Dewinter: «Un’internazionale indipendentista
per difendere l’Europa delle cento bandiere»
di Igor Iezzi
VENEZIA (Venèxia) - Grazie ai giovani padani, Venezia quest’anno ha avuto un carattere internazionale, facendo diventare la città di San Marco, almeno per un giorno, la capitale degli autonomisti europei. Il tradizionale corteo del movimento giovanile della Lega Nord aveva come tema centrale la libertà d’opinione, il diritto inalienabile di ogni popolo di chiedere l’indipendenza e difendere la propria identità. Alla testa del corteo sfilavano proprio le bandiere di tre popoli al centro da sempre delle oppressioni e dei soprusi di Stati centralisti e di magistrati politicizzati: la Padania, i fiamminghi e i baschi. Filip Dewinter, leader del movimento indipendentista fiammingo e capogruppo al parlamento belga del Vlaams Blok che raccoglie in patria oltre il 12% dei consensi, era presente alla manifestazione ed ha avuto la possibilità di incontrare alcuni esponenti del Carroccio.
Onorevole Dewinter, perché è presente alla manifestazione dei Giovani Padani e della Lega Nord a Venezia?
«Noi siamo per un’Europa dalle 100 bandiere, da sempre ci battiamo contro il superstato. Siamo solidali con tutti quei popoli che aspirano alla Libertà ed abbiamo ormai instaurato uno spirito di solidarietà con la Lega Nord. Speriamo che tale legame, si possa allargare anche ad altri partiti autonomisti in Europa, l’obiettivo è creare una sorta di internazionale indipendentista che possa battersi ad armi pari contro gli storici raggruppamenti europei. Bossi viene definito razzista dai mass-media perché l'obiettivo dei poteri forti è tenerci separati: altrimenti saremmo fortissimi»
La sua presenza a Venezia ha portato a dei risultati concreti?
«Certamente, abbiamo avuto un importante incontro con l’onorevole Bricolo che ci ha fatto una interessantissima proposta: una convention internazionale di tutti i movimenti indipendentisti per creare una piattaforma comune. Abbiamo incontrato anche Giorgetti».
Voi siete considerati di destra, la Lega viene dipinta da alcuni mass-media come un movimento xenofobo. Non c’è il rischio che alcuni movimenti indipendentisti di sinistra non accettino l’invito anteponendo l’ideologia alla libertà del proprio popolo?
«Io penso che sia necessario invitare tutti, poi se alcuni non dovessero venire, peggio per loro. Anche Batasuna, nonostante io non capisca come fanno a coniugare la lotta per il popolo basco con la loro ideologia di estrema sinistra favorevole ad un’immigrazione di massa».
I contatti con il suo movimento sono iniziati grazie al settore esteri dei Giovani Padani. Come valuta questa organizzazione?
«Sono soddisfatto della collaborazione esistente tra i giovani dei due movimenti e contento della loro manifestazione di Venezia. L’aiuto e la solidarietà reciproca è importante. Anche noi abbiamo un Papalia in casa nostra e la Lega può fare pressioni dall’Italia. Noi possiamo fare altrettanto dal nostro Paese quando i magistrati italiani ledono la libertà d’opinione nel vostro paese. Grazie ai Giovani Padani abbiamo avuto i primi contatti. Capisco che la Lega è in una situazione particolare, stando al Governo, ma grazie al Mgp si sta incominciando ad avere una collaborazione seria».


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