “gremiliasti”, di formazione cattolico/sociale corporativista ed antiliberista. Il Gremialismo è un movimento politico/sociale sorto in Argentina negli anni Quaranta; esso rivendicava il ruolo dei corpi intermedi tra l’individuo e lo Stato, conciliando così, le antiche corporazioni con le moderne strutture capitalistiche.
    (…) il cattolicesimo di Pinochet era di stampo tradizionalista e preconciliare. Infatti egli favorì molto l’installazione della Fraternità San Pio X di mons. Marcel Lefebvre in Cile ( https://www.youtube.com/watch?v=CdA8Ys6Fhx8 ).(…)
    https://doncurzionitoglia.wordpress....ochet-parte-4/

    Quarta ed ultima parte
    1998: Pinochet indice un Referendum e lascia il potere
    I tre Referendum
    Già nel dicembre del 1977 Pinochet si sottomise ad un primo referendum popolare e lo vinse col 77, 47% dei voti. Poi l’11 settembre 1980 fu la volta del secondo, vinto anch’esso col 67% dei voti. Infine nel terzo Referendum del 5 ottobre 1988 Pinochet fu sconfitto di poco (il 54, 7% degli elettori gli votarono contro e il 43, 1% a favore). Il generale accettò serenamente la sconfitta, si dimise e il Cile tornò alla democrazia parlamentare. Il nuovo Presidente fu il democristiano Patricio Aylwin e s’insediò l’11 marzo del 1990. (…)
    (…) Il 10 marzo del 1998, raggiunta l’età del pensionamento (83 anni), Pinochet abbandonò l’incarico di Capo delle Forze Armate e fu nominato, come ex Presidente, senatore a vita.
    Pinochet aveva fatto del Cile, rovinato economicamente e socialmente da Allende, uno dei Paesi finanziariamente più forti dell’America Latina, dove Cuba è all’ultimo posto. (…)
    Conclusione
    A mo’ di riassunto si può dire che
    1°) il golpe dell’11 settembre 1973 ha salvato il Cile dalla catastrofe economico/sociale e dalla dittatura comunista, la quale non si sottopone a Referendum (Fratelli Castro docent);
    2°) le varie iniziative giudiziarie mosse contro Pinochet non erano atti di giustizia, ma erano viziati da pregiudizi ideologici;
    3°) Allende l’11 settembre 1973 non era più il legittimo Presidente del Cile, essendo stato battuto alle elezioni, sfiduciato dalla Magistratura e dal Parlamento;
    4°) Pinochet non è stato un tiranno o un usurpatore del potere, perché il Parlamento e la Magistratura avevano richiesto l’intervento dell’esercito, di cui lui era allora il Capo di Stato Maggiore, per far risolvere Allende a lasciare il potere che non aveva più, ma che voleva prepotentemente continuare ad esercitare;
    5°) certamente vi son state delle violenze da ambo le parti a partire dal golpe, ma ci si trovava in uno stato di guerra civile e l’esercito doveva usare le maniere forti contro i terroristi comunisti foraggiati da Cuba e dall’Urss, che provocavano le rappresaglie dell’esercito con attentati simili a quello di via Rasella in Roma nel 24 marzo del 1944.
    Il verdetto che oggettivamente si può dare sul caso Pinochet è
    1°) di piena assoluzione riguardo alle violenze che si ebbero in Cile e
    2°) di encomio riguardo alla conduzione dello Stato, che in pochi mesi fu rimesso in piedi da una situazione a dir poco catastrofica, in cui l’economia collettivistica comunista di Allende lo aveva sprofondato in appena tre anni di malgoverno.
    d. Curzio Nitoglia.»


    http://www.unavox.it/Documenti/Doc10...ggio_1987.html
    “Intervista esclusiva a Fideliter, n° 57, maggio 1987 di S. Ecc. Mons. Marcel Lefebvre Fondatore della Fraternità San Pio X
    (…) Lei ha più volte qualificato come difensori dell’«ordine cristiano» personaggi come Franco, Salazar e adesso Pinochet. I regimi dittatoriali sono dunque la sola possibile traduzione storica dello «Stato cattolico»?

    Mons. Lefebvre: Prendiamo Pinochet. Io non dico che il suo regime sia perfetto, ma almeno troviamo i principii cristiani come programma fondamentale del suo orientamento politico. E’ un uomo di giustizia e d’ordine e favorisce la presenza della Chiesa cattolica, anche se i vescovi cileni – che paradosso! – non gli sono per niente riconoscenti. Sembra piuttosto che i vescovi cileni vogliano per il loro paese un nuovo Allende. Per fortuna, il popolo cattolico non li segue su questo punto. Io sono stato a Santiago un mese fa, per inaugurare l’apertura di una delle nostre chiese. Io credo che i fedeli ci seguirebbero in massa, se avessimo sacerdoti sufficienti, tanto sono esasperati dall’attitudine della loro gerarchia! Quando Pinochet è sfuggito ultimamente ad un attentato, nella capitale si sono svolte delle manifestazioni di solidarietà e di affetto nei suoi confronti. Molte di esse hanno avuto un carattere religioso spontaneo. La gente gridava: «Grazie, Vergine Santa, di aver protetto la vita del generale».(…)”


