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  1. #1
    I Have a Dream
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    Predefinito C'era una volta uno stato democratico laico...

    adesso si sbandiera, con tono propagandistico, la crociata in favore di crocefissi che sembra dovranno essere appesi un po' dappertutto... Dalle scuole, agli uffici, forse con questa logica si arriverà ad imporlo anche nelle nostre case... Non sarebbe meglio imporre alla Prestigiacomo o alla stessa Moratti ( lo spettacolo non sarebbe un granchè, ma tant'è... ), paladina di questa crociata, di fare un bel calendario osè in modo da apporre questo nei luoghi prima indicati??? Forse, il tutto avrebbe una logica meno perversa...
    Se vuoi amarmi, amami per null'altro che l'amore stesso.
    Non dire mai " io l'amo per il suo sorriso, il volto, il modo di parlare " perchè queste cose col tempo possono cambiare, o cambiare per te.

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  2. #2
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    Predefinito Re: C'era una volta uno stato democratico laico...

    Originally posted by Sir Demos
    adesso si sbandiera, con tono propagandistico, la crociata in favore di crocefissi che sembra dovranno essere appesi un po' dappertutto... Dalle scuole, agli uffici, forse con questa logica si arriverà ad imporlo anche nelle nostre case... Non sarebbe meglio imporre alla Prestigiacomo o alla stessa Moratti ( lo spettacolo non sarebbe un granchè, ma tant'è... ), paladina di questa crociata, di fare un bel calendario osè in modo da apporre questo nei luoghi prima indicati??? Forse, il tutto avrebbe una logica meno perversa...
    Ah, per te il cristianesimo ha una logica perversa?
    Mamma mia, neanche quell'imbecille di Smith arriverebbe a tanto.
    E tutto per screditare il governo poi...

  3. #3
    Le fondamenta di POL
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    Predefinito

    E' una vergogna!!! Che schifo, che indecenza, questo governo dovrebbe vergognarsi. Cosa ce ne frega se il crocifisso, per chi ci crede o meno, porta con se un contenuto carico di storia e tradizione, cosa ce ne frega se addirittura Cacciari ha detto che è più che lecito difendere la nostra tradizione ed il crocifisso fa parte di questa! Governo vergognoso, la Moratti dovrebbe dimettersi!

    ABOLIAMO ANCHE LE VACANZE DI NATALE, sono un'altra vergogna!!!! Siamo o non siamo uno Stato laico? Ed allora che facciamo a fare la pausa per festeggiare il Natale? Natale di che?

    Vergogna, vergogna, vergogna..... indicibile vergogna.....

  4. #4
    Le fondamenta di POL
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    Predefinito Cultura Liberale E Religione Laica

    di Gianni Nencini pubblicato su www.IlPungolo.com

    Affrontare il problema della cultura liberale e della cultura laica in Italia é una sfida. Per metterne in rilievo le differenze bisogna "combattere" (e vincere) una guerra delle parole contro chi, in quasi sessant'anni, ha monopolizzato la cultura e il suo lessico. Nel nostro paese, a torto, è stato fatto passare il messaggio che "laico" e "liberale" fossero sinonimi, o che comunque fossero due termini che dovevano, obbligatoriamente, essere accoppiati.

    Il laicismo nasce nel processo di secolarizzazione della politica, ma si sviluppa e cresce come un corpo anomalo. L'errore che va sotto il nome di laicismo è l'aver sostituito a Dio un altro idolo, una sorta di nuovo totem da venerare. Si deve tornare al Seicento e al Settecento, all'epoca delle Rivoluzioni: inglese e francese. Queste rivoluzioni hanno l'intento di eliminare l'assolutismo e, quindi, la base stessa del potere incontrastato dei sovrani, cioè eliminare Dio dalla politica. Ma nonostante l'obiettivo comune, le due rivoluzioni prendono ben presto due strade distinte e distanti. Infatti, l'Inghilterra, sull'esempio olandese e sulla base delle teorie politiche di Locke, ottiene, nel 1681, il Bill of Rights. Con esso si conclude in modo pacifico la guerra civile che aveva tormentato il Seicento inglese. Tale documento sancisce la morte dell'assolutismo riconoscendo, sopra ogni cosa, la libertà individuale e il libero scambio. È il primato della persona su ogni altro astratto elemento di potere. Tutto ciò è frutto dell'ordine naturale, del "senso comune" e dunque della cultura liberale.

    Oltre un secolo dopo, in Francia, la storia sembra ripetersi. Ma la rivoluzione dell'Ottantanove prende ben presto una piega inaspettata. Abbattuta la monarchia e il potere assoluto basato sull'investitura divina, sotto la spinta della follia giacobina, si sostituisce un idolo con un altro. A Dio si sostituisce lo Stato e la Ragione. Ed è proprio qui che nasce la "religione laica", madre delle moderne dottrine totalitarie. Già Edmund Burke aveva capito la degenerazione della Rivoluzione francese e la criticava aspramente ritenendo migliore quanto avvenuto in Inghilterra cento anni prima.

    Nella Francia del Terrore si ha la dimostrazione lampante di come si possa parlare del laicismo come di una vera e propria religione: si fanno addirittura processioni con la "dea ragione". È palese che il laicismo è un pensiero "totalitario" perché impone la ragione e lo stato come nuovi idoli da venerare e in cui credere dogmaticamente, è un culto del potere fine a se stesso. E la libertà del singolo viene piegata a questo nuovo e pericoloso totem. Il trionfo del laicismo e dell'idolatria dello stato porterà, tra l'altro, i mali di cui tutti ci lamentiamo ogni giorno: statalismo e burocrazia. La "religione dello stato" ha i suoi miti, i suoi riti e i suoi templi (la nazione, i discorsi presidenziali, la scuola "pubblica"…). È semplice vedere, dunque, come sia paradossalmente più corretto parlare di religione laica nonché cultura laica, perché si tratta di un pensiero totalizzante. Ovviamente la religione, da pensiero totalizzante diventa regime totalitario se applicato in maniera integralistica alla politica. In quest'ottica laicismo e teocrazia possono essere visti come sistemi paralleli.

