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    Predefinito Stampa cattolica : Bossi privo di rispetto e di dignità

    Spiace che la stampa cattolica solo ora si sia accorta che Bossi è
    " privo di rispetto e di dignità " e spiace sopratutto che sia la stampa cattolica a fare dichiarazioni che dovrebbero essere fatte da politici e da molto tempo. Ma è un buon inizio . Noi ce ne siamo accarti da molti anni . Prima o poi dovrà anche succedere che i politici si decidono a rispettare s'è stessi e gli elettori e isolino Bossi. E che smettano di regargli vagonate di voti

    Quote

    E' davvero finita la luna di miele tra la Lega e il mondo cattolico. Sull'Osservatore Romano e sull'Avvenire articoli di fuoco contro il Senatùr: "E' privo di rispetto e di dignità".


    ROMA - I quotidiani cattolici si occupano anche oggi delle polemiche intorno alla legge sull'immigrazione. Ma a tenere banco, oltre al decreto sulla regolarizzazione degli extracomunitari, sono soprattutto le accuse velenose che il leader della Lega e ministro, Umberto Bossi ha rivolto contro la Chiesa.

    L'Osservatore Romano, la voce della Santa sede, parla di dichiarazioni "a dir poco sopra le righe", di "affermazioni prive di rispetto e di dignità" e di "volgarità". Titolato sull'inasprirsi dello "scontro" tra Udc e Lega, l'articolo afferma che "qualcuno continua a parlare di immigrati come se non si trattasse di persone, di uomini e di donne in cerca di un futuro. E crede, inoltre, di poter risolvere un problema vitale per l'umanità con affermazioni prive di rispetto e di dignità. E' proprio vero, come recita un detto, che per sanare certa volgarità occorrono ben oltre sette generazioni".

    Stessa indignazione si legge sulle pagine dell'Avvenire . Con un editoriale che si intitola "Bossi offende. Senza guadagni", il giornale dei vescovi torna sulle parole pronunciate dal Senatùr contro i "vescovoni" e l'associazionismo cattolico.

    Un'uscita che L'Avvenire spiega così: "Bossi è come preso da paura per le proporzioni che ha assunto il provvedimento di regolarizzazione'' degli immigrati, e ''nell'ovvia impossibilità di tornare indietro'', ''ha deciso di fare la voce grossa, di indossare la maschera peggiore''.

    Di qui la ''grandinata di maleparole'' contro il mondo cattolico, con il rischio che ''insipientemente annulli'' quel recupero di valori del nostro popolo che sembrava voler tentare nella ''stagione precedente'', facendo ''quasi l'occhiolino a certa base cattolica''.

  2. #2
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    Predefinito Stampa cattolica : Bossi privo di rispetto e di dignità

    Spiace che la stampa cattolica solo ora si sia accorta che Bossi è
    " privo di rispetto e di dignità " e spiace sopratutto che sia la stampa cattolica a fare dichiarazioni che dovrebbero essere fatte da politici e da molto tempo. Ma è un buon inizio . Noi ce ne siamo accarti da molti anni . Prima o poi dovrà anche succedere che i politici si decidono a rispettare s'è stessi e gli elettori e isolino Bossi. E che smettano di regargli vagonate di voti

    Quote

    E' davvero finita la luna di miele tra la Lega e il mondo cattolico. Sull'Osservatore Romano e sull'Avvenire articoli di fuoco contro il Senatùr: "E' privo di rispetto e di dignità".


    ROMA - I quotidiani cattolici si occupano anche oggi delle polemiche intorno alla legge sull'immigrazione. Ma a tenere banco, oltre al decreto sulla regolarizzazione degli extracomunitari, sono soprattutto le accuse velenose che il leader della Lega e ministro, Umberto Bossi ha rivolto contro la Chiesa.

    L'Osservatore Romano, la voce della Santa sede, parla di dichiarazioni "a dir poco sopra le righe", di "affermazioni prive di rispetto e di dignità" e di "volgarità". Titolato sull'inasprirsi dello "scontro" tra Udc e Lega, l'articolo afferma che "qualcuno continua a parlare di immigrati come se non si trattasse di persone, di uomini e di donne in cerca di un futuro. E crede, inoltre, di poter risolvere un problema vitale per l'umanità con affermazioni prive di rispetto e di dignità. E' proprio vero, come recita un detto, che per sanare certa volgarità occorrono ben oltre sette generazioni".

