La mia preferita di sempre
Finale. Incredibile e dolorosissimo infortunio per un 51enne di Massa salvato dagli amici alle Valli
Un cacciatore rimane 'impalato'
Era su sgabello con unico sostegno quando s'è rotto il sedile
Carlo Ferrarini, macellaio per 7 giorni in ospedale
s.to.
FINALE. Non c'è nulla da ridere. E' sicuramente uno degli infortuni più tremendi e dolorosi che possano accidentalmente accadere. Chi è scettico provi per credere. A un cacciatore di 51 anni, mentre era in appostamento, si è frantumato il sedile del seggiolino su cui era seduto. L'unico palo di sostegno, in metallo, lo ha perforato nella regiona anale. Ed è stato salvato all'ospedale di Carpi.
Urla di dolore, il cacciatore cerca disperatemente aiuto e così inizia a sparare all'impazzata. I suoi due amici che erano in battuta con lui si rendono conto di quegli strani spari nel vuoto ed accorrono facendo così scattare la macchina dei soccorsi.
Lo sfortunatissimo episodio è avvenuto domenica 2 settembre, all'inizio della stagione venatoria.
Carlo Ferrarini, cinquantuno anni, abitante a Massa finalese in via Carducci e che gestisce un punto macelleria all'interno del Despar a Sorbara di Bomporto, si reca assieme a due amici nelle campagne aperte della zona delle Valli mirandolesi.
E' lui stesso che racconta: 'Eravamo andati a cacciare tortore. E' caccia da appostamento. Per questo avevo quello sgabello, un vecchio sgabello con un sostegno unico da fissare al terreno e poi, sopra il ripiano di plastica che funge da sedile. E il sedile ha ceduto improvvisamente'.
Carlo Ferrarini, che fra l'altro è di peso superiore alla media, viene ferito dal sostegno in metallo.
'A questo punto, accecato dal dolore - racconta - ho iniziato a sparare, a sparare al vuoto per attirare l'attenzione dei miei due amici che fortunatamente, vedendo l'assurdità di quegli spari, sono accorsi in breve tempo per vedere cosa mi stesse succedendo'.
Il ricovero d'urgenza in ospedale a Carpi e le prime cure.
'Sono rimasto ricoverato al Ramazzini - afferma - per circa una settimana. Quel paletto per lo meno non mi ha leso il retto ma penetrando mi ha lesionato l'uretere danneggiandomi persino la vescica oltre ovviamente alle mucose interne. Adesso mi hanno dimesso, ho ancora il catetere, dovrò sostenere altri nuovi esami ma sono in lenta via di guarigione'.
(Gazzetta di Modena, 20 Settembre 2001)