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    Conservatorismo e Libertà
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    Predefinito La destra populista, becera, rabbiosa

    Nel ragionamento politico di Gianfranco Fini vi è secondo molti un avvicinamento alle posizioni della destra europea, laica e moderna, rappresentata di volta in volta da Sarkozy, Cameron, Merkel, Rajoy. E' vero, le proposte di Fini non si scostano da quelle dei "colleghi" moderati e liberali di centrodestra sparsi per l'Europa. In Italia, invece, Berlusconi è senz'altro un campione del populismo. Il Cavaliere si rivolge di preferenza al popolo, mostrando palese insofferenza per il "teatrino della politica" e per le istituzioni parlamentari. Anche Umberto Bossi insiste sempre sul tasto del "popolo". Sono i cittadini a volere le misure sull'immigrazione; Fini è "libero di suicidarsi" con le sue posizioni contrarie alla suprema volontà del popolo. Ma possiamo davvero ridurre l'intera situazione attuale a questo schema?

    Fini non ha fatto mistero di considerare le sue idee attuali come avanzate, aperte, degne di una destra da XXI secolo. Allo stesso tempo, ha bollato Berlusconi e Bossi come esponenti di una destra populista, becera, rabbiosa. Dimenticandosi del fatto che fino a due anni prima era lui a dichiarare che i gay non possono fare il mestiere di maestro, che la lotta alla clandestinità deve essere dura, eccetera. Intendiamoci: talune "sparate" leghiste sono effettivamente eccessive e censurabili, connaturate da venature xenofobe e razziste, vuoi contro i meridionali, vuoi verso gli immigrati clandestini. Se andiamo a vedere le politiche governative, le leggi approvate dal Parlamento, troviamo però misure comprensibilissime, accettate ed applicate da molti altri paesi europei. Il reato di clandestinità, che a conti fatti non implica espulsioni di massa, arresti e retate, ma solo un tocco di durezza (e tante scartoffie burocratiche) in più non è certo previsto solo dal nostro paese. I respingimenti, pur discutibili, non violano le norme di diritto internazionale, e in prospettiva costituiscono un provvedimento d'emergenza al fine di bloccare un flusso incontrollato di clandestini provenienti dal Nord Africa. L'Unione Europea, invece di girare la testa dall'altra parte, dovrebbe prestare aiuto all'Italia.

    Ciò che suscita maggiori perplessità nelle dichiarazioni di Fini è il totale capovolgimento delle idee e delle politiche propagandate fino a ieri. Il Presidente della Camera, semplicemente, non è convincente, proprio perchè per lunghissimi anni, per l'intera durata della sua carriera, ha mostrato quella "faccia" della destra che ora lui rigetta come becera e populista. E che ora appiccica agli (ex?) alleati Berlusconi e Bossi, con i quali è andato a braccetto fino ad oggi, guadagnandosi posti di governo e la terza carica dello Stato. Fini ha il pieno diritto di criticare gli eccessi e le proposte più estreme, incompatibili con un centrodestra moderato ed europeo, ma non di gettare nelle fogne, al tempo stesso, la sua vita personale, e tutti i suoi compagni politici. Anche perchè, a ben vedere, il programma elettorale del 2008, da Fini condiviso e fino a prova contraria sostenuto, prevede l'attuazione di politiche più dure ed inflessibili, non ritocchi ai requisiti di cittadinanza e testamenti biologici comprendenti il diritto all'eutanasia. Dunque, chi tradisce il programma?

    Fini non può arrogarsi il diritto di rappresentare una destra presentabile, e lasciare nel campo dell'impresentabilità e della reazione rabbiosa tutti gli altri. L'elettore di centrodestra che approva il reato di clandestinità e che vede con favore il testamento biologico nella forma approvata dal Senato non può certo essere definito razzista e clericale. Sono forse xenofobi, populisti e fascisti milioni e milioni di cittadini che si limitano a sostenere e votare un programma di governo? Certamente no. E' Fini ad aver segnato sul terreno una linea di divisione del tutto inaccettabile all'interno della galassia del centrodestra. E' Fini che discrimina e definisce nei termini più rozzi, tipici della polemica di stampo progressista, gli stessi elettori che lo hanno sostenuto. La sinistra da sempre definisce la destra come populista, becera, rabbiosa, fascista, clericale, e via di questo passo. Prendiamo atto che Fini adopera nei fatti le stesse definizioni contro una buona parte dell'elettorato di centrodestra.