    L'idolatria dello stato tocca una delle sue punte più alte e temibili con Hegel che arriverà a teorizzare lo "stato etico". Hegel ipotizza lo Stato come l'organo che fonda il diritto e la morale e stabilisce, dunque, ciò che è bene e ciò che è male, ciò che si deve e ciò che non si deve fare. Nella teoria politica hegeliana, non esistono i diritti dell'uomo e non esiste una morale individuale, esiste solo lo Stato e le forme che esso esprime. È palese che tale teoria non ha nulla a che fare con la cultura liberale e molto a che fare con i totalitarismi del Novecento.
    Il pensiero liberale, insomma, è nettamente antitetico al laicismo ed è sbagliato e fuorviante accoppiare laico e liberale per definire la stessa persona, sarebbe come sostenere che allo stesso tempo si difende vigorosamente la liberta dell'individuo ma siamo anche pronti a piegarla al volere dello Stato; è ovviamente un assurdo.
    Ma allora come mai in Italia i due termini sono spesso usati con un significato simile o complementare? A mio modesto parere, per capire come è nato questo cortocircuito del pensiero bisogna spostarsi indietro di sessanta anni… Infatti il gruppo culturale e politico che in Italia ha maggiormente sostenuto posizione laiche fu il movimento partigiano "Giustizia e libertà" che si trasformò, dopo la liberazione, nel Partito d'Azione. Questi partigiani si rifacevano alla lezione di Gobetti, e si definivano "liberali gobettiani". Sul fatto che Gobetti sia etichettato come liberale è legittimo, secondo me, avere più di qualche dubbio. Basti dire che sosteneva, nella sua rivista "Rivoluzione liberale", la tesi secondo cui la parte più illuminata della borghesia avrebbe dovuto convergere sulle posizioni della classe operaia, ormai già egemonizzata dal Partito Comunista fondato da Gramsci un anno prima dell'inizio delle pubblicazioni della rivista. Ma nell'Italia del dopoguerra è bastato l'aver chiamato "liberale" una rivista per farsi attribuire il cartellino di liberale. E questo perché in un panorama culturale egemonizzato dalla sinistra faceva comodo che i "liberali" fossero amici dei comunisti. Strano paese l'Italia… nelle scuole pubbliche, i templi laici, ci dicono che Gobetti è liberale, se lo sapesse Locke si rivolterebbe nella tomba! Ma le disgrazie non vengono mai da sole…abbiamo detto che il laicismo è una religione… e infatti noi dobbiamo anche sopportare il "papa laico" Norberto Bobbio.

    Concludendo, chi vuol essere laico, sia; ma non pretenda di essere anche liberale. Chi è davvero liberale non si vergogni di dirsi "liberale e non laico", sappiate che è anche questo un grido di libertà.

    Gianni Nencini

  5. #5
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    Predefinito

    Ah, per te il cristianesimo ha una logica perversa?
    E' perverso il fatto che si voglia imporre l'affissione di crocefissi in tutti i luoghi pubblici... A prescindere, non ti permettere neanche di pensare che usi questi pretesti per criticare il governo, sono cose in cui credo e che combatterei e denuncerei, anche se la maggioranza fosse di un altro colore... Non ho i paraocchi, io...
    Se vuoi amarmi, amami per null'altro che l'amore stesso.
    Non dire mai " io l'amo per il suo sorriso, il volto, il modo di parlare " perchè queste cose col tempo possono cambiare, o cambiare per te.

  6. #6
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    Predefinito

    Siamo o non siamo uno Stato laico?
    Se lo siamo non avrebbe senso imporre, l'affissione di un crocefisso...
    Se vuoi amarmi, amami per null'altro che l'amore stesso.
    Non dire mai " io l'amo per il suo sorriso, il volto, il modo di parlare " perchè queste cose col tempo possono cambiare, o cambiare per te.

  7. #7
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    la mera presenza el crocifisso non obbliga a divenire cattolici. È solo un segno che indica chiaramente una tradizione storica che fa da punto di riferimento per lo stato nazionale. Il crocifisso non mette in forse la laicità dello stato perchè lo stato non obbliga nessuno a praticare la religione cattolica. La libertà di culto (o di agnosticismo) rimane salda.

    saluti

  8. #8
    agaragar
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    Originally posted by Felix
    lsolo un segno che indica chiaramente una tradizione storica che fa da punto di riferimento per lo stato nazionale.
    1860 occupazione di gran parte degli stati vaticani
    1870 porta pia...........

  9. #9
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    Predefinito

    se mettono il crocifisso e tolgono il tricolore mi va benissimo. Se poi tolgono la bandiera europea io aggiungerei anche la mezzaluna e la stella di David, per le pari opportunita'....

  10. #10
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    Predefinito

    Originally posted by Sir Demos


    E' perverso il fatto che si voglia imporre l'affissione di crocefissi in tutti i luoghi pubblici... A prescindere, non ti permettere neanche di pensare che usi questi pretesti per criticare il governo, sono cose in cui credo e che combatterei e denuncerei, anche se la maggioranza fosse di un altro colore... Non ho i paraocchi, io...
    E perchè sarebbe perverso? perchè non si dovrebbe dare spazio alla nostra tradizione?
    Quanto al governo, forse hai ragione: un provvedimento del genere non lo avrebbero potuto concepire i buonisti-ecumenici all'olio d'ulivo.

 

 
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