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    stanziale
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    Cardini..cattolico tradizionalista

    Intervista a Franco Cardini curatore del volume "La paura e l'arroganza"
    Il fondamentalismo della guerra
    Tonino Bucci

    «Gli Usa possono attaccare come e quando vogliono. L'Onu è svuotato delle proprie prerogative. Del resto gli americani hanno sempre agito all'esterno del sistema rigido di alleanze internazionali, a seconda delle circostanze. Hanno sostenuto Saddam nella guerra contro l'Iran, ora lo attaccano. E' successa la stessa cosa con Noriega, con Pinochet, con i talebani». Non è solo una critica alla politica mondiale degli Usa, ma anche un'indagine della categoria di "nemico" attribuita spesso a tutto ciò che è esterno all'America, quella condotta da Franco Cardini, professore di storia medievale all'università di Firenze, membro del Cda nella Rai di Letizia Moratti in quota centrodestra, e curatore del recente volume La paura e l'arroganza, in uscita per Laterza (pp. 160, euro 12,00).

    Dopo l'11 settembre si è diffusa la tendenza a identificare senza residui tutta la cultura islamica con il fondamentalismo, e quest'ultimo con il terrorismo. Addirittura si è ripresentato lo schema civiltà-barbarie, con l'area musulmana nel ruolo di antitesi e negazione dell'Occidente, della democrazia, della ragione. Sembra una riedizione della frontiera americana. Come è cambiata la percezione dell'Islam?

    Quello della frontiera è un buono spunto. C'è un americanismo galoppante che dà luogo a formule del tipo "il miglior arabo è un arabo morto", come un tempo si diceva degli indiani pellerossa. Qui in Italia si intreccia con un certo cattolicesimo. Ricordo che subito dopo l'11 settembre apparve su "il Giornale" un articolo di Gianni Baget Bozzo con il titolo "Il vero volto dell'Islam". Lo considero il punto più basso di un lavoro culturale dei cattolici che mira a riversare sull'Islam la causa della crisi del cattolicesimo. E' un ragionamento che attribuisce lo svuotamento delle chiese al fatto che le moschee si riempiono. Naturalmente la tesi non tiene conto delle differenze tra chiese e moschee, né del fatto che le prime sono numerose mentre le seconde sono perlopiù ricavate negli scantinati. Tra l'altro se il cattolicesimo avesse un'anima consolidata non si vede come possa essere messo in pericolo dalla propaganda dell'identità altrui. Infine, si aggiunge un uso strumentale della storia. Si tentano operazioni di remaking storico, inventando una tradizione di guerre di religione che affonderebbe le radici nella battaglia di Lepanto, ad esempio. E' una falsificazione, dato che neppure le Crociate furono guerre di religione - le uniche sono state semmai quelle tra cattolici e protestanti. E' l'invenzione di un'antologia dell'odio che ha il suo pendant, il suo corrispettivo anche nel mondo islamico, nelle correnti fondamentaliste.


    La categoria del nemico esterno ha anche una sua funzionalità, nel senso che provvede a scaricare i conflitti interni alla società occidentale al di fuori. La guerra favorisce la coesione del fronte interno in nome della nazione. Non crede?

    Qui penso a due autori. Il primo è Karl Schmitt che ha tematizzato la coppia amico-nemico, l'identificazione dell'esterno con il nemico, che serve a cementare l'identità interna. In questo senso è stata utilizzata la figura negativa del musulmano da partiti come la Lega e Alleanza Nazionale (che nonostante alcune schizofrenie è un partito nazionalista). C'è però anche un'altra operazione, oltre a quella di compattare il fronte interno. Come ha teorizzata Hannah Arendt, uno dei connotati del totalitarismo è il bisogno di un nemico metafisico. Alla luce di questo mi chiedo se oggi si stia creando un totalitarismo liberistico dove non si può pensare nulla di diverso dal pensiero unico dei mass media.


    Tra l'altro, la tesi dell'estraneità dell'Islam all'Occidente è un'astrazione, se si tiene conto della presenza massiccia e integrata della comunità di musulmani che vivono sia in Europa che negli stessi Stati Uniti. Non è così?