    http://www.cattoliciromani.com/12-la...re-di-pinochet
    http://www.ilgiornale.it/news/parla-...-pinochet.html
    http://www.ilgiornale.it/news/vi-rac...o-conosce.html
    “Sono in comunione con la Chiesa Cattolica tutti i battezzati che professano le verità di fede proposte dal Magistero cattolico, che accettano il governo ecclesiastico, e che partecipano ai sacramenti della Chiesa Cattolica.
    Per quanto mi consta Augusto José Ramón Pinochet Ugarte è sempre stato in comunione con la Chiesa Cattolica, e lo era pure in punto di morte.
    Era così profondamente cattolico, che, nel 1986, preso di mira da una sparatoria, attribuì alla Madonna lo scampato pericolo: e la prova era il profilo della Vergine disegnato dalle pallottole sulla sua Mercedes corazzata.
    Negli ultimi 30 anni il suo confessore è stato un sacerdote italiano, padre Luciano Bosia, genovese, dell'ordine dei Figli di Santa Maria Immacolata, che vive in Cile dal 1970. Un legame molto sentito, un forte rispetto reciproco, tanto che Pinochet lo volle come cappellano militare dell'esercito, nonostante la sua nazionalità non fosse quella cilena.
    Si sono conosciuti a Santiago, qualche anno dopo la presa del potere da parte del generale, quando il sacerdote aveva preso possesso della parrocchia del quartiere in cui viveva Pinochet. «Ogni domenica veniva in alta uniforme alla Messa, con la moglie e i figli - racconta padre Bosia -. Aveva un alto senso della fede e un grande senso dello Stato».
    Pinochet seguiva spesso la Santa Messa indossando degli occhiali scuri (opino per non rimanere abbagliato dallo splendore dell'Ostia divina...).
    Gli ultimi pensieri del generale, padre Luciano Bosia li porterà sempre chiusi nel suo cuore, un mistero custodito nel segreto della confessione:
    «Pinochet ha mantenuto la sua fermezza fino all'ultimo, crede di aver sempre fatto tutto con estremo senso di responsabilità. I suoi ultimi pensieri, fuori dalla confessione, li ha rivolti alla moglie e ai suoi figli, come farebbe qualsiasi persona a questo mondo ispirata dal senso cristiano della vita».
    Ma padre Bosia conosceva Pinochet da tanti anni e non ha remore a svelare quello che era stato il grande cruccio del generale dopo la sua caduta: «Ha fatto un grande errore, quello di non indire elezioni democratiche dopo primi 2 anni di governo - spiega -. Lui di questo era conscio, sapeva che aveva
    sbagliato perché nei primi anni del suo governo il 90% dei cileni era con lui: è stato dominato dal fanatismo politico».
    Il governo di Allende, la protesta del popolo contro le nazionalizzazioni, gli scioperi generali e la minaccia sovietica sul Cile, quegli anni difficili sono nella mente di chi ha seguito la vicenda da vicino, ma con gli occhi di un osservatore esterno: «Furono anni delicati, racconta padre Luciano, l'intervento di Pinochet fu molto duro, ma salvò il Paese da una guerra civile che era ormai alle porte. Il Cile stava rischiando di diventare un paese comunista sotto il controllo della Russia. La scelta di intervento fatta dai generali dell'esercito direi che fu necessaria, anzi auspicata dal popolo».
    La morte di Augusto Pinochet e quello che sta succedendo a Santiago e in tutto il Paese, secondo il prete italiano, vengono raccontate in Europa in
    maniera molto distorta: «In Italia e nel resto del continente, arrivano immagini e commenti sbagliati di quello che sta accadendo in Cile: centinaia di migliaia di persone stanno portando il loro ultimo saluto al generale, ma lì da voi si da più spazio ad un migliaio di persone che in nome del comunismo festeggiano bevendo birra per la morte di un uomo».
    Padre Bosia è rimasto legato al generale fino agli ultimi giorni della sua vita, gli ha fatto ogni giorno visita in ospedale, lo ha confessato e gli ha dato l'unzione degli infermi: «Sono stato a trovarlo in ospedale, accompagnato dalla moglie Lucia - spiega padre Luciano -, l'ho accompagnato spiritualmente alla fine della sua vita terrena: era molto sofferente, ma ha avuto la forza di tenermi la mano, di parlarmi e mi ha chiesto di benedirlo.
    L'ho benedetto perché ha salvato il Cile dalla guerra civile e ha amato la sua terra».
    Ed è così che Augusto Pinochet, cattolico, in perfetta comunione con la Chiesa Cattolica, munito dei sacramenti di Santa Madre Chiesa, è potuto andare fiduciosamente, a braccia aperte, incontro a Dio...”





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    Les Amis du Christ Roi de France
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    Sede Vacante -
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    Ligue Saint Amédée
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    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    11 septembre : Saint Jean-Gabriel Perboyre, Lazariste, Martyr en Chine (1802-1840) :: Ligue Saint Amédée
    “11 septembre : Saint Jean-Gabriel Perboyre, Lazariste, Martyr en Chine (1802-1840).”
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    Luca, Sursum Corda - Habemus Ad Dominum!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

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    Lightbulb Re: Fiori sull'altare di Maria Santissima Madre di Dio durante l'Ottava della Nativit

    12 SETTEMBRE 2018: anniversario della battaglia di Vienna del 12 settembre 1683 (onore al Papa Innocenzo XI, a Padre Marco d'Aviano, al Re Giovanni III Sobieski, al Principe Eugenio di Savoia e a tutti i combattenti per Dio, Uno e Trino, per la Grande Patria dell'Europa cattolica, per la Santa Chiesa e per il Cattolicesimo!), FESTA DEL SANTISSIMO NOME DI MARIA…



    "Il Santo Nome di Maria, 12 settembre"
    "Guéranger, L'anno liturgico - Il Santo Nome di Maria"
    Guéranger, L'anno liturgico - Il Santo Nome di Maria
    http://www.unavoce-ve.it/pg-12set.htm
    «12 SETTEMBRE IL SANTO NOME DI MARIA.»



