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    Predefinito Ecco i piani di guerra americanidi Mauro Bottarelli

    Le truppe di terra, composte da ribelli irakeni, attaccheranno
    le città di Mosul e Basra sotto la copertura Usa

    Nel Qatar il centro logistico. In Giordania una base
    per le incursioni aeree


    Come accaduto per l’Afghanistan, stando a quanto rivelato dal quotidiano “MF”, anche la campagna militare contro l’Iraq di Saddam Hussein è già stata preparata dai servizi d’intelligence. Nonostante gli appelli all’attesa per una discussione in sede Onu, gli scorsi 25 e 26 agosto presso la base Nato di Izmir, in Turchia, alti ufficiali del Pentagono, militari dell’esercito britannico e rappresentanti dei dieci Paesi arabi già contattati per via diplomatica dagli Stati Uniti si sono riuniti e hanno pianificato modalità di intervento e grado di coinvolgimento nell’azione.
    Alcuni dei Paesi arabi, infatti, hanno offerto soltanto appoggio limitato o di principio, mentre l’Arabia Saudita - storico alleato Usa nella prima guerra del Golfo - ha formalizzato la sua indisponibilità. Troppo rischioso per la traballante casa reale di Ryad farsi coinvolgere nell’attacco a un Paese musulmano. La decisione principale presa nel summit è stata quindi quella di trasferire la base operativa dell’azione a El Udeid, in Qatar: decisione, quest’ultima, maturata grazie anche a una mediazione saudita condotta dallo stesso ambasciatore di Ryad a Washington e conclusa con un incontro tra lo stesso e George W. Bush. Unica, ma intoccabile, la conditio sine qua non posta dall’Arabia: nessuna forza militare può muovere da quella base per operazioni di guerra attraversando cieli o strade saudite. Ieri, la conferma. Nei prossimi giorni un gruppo di militari britannici andrà in Qatar per affiancare i 600 americani che devono organizzare un nuovo quartier generale in vista di una possibile operazione contro l’Iraq. Un primo gruppo di una trentina di ufficiali delle tre armi si recherà nel Paese della penisola arabica per incontrare il generale Tommy Franks e i suoi uomini. Altri sopralluoghi saranno eseguiti in Kuwait dove dovrebbero svolgersi in tempi brevi, ma ancora da definire, esercitazioni congiunte con forze americane e britanniche. La pista della base è stata portata a quasi 4 km di lunghezza con l'installazione di apparecchiature tutto-tempo, hangar fortificati contro attacchi chimici e biologici capaci di ospitare 120 aerei da combattimento. Collegamenti diretti via satellite ne consentono poi l’uso come punto di comando e coordinamento. Secondo quanto scriveva The Indipendent, fonti della Raf avrebbero confermato che i velivoli che attualmente si trovano nella base di Al Sultan in Arabia Saudita verranno ridispiegati nel Qatar mentre la base aerea di Ali Al Salem, nel Kuwait, sta per essere potenziata in vista di possibili azioni militari. Sul terreno si trovano i britannici Tornado GR4s, TriStar, VC-10s, Awacs, Nimrods e Canberra oltre ad una vastissima gamma di velivoli Usa. Da venerdì, frattanto, i britannici Tornado F3s hanno abbandonato l’armamento dei missili Sidewinder e li hanno sostituiti con nuovi missili aria-aria chiamati Asraam (advanced shot-range air-to-air missile). Tutto come da copione, tutto come previsto nel meeting turco. Stando poi a un accordo segreto già raggiunto dagli Stati Uniti con il Regno di Giordania, un altro avamposto bellico sarà appunto su suolo giordano. Esattamente alla periferia della città di Muffak al Salti, dove nelle ultime settimane è iniziata la costruzione di una base che servirà come raccordo con quella turca di Izmir e quella di Qatar e Kuwait per la gestione di operazioni aeree comuni. Altro punto di contatto con l’operazione afghana è la decisione di sfruttare a fondo, nelle operazioni di terra, le forze irakene ostili al regime di Saddam. Già individuati anche gli obiettivi che verranno colpiti con l’ausilio dei ribelli interni: a Nord la città di Mosul e a Sud quella di Basra. Per il primo obiettivo verranno utilizzate forze speciali dell’esercito americano ammassate al confine della Turchia. Il compito sarà riunire e armare l’opposizione curda.
    Per il secondo obiettivo gli anglo-americani stanno già ammassando lungo il confine tra Iraq e Kuwait circa 10mila militari di origine irachena messi a disposizione dall’opposizione al raìs coordinata dal Consiglio supremo della rivoluzione islamica in Iraq. Per quest’ultima operazione, che punterà sulla città di Basra, dalla base di El Udeid partiranno prima incursioni aeree americane a spianare la strada. Questo rischia di essere uno dei punti delicati dell’intera operazione: per giungere a spianare la strada ai ribelli, infatti, le forze aeree statunitensi dovranno sorvolare per un certo tempo i cieli dell’Iran, Paese contrario all’ipotesi di attacco contro Bagdad. Nonostante fonti di intelligence parlino di contatti già molto avanzati tra Washington e Teheran per giungere a una soluzione, sembra che i vertici militari stiano valutando seriamente altre ipotesi di sorvolo timorosi per eventuali trappole iraniane. Soprattutto in caso di rappresaglia irachena su Israele al momento dell’offensiva americana. Comunque sia, ultimi ritocchi a parte, la macchina bellica è in moto. È di ieri la notizia che gli Stati Uniti avevano prenotato 20 corridoi di volo sull’Atlantico per le 24 ore comprese tra il tardo pomeriggio di ieri e quello di oggi. Lo scriveva il settimanale portoghese Expresso, citando fonti del controllo dei voli delle Azzorre. Gli Usa normalmente hanno a disposizione quattro corridoi. Secondo fonti militari gli Stati Uniti hanno bisogno di un numero supplementare di corridoi per trasportare truppe nel Golfo: diversi nuovi corridoi servono per parcheggiare velivoli nella base americana dell’isola portoghese di Terceira.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    Dura critica di LaRouche alle mire guerrafondaie del governo USA


