Scusasse, rifferisco letteralmente o pensiero d'altrui:
«Colgo solamente oggi - a causa di una panne del mio computer - questo ricordo dell'indimenticabile Don Dario Composta.
Ebbi l'onore di conoscerlo personalmente e d'intrattenermi lungamente con lui, in più occasioni, nell'ambito degli incontri del Centro di Studi Internazionali Antonio Rosmini di Bolzano (che raccoglie, come aderenti, numerosi docenti universitarî di discipline filosofiche e giuridiche), ove Don Composta aveva tenuto numerose ed apprezzatissime relazioni ufficiali, l'ultima delle quali, nel 1993, per commemorare - in un'accezione certamente controcorrente - l'anniversario della cristianizzazione delle Americhe.
Don Composta era veramente persona dotata di una cultura oggigiorno quasi inimmaginabile; oltre a quanto già rammentato più sopra, egli parlava correntemente ben sette lingue ed era un eccellente organista. Nonostante la sua formazione teologica non propriamente "d'avanguardia", svolgeva la funzione di postulatore di Fede presso la Congregazione dei Santi e, fra l'altro, molto probabilmente, proprio grazie a lui, sono state evitate le beatificazioni di Antonio Rosmini e di Alcide de Gasperi.
Don Dario Composta era uomo moralmente integro e di sicura Fede; a quest'ultimo proposito, rammento ancora: nel 1997, la sua impagabile stroncatura teologica all'intervento - beceramente buonista e modernista - del delegato del Vescovo di Bolzano-Bressanone (iniziata con un insinuante e quasi sussurrato: «Mi perdoni il fratello; solo per una doverosa puntualizzazione di alcune Verità di Fede ...») e, nel 1992 - nell'occasione di un importantissimo convegno giuridico presso l'Università di Pavia dal titolo:Esperienza Giuridica e Secolarizzazione - la vera e propria demolizione dell'intervento del locale professore ordinario di Diritto Canonico (sempre con tono sommesso, ma tagliente, così condotta: «Per giungere alle sue conclusioni, certamente il Prof. X avrà certamente letto .... » e, dopo la citazione testuale di non meno di una quarantina di opere con i relativi autori, così concludendo: «Vede, Prof. X, il Diritto Canonico costituisce una materia assai complessa, che non può essere adeguatamente affrontata, senza una sufficiente conoscenza del tedesco e del latino!»).
Erano infine noti ed apprezzati i suoi interventi sulla rivista Instaurare Omnia in Christo, ove, sino alla morte, ha condotto una dottissima ed agguerrita polemica contro le interpretazioni moderniste del Magistero della Chiesa e la teologia d'avanguardia.
Non esito ad annoverare Don Dario Composta fra le tre o quattro persone in assoluto più colte e preparate che abbia mai incontrato nella mia vita e che, con la sua scomparsa, mi ha carpito l'ultima immagine di dotto Sacerdote che mi fosse ancora rimasta di conoscere su questa valle di lacrime .
T. »




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