Giorgetti lancia un invito al popolo padano
di Simone Boiocchi

A poche ore dalla grande adunata di Venezia che porterà nella laguna veneta il popolo padano per confermare la propria voglia di continuare sulla strada del cambiamento, una strada intrapresa ormai molti anni fa, Giancarlo Giorgetti, segretario nazionale della Lega Lombarda e presidente della Commissione Bilancio della Camera, ha smentito le accuse di chi definisce il Carroccio un movimento ormai privo di un reale sostegno popolare. Accuse lanciate nel mucchio da alcuni esponenti del centrosinistra che, non riuscendo a mettere da parte il vecchio vizio di raccontare la “loro” verità, cercano in tutti i modi di mettere i bastoni tra le ruote del Carroccio sperando di arrestare il movimento di riforma avviato proprio dalla Lega e dal suo segretario federale, Umberto Bossi».
Segretario, che importanza ricopre la grande manifestazione di Venezia?
«È un rito che va rinnovato che ci fa guardare allo specchio, ricordare quello che siamo e in cui trova fondamento il rapporto tra la Lega Nord, Umberto Bossi e la sua gente. È la riaffermazione di quello che siamo. Sono più che sicuro che nello stesso discorso del ministro delle Riforme, sarà contenuta anche la riaffermazione di quello che vogliamo e di come ci arriveremo».
Perché un leghista dovrebbe venire in Riva degli Schiavoni?
«Perché questa è una giornata particolarmente importante. È il momento del cambiamento, la riforma di tutte le riforme. Il motivo per cui la stessa Lega è nata, e cioè il federalismo, nel caso concreto la devoluzione, finalmente va alla prova del voto in Parlamento. In Aula tanti ci dicono di essere schierati con la devoluzione e con il federalismo, però la nostra sensazione è che la conferma di questo potremo averla solo in un secondo momento. Non vogliamo però che tutto rischi di naufragare nella palude che molti hanno in mente e non dichiarano. È allora necessario che il popolo sia al nostro fianco per affrontare le grandi riforme. Deve essere protagonista e sostenere i nostri lavori con una massiccia presenza dando una spinta decisiva alla devoluzione per realizzare il cambiamento».
Cosa risponde a chi accusa la Lega di avere “barattato” la sua grinta con l’ingresso nel governo?
«C’è qualcuno, per la verità pochi, secondo il quale la Lega di governo ha perso la carica del “primo” movimento. Poi ci sono altri che ci accusano di essere troppo “movimentisti” e di fare un esagerato ricorso alla piazza perché, secondo loro, quando uno è al governo dovrebbe evitare di confrontarsi con la gente. La Lega, invece è, e pretende di essere, un movimento che nasce dalla gente e dal popolo, che vive in mezzo al popolo e che al popolo chiede di essere appoggiata. Tutto con la consapevolezza che abbiamo maturato strada facendo, tanto è vero che senza ombra di dubbio, i nostri esponenti all’interno del governo sono tra i migliori».
Cosa cambierà a partire da lunedì, quando la manifestazione in laguna sarà un ricordo?
«Andremo più caricati che mai all’interno delle Aule del Parlamento, in particolare in quella del Senato dove a breve inizierà la discussione sulla devoluzione, consapevoli che la nostra gente che in tutti questi anni ci ha sempre appoggiato nella buona e nella cattiva sorte, ancora una volta è disposta a capire i nostri sforzi e le difficoltà in cui ci muoviamo. È, insomma, disposta ancora una volta a darci la fiducia necessaria affinché all’obiettivo finale si arrivi uniti. Per parte nostra, ovviamente siamo consapevoli che la nostra forza dipende da loro, da quelli che saranno a Venezia più che dai numeri in Parlamento».
Cosa si sente di dire a tutte le persone che in queste ore si stanno preparando per intraprendere il lungo viaggio verso Venezia?
«Che la loro fiducia illimitata sarà presto ripagata perché abbiamo un grande segretario federale. In Umberto Bossi dobbiamo credere fino alla fine perché nelle sue scelte politiche ha sempre dimostrato di avere ben chiara la sua missione. Sono sicuro che ci stia portando verso il vero cambiamento; ormai il percorso è avviato e punta al raggiungimento dell’obiettivo per cui la Lega stessa è nata e ha lottato in questi anni».