Cinquantamila animali l'anno muoiono sfigurati da rossetti, intossicati da profumi, bruciati da creme. Eppure sono più di 8.000 gli ingredienti già disponibili per le aziende e centinaia i metodi alternativi di ricerca... Diversi sondaggi svolti in tutta Europa hanno dimostrato che la maggioranza delle persone non crede che sviluppare ancora nuovi cosmetici sia un motivo valido per giustificare l’uccisione di animali. Nonostante questo, il divieto di vendita di cosmetici sperimentati su animali previsto per il 1998 da una Direttiva europea, ottenuta negli anni scorsi grazie ad una grande Campagna internazionale condotta dalle associazioni animaliste, è stato posticipato e rischia di slittare ulteriormente: una scelta che condanna, fra atroci sofferenze, più di 275.000 animali, quasi 150 al giorno.
Sono passati oltre 8 anni e l’abolizione non è ancora entrata in vigore nonostante siano stati ratificati scientificamente tre metodi di sperimentazione alternativi. Non solo le associazioni animaliste ma anche l’autorevole Parlamento di Strasburgo ha condannato i rinvii affermando che “la Commissione europea dà ripetutamente la precedenza ai profitti dell’industria tralasciando la sofferenza e la vita degli animali, ignorando l’opinione pubblica”. La Commissione Europea ha ora proposto di sostituire il bando alla vendita con un semplice bando ai test cosmetici animali; se tale indicazione venisse accolta si avrebbe come immediata conseguenza il trasferimento dei laboratori al di fuori dei confini dell’Unione Europea non risolvendo così in alcun modo il problema. Una argomentazione diffusa a favore dei test cosmetici sugli animali sostiene la necessità di garantire sicurezza ai consumatori. E’ quindi importante sottolineare che il bando della vendita di nuovi cosmetici testati sugli animali non compromette in alcun modo la sicurezza dei cosmetici per i consumatori. Le società possono introdurre nuovi prodotti sul mercato solo se questi corrispondono ai severi requisiti di legge sulla sicurezza.
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