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    Predefinito Divergenze gnostico-ortodosse:le motivazioni dell'Enkrateia e la sessualità

    Delle varie dottrine di tipo gnostico sorte in seno al cristianesimo antico, quella encratita (dal greco enkrateia 'padronanza di sé') sviluppò notevolmente l'ideale ascetico della continenza, già predicato anche da Marcione. Nella loro proclamazione all'agamía e, soprattutto, nell'avversione alla procreazione, gli encratiti mostrano di disdegnare ten archaian plasin, vale a dire l'originaria plasmazione dell'uomo e della donna compiuta da Dio in vista della procreazione. L'atteggiamento encratita tende alla svalutazione dell'opera creatrice di Dio, con particolare riferimento alla struttura fisica della donna, essere tipicamente materiale e terreno, attrezzato per produrre altra materia.
    L'uomo, a differenza della donna, avendo un ruolo secondario e non diretto nella procreazione e quindi più lontano dal mondo della materia, ha la possibilità di astenersi più facilmente dal gamos, (unione sessuale) inteso come porneia (prostituzione) e fthorà (rovina), e di accedere più facilmente alla sfera divina; questo è uno dei motivi per cui viene spesso affermato che una donna, per ottenere un così alto risultato, debba prima, metaforicamente, farsi uomo.
    La struttura dualistica di siffatta dottrina antropologica emerge nettamente anche dalla contrapposizione fra il livello spirituale e divino della sostanza pneumatica immessa nell'uomo, e il livello demiurgico (inferiore e vicino alla materia) nel quale si opera la complessa formazione della creatura umana: dall'unione dei due elementi risulta la qualità tipica dell'uomo, materiale e mortale per un verso ma immortale per l'altro; sarà compito del Cristo far prendere coscienza all'uomo di quel quid divino che lo libererà dalle catene della materia, che è dominio di divinità inferiori o demoni identificati negli dei del paganesimo.
    La vittoria sul peccato è vista allora come rifiuto della pratica matrimoniale che dovrà comportare l'abolizione del ciclo generazione – corruzione – morte. Il primo passo da compiere in questo senso sta nella volontà di non mettere al mondo altri infelici e di non offrire "nutrimento alla morte" (Clemente). Tale presa di posizione trova fondamento nel Vangelo secondo gli Egiziani nel passo in cui Salome chiese al Signore fino a quando la morte prevarrà ed egli rispose: "fino a che voi, donne, continuerete a generare". Allora l'azione del Salvatore si configura come un "distruggere le opere della donna" strumento primario della generazione che è dominio della morte.
    Dagli aspetti sopra enunciati emerge chiaramente l'idea di disprezzo per quelle donne che danno prova chiara di incontinenza avendo generato parecchi figli e l'esaltazione del carattere verginale e insieme "angelico" (parthenia) come presupposto essenziale per una vita volta alla contemplazione del divino.
    Tra le giustificazioni dottrinali dell'atteggiamento encratita, bisogna annoverare l'imitatio Christi; gli adepti, infatti, proclamavano la volontà di seguire le orme del Salvatore, "il quale non si è sposato né ha acquistato nulla nel mondo". Ciò induce ad un rifiuto radicale del gamoV mentre persistono le altre indispensabili attività fisiologiche, quali il mangiare ed il bere. (Oratio ad Graecos). La pratica delle nozze, in quanto istituzione diabolica, viene ad identificarsi nella trasgressione dei protoplasti (Adamo ed Eva) che ha comportato la perdita di equilibrio tra anima e spirito facendolo precipitare "capovolto" nel mondo caduco della materia, e capovolgendo la prospettiva iniziale, cambiando la destra in sinistra, i beni apparirono mali e i mali beni.
    In questa visione dualistica non si contrappongono due dei dalle qualità opposte, ma piuttosto due regimi che si caratterizzano l'uno per la trasgressione adamica che, sotto l'impulso diabolico, ha inagurato lo scellerato ciclo nozze – generazione – corruzione e morte, e l'altro per l'opera redentrice del Salvatore, che restaura il primitivo equilibrio di anima e spirito in un corpo, si materiale, ma inteso come "tempio" di una intensa attività spirituale e contemplativa. Sempre nel Vangelo degli Egiziani il Salvatore, rispondendo a Salome, afferma che la morte cesserà quando "i due diventeranno uno e il maschio con la femmina, non vi sarà né maschio né femmina".
    L'anima allontanandosi da questo stato in cui si distingue il maschio e la femmina, "è condotta all'unità, poiché essa non è né l'uno né l'altra" (Clemente); la degradazione avviene nel momento in cui si viene a instaurare il regime del gamos (nozze) che sancisce la perdita dell'integrità ed unità originaria. Pur ammettendo che i corpi maschile e femminile siano adatti alla procreazione da sempre, non è motivo sufficiente a ritenere che Dio stesso abbia concesso la pratica dell'unione carnale, perchè tali corpi fanno parte del regno della materia, fallace e dominato dal male; inoltre l'unione sessuale appare come assunzione di una qualità "brutale o animale", estranea alla natura dell'uomo.
    Quindi l'astensione dalle nozze, annullando le distinzioni sessuali, è condizione primaria per favorire il ritorno alla primitiva unità; è tesi che trova conferma anche nell'affermazione di Gesù: "Beati i solitari e gli eletti, ché voi troverete il regno..." (Vangelo di Tommaso), e ancora come reazione alla perdita di conoscenza da parte di Adamo che, cadendo capovolto cambiò la sua prospettiva scambiando la destra con la sinistra, il bene col male: "se non metterete la sinistra alla destra e al contrario, non entrerete nel mio regno" (Atti di Filippo). A ciò segue l'esortazione ad imitare il suo esempio: "siatemi dunque, fratelli, imitatori in tale forma", nell'unione col divino, l'unica vera, incomparabile, proveniente dal cielo.
    2010:

