MANIFESTADA PRO BATASUNA

Solo ora, a distanza di alcuni giorni ritengo di possedere la lucidità necessaria per poter valutare nel modo migliore gli episodi accaduti sabato 7 settembre alla manifestazione svoltasi a Cagliari in solidarietà al movimento indipendentista basco Batasuna. Come è già stato più volte ribadito, vi hanno preso parte un folto gruppo di fieri ed orgogliosi indipendentisti appartenenti a diversi movimenti ed organizzazioni politiche, i quali hanno lottato gli uni accanto agli altri intonando per tutto l’arco della giornata decine di slogan e canti contro la messa al bando di Batasuna.
L’intera manifestazione si è svolta pacificamente anche se alcuni inquietanti episodi hanno purtroppo turbato la nostra serenità, scatenando ad un certo punto della giornata un vero e proprio clima di tensione e di rabbia. E proprio su questi episodi che intendo intervenire a titolo personale, anche perché uno di questi mi riguarda direttamente.
Il primo episodio, ben noto a tutti, è quello inerente la partecipazione alla manifestazione del Partito Sardo d’Azione ed il vergognoso tentativo di strumentalizzazione della stessa, ad opera di alcuni partiti e partitini che in tutta la giornata non si sono per niente fatti vedere, ma che hanno pensato bene di riempire le pagine di alcuni quotidiani sardi (vedi ad esempio l’Unione), sbandierando la propria volontà di aderire alla manifestazione. Tra questi rc, riformatori, udr, ds, sdi e ppi.
Che il partito sardo d’azione non avrebbe preso realmente parte al presidio, e che avrebbe tentato di approfittare dell’evento per conquistare una vetrina nei “telegiornali regionali” che sarebbero andati in onda nel primo pomeriggio, era cosa del tutto prevedibile. Di fatti la sua “partecipazione” è durata poco più di un’ora (dalle 10:00 alle 11:00 circa). Il Psd’az. ha davvero fatto il possibile per ottenere il miglior risultato (a proprio favore) con il minimo sforzo….. altro che solidarietà a Batasuna…..
Comportamenti di questo tipo non sono certamente ammissibili, perché danneggiano la nostra lotta di liberatzione natzionale e perché, in questo specifico caso, hanno offuscato il carattere ***ANTIMPERIALISTA, INTERNATZIONALISTA ED ANTICOLONIALISTA ***della manifestazione.
I gruppi promotori della protesta sono stati:, Sardigna Natzione Indipendentzia, Comunitarismu e Indipendentzia, Joventudi Indipendentista Sarda, Manca Indipendentista Sarda, Collettivu Barbagia Reverde, Antimperialistas Sardos…. e boh!!! Altri gruppi ed individui hanno aderito e preso parte al presidio fisicamente e non virtualmente. A loro va il merito della buona riuscita della manifestazione e certamente non ai partiti sopra menzionati.
In questa occasione i movimenti e i gruppi indipendentisti non sono riusciti a fare emergere chiaramente l’unità di intenti che ha indotto noi tutti a dare vita a questa manifestazione. Ciò ha permesso ai partiti italianisti e a un personaggio squallido ed ipocrita come Kossiga, di occupare un ruolo di primo piano nelle televisioni e sui giornali, esprimendo una solidarietà fittizia e strumentale a Batasuna e danneggiando nel contempo l’immagine degli indipendentisti sardi.
In futuro dovremmo poter contare su una maggiore e più compatta sinergia fra le nostre rispettive organizzazioni. La stesura di documenti e comunicati stampa congiunti può permetterci ad esempio di evitare errori di questo tipo.
Ad ogni modo, per come la vedo io, la manifestazione di sabato ha stimolato la (ri)apertura di un dialogo ed un confronto politico sereno fra gli indipendentisti, e il dato più interessante è che ciò sia avvenuto proprio sul terreno della lotta vera.
Di fatto gli indipendentisti sono accorsi da tutta l’Isola per manifestare la loro solidarietà a Batasuna; uniti al di là delle sigle che contraddistinguono ogni singola organizzazione e movimento; uniti al grido di “GORA GORA BATASUNA, GORA GORA ASKATASUNA!!!”
Il secondo, ancor più sconcertante episodio, ha invece inizio a tarda mattinata, quando l’obbiettivo della mia macchina fotografica viene orientato prima nella direzione di una sedicente giornalista - che fino a quel momento non aveva fatto altro che scattare fotografie ai manifestanti ad una distanza considerevole dal presidio -, e poi verso un numero “esagerato” di agenti della DIGOS (POLIZIA POLITICA), intervenuti presumibilmente per “acquisire informazioni” sui gruppi e sugli individui che avrebbero preso parte alla manifestazione. Appena un istante dopo vengo raggiunto da alcuni agenti di polizia che, senza fornirmi alcuna spiegazione, mi “ordinano” di andare a “parlare” con “un commissario”. Ovviamente rifiuto, poiché alla mia richiesta di chiarimenti non ottengo nessuna risposta. Mi vengono chiesti i documenti di identità, che prontamente consegno agli agenti, ribadendo però la mia ferma intenzione di non recarmi proprio da nessuna parte se prima non mi fossero state fornite delle spiegazioni. A questo punto (dopo che avevo già consegnato i miei documenti di identità), vengo strattonato con forza da due agenti e trascinato all’interno di un’auto della polizia.