    Stessa indignazione si legge sulle pagine dell'Avvenire . Con un editoriale che si intitola "Bossi offende. Senza guadagni", il giornale dei vescovi torna sulle parole pronunciate dal Senatùr contro i "vescovoni" e l'associazionismo cattolico.

    Un'uscita che L'Avvenire spiega così: "Bossi è come preso da paura per le proporzioni che ha assunto il provvedimento di regolarizzazione'' degli immigrati, e ''nell'ovvia impossibilità di tornare indietro'', ''ha deciso di fare la voce grossa, di indossare la maschera peggiore''.

    Di qui la ''grandinata di maleparole'' contro il mondo cattolico, con il rischio che ''insipientemente annulli'' quel recupero di valori del nostro popolo che sembrava voler tentare nella ''stagione precedente'', facendo ''quasi l'occhiolino a certa base cattolica''.

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    Meglio tardi che mai.

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  5. #5
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    Predefinito Re: Stampa cattolica : Bossi privo di rispetto e di dignità

    Originally posted by navarrone
    Spiace che la stampa cattolica solo ora si sia accorta che Bossi è
    " privo di rispetto e di dignità " e spiace sopratutto che sia la stampa cattolica a fare dichiarazioni che dovrebbero essere fatte da politici e da molto tempo. Ma è un buon inizio . Noi ce ne siamo accarti da molti anni . Prima o poi dovrà anche succedere che i politici si decidono a rispettare s'è stessi e gli elettori e isolino Bossi. E che smettano di regargli vagonate di voti

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    E' davvero finita la luna di miele tra la Lega e il mondo cattolico. Sull'Osservatore Romano e sull'Avvenire articoli di fuoco contro il Senatùr: "E' privo di rispetto e di dignità".


    ROMA - I quotidiani cattolici si occupano anche oggi delle polemiche intorno alla legge sull'immigrazione. Ma a tenere banco, oltre al decreto sulla regolarizzazione degli extracomunitari, sono soprattutto le accuse velenose che il leader della Lega e ministro, Umberto Bossi ha rivolto contro la Chiesa.

    L'Osservatore Romano, la voce della Santa sede, parla di dichiarazioni "a dir poco sopra le righe", di "affermazioni prive di rispetto e di dignità" e di "volgarità". Titolato sull'inasprirsi dello "scontro" tra Udc e Lega, l'articolo afferma che "qualcuno continua a parlare di immigrati come se non si trattasse di persone, di uomini e di donne in cerca di un futuro. E crede, inoltre, di poter risolvere un problema vitale per l'umanità con affermazioni prive di rispetto e di dignità. E' proprio vero, come recita un detto, che per sanare certa volgarità occorrono ben oltre sette generazioni".

    Stessa indignazione si legge sulle pagine dell'Avvenire . Con un editoriale che si intitola "Bossi offende. Senza guadagni", il giornale dei vescovi torna sulle parole pronunciate dal Senatùr contro i "vescovoni" e l'associazionismo cattolico.

    Un'uscita che L'Avvenire spiega così: "Bossi è come preso da paura per le proporzioni che ha assunto il provvedimento di regolarizzazione'' degli immigrati, e ''nell'ovvia impossibilità di tornare indietro'', ''ha deciso di fare la voce grossa, di indossare la maschera peggiore''.

    Di qui la ''grandinata di maleparole'' contro il mondo cattolico, con il rischio che ''insipientemente annulli'' quel recupero di valori del nostro popolo che sembrava voler tentare nella ''stagione precedente'', facendo ''quasi l'occhiolino a certa base cattolica''.

    Bossi ha ragione da vendere, ci sono un'infinità di associazioni che stanno speculando sugli immigrati e non da ultima la Caritas . vergogna.......vogliamo dimenticare gli scandali della Croce Rossa o la missione Arcobaleno? o l'ultimo di pochi giorni fa del prete che truffava la gente sui miracoli di Padre Pio?......


    ---pensiero---

  6. #6
    Veneta sempre itagliana mai
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    Predefinito Re: Stampa cattolica : Bossi privo di rispetto e di dignità

    Originally posted by navarrone
    Spiace che la stampa cattolica solo ora si sia accorta che Bossi è
    " privo di rispetto e di dignità " e spiace sopratutto che sia la stampa cattolica a fare dichiarazioni che dovrebbero essere fatte da politici e da molto tempo. Ma è un buon inizio . Noi ce ne siamo accarti da molti anni . Prima o poi dovrà anche succedere che i politici si decidono a rispettare s'è stessi e gli elettori e isolino Bossi. E che smettano di regargli vagonate di voti

    Quote

    E' davvero finita la luna di miele tra la Lega e il mondo cattolico. Sull'Osservatore Romano e sull'Avvenire articoli di fuoco contro il Senatùr: "E' privo di rispetto e di dignità".