  2. #2
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    Predefinito Sessualità e Ascesi

    Ho letto attentamente la lettera precedente che riflette la posizione dell'antica Gnosi a proposito della sessualita umana e della generazione. E' evidente che l'astensione sessuale cosi come concepita dalla dottrina gnostica non ha niente a che vedere con la dottrina cristiana anche se puo avere alcuni punti di somiglianza meramente esteriori.
    Infatti la dottrina gnostica si basa intieramente su un presupposto, ossia quello della degradazione progressiva del reale, da Dio fino alla materia. I questa prospettiva la materia e un male e pertanto la generazione che produce nuovi "corpi" e altrettanto un male. Inoltre il piacere sessuale che si accompagna all'atto generativo, essendo un piacere meramente fisico, non si conviene allo gnostico che vi vede un attaccamento alla materia e quindi un ostacolo al reditus verso il mondo spirituale, ossia - in ultima analisi - verso Dio. Infatti la concezione gnostica, come in genere la dottrina fondamentale di ogni esoterismo antico e moderno e monistica e panteistica. La realta e una, Dio e non v'e creazione nel senso proprio del termine (far venire all'essere un ente che prima non e) ma soltanto emanazione degradante (anche se poi il modo di questa diverge a seconda delle diverse mitologie gnostiche ). L'anima dell'uomo e un principio divino, pneumatico, sepolto nella materia dalla quale, attraverso un processo (spesso descritto attraverso la dottrina della reincarnazione) deve ritornare a Dio, riunificandosi all'unico principio a cui tutto cio che e "redimibile"tornera, mentre la materia regredira fino al totale "non essere" (anche qui con le diversita del caso a seconda dei sistemi).
    Totalmente diversa la prospettiva Cristiana: l'uomo e creato, come momento ultimo di una creazione tutta "molto buona"ad immagine (icona) e somiglianza del creatore, composto inscindibile di un principio materiale, e di un principio spirituale a sua volta composto (secondo la piu frequente antropologia patristica) di anima e di neuma (spirito) nel quale ultimo principio riede la somiglianza col creatore. Ma senza l'unita inscindibile di questi elementi, tutti e tre buoni e santi perche usciti dalle mani del Signore, non si da uomo. Il corpo non e una prigione, ne tanto meno una tomba, dell'anima, anzi e destinato alla resurrezione ed alla trasfigurazione quando, pur senza perdere la sua identita corporea, sara trasfigurato e pneumatizzato a somiglianza del corpo del Risorto Cristo.
    Il Credo Niceno-Costantinopolitano, che costituisce il riassunto delle verite "essenzialissime" della fede cristiana professa la fede nella "attesa della resurrezione dei morti" e nella "vita del secolo futuro", senza fare accenno all'immortalita dell'anima. Con questo non e che i Padri la negassero (basti leggere le opere patristiche per farsene convinti) ma non volendo confondersi con i Greci pagani che vedevano in essa il principio fondamentale della vita eterna, non hanno voluto sottolinearla piu di tanto.
    Come si vede l'uomo non e un principio divino - una scintilla - sepolta in un corpo e destinata a ricongiungersi alla sorgente della luce dopo essersi liberato dall'involucro, come se non gli appartenesse, ma una unita psicosomatica e "personale" fatta a "nostra immagine e somiglianza" ossia ad immagine del Dio Triipostatico, Padre e Figlio e Santo Spirito, dal quale ha avuto la dignita della somiglianza che ha poi perduto con la colpa . Attraverso Cristo, la Seconda Ipostasi che prende la carne animata dell'uomo, Dio riposta l'uomo alla somiglianza primitiva ed addita il cammino del vero reditus, ossia del cammino verso il paradiso perduto dai protoparenti e di qui all'unione "senza confusione" (volutamente le parole son riprese dal dogma di Calcedonia sull'unione ipostatica della natura divina e della natura umana nell'unica ipostasi del Cristo).