    In una dichiarazione del 16 settembre, intitolata "Il Giorgio I di Shakespeare", LaRouche invita il Presidente George W. Bush ad apprendere la lezione degli errori di suo padre, specialmente del rifiuto da parte di Bush senior di prestare ascolto a LaRouche e di perseguitarlo politicamente. LaRouche fa quindi appello all'ex Presidente Bush senior (41° presidente) di consigliare adeguatamente suo figlio (43° presidente) affinché metta a punto una "sorpresa di settembre", e cioè una purga della rete guerrafondaia nel suo governo per avviare in tal modo quei cambiamenti sostanziali "che ci risparmierebbero una tragedia intitolata Giorgio II".
    LaRouche afferma: "Se si afferra la questione, chi capisce l'ABC dell'economia politica non può che convenire con me. Per capire il problema basta mettere a confronto la politica che proposi per gli Stati Uniti nella conferenza stampa che tenni a Berlino il 12 ottobre 1988 con quella diametralmente opposta scioccamente adottata da '41' dopo la caduta del Muro di Berlino, poco più di un anno dopo. Se si è in grado di afferrare il nesso è facile capire che cosa stia portando alla rovina la carriera di '43'. Carville [che disse 'E' l'economia, stupido!'] fece un'analisi accurata degli effetti economici, ma non toccò la questione delle sottostanti cause economiche. Allora fu la combinazione tra l'accordo che '41' raggiunse con la Thatcher e Mitterrand, la sua follia nel seguire la Thatcher in guerra, e la sua politica di saccheggio economico al più basso livello possibile della Russia che lo predispose ad essere travolto dal voto alle presidenziali del 1992 in cui non fu rieletto".

    Mandela: sottrarre Bush dal controllo di Cheney e Rumsfeld
    In un'intervista apparsa su Newsweek<I,> l'ex presidente del Sud Africa Nelson Mandela ha criticato le intenzioni americane di attaccare l'Iraq. Mandela parla della natura "catastrofica" della politica USA nella regione che va dall'Iran all'Afghanistan fin dal 1979 e commenta: "Considerando questo, si arriva a concludere che l'atteggiamento degli Stati Uniti d'America costituisce una minaccia alla pace mondiale. Perché ciò che dicono è che se si teme un veto da parte del Consiglio di Sicurezza basta tenersi fuori e prendere iniziative in proprio, violando la sovranità di altri paesi. Questo è ciò che dicono al mondo, ed è qualcosa che dev'essere condannato nei termini più decisi. E' già evidente che Francia, Germania, Russia e Cina sono contro queste decisioni".
    Mandela spiega poi che la spinta guerrafondaia "è una decisione motivata dal desiderio di George Bush di accattivarsi le simpatie delle industrie delle armi e del petrolio negli Stati Uniti d'America". Andando avanti, però, aggiusta il tiro, quando indica nel vicepresidente Dick Cheney e nel ministro della Difesa Donald Rumsfeld "coloro che purtroppo traviano il Presidente". Dopo di che aggiunge: "Perché la mia impressione è che il Presidente è qualcuno con cui si può trattare, ma sono quelli che gli stanno intorno che sono dei dinosauri".

    Chirac contro la dottrina guerrafondaia
    In un'intervista al New York Times, il Presidente francese Jacques Chirac ha detto che come membro del Consiglio di Sicurezza il suo paese seguirà un approccio articolato in due punti: una prima risoluzione del Consiglio deve segnalare all'Iraq che deve accettare la richiesta di consentire agli ispettori di fare i loro controlli. Se l'Iraq respinge questa prima richiesta, una seconda risoluzione dovrebbe definire se ci sarà o no un intervento militare. "E' solo in questo caso che la Francia esprimerà una posizione definitiva".
    Chirac ha respinto ogni "aggancio" tra la questione degli ispettori e la strategia della "guerra preventiva" e del "cambiamento di regime" in Iraq. "Nutro molte riserve verso questa dottrina [della guerra preventiva]. Non appena una nazione vanterà il diritto di effettuare un'azione preventiva, altri paesi naturalmente vorranno fare la stessa cosa ... E che dire se la Cina ipoteticamente dovesse prendere azioni preventive nei confronti di Taiwan, dicendo che costituisce una minaccia? Come reagiranno gli americani, gli europei e gli altri? E se l'India decidesse di prendere azioni preventive verso il Pakistan o viceversa? O la Russia contro la Cecenia o qualcun altro? Ritengo che si tratta di una dottrina estremamente pericolosa, che potrebbe avere conseguenze tragiche. L'azione preventiva può essere decisa quando appare necessaria, ma dev'essere presa dalla comunità internazionale, che è oggi rappresentata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite".

    Macchine utensili: un indicatore reale
    Il consumo di macchine utensili dell'economia statunitense è crollato nel luglio 2002 del 29,5% rispetto a giugno, scendendo a 143,3 milioni di dollari, il livello mensile più basso mai toccato dal 1996, quando la American Machine Tool Distributors Association ha cominciato a raccogliere queste statistiche. Nei primi sei mesi dell'anno il consumo è crollato del 23,8% rispetto ai sei mesi dell'anno precedente. Nel 2001 il consumo era già più che dimezzato rispetto al 1997.

    Consumo di macchine utensili USA in miliardi di dollari

    1997 5,56
    1998 4,91
    1999 3,90
    2000 3,99
    2001 2,67






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