Borghezio: il mondialismo, negando le differenze,
ci condanna a morte
di Gianluca Savoini
VENEZIA (Venéxia) - Soltanto l’Europa dei popoli, e non quella dell’alta finanza mondialista, ci potrà salvare. L’intervento di Mario Borghezio a Venezia è stato improntato sulla necessità di lavorare insieme agli altri partiti identitari per costruire un’Europa che voglia salvaguardare le tradizioni dei popoli.
«Insieme ai patrioti baschi, ai patrioti fiamminghi e a tutti gli altri patrioti indipendentisti, noi padani ci batteremo contro l’omologazione mondialista - ha dichiarato Borghezio -. Qui con noi oggi ci sono i fiamminghi del Vlaams Blok, con noi abbiamo la bandiera nazionale dei baschi, finiti nel mirino della repressione poliziesca. Ripeto oggi ciò che ho già detto davanti alle sorgenti del Po: da noi in Piemonte abbiamo ampie vallate in cui ospitare i patrioti baschi perseguitati. Vengano loro, al posto di quei delinquenti spacciatori immigrati che sporcano la nostra terra e imbastardiscono la nostra società».
Un’autentica ovazione ha quindi accolto l’accenno ironico di Borghezio nei confronti dei girotondi della sinistra. «Anche quando avevo 5 anni il girotondo mi sembrava roba da co... - ha ricordato il coordinatore dei Volontari Verdi -, figuriamoci adesso che ho più di 50 anni».
Borghezio ha quindi evidenziato come il centralismo abbia fallito in maniera disastrosa, e non solo in Italia.
«Senza identità i popoli sono destinati ad estinguersi - ha aggiunto -, per questo bisogna ribellarsi a quello che è il razzismo più vero e più grande: quello che nega le differenze e cerca di annullarle nel nome di una società multirazziale che non può funzionare e che, anzi, causa problemi enormi di ordine pubblico. Sarà importantissimo quindi impedire nei Paesi d’origine l’immigrazione di massa attraverso accordi bilaterali. Ma serve un’Europa diversa da quella attuale, un’Europa fiera delle sue radici, un’Europa delle cento bandiere e delle diversità. Unita però da un destino comune. L’idea di un’Europa confederale sarà perciò l’idea del futuro che si concretizzerà, alla faccia delle grandi lobbies mondialiste e della sinistra ormai venduta al grande capitale».


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