    Pur senza divenire ne il Padre, ne il Figlio, ne il Santo Spirito l'uomo verro associato per l'eternita alla Vita divina delle Tre Ipostasi, non per natura - giacche il saltus della trascendenza ineffabile resta - ma per Grazia, ossia attraverso l'azione delle Energie increate promananti dall'essenza di Dio, ossia dal suo eterno Amore. L'ascesi rappresenta la risposta personale dell'uomo a Dio, il suo contributo libero e responsabile alla sua Deificazione perche Dio - che ha fatto l'uomo libero (come poteva non essere "libero" se sua immagine?) quasi ritraendo la sua onnipotenza per fare spazio al mistero della liberta umana, non lo salva e non lo divinizza senza il suo concorso. Ma questo non consiste nello spogliarsi del corpo, come dicono gli gnostici, ma nel "sovrarivestirsi" della Grazia della filiazione divina. Questo e dato anzitutto dalla fede in Cristo Salvatore e Dio e nella comunione reale al suo Copro attraverso i Mysteri dell'Iniziazione Santa e Teandrica (la morte e la rinascita battesimale, l'unzione santificante del Divino Myro, la partecipazione al Corpo ed al Sangue dell'Eucaristia) nonche attraverso l'ascesi che e la tensione ad abbandonare cio che e lontano ed allontana da Dio ("le opere della carne", che non sono le opere del "corpo" ma le opere che si oppongono a Dio, l'egoismo e l'autosufficienza umana che rifiuta la soggezione al Principio Triipostatico). Non per nulla i monaci che scelgono una vita di verginita,poverta,stabilita, obbedienza hanno sempre insistito maggiormente sulla obbedienza che non sulla verginita. Infatti e attraverso l'essere "obbediente fino alla morte ed alla morte di Croce" che Cristo ci ha salvato e ci innalzati con lui nei cieli, non attraverso la sua verginita.
    Per questo per il cristiano la verginita "per il Regno" (che una verginita fine a se stessa sarebbe solo sterilita e morte) e santa ed eletta , come "sante sono le nozze e voluto da Dio il talamo benedetto ed il generare i figli" come si esprime una stikira degli officii quaresimali. Anche se il cristiano sa che esiste una superiorita non morale, ma escatologica, della verginita sulle nozze, perche prefigura il Regno dove "non ci si sposa e non si e sposati". Ma se la verginita per il Regno e figura ed icona della comunione piena a Cristo sposo, le nozze santificate sono un "Mystero grande" in quanto sono l'icona dell'unione mystica di Cristo e dalla sua Chiesa Sposa.
    Lo stesso piacere sessuale non e considerato cattivo, ma fa parte, ove nel contesto della vita sacramentale, delle gioie che Dio dona all'uomo, come il pane "che al cuore umano da forza" il vino "che rallegra il cuore" e l'olio "che rende gioioso il volto", secondo le immagini magnifiche del salmo 23. L'unione dello sposo e della sposa da gioia cosi come sara gioia senza fine l'unione con Cristo nella gloria di tutti i santi. Le nozze non generano nuova materia, come per gli gnostici, ma nuovi figli a Dio, nuovi eredi del Regno destinati alla rinascita battesimale ed alla divinizzazione, secondo il Suo beneplacito.
    Come si vede la prospettiva gnostica e quella cristiana non hanno nulla in comune se non appunto somiglianze esteriori: l'encratita come il monaco vivono una vita ascetica, ma il significato di essa e per i due su opposti poli. L'uno mortifica il corpo per annientarlo, l'altro lo disciplina per trasfigurarlo di bellezza ed armonia e divinizzarlo.
    Non per nulla, uno dei piu grandi studiosi della gnosi, il padre Orbe, parla di "Religione Gnostica" e preferisce questa terminologia a quella di "Eresia Gnostica". Infatti per lui le divergenze tra il Cristianesimo e Gnosi sono radicali e le configurano come diverse religioni, piuttosto che varianti dello stesso Cristianesimo.
    Avrei voluto soffermarmi ancora sul significato cristiano della sessualita, ma vedo che ho gia scritto tanto, allora - per non tediare i visitatori del forum - rimando ad un altro intervento.