    Santissimo Nome di Maria
    http://www.santiebeati.it/search/jump.cgi?ID=69950




    "SS. Nome di Maria - Sodalitium"
    SS. Nome di Maria - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/ss-nome-maria/
    «12 settembre, SS. Nome di Maria.

    “Festa del santissimo Nome della beata Maria, che il Sommo Pontefice Innocenzo undecimo ordinò che si celebrasse per l’insigne vittoria riportata a Vienna, in Austria, contro i Turchi, col patrocinio della stessa Vergine”.
    1. O adorabile Trinità, per l’amore con cui scegliesti ed eternamente Ti compiacesti del Santissimo Nome di Maria, per il potere che gli desti, per le grazie che riservasti ai suoi devoti, fa’ che esso sia anche per me fonte di grazia e di felicità. Ave Maria.
    2. O amabile Gesù, per l’amore con cui pronunziasti tante volte il Nome della tua cara Madre e per la consolazione che a Lei procuravi nel chiamarla per nome, raccomanda alle sue speciali cure questo povero tuo e suo servo. Ave Maria.
    3. O Angeli Santi, per la gioia che vi procurò la rivelazione dei Nome della vostra Regina, per le lodi con cui lo celebraste, svelatene anche a me tutta la bellezza, la potenza e la dolcezza e fate che io lo invochi in ogni mio bisogno e specialmente in punto di morte. Ave Maria.
    4. O cara Sant’Anna, buona mamma della Madre mia, per la gioia da te provata nel pronunciare tante volte con devoto rispetto il Nome della tua piccola Maria o nel parlarne con il tuo buon Gioacchino, fa’ che il dolce nome di Maria sia continuamente anche sulle mie labbra. Ave Maria.
    5. E Tu, o dolcissima Maria, per il favore che Dio Ti fece nel donarti Egli stesso il Nome, come a sua diletta Figlia; per l’amore che Tu sempre ad esso mostrasti concedendo grandi grazie ai suoi devoti, concedi anche a me di rispettare, amare ed invocare questo soavissimo Nome. Fa’ che esso sia il mio respiro, il mio riposo, il mio cibo, la mia difesa, il mio rifugio, il mio scudo, il mio canto, la mia musica, la mia preghiera, il mio pianto, il mio tutto, con quello di Gesù, affinché dopo essere stato pace del mio cuore e dolcezza delle mie labbra durante la vita, sia la mia gioia in Cielo. Così sia. Ave Maria.
    Benedetto sempre sia, il Santo Nome di Maria.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-186x300.jpg





    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php »




    Vienna, 12 settembre 1683 - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/v...ettembre-1683/
    “Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza Comunicato n. 66/18 del 12 settembre 2018, SS. Nome di Maria
    Vienna, 12 settembre 1683
    La battaglia di Vienna, Anno Domini 1683.”
    http://www.centrostudifederici.org/w.../8694013_1.jpg





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    “Chi è Maria? Catechismo mariano”
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    "Titolo: Chi è Maria? Catechismo mariano
    Sottotitolo: Piccola Somma mariana di Padre Roschini
    Autore: Padre Gabriele Maria Roschini

    Curatore: Carlo Di Pietro
    Collana: Mariologia
    Facciate: 156
    Formato: 14,8x21 (A5)
    Carta: Avoriata 90 gr
    Copertina: Patinata lucida 300 gr
    Finitura: Brossura fresata PUR
    ISBN: 9788890074769
    Contiene anche: Illustrazioni e comodo indice degli articoli
    Sommario
    • Prefazione 7
    • Necessità dello studio di Maria 9
    • Fonti 11
    • I princìpi della dottrina Mariana 13
    • Vantaggi e Divisione 17
    • Storia di Maria 19
    • Il Dogma mariano 29
    • La predestinazione di Maria 31
    • Maria nella predizione profetica 35
    • La missione di Maria nella sua attuazione 39
    • La Madre di Dio 41
    • La Mediatrice degli uomini 45
    • La Corredentrice del genere umano 47
    • La Madre spirituale degli uomini 51
    • La Dispensatrice di tutte la grazie 53
    • La Regalità di Maria 57
    • I privilegi riguardanti l’anima di Maria 61
    • Le perfezioni di cui fu ripiena l’anima di Maria 69
    • I privilegi riguardanti il corpo di Maria 75
    • I privilegi riguardanti sia l’anima che il corpo 77
    • Natura del culto Mariano 83
    • Legittimità del culto Mariano 87
    • Elementi o atti del culto Mariano 89
    • Utilità del culto Mariano 93
    • Origine e sviluppo del culto Mariano 99
    • Pratiche del culto Mariano 103
    • Le principali preghiere a Maria Santissima 123
    • Indice degli articoli con numero di pagina 135
    In sintesi
    Alessandro Roschini nacque a Castel Sant’Elia (Viterbo) nell’anno 1900, prese il nome di Gabriele Maria quando, giovanissimo, entrò nell’Ordine dei Servi di Maria. Sacerdote nel 1924, dottore in Filosofia e maestro in sacra Teologia, consacrò l’intera sua vita alla Madonna, che amò con pietà profonda ed onorò con la predicazione, con l’insegnamento ininterrotto nell’arco di oltre mezzo secolo (anche presso le Università Pontificie di Roma Marianum e Lateranum), con fondamentali studi mariologici e con dotte pubblicazioni. Fu Consultore del Sant’Uffizio e Vicario Generale dell’Ordine (O. S. M.). Nel 1939 fondò la rivista Marianum. Morì a Roma il 12 settembre (Festa del Nome di Maria) del 1977. Teologo di fama mondiale, è considerato il mariologo per eccellenza. Il suo Catechismo mariano è composto da 235 articoli, semplici ma eruditi, ed è un’esposizione chiara, ordinata e sintetica di tutto ciò che riguarda la storia, il dogma ed il culto mariano, secondo la forma classica di domande e risposte. Leggiamo nella Prefazione: «La parola Catechismo, in questo caso almeno, non è affatto sinonimo di insegnamento elementare e per bambini. Esso, quindi, può andare anche tra le mani degli adulti, ossia, di tutti coloro che vogliono procurarsi una cultura sinteticamente completa intorno alla Vergine Santa. È perciò una piccola Somma mariana». Il libro «Chi è Maria? Catechismo mariano», per Sursum Corda, è stato curato dal giornalista e saggista lucano Carlo Di Pietro. Sursum Corda non ha scopo di lucro ed usa interamente i propri introiti per le attività associative e per le opere di misericordia spirituale e corporale."





