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  1. #1
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    Predefinito Il senso di estraneità antropologa tra noi e i berlusconiani

    Quest’articoletto di Michele Serra è comparso ieri su Repubblica. Lo condivido tristemente al 100%

    “ Per decenni ho avuto rapporti con persone che la pensavano diversamente da me. Con questi (i berlusconiani) non mi riesce. La frase è di Giorgio Bocca, e mi ha molto colpito. Perché la condivido, e perché non mi piace condividerla. Nel berlusconismo avverto una estraneità antropologica, quasi una exreaitalianità che mi impedisce di riconoscere almeno qualche radice condivisa. Capisco, però, che questo sentimento escludente è pericolodo e sgradevole. Vero, è il riflesso speculare del’astio quasi razzista che questa destra distribuisce, da anni, contro l’Italia di sinistra. Ma ricambiare con la stessa squallida moneta – estraneità e disprezzo – non è molto consolante, visto che con i berlusconiani ci tocca dividere paese ed epoca. La spaccatura è drammatica: come nota Bocca, mai, neppure durante la lunga era delle ideologie, l’Italia era stata così divisa.

    Perfino fascismo e antifascismo, nel sangue e nella guerra, spartirono alcune idealità, come il senso dello delle Stato. Qui e ora, davvero non si indovina il bandolo di un linguaggio comune. L’Italia delle convention, del cerone e dei fondali azzurri non è il paese, buono o cattivo che sia, dove abitiamo noi. Non è più neanche la politica, è lo sguardo quotidiano a impedirci, i berlusconiani e noi, perfino di sentirci concittadini.
    Colui che irrise i martiri del comunismo

  2. #2
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    Predefinito i casi sono due

    O i berlusconiano sono dei visitor, appartengono ad un altro mondo ed inquinano la terra, tanto che Bocca che pure da giovane è stato fascista non riesce a tollerarne l'esistenza, oppure voi cari compagni state diventando estranei ad una parte non proprio piccola del paese. Che i berlusconiani non piacciano, posso capirlo francamente, ma da qui a farne un nuovo razzismo, ce ne passa. Anche Hitler non riusciva a sentirsi vicino gli ebrei. Poi Bocca, che pubblica per Mondadori, spieghi questa sua bella tesi al suo editore.

  3. #3
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    Predefinito

    Il post qui sopra è un esempio di ciò che dicono Bocca e Serra, dell'incomunicabilità tra due Italie e del rancore aggressivo della destra. Che non ha nessuna voglia di comunicare e di capire soprattutto.

    Il discorso di Serra mi sembra molto serio, ma non tutti sono all'altezza di poterlo capire.
    Colui che irrise i martiri del comunismo

  4. #4
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    Predefinito carlo rosselli?

    Io penso semplicemente che porti un nome che non hai la dignità di attribuirti e bene faresti ad usarne un altro.

  5. #5
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    Predefinito

    La tecnica è sempre la stessa delegittimare l'avversario e non entrare nel merito delle questioni
    Colui che irrise i martiri del comunismo

  6. #6
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    Predefinito nessuna tecnica

    somo entrato nel merito della questione e ho detto che il signor serra ed il signor bocca hanno toccato un filone pseudo razzista e spero che la sinistra italiana sappia ancora riconoscerne il tanfo e tenersene lontana, cosa che te che pure porti il nome di Carlo Rosselli, mi pare non sei in grado di capire.
    Aggiungo che quello che univa il fascismo al comunismo, non è il "senso dello Stato", ma l'avversione alla democrazia borghese e l'inclinazione al totalitarismo che include il disprezzo morale per l'avversario e la subordinata necessità di eliminarlo. Che a destra ci possa essere questo difetto è certo, adesso vedo con chiarezza che a sinistra con l'illustre intellettuale Serra e Giorgio Bocca si arriva a teorizzarlo. E' il primo passo verso il razzismo politico, ben più grave di quello di tipo etnico, perchè più esteso e meno controllabile. Essere avversari politici di Berlusconi è cosa rispettabilissima, ma è altra cosa. Tu sei in grembo un piccolo razzista. Ti ripeto: cambia nome, per lo meno. Chiamati Beria.

  7. #7
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    Predefinito

    AVVERTENZA
    Non è obbligatorio partecipare al dibattito

    Un altro contributo al dibattito da "la Stampa" di oggi.

    La terza Italia

    27 settembre 2002


    di Massimo Gramellini

    ASSOCIANDOSI all’ultimo sfogo di Giorgio Bocca, Michele Serra rileva con rammarico l’incomunicabilità e l’assenza di qualsiasi radice condivisa fra l'Italia di sinistra e quella dei berlusconiani, come nemmeno al tempo di fascisti e antifascisti.

    Purtroppo Serra ha ragione. Ma per fortuna soltanto in parte. Perché queste due Italie intolleranti sono minoritarie.