  3. #3
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    Predefinito Re: Sessualità e Ascesi

    Originally posted by silvano
    ...
    l'uomo e creato, come momento ultimo di una creazione tutta "molto buona"ad immagine (icona) e somiglianza del creatore, composto inscindibile di un principio materiale, e di un principio spirituale a sua volta composto (secondo la piu frequente antropologia patristica) di anima e di neuma (spirito) nel quale ultimo principio riede la somiglianza col creatore. Ma senza l'unita inscindibile di questi elementi, tutti e tre buoni e santi perche usciti dalle mani del Signore, non si da uomo. Il corpo non e una prigione, ne tanto meno una tomba, dell'anima, anzi e destinato alla resurrezione ed alla trasfigurazione quando, pur senza perdere la sua identita corporea, sara trasfigurato e pneumatizzato a somiglianza del corpo del Risorto Cristo.
    Se la creazione fosse tutta buona perché il corpo deve essere pneumatizzato? È evidente che occorre un cambio di statu da uno negativo ad uno positivo; infatti "... carne e sangue non possono eredare il regno di Dio; né la corruzione può eredare la corruttibilità..." (I Cor. 15-50).
    Tant'è vero che i corpi che devono essere ammessi in Cielo necessitano di essere resi simili allo spirito, ma non è detto che tutti i corpi debbano passare per questo stadio.
    In verità il mondo non è da Dio: "non amate il mondo nè le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l'amor del Padre non è in lui. Poiché tutto quello che è nel mondo: la concupiscenza della carne e la superbia della vita non è dal Padre, ma è dal mondo" (I Gio. 2, 15-16); e ancora "noi sappiamo che siam da Dio, e che tutto il mondo giace nel maligno" (I Gio. 5, 19).
    In verità Dio è quaggiù inconoscibile, "nessuno ha mai veduto Iddio; l'unigenito Figliuolo, che è nel seno del Padre, è quel che l'ha fatto conoscere" (Gio. 1, 18).
    Per affermare ciò mi è bastato citare le stesse scritture canoniche quasi a testimonianza del fatto che l'interpretazione gnostica era perfettamente legittima nel cristianesimo antico.

    Mi sia permessa ancora una considerazione: se l'Essere che ha creato il mondo è Dio perché ha invocato nel Vecchio Testamento la luce col "fiat lux"? Non è Egli stesso luce? Che bisogno aveva di invocarla? È evidente che il Vecchio Testamento faccia un po' di confusione tra ciò che fece il Demiurgo e ciò che fece Dio.
    Se il Vecchio Testamento fosse esente da contraddizioni, infatti, la venuta di Gesù sarebbe stata superflua.

    Comunque.
    Per gli gnostici gli uomini si dividono in tre categorie a seconda della natura del proprio spirito:
    a) gli “hylici”, il cui spirito non comprende lo pneuma ed è costituito solo dallo “spirito di opposizione”, cioè dal perispirito, che, trascorso un certo periodo di tempo dopo la morte fisica, va incontro ad una lenta ed impercettibile trasformazione e dissoluzione;
    b) gli “psichici”, il cui spirito di opposizione tiene imprigionata l’anima per tutta la vita dopo la morte: gli spiriti di questi uomini vanno incontro alla reincarnazione fino al giorno in cui la loro anima non riuscirà a liberarsi completamente dai vincoli del perispirito;
    c) gli pneumatici, il cui pneuma divino, che costituisce quella che noi chiamiamo anima nel senso più nobile del termine, presenta già durante la vita un certo grado di autonomia rispetto al perispirito: al momento della morte la sua liberazione dai vincoli del perispirito e il proprio ritorno ad una piena comunione con l’Assoluto sono quasi immediati.

