Il 22 luglio scorso è morto a 85 anni il salesiano Don Dario Composta, uno degli ultimi esponenti viventi della scuola romana di teologia che ebbe anche, tra i suoi docenti più importanti, Monsignor Guerard Des Lauriers, oltre ai vari "cardinali" come Staffa, Palazzini, Parente e Monsignor Piolanti.
Nato a Montorio veronese l'11 luglio 1917, don Composta, benchè abbia scritto soprattutto di teologia e filosofia morale, era soprattutto il maggior studioso italiano di teologia del diritto e di filosofia del diritto, alla luce della dottrina di San Tommaso.
La guerra mondiale lo sorprese docente in India e per questo fu internato con altri italiani in un campo di concentramento vicino all'Himalaya.
Tornato in Italia completò gli studi, diventando in seguito docente alla pontificia università salesiana e poi all'Università Urbaniana di cui fu anche vice-rettore.
Benché di animo umile e mite, non rifuggì dal polemizzare su problemi scottanti, difendendo la morale sessuale tradizionale, il diritto naturale, la dottrina sociale della Chiesa e l'autorità ecclesiastica dagli attacchi degli ambienti progressisti, specie pseudo-clericali. A voce e per iscritto egli criticò e confutò il "personalismo" di Maritain e Mounier, la politica laicista della Democrazia Cristiana, il "sociologismo" pseudo-cattolico , l'"etica della situazione", la "porno-teologia" e la "teologia della liberazione". La sua coerenza gli procurò molti nemici. Nell'autunno del 1980 egli entrò in conflitto con la cosiddetta "Conferenza episcopale Italiana" per aver criticato l'assurda ed omicida proposta referendaria sull'aborto, avanzata dal "Movimento per la Vita", che all'ulteriore liberalizzazione chiesta dai radicali opponeva una semi-liberalizzazione "moderata" (l'aborto cattolico).
Aderì, purtroppo, al Vaticano II, tentando di darne un'interpretazione conservatrice, e riconobbe purtroppo l'autorità di Paolo Vi e di Giovanni Paolo II.
Aderì pubblicamente alle ragioni del revisionismo storico durante il convegno di Roma del 30 novembre 1996 per la libertà del capitano Erich Priebke: in questa occasione pronunciò un memorabile discorso contro l'ideologia dell'Olocausto e i suoi dogmi, facendo ampie citazioni anche dai testi di Mattogno, Faurisson e Garaudy.
Celebrò anche una "messa" pubblica (purtroppo con il nuovo "messale") per Priebke prigioniero: questi atti di coraggio tutto sacerdotale ne nobilitano certamente la figura.
Ora Don Composta è morto e conosce quale sia la Verità.
Non resta che pregare molto per questo sacerdote che cercò di essere cattolico in tempi di gran tempesta ed apostasia.
REQUIEM AETERNAM DONA EIS DOMINE ET
LUX PERPETUA LUCEAT
REQUIESCANT IN PACE. AMEN
DON DARIO COMPOSTA (11.07.1917 - 23.07.2002)




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