    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    12 settembre, Santissimo Nome di Maria.

    “Festa del santissimo Nome della beata Maria, che il Sommo Pontefice Innocenzo undecimo ordinò che si celebrasse per l’insigne vittoria riportata a Vienna, in Austria, contro i Turchi, col patrocinio della stessa Vergine”.
    O adorabile Trinità, per l’amore con cui scegliesti ed eternamente Ti compiacesti del Santissimo Nome di Maria, per il potere che gli desti, per le grazie che riservasti ai suoi devoti, fa’ che esso sia anche per me fonte di grazia e di felicità. Ave Maria.
    Dalla bacheca di don Ugo Carandino.»
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    «"La festa di oggi fu estesa alla Chiesa Universale dal beato Innocenzo XI, in ricordo e ringraziamento della vittoria del 1683 a Vienna contro gli invasori Turchi. Fu proprio Papa Innocenzo XI l'artefice della vittoria: col suo paziente e decisivo lavoro diplomatico, anche attraverso la figura di padre Marco d'Aviano, spronò i principi cattolici - accecati dai nazionalismi dell'epoca - a formare una coalizione di stati capaci di sventare il pericolo musulmano.

    Il Papa sognava addirittura di riconquistare Costantinopoli, attraverso un'ardita alleanza tra europei e persiani che mai si realizzò (anche a causa del Regno di Francia).
    Innocenzo XI fu beatificato da Papa Pio XII nel 1956.
    Questa festa appartiene quindi unicamente al Cattolicesimo romano (il Papa, padre d'Aviano, i principi e gli eserciti degli stati cattolici...), non al laicismo massonico (magari in salsa anti-musulmana) che nel 1789 scatenò la guerra contro la Cristianità e che oggi sostiene lo stato israeliano, che si basa sulla negazione della divinità di Gesù Cristo e che ha quasi cancellato la presenza cristiana in Terra Santa."
    Dalla bacheca di don Ugo Carandino.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...7d&oe=5C32F298










    Tradidi quod et accepi
    http://tradidiaccepi.blogspot.com/


    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...a1&oe=5C2E6D92





    “IL SANTISSIMO NOME DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA
    Doppio maggiore.
    Paramenti bianchi.
    Guéranger, L'anno liturgico - Il Santo Nome di Maria

