Lega, in campo i "duri"


Dal palco di Venezia Borghezio difende Batasuna e strappa applausi. Ovazione anche per Gentilini, il sindaco-sceriffo di Treviso che propone di prendere "le impronte del naso" agli immigrati.


VENEZIA - Fosse un film, e ci troviamo nella città del Leone d'oro, s'intitolerebbe: "I cattivi". Ma il celodurismo formato lumbard è una pellicola che difficilmente vedrà mai luce. Ciò nonostante fa bella mostra di se qui in laguna, e la tradizionale kermesse che il Carroccio ripete ormai da sette anni gli punta addosso i riflettori.

La star è Mario Borghezio, alfiere della Lega di lotta, che strappa applausi con un intervento incendiario a sostegno dei militanti del movimento basco Batasuna, recentemente messo fuori legge in Spagna. ''Sinistra di m..., dov'eri mentre perseguitavano i patrioti baschi di Batasuna?", ringhia l'europarlamentare lumbard.

Parole di fuoco anche per Casini e Buttiglione, ai quali il leader dell'ala dura della Lega, non le manda a dire: ''aprite bene le orecchie, perché noi non moriremo democristiani''. In una ovazione generale della piazza si rivolge poi ai veneziani. ''Hanno ragione i gondolieri a buttare nei canali i clandestini: a Venezia - rincara - ci vorrebbe Gentilini per almeno tre mesi e per fare pulizia''. Parlando di una legge ''Bossi-Bossi'' Borghezio sceglie proprio il tema dell'immigrazione per concludere il suo intervento attaccando ''l'Ulivo che ha cessato di imbastardire il nostro sangue, infettandosi con quello degli extracomunitari''.

Evocato da Borghezio, al raduno in riva dei Sette Martiri arriva anche il chiaccheratissimo Giancarlo Gentilini, l'altra stella di razza piave. E il sindaco-sceriffo di Treviso non delude le aspettative. "Agli extracomunitari che si fermano in Italia - dice a proposito della polemiche sull'obbligatorietà delle impronte digitali sui documenti - che si fermano in Italia andrebbero prese non solo le impronte delle dita, ma dei piedi e anche del naso se occorre''.

Ma Gentilini ne ha per tutti: avversari, soprattutto; ma anche qualche alleato. ''Anche tra gli amici - arringa il popolo padano - ci sono persone che, nella scorsa legislatura, attaccavano la Lega e ora ci sorridono dalle tv...''. E se la prende con giornalisti e preti ''rossi''. ''I primi - spiega - io li chiamo pennette all'arrabbiata. E sui preti rossi, che legittimano i no global e sostengono gli immigrati, ho scritto al Papa: gli ho chiesto di convertirli... Ma alla religione della Lega''. Poi, c'è il capitolo No global. Il movimento, infatti, ha scelto oggi proprio Treviso per celebrare lo Humanity Day contro la guerra. ''Per loro, c'è la via dell'esilio...'', dice.

(15 SETTEMBRE 2002, ORE 13:00, aggiornato alle 140)