    Anche Bush si è reso conto, in qualche misura, del pericolo che potrebbe sorgere se si identifica l'Islam in generale con il male, con il fondamentalismo e il terrorismo. In America c'è una comunità numerosa di musulmani - quasi quanto gli ebrei - che votano in prevalenza repubblicano. La cosa si spiega con il fatto che i democratici hanno un radicamento negli Stati del sud - si pensi all'Alabama - dove c'è una cultura razzista. Per non alienare la simpatia degli elettori neri e musulmani Bush si è affrettato dopo l'11 settembre a visitare le moschee, nel pieno di un clima di odio, di linciaggi contro gli islamici. Paradossalmente, dopo l'attentato alle Torri gemelle si è attenuato, pur tra tante contraddizioni, questo terrorismo culturale contro l'Islam. Bush ha capito che si poteva regalare tutta la civiltà musulmana ai fondamentalisti, se non altro per ragioni tattiche, per dividere il fronte islamico. Tra il fanatismo e gli impulsi razzisti si è fatto strada anche un bisogno di capire, di approfondire. In Italia sono stati pubblicati, in mezzo a tanta paccottiglia, anche studi seri e scientificamente rigorosi sull'islamismo. L'ho sperimentato anche riguardo a un mio volume, Europa e Islam (pubblicato per Laterza già nel '99) che è stato più volte ristampato nel corso dell'ultimo anno.


    La guerra infinita e mondiale al terrorismo non si rivela congeniale agli stessi terroristi - oltre che alla politica di Bush?

    I terroristi vogliono rendere realistica l'utopia dello scontro tra civiltà, di un Islam indiviso che si solleva contro l'Occidente. Bin Laden - ammesso che esista - si serve dell'Islam come ideologia, ma nei fatti ha una formazione occidentalizzante, lavora con i capitali e nei meccanismi dell'economia finanziaria. Il suo progetto è rendere realistica l'utopia. Tuttavia - qui concordo con Gilles Kepel - credo che abbia perso la sua battaglia fin dal giorno dopo l'11 settembre, quando, contrariamente alle sue aspettative, l'Islam non si è sollevato contro l'Occidente. Lo stesso discorso si può fare per Bush. La guerra afghana gli è servita per restare in Asia centrale, in una regione strategica sia dal punto di vista delle risorse energetiche - il controllo degli oleodotti - che da quello geopolitico. Se invece dovessimo prendere sul serio le intenzioni dichiarate al momento dell'attacco all'Afghanistan, dovremmo parlare di fallimento, visto che non sono state smantellate le basi e la struttura di Al Qaeda e Bin Laden è in libertà. Addirittura Bush ha paventato il rischio di nuovi attacchi terroristici in occasione dell'anniversario dell'11 settembre. Altri sono i motivi reali: quelli prima ricordati, ma anche problemi di politica interna. La crisi economica e finanziaria, lo scandalo Enron, spingono gli Usa a una proiezione esterna nella guerra per sanare le tensioni interne. La guerra all'Iraq può essere un business, un traino per il rilancio degli investimenti nell'industria militare. E poi non dimentichiamo il petrolio.


    E l'Europa?

    Gli Usa stanno conducendo una guerra fredda occulta all'Ue, non vogliono che si rafforzi economicamente, né dal punto di vista politico e men che mai militarmente. Per una strana coincidenza, ogni volta che l'Ue si allarga a un nuovo paese, questo è costretto ad entrare nella Nato. Finché non si elimina il cordone con la Nato l'Europa non potrà crescere. Bisogna affrontare questo problema, prima o poi, e costruire un esercito europeo.






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  2. #2
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    Cardini quello di confessioni di un islamofilo che ha messo in dubbio Poitiers e Famagosta?
    Ah.....Ah...............

  3. #3
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    Predefinito Re: Cardini..cattolico tradizionalista

    Originally posted by carbonass
    Intervista a Franco Cardini....
    che ca**o fai carbonaio...? preso dal tuo antimaericanesimo viscerale ti metti rilanciare le palle di un massone anista e filoislamico che entro' nel CDA messovi in quota lega dalla ALLORA ' vergine vandeana ' , e che poi ci sputo' subito addosso ?

    per forza che poi pensano tutti che i padani sono pirla ..

  4. #4
    stanziale
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    no iarth
    il mio post era molto piu' "carogna"
    volevo dimostrare che neanche il
    cattolicesimo tradizionalista
    può far da trincea contro l'islam...
    ERA PER I MIEI AMICI MODERATORI.........

 

 

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