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  2. #2
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    Predefinito Rif: La destra populista, becera, rabbiosa

    Condivido questo articolo: in italia vi è da sempre una scarsa abitudine alla democrazia diretta: i rappresentanti politici del fascismo prima, della sinistra antidemocratica poi, passando per la stessa dc, hanno sempre considerato il "popolo" come una bestia da indirizzare dall'alto, da far esprimere il meno possibile...il ricorso al referendum andava limitato a quanto bastava per essere annoverati tra i paesi "democratici"almeno nella forma, il voto andava depotenziato.
    Mussolini sosteneva che i referendum popolari erano buoni solo per decidere il nome di una piazza o la collocazione di una panchina, basta...su tutto il resto, il popolo era indegno di esprimere un'opinione, e quand'anche l'avesse espressa, sarebbe stato assurdo che i governanti la seguissero.
    Fini è un erede di questa (in)cultura politica, che però è propria non solo del fascismo ma di tutti i partiti italiani, a cominciare naturalmente dal PCI...forse, è una (in)cultura preesistente al fascismo stesso.
    Ecco dunque che per tutti i rappresentanti politici dei vecchi partiti italiani, dagli esponenti del PD fino a Fini, passando per Casini e Follini, è normalissimo bollare qualsiasi provvedimento che limiti l'immigrazione come "populista"...è normalissimo bollare i provvedimenti volti ad introdurre una maggiore sicurezza come provvedimenti "populisti", populisti nel senso che li ha richiesti "il popolo bue"...e lo stesso programma elettorale, inserito in questo contesto culturale, vale meno di una dichiarazione di intenti da recitare nel giorno di Natale.
    La maggioranza del popolo bue non vuole un dimezzamento dei tempi oggi richiesti per la cittadinanza? un partito che si accodi a questo sentire diffuso è "populista"...anche se quel partito ha preso i voti dal popolo bue proprio per proteggerlo da un'immigrazione incontrollata.
    In questo quadro desolante, fa eccezione il PDL berlusconiano, proprio perchè il consenso elettorale del PDL si basa molto sul consenso personale che ha Berlusconi...e Berlusconi non può mantenere questo alto consenso tradendo in modo eccessivo le aspettative dei suoi elettori: in un modo o nell'altro, a loro deve dare qualcosa, anzichè il nulla a cui sono comodamente abituati, da sempre, i partiti politici italiani.
    E fa eccezione la Lega, per statuto e per ideologia.

    Ma siamo proprio sicuri che questa concezione del "populismo" fatta propria dai partiti italiani sia giusta, e condivisa in ambito europeo? (dal momento che di "Europa" si è sempre bravi a riempirsi la bocca solo quando fa comodo...)
    In Svizzera, non esattamente un paese del terzo mondo, i cittadini si esprimono con un referendum su tutto, anche sull'immigrazione e sull'integrazione: i partiti politici possono limitarsi a fare informazione, e anzi un'eccellente informazione (quella cosa che manca del tutto in italia), ad esporre agli elettori i possibili vantaggi e i possibili svantaggi di una determinata politica...ma non possono imporre loro nulla, neanche di accogliere una moschea su un territorio comunale..se i cittadini non la vogliono...il "popolo bue" è sovrano, che i partiti politici lo vogliano o no.
    Se ci limitiamo invece ai paesi della UE, che non sono certamente il massimo della democrazia possibile: non conosco altro paese dell'Unione Europea in cui il ricorso al referendum sia così limitato come in italia...nessun paese in cui ai cittadini sia vietato esprimersi su questioni di natura economica e su questioni inerenti alla politica estera, come invece avviene in italia. Nessun paese in cui i leaders politici ostentino tanto disprezzo per gli elettori , a voto concluso, come in italia.
    Quindi, se si vuole avvicinare la destra italiana alla destra europea moderata, bisognerebbe anzitutto colmare, a livello istituzionale, quel gap pesante di democraticità che oggi separa l'italia dagli altri paesi europei occidentali....cosa che, questa sì, la fa assomigliare più a un paese sudamericano che non a un paese europeo, e di cui Berlusconi non ha assolutamente colpa.
    Ultima modifica di novis; 13-09-09 alle 20:18
    Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"

  3. #3
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    Predefinito Rif: La destra populista, becera, rabbiosa

    Fini fa la sua politica che, come ho scritto più volte, è passibile di critiche per un elettorato di centrodestra.