    In un antico testo manicheo rinvenuto a Turfan, troviamo descritta in maniera precisa ed organica la concezione gnostica della natura del “perispirito” o “spirito del corpo” e i suoi rapporti con l’anima:

    "Il fatto che [lo spirito del corpo] sia della stessa sostanza del corpo risulta manifesto da quanto sopra io ho scritto e dagli illuminati interpreti delle norme della religione.
    Inoltre, poiché queste due [entità], tanto la corporeità quanto lo spirito corporeo, sono entrambe oscure, incapaci di conoscenza e dannose, e […] sono un’unica cosa e formano la realtà e la natura del corpo" (Fr. M 9 di Turfan, ed. Andreas-Henning II, pag. 299).

    Il Credo Niceno-Costantinopolitano, che costituisce il riassunto delle verite "essenzialissime" della fede cristiana professa la fede nella "attesa della resurrezione dei morti" e nella "vita del secolo futuro", senza fare accenno all'immortalita dell'anima. Con questo non e che i Padri la negassero (basti leggere le opere patristiche per farsene convinti) ma non volendo confondersi con i Greci pagani che vedevano in essa il principio fondamentale della vita eterna, non hanno voluto sottolinearla più di tanto.

    Il ruolo del perispirito tanto nella gnosi e nel manicheismo quanto nella moderna spiritologia scientifica è quello di mediare il legame di quella goccia di luce divina (nous) che è l’anima ad una realtà limitata e condizionata dalle leggi dello spazio e del tempo, come quella del corpo.

    In un frammento manicheo rinvenuto a Turfan infatti troviamo scritto:

    "Allo stesso modo e alla stessa maniera in cui l’argento è legato al rame[C1] , così l’anima è legata alla forza e alla corporeità del corpo (cioè alle ossa, alla carne, alla pelle al respiro […] e agli escrementi), mediante i vincoli dello spirito [del corpo…]" (Fr. M 9 di Turfan, ed. Andreas-Henning II, pag. 300).

    Gli gnostici ritenevano che ogni anima disincarnata, quando giunge il momento della propria reincarnazione, si libera del vecchio perispirito di cui si è servita nel corso della sua ultima incarnazione e si riveste di un nuovo perispirito, che trae la propria energia vitale dal nuovo corpo.

    Il distacco del vecchio spirito corporeo o perispirito dall’anima disincarnata comporta necessariamente la perdita della memoria delle esperienze accumulate durante la vita terrena precedente.

    La memoria, in quanto facoltà che permette all’uomo di conservare la molteplicità dei ricordi e delle esperienze accumulate durante la vita terrena, non può non essere una facoltà legata alla vita dello spirito corporeo, che per la sua stessa natura di corpo energetico, al contrario dell’anima, è intimamente legato alla realtà del mondo materiale. Il distacco del vecchio perispirito dall’anima disincarnata, quando giunge il momento per quest’ultima di reincarnarsi, segna quindi la fine della possibilità per l’anima di ricordare i singoli eventi delle proprie vite passate.

    La molteplicità delle esperienze vissute durante le vite precedenti permette comunque all’anima di sviluppare un senso di negatività verso tutto ciò che è materiale e contingente e di liberarsi progressivamente dalla necessità di continuare a reincarnarsi.

    In Pistis Sophia troviamo illustrata nel modo più semplice e chiaro la dottrina gnostica relativa alla nascita, alla evoluzione e alla natura del perispirito:

    "Quando per mezzo degli arconti del destino, un’anima antica è in procinto di discendere, gli arconti di quel grande destino […] danno all’anima antica un calice dell’oblìo, proveniente dal seme della cattiveria, ripieno di ogni genere di passioni e di ogni oblìo.
    Non appena l’anima beve dal calice, dimentica tutti i luoghi nei quali era andata, e tutti i castighi tra i quali era passata. Quel calice dell’acqua dell’oblìo diventa un corpo all’esterno dell’anima, rassomigliante all’anima in tutte le forme, e simile a lei: esso è il cosiddetto "spirito di opposizione" (Pistis Sophia, 131,5)

    Lo pneuma divino che costituisce l’anima degli psichici dopo la morte cerca la reincarnazione nel corpo di un altro essere umano perché l’ignoranza del carattere divino della propria natura lo spinge a temere la inevitabile morte del perispirito. Gli spiriti dunque si reincarnano per evitare l’esaurimento del fluido energetico del perispirito, che si è formato durante le proprie incarnazioni precedenti e che continua a rivestire l’anima nel periodo immediatamente successivo alla morte del corpo.

