Casini: "Non c'è federalismo senza risorse"
Il presidente della Camera invita alla calma sulla riforma federalista: "Non è un problema di destra o sinistra, per trasferire le competenze bisogna anche trasferire le risorse, ma se le risorse non ci sono... ".
ROMA - "La riforma federale non si fa senza risorse, è un processo che comporta alcuni ostacoli derivanti anche dalle grandi questioni economiche sul tappeto, che una classe politica dotata di realismo e senso dello Stato deve affrontare con chiarezza, spiegando anche al cittadino il percorso che si vuole fare". Pier Ferdinando Casini, presidente della Camera dei Deputati, mette sul tappeto le difficoltà per un altro dei grandi progetti del governo Berlusconi. Da Ancona, dove ha inaugurato il nuovo centro direzionale della Cgia, Casini ha voluto puntualizzare, rispondendo ai dubbi degli amministratori locali, come "una riforma in senso federale non si fa senza risorse, perché non si possono trasferire competenze senza trasferire risorse. Queste sono piccole e banali verità che nella situazione economica e sociale del nostro Paese debbono però indurre tutti a una riflessione molto pacata e molto serena su quelle che sono le implicazioni di affermazioni teoriche sul federalismo".
Come a dire, è giusto che il federalismo sia argomento di dibattito e di studio teorica, ma al momento della realizzazione della riforma bsognerà anche fare i conti con la situazione economica del Paese, e non è detto che tutte le proposte possano trovare uno sbocco se il momento difficile per i conti pubblici continua. Nell'attuazione del cammino federalista - spiega Casini - ci sono certi ostacoli, anche derivanti dale grandi questioni economiche sul tappeto, che una classe politica che ha realismo e senso dello Stato deve affrontare con chiarezza. Poi tutte le soluzioni possono essere valide o non valide, l'importante è che ci sia chiarezza, e che si spieghi anche al cittadino il percorso che si vuole fare''.
"La cosa è molto semplice - conclude il presidente della Camera - qui non è un problema di destra o sinistra, non è un problema del governo precedente o del governo attuale. La riforma del federalismo è stata avviata con la maggioranza di centro sinistra e oggi la maggioranza di centro destra si trova a gestire, e probabilmente nelle intenzioni di qualcuno anche ad andare oltre, questo cammino federalista".
Poi qualche notazione più generale su una riforma che non dovrà semplicemente prendere atto delle differenze tra settentrione e meridione: "Non possiamo pensare - dice Casini da Crotone, dove si è spostato per partecipare al convegno di Assindustria - di proporre un federalismo che tenda a codificare il divario oggi esistente nella disponibilità di risorse tra nord e sud, ma soprattutto non dobbiamo dimenticare che i vincoli di bilancio impongono di contrastare con forza ogni duplicazione delle spese, rischio ben presente in ogni intervento di decentramento federale".
''Insomma - conclude il presidente della Camera - ben venga il federalismo ma a nessuno deve sfuggire che attuare la riforma federale costa e reperire risorse in questa direzione significa distoglierle da altri obiettivi, se si intendono rispettare gli obiettivi di finanza pubblica che l'Unione Europea ci impone. Solo avendo ben chiare queste realtà possiamo affrontare in modo non velleitario le questioni dello sviluppo del Mezzogiorno e anche il tema di un suo possibile ruolo nel Mediterraneo".
(21 SETTEMBRE 2002; ORE 16:18; ultimo aggiornamento ore 187)




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