    ROMA - I quotidiani cattolici si occupano anche oggi delle polemiche intorno alla legge sull'immigrazione. Ma a tenere banco, oltre al decreto sulla regolarizzazione degli extracomunitari, sono soprattutto le accuse velenose che il leader della Lega e ministro, Umberto Bossi ha rivolto contro la Chiesa.

    L'Osservatore Romano, la voce della Santa sede, parla di dichiarazioni "a dir poco sopra le righe", di "affermazioni prive di rispetto e di dignità" e di "volgarità". Titolato sull'inasprirsi dello "scontro" tra Udc e Lega, l'articolo afferma che "qualcuno continua a parlare di immigrati come se non si trattasse di persone, di uomini e di donne in cerca di un futuro. E crede, inoltre, di poter risolvere un problema vitale per l'umanità con affermazioni prive di rispetto e di dignità. E' proprio vero, come recita un detto, che per sanare certa volgarità occorrono ben oltre sette generazioni".

    Stessa indignazione si legge sulle pagine dell'Avvenire . Con un editoriale che si intitola "Bossi offende. Senza guadagni", il giornale dei vescovi torna sulle parole pronunciate dal Senatùr contro i "vescovoni" e l'associazionismo cattolico.

    Un'uscita che L'Avvenire spiega così: "Bossi è come preso da paura per le proporzioni che ha assunto il provvedimento di regolarizzazione'' degli immigrati, e ''nell'ovvia impossibilità di tornare indietro'', ''ha deciso di fare la voce grossa, di indossare la maschera peggiore''.

    Di qui la ''grandinata di maleparole'' contro il mondo cattolico, con il rischio che ''insipientemente annulli'' quel recupero di valori del nostro popolo che sembrava voler tentare nella ''stagione precedente'', facendo ''quasi l'occhiolino a certa base cattolica''.

    Bossi ha ragione da vendere, ci sono un'infinità di associazioni che stanno speculando sugli immigrati e non da ultima la Caritas . vergogna.......vogliamo dimenticare gli scandali della Croce Rossa o la missione Arcobaleno? o l'ultimo di pochi giorni fa del prete che truffava la gente sui miracoli di Padre Pio?......


    ---pensiero---

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    Predefinito

    Spiace che la stampa cattolica solo ora si sia accorta che Bossi è
    " privo di rispetto e di dignità " e spiace sopratutto che sia la stampa cattolica a fare dichiarazioni che dovrebbero essere fatte da politici e da molto tempo...


    Non sapevo che definire un uomo "privo di rispetto e dignità" fosse il modo tipico di esprimersi dei cattolici praticanti.
    Complimenti.

  8. #8
    Liberale
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    Predefinito

    Spiace che la stampa cattolica solo ora si sia accorta che Bossi è
    " privo di rispetto e di dignità " e spiace sopratutto che sia la stampa cattolica a fare dichiarazioni che dovrebbero essere fatte da politici e da molto tempo...


    Non sapevo che definire un uomo "privo di rispetto e dignità" fosse il modo tipico di esprimersi dei cattolici praticanti.
    Complimenti.

  9. #9
    Veneta sempre itagliana mai
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    Predefinito Re: Bossi e il Piccolo di Trieste

    Originally posted by bartossi
    Io capisco che per gli amici della CDL sia molto imbarazzante parlare del loro alleato- Ma prima o poi dovranno fare i conti con la realta ed ammettere l'errore fatto nel tirarlo dentro la coalizione -

    Definire la Lega " Senza dignità e rispetto " è grave , pesante , ma molto molto aderente alla realtà - Sarebbe bene che , prima che questa definizione venga estesa anche alle altre componenti della coalizione , chiarire certi aspetti. Magari dopo una piccola cura disintossicante per eccessi di vini di cattiva qualità .