    Ogni rinascita porta l’anima umana ad una maggiore conoscenza della radice divina della propria natura. Solo quando l’anima psichica dopo numerose rinascite sarà diventata completamente pneumatica, non sentirà più la necessità di reincarnarsi nel corpo di un altro essere umano e desidererà tornare, libera dai lacci del perispirito e di qualsiasi altra realtà materiale, in seno a quella fonte di luce divina, che noi chiamiamo Assoluto o Dio.

    In conclusione, il ciclo delle rinascite terminerà solo quando l’anima riuscirà a penetrare “il mistero dello scioglimento di tutti i sigilli con i quali” il perispirito è stato avvinto allo pneuma umano. Solo allora l’anima potrà abbandonare “lo spirito di opposizione agli arconti del destino”, cioè all’esaurimento della propria energia vitale e alla morte.

    Come si vede l'uomo non e un principio divino - una scintilla - sepolta in un corpo e destinata a ricongiungersi alla sorgente della luce dopo essersi liberato dall'involucro
    Ma le stesse scritture canoniche affermano: "i quali [gli uomini] non son nati da sangue, nè da volontà di carne, nè da volontà d'uomo, ma son nati da Dio" (Gio. 1, 13), e lo stesso Dio "ci ha pur segnati col proprio sigillo, e ci ha data la caparra dello Spirito/Pneuma nei nostri cuori" (II Corinzi 1, 22).

    Lo stesso piacere sessuale non e considerato cattivo, ma fa parte, ove nel contesto della vita sacramentale, delle gioie che Dio dona all'uomo, come il pane "che al cuore umano da forza" il vino "che rallegra il cuore" e l'olio "che rende gioioso il volto", secondo le immagini magnifiche del salmo 23. L'unione dello sposo e della sposa da gioia cosi come sara gioia senza fine l'unione con Cristo nella gloria di tutti i santi.
    Mi sembra una visione troppo ottimistica, in realtà il piacere sessuale è un inganno della natura per la riproduzione e la continuazione della specie, un'illusione, un inganno, il velo di Maya.
    Come mai non v'è piacere sessuale o è raro con donna anziana e sterile? Invece è frequente con donne giovani e fertili?

    Le nozze non generano nuova materia, come per gli gnostici, ma nuovi figli a Dio, nuovi eredi del Regno destinati alla rinascita battesimale ed alla divinizzazione.
    Dio risiede nel Pléroma, nella "pienezza"... perché dovrebbe avere altri figli? Non è forse Egli completo? Anzi è la nascita che allontana dalla comunione con Dio, altrimenti non avrebbe senso il discorso del "Ritorno" da un mondo estreneo.

    In realtà la cosa è più complicata, ma è da riconoscere un solo aspetto positivo: la possibilità di generare individui pneumatici.
    Infatti come il matrimonio spirituale permette di giungere alla moltiplicazione degli uomini pneumatici così il matrimonio carnale, che è frutto anche di una unione spirituale, porta alla moltiplicazione degli uomini psichici, cioè di uomini che, anche se immersi nelle tenebre dell’ignoranza e dell’oblìo, partecipano comunque della natura di Dio.
    Ma l’unione carnale senza amore, priva di qualsiasi forma di unione spirituale e non coperta dal segreto proprio di ogni mistero, è una forma di prostituzione, che può generare soltanto uomini ilici, cioè uomini che nascono, vivono e muoiono nelle tenebre.

    CAIRE
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  4. #4
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    Predefinito Re: Re: Sessualità e Ascesi

    [Dio risiede nel Pléroma, nella "pienezza"... perché dovrebbe avere altri figli? Non è forse Egli completo? Anzi è la nascita che allontana dalla comunione con Dio, altrimenti non avrebbe senso il discorso del "Ritorno" da un mondo estreneo.

