Avvocato Ennio Amodio:
Marco Travaglio è scivolato rovinosamente su una buccia delle sue bananas ("silvio e Niccolò", l'Unità del 18 Settembre). Non è vero che Silvio Berlusconi "giurò il falso sulla P2". Lo ha accertato e dichiarato il Pretore di Verona con sentenza 22 Luglio 1989 nella quale l'allora Presidente della Fininvest è stato prosciolto dall'accusa di falsa testimonianza con la formula perché il fatto non costituisce reato. Quanto poi alla "provvidenziale amnistia", Travaglio avrebbe fatto bene a risciacquare i suoi panni nel tratto di Tevere che scorre accanto a Via Arenula, sede del Ministero della Giustizia; avrebbe allora capito che il provvedimento di clemenza è stato varato per l'entrata in vigore del nuovo Codice di Procedura Penale. Quel codice garantista che vieta di togliere valore alla declaratoria d'innocenza solo perché la sentenza non è gradita al pubblico ministero. Il giudizio di appello che non sfocia in un riesame del merito, ma rimane bloccato dall'amnistia, non può che confermare l'esclusione della colpevolezza dichiarata in primo grado.

Marco Travaglio:
Il professor Avvocato Ennio Amodio è un simpaticone. Ha voglia di scherzare: o forse ha ereditato dal suo più illustre cliente un rapporto faticoso con la verità.
Non sarà un giustizialista come me a dover ricordare ad un garantista del suo calibro che le sentenze di primo grado non bastano: ci vuole quantomeno l'appello.
Ebbene, la sentenza emessa dalla Corte d'Appello di Venezia nel Maggio 1990 a carico di Berlusconi Silvio, imputato di falsa testimonianza a proposito della sua iscrizione alla Loggia P2, recita testualmente: "Riteiene il Collegio che le dichiarazioni dell'imputato non rispondano a verità (...). Ne consegue quindi che il Berlusconi ha dichiarato il falso", reso "dichiarazioni menzognere" e "compiutamente realizzato gli estremi obiettivi e subiettivi del delitto di falsa testimonianza".
Se Berlusconi non fu condannato non è perché non avesse commesso il reato, ma perché nel frattempo era passata una provvidenziale amnistia: "il reato - scrivono infatti i giudici - va dichiarato estinto per intervenuta amnistia". Volendo, Berlusconi avrebbe potuto rinunciare all'amnistia, chiedendo l'assoluzione nel merito. Purtroppo non lo fece. Chissà perché.
Ora Amodio vorrebbe farci credere che quella sia "una declaratoria d'innocenza", una "esclusione di colpevolezza".
Non scherziamo. Suvvia, professor avvocato. E buon risciacquo.