    Quote

    Le ingiurie del ministro alla Chiesa
    Bossi, i vescovi
    e la Caritas


    di Corrado Belci
    Quasi contemporaneamente, mi sono capitate sott'occhio da un lato le dichiarazioni di Umberto Bossi sugli immigrati, i preti e i vescovi e dall'altro il rapporto «Sull'esclusione» del 2002 della Caritas di Trieste. A volte certe giustapposizioni sono provvidenziali. Si possono mettere utilmente a confronto filosofie e linguaggi, mentalità e culture.
    Per chi non la conoscesse, la delicatezza signorile di Bossi è sintetizzata da queste frasi virgolettate espresse in alcune interviste rilasciate a diversi quotidiani. «E' ora di mandare la Finanza in giro da certi vescovoni per sapere se i soldi che hanno raccolto per i poveri vanno veramente a questi ultimi ... io non sto né con i massoni, né con i vescovoni e con la Caritas... loro difendono il caporalato delle parrocchie... miliardi in euro in nero finiti in quelle mani, gestendo badanti, cameriere eccetera... Sappiamo chi c'è dietro, quali associazioni hanno perso il Dio che sta nei cieli, sostituendolo con il dio denaro».
    Quando gli alleati di Bossi sono in imbarazzo per questi concentrati di galateo, dicono che il linguaggio di Umberto è colorito e che bisogna prenderlo com'è. È un ministro del governo d'Italia. Chi lo ha votato se lo goda. Chi gli si è alleato ne porta tutta intera la responsabilità. Il «Rapporto sull'esclusione», pubblicato dall'Osservatorio delle povertà e delle risorse, della Caritas di Trieste misura la distanza abissale tra la verità e le farneticanti parole di Bossi.
    Esso è costellato di indicazioni del lavoro svolto, esponendo in dettaglio cifre, documentazioni, ma soprattutto richiami alle cause del disagio che provoca l'emarginazione e l'esclusione di tante persone dal circuito sociale.
    Tutta l'opera dei volontari e di chi li coordina è rivolta alla ricostruzione della dignità di persona umana, da tanti individui perduta per la povertà, per la solitudine, per le varie forme di dipendenza (da alcool, da droga ecc.), per le fughe e le trasmigrazioni, per le lacerazioni familiari, per la disoccupazione, per il nomadismo, per le persecuzioni, per la povertà minorile, per la tratta della prostituzione e per le altre infinite forme di precarietà, da cui gli «esclusi» sono colpiti. Certo, è una realtà che disturba la quiete appagata della nostra società opulenta, una macchia che si vorrebbe allontanare dal lustro abito del nostro benessere.
    Come dice con la sua eleganza Bossi, buttarli fuori fisicamente e alzare un reticolato perché non tornino più. Ma qui salta fuori la sorpresa. Non si tratta affatto solo di extracomunitari. Certo, come è noto, a Trieste ce ne sono parecchi (i kosovari in testa) e la Caritas se ne occupa, anche per incarico delle pubbliche istituzioni. E tuttavia, su un totale di 5529 colloqui sostenuti dal Centro d'ascolto della Caritas di Trieste, ben 3810 riguardano italiani residenti a Trieste e anziani residenti a Trieste, mentre a questi si aggiungono 637 di stranieri residenti a Trieste. I colloqui riguardanti gli stranieri di passaggio sono stati 1036, il 18,7 % del totale.
    Gli interventi effettuati dalla Caritas di Trieste sono stati nel complesso 5489, al secondo posto fra le consorelle del Triveneto dopo quella di Trento (8001 interventi). I dati del documentano testimoniano che ogni 1000 persone residenti nella città 4 si sono rivolte al Centro d'ascolto della Caritas e 8 al Servizio sociale del Comune. La rete di servizi attraverso cui si svolge l'attività assistenziale è costituita dal Centro servizi per cittadini extracomunitari, dal Centro accoglienza Sacro Cuore, dal Gruppo Amicizia per i carcerati, dalla Casa «La Madre» e dalla Casa «Angela Berlan», dal refettorio «Giorgia Monti», da Villa Verde al Villaggio del Fanciullo, dai Progetti Dignity e Tratta, dal Progetto Nomadi e dall'Asilo ai Rifugiati.
    Per parecchie di queste attività assistenziali, la Caritas agisce attraverso convenzioni con le istituzioni pubbliche. Anzi, il rischio è proprio che gli enti locali si abituino a considerare la Caritas come lo strumento quasi unico su cui riversare l'assistenza e che gradualmente la politica si senta quasi esonerata dagli obblighi di una indispensabile solidarietà politica e civile. E, si badi bene, il rapporto in questione riguarda gli "esclusi", non l'area della povertà costituita dai redditi bassi, sicchè il vero volto della comunità triestina è assai diverso da quello che sembra essere assunto come generale nel cuore borghese del centro storico.
    La riflessione pastorale che conclude il rapporto richiama le parole di Paolo VI all'atto della costituzione della Caritas: «Al di sopra dell'aspetto puramente materiale dell'attività, emerge la sua prevalente funzione pedagogica, il suo aspetto spirituale che non si misura in cifre e in bilanci, ma con la sua capacità di sensibilizzare la Chiesa locale e i singoli fedeli al senso e al dovere della carità in forme consone ai bisogni e ai tempi».
    Mandi, dunque, Bossi la Finanza dai vescovoni, dai parroci e nelle sedi della Caritas. I primi sapranno rispondere e compatire.Nelle sedi della Caritas troveranno silenziosi volontari che accolgono, consigliano, assistono, assicurano pasti caldi e posti letto, avviano pratiche burocratiche e offrono calore umano. Che cercano, al riparo da ogni eco, di ricostruire la dignità delle persone.
    Tutte cose estranee, sconosciute e incomprensibili alla raffinata visione della vita del ministro per le Riforme istituzionali e Devoluzione, onorevole Umberto Bossi.