Solo l’immediata solidarietà dei miei compagni, ma anche quella di tanti militanti di Sardigna Natzione Indipendentzia e di altri gruppi presenti alla manifestazione, ha impedito un mio probabile arresto; dopo mi è stato infatti riferito che qualche zelante poliziotto già parlava di “resistenza a pubblico ufficiale” (sigh!), mentre volavano parole offensive nei confronti degli indipendentisti.
Il motivo di questa messa in scena è stato subito chiaro quando all’interno della vettura mi è stato chiesto perché stessi fotografando gli agenti in borghese della polizia!!!!!!
Ma perché poco prima, alle mie richieste di spiegazioni non avevo ottenuto nessuna risposta? Semplice: perché scattare fotografie ad una manifestazione pubblica NON E’ REATO!!! Perché documentare la realtà NON E’ REATO!!! Perché “ovviamente” NON AVEVO FATTO NIENTE DI ILLEGALE!!!
Ciò che presumibilmente ha dato realmente fastidio è il fatto che ad essere fotografata sia stata la sedicente giornalista, forse un agente “sotto mentite spoglie”. In tal caso non ne capisco proprio l’esigenza visto che siamo perfettamente consapevoli di essere spiati e controllati ad ogni manifestazione. Personalmente non mi lamento, anche perché non ho proprio niente da nascondere!
Rifiutando di muovermi ho solo esercitato il mio diritto alla disobbedienza dinanzi all’arroganza e alla prepotenza di chi pretende di impartire ordini solo perché indossa una divisa e porta con se distintivo, pistola e manganello. Era mio diritto sapere perché intendessero “interrogarmi” durante lo svolgimento di una manifestazione pacifica, un diritto che non è stato rispettato; perciò ho disubbidito!
Quanto è accaduto sabato 7 è davvero molto preoccupante, poiché dimostra nei fatti che le libertà collettive ed individuali sono seriamente minacciate da coloro che, rispondendo a precise logiche di potere e di sopraffazione, non esitano a ledere la dignità altrui attraverso arresti e fermi arbitrari.
La manifestazione di sabato, dopo questo episodio è proseguita pacifica fra canti, slogan e risate, ma la tensione è rimasta comunque alta, anche perché è stato fatto arrivare sul luogo un blindato carico di carabinieri in tenuta anti-sommossa (e non c’è n’era affatto bisogno) e un altro carico di poliziotti; probabilmente per spaventare un po’ i “pericolosi” indipendentisti…..
Solo l’unità di chi davvero lotta per la LIBERAZIONE della propria terra, può impedire il ripetersi di situazioni di questo tipo, e soprattutto può impedire che individui o gruppi vengano messi all’indice dalla polizia politica; criminalizzati, perseguitati e messi fuori legge, come sta accadendo oggi nei Paesi Baschi e come presto potrebbe accadere in tutti gli Stati governati dalle destre neo-fasciste e populiste, che sempre più prendono potere in europa.
Oltretutto bisogna soffermarsi sul fatto che gli attuali Stati-capitale non sono stati affatto indeboliti dalla nascita dell’Unione Europea; si sono semmai rafforzati e coalizzati fra loro per attuare un disegno di “ristrutturazione capitalistica paneuropeo” nel quale NON VI E’ E NON VI SARA’ MAI POSTO PER I PICCOLI POPOLI OPPRESSI, SFRUTTATI E COLONIZZATI.
A fronte di tutto ciò mi pare sia davvero giunto il momento storico per rilanciare l’idea di un “CONGRESSO DEGLI INDIPENDENTISTI””, un congresso nel quale si possano discutere tesi ed idee, un congresso capace di contraddistinguersi per la sua natura “ANTICOLONIALISTA–ANTIMPERISLISTA- INTERNAZIONALISTA” e per la ricchezza di contributi che tutti i sinceri rivoluzionari sapranno e vorranno dare. Il rischio è che la messa al bando di Batasuna possa divenire un pericoloso precedente giuridico a livello europeo; occorre pertanto impedire con ogni mezzo politico a nostra disposizione che vengano messi fuori legge altri movimenti che lottano per la dignità e per l’indipendenza dei Popoli e delle nazioni proibite, sfruttate ed oppresse.
Oh Sardigna custa est s’ora chi ti devet ischidare!!!

HASTA LA VICTORIA, SEMPER!

INDIPENDENTZIA E SOTZIALISMU!


Giovanni Fara
de su “COLLETTIVU COMUNITARISMU E INDIPENDENTZIA”