    Come qualche giorno dopo Natale si celebra il Santo Nome di Nostro Signore Gesù Cristo, così dopo la festa della Natività di Nostra Signora Beata Vergine Maria Santissima, si glorifica il suo Santo Nome. Otto giorni dopo la nascita della Vergine, come era uso presso i Giudei, i suoi Genitori, ispirati da Dio, dicono san Gerolamo e sant'Antonino, la chiamarono Maria. Per ciò, durante l'Ottava della Natività, la liturgia ha una festa che ci fa onorare questo Santo nome. Tale festa fu concessa per la prima volta alla Diocesi di Cuenca (Spagna) nel 1513 da Papa Giulio II. Poi fu concessa a Milano e a Napoli. Finalmente fu estesa a tutta la Chiesa Latina dal beato Innocenzo XI, fissandola dapprima alla Domenica successiva alla Natività di Nostra Signora Beata Vergine Maria Santissima - trasferita poi alla data odierna da San Pio X nella sua Riforma del Breviario -, “ob insignem victoriam sub ejusdem Vírginis Maríæ præsidio de immaníssimo Turcárum tyranno, cervicibus pópuli christiáni insultante, Viennæ in Austria partam” (Breviario Romano): in ringraziamento cioè della Vittoria di Vienna che la Lega Santa, radunata dal Sommo Pontefice e capitanata da Jan Sobieski, re di Polonia, ottenne, il 12 settembre 1683, contro i Turchi, che assediavano Vienna e minacciavano l'Occidente.
    «Il nome della Vergine, dice il Vangelo, era Maria». «Il nome di Maria è paragonato all'olio [cfr. Cant. I, 3], perché, dopo il nome di Gesù, sopra tutti gli altri nomi, rinvigorisce i deboli, intenerisce gli induriti, guarisce i malati, dà luce ai ciechi, dona forza a chi ha perso ogni vigore, lo unge per nuovi combattimenti, spezza la schiavitù del demonio e, come l'olio sorpassa ogni liquore, sorpassa ogni nome" (Riccardo di san Lorenzo, De Laudibus B. M. V., l. II, c. 2). I Padri e i Dottori nei loro studi si sono esercitati nell'interpretare il Nome benedetto della Madre di Dio: quasi settanta i significati proposti. «Il nome Maria in ebraico significa Signora» come ben dice san Pier Crisologo. Questo nome ben si conviene alla Vergine Santissima in quanto che, come Madre di Nostro Signore Gesù Cristo, partecipa in qualche modo della signoria di Gesù su tutto il mondo. Pronunziare il suo nome, è affermare la sua grande potenza. Inoltre, sant'Alberto Magno scelse quattro significati di tal nome - “illuminatrice, stella del mare, mare amaro, signora o padrona" (In Lucam, I, 27) - che indicano la alta dignità della Vergine come Colei che ci porta Cristo e che a lui ci conduce, come Corredentrice e come Regina universale.
    Offriamo il Santo Sacrificio a Dio per onorare il Santissimo Nome di Nostra Signora Beata Vergine Maria Santissima e ottenere, mediante la sua preghiera, di sperimentare sempre e in ogni luogo la sua protezione (Postcommunio).
    In questa festa, chi confessato e comunicato assiste alla Messa solenne, per concessione del beato Innocenzo XI il 17 luglio 1672, confermata da Pio IX il 3 giugno 1856 acquista Indulgenza Plenaria applicabile ai Defunti. Quest'ultimo poi ha dichiarato che coll'acquisto di tale Indulgenza, basta anche la Messa Parrocchiale o Conventuale, celebrata da un prete solo, come avviene in campagna, o fra le Comunità Religiose.
    * Sermone di san Bernardo Abate.
    Omelia 2 su Missus, verso la fine.
    «E la Vergine, dice, si chiamava Maria» (Luc. 1,27). Parliamo un po' anche di questo nome, che s'interpreta stella del mare, e che conviene perfettamente alla Vergine Madre. Ella infatti è paragonata giustissimamente a un astro, perché come l'astro emette il suo raggio senza alcuna sua alterazione, così la Vergine ha dato alla luce un Figlio senza pregiudizio della sua verginità. E come il raggio non diminuisce per nulla lo splendore dell'astro, così il Figlio della Vergine non toglie niente all'integrità di lei. Essa è dunque quella nobile stella sorta da Giacobbe, il cui raggio illumina il mondo intero, il cui splendore e rifulge nei cieli, e penetra negli abissi; riluce ancora per tutta la terra, e, scaldando più le anime che i corpi, fa crescere la virtù e consuma i vizi. Essa è, dico, quella bella e magnifica stella necessariamente posta al disopra di questo mare profondo e vasto, brillante pe' suoi meriti, luminosa pe' suoi esempi.
    O chiunque tu sia, che nel mare di questo mondo ti senti piuttosto sballottare tra procelle e tempeste, che camminare sulla terra, non torcere gli occhi dal fulgore di questa stella, se non vuoi essere sommerso dai flutti. Se insorgono i venti delle tentazioni, se urti negli scogli delle tribolazioni, riguarda la stella, invoca Maria. Se sei agitato dalle onde della superbia, dell'ambizione, della maldicenza, della gelosia, riguarda la stella, invoca Maria. Se la collera o l'avarizia o le seduzioni della carne agitano la fragile navicella dell'anima, guarda a Maria. Se turbato per l'enormità dei delitti, confuso per la laidezza della coscienza, atterrito per la severità del giudizio, ti senti trascinare nella voragine della tristezza, nell'abisso della disperazione, pensa a Maria.
    Nei pericoli, nelle angustie, nelle perplessità, pensa a Maria, invoca Maria. Non si parta dalla tua bocca, non si parta dal tuo cuore; e, per ottenere l'appoggio delle sue preghiere, non perdere mai di vista gli esempi della sua vita. Seguendo lei, non devii; pregandola, non disperi; pensando a lei, non erri; s'ella ti sostiene, non caschi; s'ella ti protegge, non hai a temere; s'ella ti accompagna, non t'affatichi; s'ella ti è propizia, giungerai al termine, e così sperimenterai in te stesso quanto giustamente fu detto: «E la Vergine si chiamava Maria».
    Questo venerabile nome, già onorato da molto tempo in certe parti dell'orbe cristiano, con culto speciale, dopo l'insigne vittoria riportata a Vienna in Austria col soccorso della medesima Vergine Maria sul crudelissimo sultano dei Turchi, che minacciava di soggiogare i popoli cristiani, Papa Innocenzo XI ordinò, che, a perenne memoria di tanto beneficio, si celebrasse ogni anno nella Chiesa universale.
    SANTA MESSA
    ** Omelia di san Pier Crisologo.
    Sermone 142 sull'Annunciazione.
    Avete udito oggi, fratelli carissimi, un Angelo trattare con una donna della riabilitazione dell'uomo. Avete udito trattarsi di ricondurre l'uomo alla vita per il medesimo cammino, che l'aveva condotto alla morte. E un Angelo tratta con Maria della salvezza, perché un altro angelo aveva trattato con Eva della sua rovina. Avete udito questo Angelo rivelare il mezzo ineffabile di costruire col fango della nostra carne un tempio alla divina maestà. Avete udito come un mistero incomprensibile ponga Dio sulla terra e l'uomo nei cieli. Avete udito come la fragile natura del nostro corpo è fortificata dall'esortazione d'un Angelo a portare tutta la gloria della Divinità.
    Infine, affinché in Maria la terra friabile del nostro corpo non si sprofondasse sotto il peso enorme del celeste edificio, e affinché nella Vergine questo virgulto delicato, che doveva portare il frutto di tutto il genere umano, non si rompesse, l'Angelo a togliere ogni timore, prese subito a dire: «Non temere, Maria» (Luc. 1,30). Prima d'enunziare il motivo della sua missione, egli fa intendere alla Vergine con questo nome qual è la sua dignità: infatti, il nome Ebraico, Maria, in Latino significa Sovrana. L'Angelo dunque la chiama Sovrana, perché, destinata ormai a Madre del Dominatore, smetta il timore proprio della servitù, colui che spunterà da lei avendole ottenuto colla propria autorità, ch'ella nascesse e fosse chiamata Sovrana. «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia» (Luc. 1,30). È vero: chi ha trovato grazia non sa temere: E tu hai trovato grazia.
    È beata, ché sola fra tutti meritò di udire: «Hai trovato grazia». Quanta? Quanta aveva detto prima: piena. E veramente piena, essendosi la grazia riversata a flutti abbondanti su questa creatura, così che l'aveva penetrata e riempita: «Perché hai trovato grazia presso Dio» (Ibi). Nel dir ciò, l'Angelo stesso è stupito che, o solo una donna, o tutti gli uomini abbiano meritato la vita per una donna; l'Angelo è sbigottito al vedere scendere nell'angusto seno d'una vergine tutto Dio, che l'universo intero non può contenere. Quindi è che l'Angelo indugia, quindi è che chiama la Vergine con ciò ch'esprime il suo merito, la saluta menzionando la grazia, e a lei che ascolta svela a poco a poco il suo messaggio, senza dubbio affin di farne risaltare il significato, e a poco a poco finisce di calmare la sua lunga trepidazione.”
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    «QUINTO GIORNO INFRA L'OTTAVA DELLA NATIVITÀ DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA. »
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    “SACRO SETTENARIO IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA. (8 - 14 Settembre).