    Unquote

    Penso che moltissimi cittadini che hanno dovuto dare il voto alla Lega per motivi di ordine elettorale si vergognano di averlo fatto-
    Peronalmente ne conosco molti. Sarebbe bene metterci una pezza


    Ti assicuro che non sarà mai abbastanza quanto l'umiliazione e la vergogna quando certi leghisti per carità di coalizione hanno dovuto votare certi soggetti ambigui per usare un eufemismo....

    Saluti -----pensiero----

  10. #10
    Veneta sempre itagliana mai
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    Predefinito Re: Bossi e il Piccolo di Trieste

    Originally posted by bartossi
    Io capisco che per gli amici della CDL sia molto imbarazzante parlare del loro alleato- Ma prima o poi dovranno fare i conti con la realta ed ammettere l'errore fatto nel tirarlo dentro la coalizione -

    Definire la Lega " Senza dignità e rispetto " è grave , pesante , ma molto molto aderente alla realtà - Sarebbe bene che , prima che questa definizione venga estesa anche alle altre componenti della coalizione , chiarire certi aspetti. Magari dopo una piccola cura disintossicante per eccessi di vini di cattiva qualità .

    Quote

    Le ingiurie del ministro alla Chiesa
    Bossi, i vescovi
    e la Caritas


    di Corrado Belci
    Quasi contemporaneamente, mi sono capitate sott'occhio da un lato le dichiarazioni di Umberto Bossi sugli immigrati, i preti e i vescovi e dall'altro il rapporto «Sull'esclusione» del 2002 della Caritas di Trieste. A volte certe giustapposizioni sono provvidenziali. Si possono mettere utilmente a confronto filosofie e linguaggi, mentalità e culture.
    Per chi non la conoscesse, la delicatezza signorile di Bossi è sintetizzata da queste frasi virgolettate espresse in alcune interviste rilasciate a diversi quotidiani. «E' ora di mandare la Finanza in giro da certi vescovoni per sapere se i soldi che hanno raccolto per i poveri vanno veramente a questi ultimi ... io non sto né con i massoni, né con i vescovoni e con la Caritas... loro difendono il caporalato delle parrocchie... miliardi in euro in nero finiti in quelle mani, gestendo badanti, cameriere eccetera... Sappiamo chi c'è dietro, quali associazioni hanno perso il Dio che sta nei cieli, sostituendolo con il dio denaro».
    Quando gli alleati di Bossi sono in imbarazzo per questi concentrati di galateo, dicono che il linguaggio di Umberto è colorito e che bisogna prenderlo com'è. È un ministro del governo d'Italia. Chi lo ha votato se lo goda. Chi gli si è alleato ne porta tutta intera la responsabilità. Il «Rapporto sull'esclusione», pubblicato dall'Osservatorio delle povertà e delle risorse, della Caritas di Trieste misura la distanza abissale tra la verità e le farneticanti parole di Bossi.
    Esso è costellato di indicazioni del lavoro svolto, esponendo in dettaglio cifre, documentazioni, ma soprattutto richiami alle cause del disagio che provoca l'emarginazione e l'esclusione di tante persone dal circuito sociale.
    Tutta l'opera dei volontari e di chi li coordina è rivolta alla ricostruzione della dignità di persona umana, da tanti individui perduta per la povertà, per la solitudine, per le varie forme di dipendenza (da alcool, da droga ecc.), per le fughe e le trasmigrazioni, per le lacerazioni familiari, per la disoccupazione, per il nomadismo, per le persecuzioni, per la povertà minorile, per la tratta della prostituzione e per le altre infinite forme di precarietà, da cui gli «esclusi» sono colpiti. Certo, è una realtà che disturba la quiete appagata della nostra società opulenta, una macchia che si vorrebbe allontanare dal lustro abito del nostro benessere.
