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Discussione: Comune, vergogna!

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    Predefinito Comune, vergogna!

    E' stata bocciata la mozione con cui l'opposizione avrebbe voluto dotare Genova dei cartelli stradali in dialetto. Un semplice sottotitolo, Zena, la traduzione genovese del nome del capoluogo ligure. I più anziani continuano a chiamar così la loro città, Govi stesso parlava di "Zena" nelle sue celebri commedie teatrali. Tra le canzoni più belle scritte in lingua genovese, una recita "Cumme t'è bella Zena". E' stato questo motivo a ispirare a Venditti "Roma capoccia". I genovesi non mancano di sottolineare il loro legame con il dialetto e quindi le tradizioni locali: non solo allo stadio imperversa questa dicitura sugli striscioni e le coreografie, ma anche la maglietta della "Spinnaker" con la scritta "Zena" in primo piano assieme alla croce di San Giorgio ha letteralmente spopolato, fino a diventare un "must".
    Chiaramente la proposta è stata bocciata a fini politici, perchè di chiaro stampo leghista. Sembra quindi che a Genova l'Unione Sovietica faccia un baffo. Niente croce rossa in campo bianco, niente dialetto,solo eterna devozione ai poteri che hanno avvelenato la città e fatto prosperare piccole frange di "ortodossi". In nome dell'ideologia,del "politicamente corretto", della servitù a tutti i costi le tradizioni e la storia vengono buttate nel cesso, specialmente se a difenderle pretende di essere un partito di segno opposto. La situazione è grave, anzi, gravissima: nel 2004 Genova sarà capitale della cultura europea, e molti hanno già intuito che si tratterà di un flop: non ci sono idee, progetti... E non ci possono essere finchè Genova non si guarda allo specchio, non si accorge di esser genovese e quindi erede di una grande storia di civiltà e di libertà, artefice di una civiltà originale e moderna, che deve essere riscoperta e messa sul tavolo in bella vista. Il 2004 sarebbe potuta essere l'occasione per la riscoperta della lingua genovese parimenti alla valorizzazione di tutte le altre lingue minoritarie, l'occasione per una grande conferenza europea sul ruolo che la repubblica marinara ebbe nel traghettare l'Europa fuori dal Medioevo, la data ideale per organizzare un grande "summit" della scuola genovese con tributi a cantanti e cantautori scomparsi o anche per fare entrare Gilberto Govi in Europa.... Ma nulla di tutto questo verrà fatto, perchè con certi burocrati al potere che offendono e rinnegano la lingua dei loro stessi cittadini più in là di un "flop" sarà difficile andare. Il primo ruolo del comune è creare stima dei propri simboli e delle proprie radici fra i cittadini. Se quest'obiettivo non viene raggiunto, tutti gli altri falliranno miseramente.
    Questa giunta è fatta di uomini senza patria che amano però nascondersi dietro le gonne dello stato, uomini che non sanno più da dove vengono e ancor meno dove vanno, gente che vive di imperativi partitici e da sempre specula sui destini di una città che si vuol far semplicemente vivacchiare e invecchiare. Ma questa città, checchè ne dicano loro, si chiama innanzitutto "Zena". Poi, traducetela nella lingua che preferite.

  2. #2
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    ho capito..ma a zena in quanti lo parlate ancora il dialetto ????

    Massimo in 100 su 1 milione....

    Noi paesani, ci sforziamo e continuiamo a resistere..io lo parlo, con anziani, con amic..ma la nostra è un'altra realtà.

    Genova ha deciso con chi stare e lo ha deciso 50 anni fa..

    SARA' MOLTO PIU' FACILE TROVARE TRA POCHI ANNI LE SCRITTE IN CINESE O IN RUSSO IN ONORE AI GENOVESISSIMI STALIN E MAO.....

  3. #3
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    Originally posted by D.BOMBACCI
    ho capito..ma a zena in quanti lo parlate ancora il dialetto ????

    Massimo in 100 su 1 milione....

    Noi paesani, ci sforziamo e continuiamo a resistere..io lo parlo, con anziani, con amic..ma la nostra è un'altra realtà.

    Genova ha deciso con chi stare e lo ha deciso 50 anni fa..

    SARA' MOLTO PIU' FACILE TROVARE TRA POCHI ANNI LE SCRITTE IN CINESE O IN RUSSO IN ONORE AI GENOVESISSIMI STALIN E MAO.....
    Pochi o tanti non ha importanza, e in ogni caso non è così drammatica la situazione da questo punto di vista. L'importante è capire se il genovese è un patrimonio o un fardello, se De Andrè, Govi, Firpo, Petrucci solo per far dei nomi hanno sbagliato tutto oppure hanno richiamato opportunamente a radici importanti e vitali. E' necessario capire se si vuole entrare nell'anonimo universo del globale come atomi senza nulla da dire o se si vuole ridonare alla città e alla provincia un'identità che restituisca loro un significato profondo. In questo secondo caso, il genovese va valorizzato in ogni modo, dalle diciture sui cartelli stradali al suo insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado. Io credo che gli idiomi locali costituiscano un'argine alla globalizzazione e un'inestimabile archivio di saggezza,rinvigoriscano i legami comunitari e contribuiscano a cementare un sentimento d'appartenenza che trascende l'appartenenza politica e di classe. Sentirsi genovesi e liguri oggi (e come sentirsi tali se non con una lingua, una produzione letteraria, una tradizione?), significa dar forza alla concretezza del proprio spazio, cercare trasversalmente un riscatto e riappropriarsi di un sentimento atto a favorire la mutualità e la solidarietà. Significa sentirsi di nuovo partecipi di un comune destino che trascende l'individualistica ricerca del posto al sole, e rende la vita sociale più etica e nobile. Sarò un illuso, ma senza identità nessun popolo ha futuro.
    Quanto ai cartelli in lingua straniera, Rifondazione (e chi se no...) ha già proposto la segnaletica in lingua araba. Fate vobis...Io chiederei agli arabi, se vogliono la segnaletica nella loro lingua, di dotarsi nei loro paesi di cartelli in lingua genovese. Principio della reciprocità, che ahinoi a sinistra è noto come: tu metti, io prendo.....

 

 

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