    Ma dall'altra parte, lasciando stare l'operato di questo governo, c'è un leader che nonostante l'alto gradimento in patria si è giocato ogni credibilità all'estero con atteggiamenti e dichiarazioni squalificanti per un politico occidentale.

    Dietro di lui c'è la Lega che è una forza locale ed antinazionale, le cui politiche stanno di fatto riproponendo l'Italia ad una doppia velocità: il Nord che corre ed il Sud che arranca. In più il linguaggio leghista è volutamente provocatorio e irrispettoso verso quanti a vario titolo non sono in sintonia col popolo "padano". Roba più da estrema destra che da destra conservatrice.

    Queste due anomalie, Berlusconi e il leghismo, rendono in definitiva Fini più interessante di quello che realmente è. Poichè si espone in prima persona Fini rappresenta oggi in Italia l'immagine di una destra possibile e "normale", senza gli eccessi di cui sopra. Il Fini istituzionale si impone dunque sul Fini politico in quanto il problema della destra italiana è oggi tutto concentrato nel ruolo particolarissimo e direi inaccettabile esercitato da Berlusconi. E' necessario che il tycoon cada prima che il PDL possa appropriarsi del suo essere partito e non semplice megafono.
    SADNESS IS REBELLION

  4. #4
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    Predefinito Rif: La destra populista, becera, rabbiosa

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Fini fa la sua politica che, come ho scritto più volte, è passibile di critiche per un elettorato di centrodestra.

    Ma dall'altra parte, lasciando stare l'operato di questo governo, c'è un leader che nonostante l'alto gradimento in patria si è giocato ogni credibilità all'estero con atteggiamenti e dichiarazioni squalificanti per un politico occidentale.

    Dietro di lui c'è la Lega che è una forza locale ed antinazionale, le cui politiche stanno di fatto riproponendo l'Italia ad una doppia velocità: il Nord che corre ed il Sud che arranca. In più il linguaggio leghista è volutamente provocatorio e irrispettoso verso quanti a vario titolo non sono in sintonia col popolo "padano". Roba più da estrema destra che da destra conservatrice.

    Queste due anomalie, Berlusconi e il leghismo, rendono in definitiva Fini più interessante di quello che realmente è. Poichè si espone in prima persona Fini rappresenta oggi in Italia l'immagine di una destra possibile e "normale", senza gli eccessi di cui sopra. Il Fini istituzionale si impone dunque sul Fini politico in quanto il problema della destra italiana è oggi tutto concentrato nel ruolo particolarissimo e direi inaccettabile esercitato da Berlusconi. E' necessario che il tycoon cada prima che il PDL possa appropriarsi del suo essere partito e non semplice megafono.
    Quegli eccessi di cui parli...a molti elettori di cdx non dispiacciono; non mi riferisco ai casi di natura sessuale ovviamente, ma al carattere antipolitico, e però concreto, del Cavaliere.
    Ora se esistono elettori di cdx che non si riconoscono nella destra berlusconiana , questi dovrebbero poter esprimere le loro preferenze al momento del voto...o votando per un partito diverso da quello di Berlusconi (nessuno vieta di costituire un nuovo partito, e Fini non manca di finanze), o avendo a disposizione un sistema elettorale che consenta dei distinguo anche nell'ambito di un unico partito contenitore...quindi, se Fini vuole dare spazio a una destra diversa, dovrebbe concentrare la sua attenzione su questi problemi, anzichè criticare a 360 gradi Berlusconi e la Lega nel momento in cui queste attuano, semplicemente, il programma elettorale (o meglio, solo alcuni punti del programma).
    Invece Fini è andato esattamente nella direzione opposta quando si è trattato di ragionare sulla legge elettorale...dando così a tutti l'impressione di mirare ad imporre un domani la sua visione di destra (e glissiamo per ora sul fatto che la sua visione di destra è capace di capovolgersi completamente nel giro di pochi mesi), certamente minoritaria, a tutto l'elettorato di cdx ....in chiara continuità con la sua cultura politica, del resto....e sfruttando la forza elettorale di Berlusconi che non ha mai smesso di criticare, anche se solo DOPO aver accettato di andare al governo con lui, e mai prima, in sede di campagna elettorale.
    Ecco perchè i voti che adesso vanno a Berlusconi non andranno mai a Fini...piuttosto quell'elettorato voterà per la Lega, o si asterrà.
    Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"

 

 

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