    San Paolo della Croce, come di Gesù Crocifisso, così di Maria Addolorata fu devotissimo fin dalla sua prima adolescenza. La continua meditazione dei patimenti di Gesù e dei dolori di Maria, gl'infuse tanto orrore al peccato, che per conto suo conservò la battesimale innocenza per tutto il lungo corso della sua vita; e per combattere il peccato negli altri, si fece zelantissimo apostolo del Crocifisso e dell'Addolorata. Già più che ottantenne costretto a letto dall'età e dall'infermità, quando partivano o ritornavano i suoi figli dalle strepitose missioni di allora, li benediceva con grande effusione, gl'incoraggiava a combattere satana ed il peccato, ed esclamava commosso: Oh se avessi trent'anni di meno! Vorrei uscire in campo aperto a combattere questo mostro esecrando! Ecco l'essenza della devozione all'Addolorata: l'odio al peccato, che le uccise il Figlio (da Meditazioni di un Passionista sui dolori di Maria, Roma, 1938, n.12)”
    https://1.bp.blogspot.com/-J_PujShK2...29290234_n.jpg

    «NOVENA IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DELL'ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO. (5 - 13 Settembre).»
    “MESE DI SETTEMBRE: MESE DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA.”
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    “NOVENA IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DEL SANTISSIMO NOME DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA. (3 - 11 Settembre).”
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    “DELLE VIRTÙ DI MARIA SANTISSIMA di Sant'Alfonso Maria de' Liguori. (Glorie di Maria, n. 584-593).”
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    https://www.radiospada.org
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    «12 SETTEMBRE 2018; il SANTO NOME DI MARIA»
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    “L'11-12 Settembre 1683 a Vienna gli Ussari Alati di Giovanni III Sobieski, re di Polonia, salvano l'Europa Cristiana dall'assalto del'Impero Ottomano.”
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    “Il 12 settembre 1866 moriva a Cagliari l'Arcivescovo Emanuele Marongiu Nurra.

    Nato a Bessude (Sassari) il 28 marzo 1794, si laureò in teologia e poi in utroque iure all’Università di Sassari. Nel 1817 fu ordinato Sacerdote. Nei primi anni Venti fu bibliotecario dell'Accademia di Superga a Torino per volontà de Re Carlo Felice. In questo periodo fu intimo di san Giuseppe Cafasso. Nel 1825 viene annoverato fra i Canonici del Capitolo Turritano di cui diviene Vicario. Dal 1830 al 1842 fu Vicario generale dell'Arcidiocesi di Sassari. Nel 1842 fu eletto e consacrato Arcivescovo di Cagliari. Nelle lettere pastorali represse con zelo le idee gianseniste, protestanti e liberali che circolavano nel Regno, con pari ardore difese la superiorità del Sacerdozio sul Regno. Criticò aspramente e condannò la cacciata dei Padri Gesuiti e l'esproprio dei loro beni (1848), e l'arbitraria abolizione dei privilegi ecclesiastici (1849-1850). Parimenti comminava ai fautori di tali provvedimenti eversivi la scomunica maggiore e proibiva ai confessori di assolverli, cosa che per esempio capitò a Giovanni Siotto Pintor. Dopo questi atti, il governo di Torino reagì espellendo il Presule dal Regno. L'Arcivescovo Varesini di Sassari già era stato ridotto agli arresti per non aver voluto esser giudicato da un tribunale laico. Visse in esilio dal 1850 al 1866 presso Pio IX che gli offrì il titolo di vicario generale della basilica Vaticana (1851), poi il patriarcato di Costantinopoli (1855), infine l’arcipretura della basilica Liberiana (1865). Tutto egli rifiutò, continuando a considerarsi pastore della sua Diocesi, che governò a mezzo delle lettere pastorali. Durante il periodo romano tradusse, primo in Italia, la "Regula pastoralis" di san Gregorio Magno.”
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    https://www.facebook.com/romancatholicsnonunacum/