    Non si possono ridurre tutti gli elettori del centrodestra a macchiette in cerone e doppiopetto che scimmiottano il Capo, trasudano grettezza e al cinema ridono solo per le battute più sguaiate, come una sera vidi fare da un deputato di Forza Italia.

    E sarebbe altrettanto sbagliato pensare che tutti coloro che partecipano ai girotondi abbiano molto a che spartire col vertice del movimento, una cricca di radical-chic astiosi e arroganti che si crede depositaria della verità, procede in cordata e si riempie la bocca di popolo e diritti, salvo parcheggiare l'auto in doppia fila e fare una piazzata al cameriere del ristorante perché ritarda a portare il menu.

    C’è una terza Italia, maggioritaria e senza rappresentanza, che comprende milioni di cittadini di destra e di sinistra, ma soprattutto stanchi e confusi, che la brutalità del bipolarismo costringe ogni volta a schierarsi con quella delle altre due che in quel momento sembra il male minore.

    Questi terzi italiani non odiano nessuno e hanno un mucchio di cose da dirsi: sarebbe ora che cominciassero a farlo.
    Colui che irrise i martiri del comunismo

  8. #8
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    Predefinito gramellini è persona civile

    e spero più ascoltato del nenazistastalinista serrra e del suo profeta bocca.

  9. #9
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    Predefinito

    Gramellini non si è scandalizzato, non ha dato del nazista e del razzista a nessuno. Ha espresso la sua opinione tranquillamente, dimostrando così di aver capito il senso di ciò che dicevano Serra e Bocca.

    Secondo me la fa troppo semplice Gramellini. C'è una delegittimazione reciproca tra i due schieramenti, e dicendo ciò dico una banalità che è sotto gli occhi di tutti. E la conseguenza è che si è profondamente divisi. Questo è un fatto, non è razzismo politico. Si ha l'impressione che non si condividano gli stessi valori e quasi le stesse regole.

    Io credo che esistano due Italie che non comunicano, almeno dal 1994 e dall'avvento del maggioritario e di Berlusconi.

    Se la smetti di insultarmi personalmente e accetti che io possa avere delle idee diverse dalle tue senza chiamarmi razzista, possiamo perfino provare a dialogare.

    Decidi tu
    Colui che irrise i martiri del comunismo

  10. #10
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    Predefinito discuto volentieri

    se uno prende le distanze da Serra, come ha fatto a modo suo Gramellini, che parla di italie "intolleranti minoritarie". Ossia Serra e Bocca fanno parte di quell'Italia intollerante che ha sicuramente un'equivalente a destra, ma altrettanto minoritaria. Questo è un punto chiaro che non ho capito se Carlo Rosselli condivide e devo dire dal suo primo post, non mi pareva affatto. Se mi sono sbagliato ne sono felice. E' chiaro che il sistema maggioritario può avere acuito le differenze e gli estremismi dei due schieramenti abbiano fatto il resto, ma io non ho mai pensato e trovo gravissimo e pericoloso pensare ad una divisione antropologica. Penso ad una divisione politica, che non impedisce un dialogo per migliorare entrambi gli schieramenti o per lo meno coloro che non ci stanno a loro completo agio, proprio per gli eccessi che si producono. Gramellini è uomo di sinistra, sia chiaro, ma democratico. Su Serra ho più di un dubbio a riguardo, Bocca poi ha perso la testa, a mio modo di vedere. E l'idea di dire che con i fascisti ci si intendeva e con i berlusconiani no, è allucinante, perchè i berlusconiani non sospendono la legalità democratica come ha fatto il fascismo e come hanno fatto i regimi totalitari e la prova è che Giorgio Bocca scrive tutto quello che gli pare e piace e io se lo voglio criticare lo critico. Se poi Berlusconi usa le istituzioni democratiche per difendere i suoi interessi, questa è un'altra cosa, che non comporta un regime, ma un uso spregiudicato della sua maggioranza, che sarà giudicata dagli italiani. Non vorrei che nell'odio verso Berlusconi la sinistra non perdesse di vista i confini della legittimità democratica e non facesse confusioni, come purtroppo Serra, che non è mai stato un democratico, alimenta. Se ci capiamo su questo discutiamo volentieri se no altrettanto volentieri ci salutiamo. Tra l'altro è lo stesso Serra che ritiene, a ragione, questo atteggiamento razzista, e per quanto squallido esso sia, lo ripaga della stessa moneta, parole sue, non mie. Si chiude in un odio desolante, che rappresenta il crepuscolo della convivenza civile. Che lo predichi Serra, non me ne importa un granchè, la mia preoccupazione era che ne fosse conquistato uno che portava il nik name di Carlo Rosselli. Se ti chiamavi Beria o Himmler non intervenivo neppure.

 

 
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