Quest’articoletto di Michele Serra è comparso ieri su Repubblica. Lo condivido tristemente al 100%
“ Per decenni ho avuto rapporti con persone che la pensavano diversamente da me. Con questi (i berlusconiani) non mi riesce. La frase è di Giorgio Bocca, e mi ha molto colpito. Perché la condivido, e perché non mi piace condividerla. Nel berlusconismo avverto una estraneità antropologica, quasi una exreaitalianità che mi impedisce di riconoscere almeno qualche radice condivisa. Capisco, però, che questo sentimento escludente è pericolodo e sgradevole. Vero, è il riflesso speculare del’astio quasi razzista che questa destra distribuisce, da anni, contro l’Italia di sinistra. Ma ricambiare con la stessa squallida moneta – estraneità e disprezzo – non è molto consolante, visto che con i berlusconiani ci tocca dividere paese ed epoca. La spaccatura è drammatica: come nota Bocca, mai, neppure durante la lunga era delle ideologie, l’Italia era stata così divisa.
Perfino fascismo e antifascismo, nel sangue e nella guerra, spartirono alcune idealità, come il senso dello delle Stato. Qui e ora, davvero non si indovina il bandolo di un linguaggio comune. L’Italia delle convention, del cerone e dei fondali azzurri non è il paese, buono o cattivo che sia, dove abitiamo noi. Non è più neanche la politica, è lo sguardo quotidiano a impedirci, i berlusconiani e noi, perfino di sentirci concittadini.




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