    "Les Amis du Christ Roi de France"
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    "Sede Vacante -"
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    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    12 septembre : le Saint Nom de Marie :: Ligue Saint Amédée
    “12 septembre : le Saint Nom de Marie.”
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    AVE MARIA!!!
    Luca, Sursum Corda - Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  10. #470
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    Lightbulb Re: Fiori sull'altare di Maria Santissima Madre di Dio durante l'Ottava della Nativit

    13 SETTEMBRE 2018: San Maurilio, Vescovo…



    San Maurilio - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-maurilio/
    «13 settembre, San Maurilio, Vescovo (+ 13 settembre 453).
    “Ad Angers, in Francia, san Maurilio Vescovo, il quale rifulse per innumerevoli miracoli”.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-300x200.jpg





    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php »





    Tradidi quod et accepi
    http://tradidiaccepi.blogspot.com/

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    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»

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    “SESTO GIORNO INFRA L'OTTAVA DELLA NATIVITÀ DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA.
    Semidoppio.
    Paramenti bianchi.”
    Guéranger, L'anno liturgico - Natività della Beata Vergine Maria
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    “SACRO SETTENARIO IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA. (8 - 14 Settembre).

    San Paolo della Croce, come di Gesù Crocifisso, così di Maria Addolorata fu devotissimo fin dalla sua prima adolescenza. La continua meditazione dei patimenti di Gesù e dei dolori di Maria, gl'infuse tanto orrore al peccato, che per conto suo conservò la battesimale innocenza per tutto il lungo corso della sua vita; e per combattere il peccato negli altri, si fece zelantissimo apostolo del Crocifisso e dell'Addolorata. Già più che ottantenne costretto a letto dall'età e dall'infermità, quando partivano o ritornavano i suoi figli dalle strepitose missioni di allora, li benediceva con grande effusione, gl'incoraggiava a combattere satana ed il peccato, ed esclamava commosso: Oh se avessi trent'anni di meno! Vorrei uscire in campo aperto a combattere questo mostro esecrando! Ecco l'essenza della devozione all'Addolorata: l'odio al peccato, che le uccise il Figlio (da Meditazioni di un Passionista sui dolori di Maria, Roma, 1938, n.12)”
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    «NOVENA IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DELL'ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO. (5 - 13 Settembre).»

    “MESE DI SETTEMBRE: MESE DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA.”
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    “NOVENA IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DEL SANTISSIMO NOME DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA. (3 - 11 Settembre).”
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    “DELLE VIRTÙ DI MARIA SANTISSIMA di Sant'Alfonso Maria de' Liguori. (Glorie di Maria, n. 584-593).”
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    https://www.radiospada.org
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    “Il 13 settembre 1598 muore nel Monastero di san Lorenzo de El Escorial Sua Maestà Cattolica Filippo II di Spagna, di Napoli, di Sicilia, di Sardegna, del Portogallo e dell'Algarve, Duca di Milano, Sovrano dei Paesi Bassi e Conte Palatino di Borgogna. Fu la Spada della Controriforma, al servizio della Verità Cattolica
    contro gli eretici. Prima di morire, chiamato a sé l'Infante Filippo, gli diede a intendere quanto caduca sia la vita umana: "Ho voluto, figlio mio, che vi trovaste presente a questa cerimonia, perché vediate come va a finire ogni cosa".”
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    “Il 13 settembre 1821 Papa Pio VII Chiaramonti con la Bolla "Ecclesiam a Jesu" scomunica gli aderenti alla Carboneria.”
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    “Il 13 settembre 1896 Leone XIII pubblica la Lettera Apostolica "Apostolicae curae":
    «... approvando in modo globale tutti i decreti dei Nostri predecessori su questo problema, e confermandoli e rinnovandoli pienamente, in forza della Nostra autorità, di nostra iniziativa, per sicura conoscenza. Noi dichiariamo e proclamiamo che le ordinazioni compiute con il rito anglicano sono state del tutto invalide e sono assolutamente nulle».”
    Leone XIII - Apostolicae curae
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    «Racconti miracolosi.
    Padre Giacinto da Belmonte ha accuratamente raccolto, commentato e divulgato centinaia di Racconti miracolosi, pubblicandoli in due volumi nell’anno 1887.

