L’EX VICESEGRETARIO DELLE NAZIONI UNITE E ORA CONSULENTE
DI KOFI ANNAN
«Con Bush l’arroganza diventa virtù»
22 settembre 2002
di Paolo Mastrolilli
NEW YORK. «Questo documento afferma una visione del mondo in cui l'arroganza non è un difetto, ma una virtù». Giandomenico Picco, ex vicesegretario generale dell'Onu e consulente di Kofi Annan, tiene sul tavolo del suo ufficio le 33 pagine della nuova «National Security Strategy of the United States» appena pubblicate dal presidente Bush, e le guarda con perplessità e preoccupazione: «L'attuale Amministrazione, in pratica, considera la legge internazionale come un ostacolo invece di un sostegno: questa non è la concezione del mondo cui io, e in generale gli europei, siamo stati educati».
Dove porta la nuova strategia americana, in termini di geopolitica?
«Scivola sempre più lontano dal sistema internazionale con cui gli Stati Uniti e l'Europa hanno garantito la stabilità negli ultimi sessant’anni. Afferma una visione del mondo comunque a quattro grandi potenze, America, Cina, Russia e India, su cui d’ora in poi farà perno la geopolitica. Non a caso, questi paesi sono anche i principali bersagli di Al Qaeda. Invece l'Europa, che finora è stata rifugio ma non obiettivo dei terroristi di Bin Laden, viene emarginata».
Nonostante la convergenza seguita all’11 settembre, gli attriti tra il Vecchio Continente e gli Usa si sono moltiplicati da quando alla Casa Bianca c'è Bush, fino alla lite con la Germania dove è stato paragonato a Hitler. Che effetti avrà il documento sui rapporti tra le due sponde dell'Atlantico?
«Dimostra che gli Stati Uniti, o almeno questa Amministrazione, non vedono un ruolo per l'Europa nella politica internazionale. Le Weltanschaung di queste due entità, le loro visioni del mondo stanno diventando sempre più distanti».
La nuova dottrina promette di cercare sempre il consenso internazionale, ma non lo considera indispensabile. Quale sarà l'impatto sul futuro dell'Onu?
«Da almeno dieci anni si dice che il paese più influente sul Palazzo di Vetro sono gli Stati Uniti. Ora Washington ha deciso di affermare questa realtà, dichiarando che è proprio vero: i più forti sono loro. L'arroganza diventa una virtù, e le leggi internazionali sono un ostacolo alla sicurezza e agli interessi nazionali. Come europeo fatico a entrare in questo ordine di idee».
Pochi giorni fa, l'ex presidente Clinton ha detto che si tratta di decidere se gli Stati Uniti vogliono guidare il mondo o dominarlo: Bush ha scelto la seconda via?
«Di sicuro ha cambiato una concezione che reggeva dal 1945. Darwin sosteneva che nell'evoluzione della specie non sopravvivono necessariamente i più intelligenti, ma quelli che sanno adeguarsi meglio ai cambiamenti. Può darsi che gli Stati Uniti stiano facendo il cambiamento giusto, anche se noi non riusciamo a capirlo, ma solo il tempo darà la risposta».
Il documento dice che Washington farà tutto il possibile per mantenere la superiorità militare, allo scopo di scoraggiare i rivali. Riuscirà a tenere tutti a distanza?
«Non sono un esperto militare, ma in questo momento la differenza tecnologica è tale che sfidare la potenza americana è solo un'ipotesi teorica».
La nuova dottrina prevede l'attacco preventivo, e la «controproliferazione» invece della garanzia dei trattati internazionali. Risolverà i problemi americani o li complicherà generando reazioni a catena?
«Una volta stabilito il principio che un paese ha il diritto all'attacco preventivo, non c'è modo di negare lo stesso diritto a un altro Stato, e così apriamo un vaso di Pandora dalle conseguenze imprevedibili. Naturalmente non ci sono molte nazioni in grado di sfidare gli Usa su questo terreno, ma a livello locale e regionale può accadere di tutto».
La guerra in Iraq si avvicina dopo che Saddam ha annunciato di opporsi a una nuova risoluzione Onu?
«Forse è l'errore che si aspettavano a Washington per aprire la strada alla loro linea. I colloqui con i russi sono andati meglio di come dicono i media, e quindi lo stallo al Palazzo di Vetro potrebbe sbloccarsi in maniera favorevole a Bush. Con Saddam, però, non dobbiamo mai escludere le sorprese».




Rispondi Citando