    Come dice con la sua eleganza Bossi, buttarli fuori fisicamente e alzare un reticolato perché non tornino più. Ma qui salta fuori la sorpresa. Non si tratta affatto solo di extracomunitari. Certo, come è noto, a Trieste ce ne sono parecchi (i kosovari in testa) e la Caritas se ne occupa, anche per incarico delle pubbliche istituzioni. E tuttavia, su un totale di 5529 colloqui sostenuti dal Centro d'ascolto della Caritas di Trieste, ben 3810 riguardano italiani residenti a Trieste e anziani residenti a Trieste, mentre a questi si aggiungono 637 di stranieri residenti a Trieste. I colloqui riguardanti gli stranieri di passaggio sono stati 1036, il 18,7 % del totale.
    Gli interventi effettuati dalla Caritas di Trieste sono stati nel complesso 5489, al secondo posto fra le consorelle del Triveneto dopo quella di Trento (8001 interventi). I dati del documentano testimoniano che ogni 1000 persone residenti nella città 4 si sono rivolte al Centro d'ascolto della Caritas e 8 al Servizio sociale del Comune. La rete di servizi attraverso cui si svolge l'attività assistenziale è costituita dal Centro servizi per cittadini extracomunitari, dal Centro accoglienza Sacro Cuore, dal Gruppo Amicizia per i carcerati, dalla Casa «La Madre» e dalla Casa «Angela Berlan», dal refettorio «Giorgia Monti», da Villa Verde al Villaggio del Fanciullo, dai Progetti Dignity e Tratta, dal Progetto Nomadi e dall'Asilo ai Rifugiati.
    Per parecchie di queste attività assistenziali, la Caritas agisce attraverso convenzioni con le istituzioni pubbliche. Anzi, il rischio è proprio che gli enti locali si abituino a considerare la Caritas come lo strumento quasi unico su cui riversare l'assistenza e che gradualmente la politica si senta quasi esonerata dagli obblighi di una indispensabile solidarietà politica e civile. E, si badi bene, il rapporto in questione riguarda gli "esclusi", non l'area della povertà costituita dai redditi bassi, sicchè il vero volto della comunità triestina è assai diverso da quello che sembra essere assunto come generale nel cuore borghese del centro storico.
    La riflessione pastorale che conclude il rapporto richiama le parole di Paolo VI all'atto della costituzione della Caritas: «Al di sopra dell'aspetto puramente materiale dell'attività, emerge la sua prevalente funzione pedagogica, il suo aspetto spirituale che non si misura in cifre e in bilanci, ma con la sua capacità di sensibilizzare la Chiesa locale e i singoli fedeli al senso e al dovere della carità in forme consone ai bisogni e ai tempi».
    Mandi, dunque, Bossi la Finanza dai vescovoni, dai parroci e nelle sedi della Caritas. I primi sapranno rispondere e compatire.Nelle sedi della Caritas troveranno silenziosi volontari che accolgono, consigliano, assistono, assicurano pasti caldi e posti letto, avviano pratiche burocratiche e offrono calore umano. Che cercano, al riparo da ogni eco, di ricostruire la dignità delle persone.
    Tutte cose estranee, sconosciute e incomprensibili alla raffinata visione della vita del ministro per le Riforme istituzionali e Devoluzione, onorevole Umberto Bossi.

    Unquote

    Penso che moltissimi cittadini che hanno dovuto dare il voto alla Lega per motivi di ordine elettorale si vergognano di averlo fatto-
    Peronalmente ne conosco molti. Sarebbe bene metterci una pezza


    Ti assicuro che non sarà mai abbastanza quanto l'umiliazione e la vergogna quando certi leghisti per carità di coalizione hanno dovuto votare certi soggetti ambigui per usare un eufemismo....

    Saluti -----pensiero----

 

 
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