(ASCA) - Roma, 19 set - Il prossimo allargamento dell'Unione
Europea, con l'ingresso di dieci nuovi membri, mettera' in
campo 500 milioni di persone, e rappresenta quindi una
grande opportunita' per coloro che vi aderiscono. Lo ha
detto Bruno Tabacci, presidente della Commissione Attivita'
Produttive della Camera, nel corso di una tavola rotonda
sull'argomento tenutasi alla LUISS. Una grande opportunita',
ma anche una serie di problemi, come quello delle
immigrazioni ''bibliche'' duvute alle forti differenze di
reddito tra i paesi membri, che secondo Tabacci ci
impegneranno dei prossimi decenni. I dieci paesi candidati
all'ingresso infatti hanno insieme un terzo del nostro
reddito. ''Tuttavia e' funzionale che il fenomeno avvenga
dentro l'Europa, piuttosto che da altre aree, perche' -
dice Tabacci - l'esperienza dimostra che gli innesti
migliori sono quelli tra europei''. Del resto ''non possiamo
aprire ai dieci e tener chiuse le frontiere'', anche se
''tra i quindici non ci sono le stesse regole, specie in
materia di clandestinita'''. Cosi' la questione
dell'emigrazione si presenta come la piu' delicata. Ma
neppure si puo' pensare all'Europa come ad una somma di
governi, perche' ''e' una cosa che non sta in piedi''.
''Credo che andrebbe dato un segnale - ha detto Tabacci -
riunificando la convenzione europea in seno agli organismi
internazionali, specie ora che soffiano venti di guerra''.
Altro ''nervo scoperto'' nella Ue e' quello della politica
agricola, che si basa su una serie di protezionismi di cui
approfittano anche i nostri agricoltori. E' inevitabile che
l'allargamento ad est, dice Tabacci, ponga il nostro paese
in competizione diretta, soprattutto nel settore primario.
som/mcc/rs


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