    Questo primo nostro libro dedicato ai miracoli ne riporta alle stampe, almeno per il momento, una cinquantina. L’epoca moderna è paradossalmente caratterizzata da un’incredulità senza ritegno e, nel contempo, da uno pseudo-misticismo davvero grottesco, talvolta blasfemo e sempre offensivo per l’uomo pio. È stato necessario e quanto mai opportuno, quindi, fare subito chiarezza sull’argomento, usando adeguatamente il Magistero della Chiesa - che puntualmente citiamo - e numerose sentenze di sapienti Autori non contaminati dalla cloaca del Modernismo. Pertanto i Racconti del Padre Belmonte sono preceduti da una lunga introduzione dottrinale suddivisa in dieci capitoli. Miracolo - asserisce Cornelio Alapide - vuol dire opera meravigliosa e straordinaria che non può essere l’effetto di una causa naturale. Il miracolo è una derogazione alle leggi di natura: esso vince di molto le forze dell’uomo; Dio solo può farlo e gli uomini non possono operarne che per mezzo di Dio. Il miracolo è una prova sicura della verità. Può venire solo da Dio come unico padrone della natura. Dio, essendo verità per essenza, non può mai in nessun caso, senza annientare se medesimo, confermare con un vero miracolo una falsità. Dobbiamo distinguere il vero miracolo dal falso miracolo, chiamato prodigio ed operato da imbroglioni o da maliardi in combutta col demonio. Il vero miracolo è la più autentica ed incontestabile testimonianza che si possa avere della verità di una dottrina, perché esso è l’opera propria e sopranaturale di Dio il quale se ne serve a confermare quello che dice e che fa. Egli non può, dunque, permettere miracoli in favore dell’errore; altrimenti si burlerebbe degli uomini e sarebbe Egli stesso autore dell’inganno: il che ripugna! Sant’Agostino dimostra che gli iniqui fanno cose che sembrano miracoli, studiando alla gloria propria; i Santi fanno dei veri miracoli, mirando alla gloria di Dio. Padre Giacinto, al secolo Francesco Saverio Osso, è nato il 23 ottobre 1839 a Belmonte Calabro ed è cresciuto in una casa povera, ma felice. Divenuto Cappuccino, è stato ordinato Sacerdote il 12 gennaio 1865 ad Acri. Uomo dal carattere deciso, ha vissuto con grande dignità e prudenza gli anni della proclamata “libertà”, ossia della soppressione dei conventi, del saccheggio dei beni ecclesiastici e della persecuzione della Chiesa per opera della Massoneria risorgimentale. Nel 1887, considerato uno dei Religiosi più preparati, è stato nominato da Papa Leone XIII Consultore dell’Indice dei libri proibiti, prezioso organo di censura poi eliminato dai Modernisti. Nel 1893 ha benedetto e collocato la prima pietra della chiesa dedicata alla Santa Vergine Immacolata ad Acri. Il 4 ottobre 1899 Padre Giacinto è stato vittima di una rapina, in seguito alla quale è stato colpito da apoplessia. È spirato il 23 ottobre del 1899, lo stesso giorno della nascita. Riposi in pace!
    Prossima uscita per Sursum Corda. Le prime copie - se Dio vuole - saranno disponibili a Modena alla Giornata della Regalità Sociale di Cristo. “NON SERVIAM: IL ’68 CONTRO IL PRINCIPIO DELL’AUTORITÀ”: "Non serviam: il ?68 contro il principio dell'autorità" - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/n...-dellautorita/ »

    «GIOVEDÌ - Mio amabilissimo San Giuseppe, Sposo castissimo di Maria purissima, intercedete sempre per me, vostra indegnissima serva, grazia, misericordia e salute. - Tre Gloria -.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...38&oe=5C3117EE

    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Per chiarire meglio quello che ha scritto e per evitare equivoci, credo sia opportuno citare questa sentenza del Sommo Pio IX:

    "E a questo punto, Diletti Figli Nostri e Venerabili Fratelli, ancora dobbiamo ricordare e biasimare il gravissimo errore in cui sono miseramente caduti alcuni cattolici. Credono infatti che, vivendo nell’errore, lontani dalla vera fede e dall’unità cattolica, possano pervenire alla vita eterna. Ciò è radicalmente contrario alla dottrina cattolica. A Noi ed a Voi è noto che coloro che versano in una invincibile ignoranza circa la nostra santissima religione, ma che osservano con cura la legge naturale ed i suoi precetti, da Dio scolpiti nei cuori di tutti; che sono disposti ad obbedire a Dio e che conducono una vita onesta e retta, possono, con l’aiuto della luce e della grazia divina, conseguire la vita eterna. Dio infatti vede perfettamente, scruta, conosce gli spiriti, le anime, i pensieri, le abitudini di tutti e nella sua suprema bontà, nella sua infinita clemenza non permette che qualcuno soffra i castighi eterni senza essere colpevole di qualche volontario peccato. Parimenti è notissimo il dogma cattolico secondo il quale fuori dalla Chiesa Cattolica nessuno può salvarsi e chi è ribelle all’autorità e alle decisioni della Chiesa, chi è ostinatamente separato dalla unità della Chiesa stessa e dal Romano Pontefice, Successore di Pietro, cui è stata affidata dal Salvatore la custodia della vigna, non può ottenere la salvezza eterna. Infatti le parole di Cristo Nostro Signore sono perfettamente chiare: “Chi non ascolta la Chiesa, sia per te come un pagano o come un pubblicano (Mt 18,17). Chi ascolta voi ascolta me; chi disprezza voi disprezza me, e chi disprezza me disprezza Colui che mi ha mandato (Lc 10,16). Colui che non mi crederà sarà condannato (Mc 16,16). Colui che non crede è già giudicato (Gv 3,18). Colui che non è con me è contro di me, e colui che non accumula con me, dissipa” (Lc 11,23). Allo stesso modo l’Apostolo Paolo dice che questi uomini sono “corrotti e condannati dal loro proprio giudizio” (Tt 3,11) e il Principe degli Apostoli li dice “maestri mendaci che introducono sette di perdizione, rinnegano il Signore, attirano su di sé una rapida rovina” [Epist. 2, c. 2, v. 1]" (Quanto conficiamur).»





    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/
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    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    13 septembre : Saint Maurille, Évêque d'Angers (336-426) :: Ligue Saint Amédée
    “13 septembre : Saint Maurille, Évêque d'Angers (336-426).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...t_maurille.jpg







    Luca, Sursum Corda - Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

 

 
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