    Certo dio è nel Pleroma, o meglio, "è" il pleroma: ma il pleroma dell'Amore che in Dio si identifica con l'Essenza: "Dio è Amore" "ho Theos agape estin" dice san Giovanni teologo nella sua prima Lettera cattolica. Ora l'agape è amore che si dona senza limiti.... taine le conseguenze! certo, probabimente il dio di cui tu parli non è il Dio di cui parla la Chiesa Cristiana. E' l'idolo di una altra religione. Allora c'è da dire solo una cosa "convertiti e credi all'Evangelo!" Ma è evidente che non lo farai - ed è giusto che sia così, fintanto che non avrai sperimentato l'inanità e la vacuità delle tue speculazioni intellettuali contorte.


    Era quello che volevo dire quando dicevo che la "Religione gnostica è appunto una "Religione", non un'eresia cristiana. è cioè basata su fondamenti affatto diversi.
    L'uomo cristiano, seppur decaduto a causa del peccato che offusca la soniglianza resta immagine di Dio, il suo pneumatizzarsi è un "sovrarivestirsi " non un cambiare natura, il corpo non è un male, non esistono Hilici, esistono uomini egoisti che scelgono contro Dio con un atto di libera volontà.

    Leggi il mio intervento sulla questione del male.
    Ci troverai elementi che valgono anche a rispondere a questa questione, specialmente quelli che si riferiscono alla ragione decaduta.]

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: Re: Sessualità e Ascesi

    Originally posted by silvano
    Allora c'è da dire solo una cosa "convertiti e credi all'Evangelo!" Ma è evidente che non lo farai - ed è giusto che sia così, fintanto che non avrai sperimentato l'inanità e la vacuità delle tue speculazioni intellettuali contorte.
    Ho un'idea migliore, convertiti tu! ... scherzo!
    Comunque... se non credessi nell'Evangelo non lo citerei continuamente... anzi lo stesso Evangelo mi ha sostenuto per affermare il mio credo... e mi sono astenuto dal citare i Vangeli gnostici: quello di Tommaso, di Filippo, della Verità e di Maria.
    Ciò dimostra come l'interpretazione gnostica del messaggio di Cristo fosse perfettamente legittima nel primo cristianesimo.
    Lo stesso Vangelo di Giovanni ha forti connotati gnostici.

    Questo dibattito sembra riprodurre in piccolo ciò che si verificò nel II° secolo d. C.: lo scontro politico-dottrinale tra la burocrazia clericale della Grande Chiesa cattolico-ortodossa e le comunità gnostiche, che in quell'epoca diventò sempre più scoperto e violento come dimostra anche uno dei testi fondamentali della teologia politica gnostica del II° secolo: l'Apocalisse di Pietro. L'autore gnostico dell'Apocalisse di Pietro - trovata a Nag Hammadi nel 1945 -, infatti, sotto ispirazione è giunto a mettere in bocca al Cristo risorto una condanna decisa di ogni forma di imposizione di una presunta corretta dottrina:

    "Ma vi saranno ancora altri, tra coloro che non sono nel nostro numero, che si chiameranno "vescovi" e anche "diaconi" quasi che essi abbiano ricevuto da Dio la piena autorità. Costoro si mettono a tavola seguendo la legge dei primi posti: sono canali senz'acqua!" (Apocalisse di Pietro, 79, 25-30).

    La lezione che noi, uomini del 2000, possiamo trarre dallo studio di questi antichi fenomeni culturali e sociali è che l'unica vera Religione dell'Uomo, cioè quella che ci è stata trasmessa dalla gnosi cristiana, non è fossilizzabile in un dogma e, quindi, in una qualsivoglia istituzione gerarchica che la tramandi tramite la elaborazione di una qualsiasi forma di liturgia, ma è un processo di crescita collettiva di tutti gli uomini e le donne, che partendo dallo studio dei testi, e in questo senso lo studio dei Vangeli gnostici e di altri importanti testi resta uno strumento insostituibile, giungano ad una graduale riscoperta di quella goccia di luce divina che si cela nel cuore di ognuno di essi.

