Qualche breve appunto sui film della mostra di Venezia che ho visto.
Baba Mandela. *\
Scorrevole. Affidare agli occhi di un bambino la descrizione di drammatici problemi sociali, ambientali culturali e politici, però, è pericoloso. Il manicheismo è lì, a un passo. La comprensione della situazione si allontana.
Magdalene. *****
Straordinario. Ben fatto, ben recitato. Icastico: una colata di bronzo di inaudita potenza. Qualche limite tipico dei film di denuncia: qualche particolare di troppo, qualche forzatura.
Addio del Passato. **
Divertente panoramica sul mondo dell’opera; un tentativo di togliere la lirica dai suoi cliché.
Corazon Verde. *\
Documentario di denuncia sulle possibili devastazioni causate dalla produzione di alluminio. Ripetitivo e, in fin dei conti, banale. Non convince neppure più di tanto della bontà delle tesi espresse.
Pugni. *\
Cortissimo, per fortuna. Una specie di gioco a tema , piuttosto ben riuscito.
Lei. **
Donne diverse, di posti diversi, con storie differenti, il tutto montato con grande capacità. Interessante, un po’ troppo didascalico in alcuni punti.
Luparella. **\
Monologo di buon livello, ben riuscita la fusione tra teatro e cinepresa. Narra una storia di prostitute nella Napoli dei primi anni quaranta. Ben recitato, ben girato. Resta da dire che la cosa più bella è Fischer-Dieskau che canta Schubert...
Dolls. **
Esercizio di stile: sentimenti scritti in maiuscole, mutismo generale, manierismo, allegorie, metafore, richiami, intellettualismi, autocompiacimento, ammiccamenti... Oltre a questo, però, si trova molto poco.
Il Contratto. *\
Temi visti e rivisti, tutto sommato neppure così interessanti.
I ragazzi di El-Alamein. ***
Bel documentario storico. Commuove e interessa.
The tracker. **\
Strano, una sorta di western psicologico con insolita ambientazione australiana. Ottime alcune trovate, buona la riuscita complessiva. Molto bella la realizzazione delle scene violente: il suono continua, ma l’immagine viene sostituita da un quadro che la illustra.
Goldfish game. **
Drammatico ma scontato ed eccessivo; stereotipi in massa.
Aparte. ****
Angosciante presa diretta delle bidonville uruguaiane.
Don Quijote *\
Convenzionale riadattamento del libro. Poco fantasiose le scene, poveri di carisma i protagonisti.
Johan Padan. *\
Cartone animato tratto da Fo. Modesto, con un solo picco di eccellenza; ma tutto il resto scivola via anonimo. Trovo di pessimo gusto il finale: il protagonista, ormai vecchio, con voce e sembianze di Dario Fo sparge buoni sentimenti e banalità. Una gigionata d’altri tempi.
L’esame. *
Solito film-documentario particolarmente noioso, l’azione –per così dire- si svolge nel cortile di una università iraniana, prima di un test di ingresso per le donne.
Un onesto commerciante. ***
Tipico film incentrato sull’interrogatorio di un criminale. I poliziotti riusciranno ad incastrarlo solo quando si faranno più furbi di lui; e lo costringono alla resa. Grandioso Noiret.
Il giudice. *\
Incomprensibile.
Full Frontal. *
Un filmetto da nulla. Abbaglianti i virtuosismi del regista; ma a mio parere non basta. In fondo è solo una stanchissima riproposizione di tematiche metateatrali. Già visto.
Nudi. *
Non bello. Cervellotico, a tratti stupidotto; estremamente pretenzioso. Molto bella la musica dei titoli di apertura.
Blessed. *\
Filmetto.
Fuehrer ex. ***\
A cavallo della caduta del muro di Berlino, una storia di ragazzi normali di Berlino est. Un tentativo di fuga fallito li porterà al carcere e li getterà nelle braccia dei neonazisti. Finale tragico. Un ottimo film, forte, robusto; manca il tocco del genio, ma c’è tutto il resto.
L’homme du train. ***
Incontro casuale tra un criminale e un vecchio professore in pensione; alla fine l’uno diventa l’altro. Molto bello. Recupera anche dei temi e delle figure della fiaba grande sapienza.
La forza del passato. **
Buona l’idea, ma sbagliati i tempi. Produzione italianissima: a chi piace...




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