    Ti saluto.
    2010:

  6. #6
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    Predefinito La critica cattolica dell'"encratismo gnostico"

    Tutta la eresiologia cattolica antica e moderna e persino studiosi di grande spessore, quando affrontano lo studio dei testi e delle dottrine gnostiche, partono sempre dal presupposto a volte esplicito a volte inconscio, che il Movimento Gnostico per il suo carattere radicalmente dualista rifiutasse radicalmente il “matrimonio carnale” e la riproduzione e che questo movimento fosse sconfitto in partenza perché i suoi presupposti ideologici erano in contrasto con le necessità imposte all’essere umano dalla sua stessa natura.
    Questi studiosi per giustificare simili tesi false e aberranti ricorrono spesso ad alcune citazioni tratte dal Vangelo degli Egiziani, un noto vangelo Encratita di cui ci sono rimasti pochi frammenti peraltro molto apprezzato da diversi “Padri” della primitiva burocrazia clericale cattolica. Tali citazioni vengono spesso malevolmente accostate ad alcuni passi tratti dal Vangelo di Tomaso, il più importante Vangelo usato nelle comunità gnostiche antiche, con il preciso intento di far apparire la Gnosi come il frutto conseguente di un movimento religioso, quello encratita, il cui fanatismo antisessuale, se fosse riuscito a diffondersi, avrebbe messo a rischio l’esistenza stessa del genere umano.
    In realtà non c’è una condanna diretta della procreazione ma solo la considerazione che gli uomini che non sono in grado di udire il Logos del Padre e di custodirlo veramente nel profondo del proprio cuore, cioè gli “ilici” e la maggioranza degli “psichici”, di fronte ai misteri del dolore e della morte, legati inevitabilmente al nostro essere nella carne, cioè in una realtà collocata nello spazio e nel tempo, si sentiranno smarriti "come bambini che si aggirano in un campo che non appartiene loro" e malediranno la loro nascita e il loro essere nella carne.
    Gesù non condanna la procreazione, ma l’incostanza, la volubilità, l’attaccamento alle cose di questo mondo tipici degli uomini che non sono in grado di scorgere dentro di sé quella sorgente di luce divina che è presente in ognuno di noi e che si fermano alle apparenze del mondo sensibile.
    Gesù si rendeva conto che Salomè e la maggioranza degli uomini che lo circondavano non riuscivano a penetrare il suo messaggio e che il loro destino restava la morte. Non per nulla il Salvatore una volta disse: “Colui che scopre l’interpretazione di queste parole non gusterà la morte” (Vangelo di Tomaso, loghion n° 1).

    W W W
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  7. #7
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    Predefinito

    Scusate l'intrusione nel vostro Forum anche se non sono all'altezza di certi discorsi d'alta accademia mi sembra che la Chiesa Ortodossa abbia una posizione sulla sessualità meno moralisticheggiante rispetto alla Chiesa Cattolica(e per me più naturale!), cosa dice la morale ortodossa sui rapporti prematrimoniali?
    So inoltre che il Vaticano demonizza la contraccezione e sostiene invece i metodi naturali, la Chiesa Ortodossa fa lo stesso?
    Grazie a tutti
    Marika

  8. #8
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    Predefinito guarda in un'altra casella

    Ho risposto a questo su un'altra lista di questo forum. Cercala per favore,
    +Silvano

  9. #9
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    Predefinito reazione contraria

    Se mi colpisce questo esplodere di posizioni gnostiche che sospettavo, ma mai così sviluppate come da quando è stato aperto questo forum , mi colpisce ancor di più il sottolineare questa posizione di disprezzo per la materia, tipica dello gnosticismo, nel mezzo al mondo materialista ed edonista in cui crediamo.
    Ma la castità è come l'acqua di fonte: umile e trasparente, calma e refrigerante, datrice di pace e fresca....
    il disprezzo gnostuico è al contrario superbo, torbido, agitato e senza pace, orgoglioso e selettivo....
    Mi sembra che Hitler se non lo era avrebbe potuto essere benissimo uno gnostico, comme oggi Sharon.. son della stessa pasta.
    Beati i miti
    Beati i puri di cuore
    Beati i pacifici
    Beati i morti che muoiono nel Signore e troveranno riposo alle loro fatiche!

  10. #10
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    Predefinito

    peje-Iesus: je hen-makarios ne en-monakhos auô et-sotep' je tetna-he a-t-mentero je en-tô-ten hen-ebol en-hît-es palin etetna-bôk' e-mau.
    2010:

 

 
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